"Fu il suo tempo che non lo comprese abbastanza, e ne ebbe paura. Come spesso si ha paura dei giovani troppo esuberanti, degli uomini troppo forti. O, se si vuole, dei leoni."
La trama di questo romanzo mi aveva incuriosita fin dalla sinossi e sono felice che le aspettative che avevo riposto in esso siano state rispettate.
Questo libro più che un racconto è un saggio, un'analisi che mai avevo incontrato su alcune figure famose (e altre meno) della cultura e mitologia dell'antica Grecia.
Tra le pagine del saggio di Pepe scopriamo personaggi come Achille, Telemaco, ma anche Alcibiade, Antigone e Alessandro Magno e molti aspetti del loro carattere che si interconnettono con la storia della civiltà Greca.
Ho trovato veramente molto interessante quest'opera, perché non ci si trova davanti a un'analisi del testo come nelle varie trasposizioni (anche romanzate) delle due classiche opere, ossia l'Iliade e L'Odissea, ma a un'analisi psicologica e sociologica molto seria e ben dettagliata.
L'unica pecca è che il libro, essendo molto dettagliato e specifico, risulta a tratti lento e poco chiaro per chi non ha mai affrontato questi argomenti.
Diciamo che non lo consiglio affatto a chi vuole leggerlo per avere un po' di leggerezza, bisogna essere molto concentrati su questo romanzo per non farsi sfuggire nulla.
A tratti infatti mi è parso anche un testo che potrebbe tranquillamente essere utilizzato come materiale universitario.
Lo consiglio vivamente a chi vuole analizzare più approfonditamente certe figure della mitologia greca. Non lo consiglio invece a chi vuole avere un prima approccio, sarebbe in quel caso meglio prima analizzare più specificatamente i testi originali.
Parte preferita? Ho amato la parte su Antigone, l'avevo già analizzata come figura nei miei studi in giurisprudenza, in particolare in filosofia del diritto, e mi aveva già all'epoca affascinata.
Complimenti all'autrice!