la ragazza alla pari. Giovane, inesperta, spontanea.
il padre del bambino. Single, ambizioso, autoritario.
Shanghai, Cina.
Lilou Renaud è salita sull’aereo per la metropoli cinese quasi di nascosto, col solo desiderio di allontanarsi da Saint-Damien en Médoc, bucolico quanto noioso paesino francese, e dalle scelte di vita che altri hanno cercato di imporle.
È fuggita per far chiarezza su ciò che veramente vuole dalla vita e ha trovato…Mathis Tang.
Ambizioso, elegante, a capo di una grossa azienda di moda, Mathis non è certo quel signore di mezza età che lei si aspettava. Di madre francese e padre cinese, incarna in sé il fascino di oriente e occidente e Lilou non può fare a meno di sentirsi attratta da lui.
Per Mathis, Lilou rappresenta una ventata di freschezza. Spontanea e dolce, è l’unica che sa come prendere per il verso giusto suo figlio Lucien, e riporta nella loro vita quel senso di famiglia del quale l’uomo credeva di poter fare a meno.
Ma dov’è la madre di Lucien? Perché non ci sono sue foto in casa, perché nessuno può nominarla? Qual è il segreto che Mathis nasconde così bene, e che sembra tormentarlo?
Cedere alla reciproca attrazione non è la cosa più saggia da fare, quando in agguato si nascondono innumerevoli ostacoli.
Ma chi riesce ad essere saggio, se di mezzo ci si mette il cuore?
***** ROMANZO AUTOCONCLUSIVO *****
#contemporary romance #single parent #age-gap #big city
Mimi Costalunga è nata in una città di mare ed ha vissuto dieci anni in mezzo ai grattacieli di una metropoli orientale. Ha fatto la contabile, la pendolare, l’espatriata ma la cosa che le piace di più è scrivere storie, possibilmente d’amore. Sposata e mamma di tre bimbi, ama il gorgoglio della moka, il profumo del bucato e il ticchettio dei tasti nel silenzio della casa vuota.
Lilou Renaud è una giovane ragazza francese nata e cresciuta in una piccola cittadina della regione del Bordeaux e figlia di un produttore di vino molto conosciuto in tutto il mondo. Il destino che vorrebbe per lei il padre sarebbe quello di vederla a capo dell’azienda di famiglia e sposata con l’attuale fidanzato, Maurice, ma lei ha altri progetti e quando si rende conto che con il fidanzato non sta poi così bene si iscrive ad un’agenzia per ragazze au pair che le darà la possibilità di andare a lavorare a Shanghai e inseguire il suo sogno: lavorare nel campo dell’educazione.
Mathis Tang è un uomo d’affari di Shanghai, nato da padre cinese e madre francese, con passato difficile e turbolento, povero d’amore. È diventato presto padre di Lucien ma i suoi rimorsi e i sensi di colpa lo hanno portato a concentrarsi più sul suo lavoro che sulla famiglia. Quando Lilou arriverà nella sua vita sarà per lui una folata d’aria fresca che lo risveglierà dal torpore in cui è caduto da troppi anni.
La scrittura di Mimi è strepitosa, coinvolgente, emozionante e descrittiva: sembra di poter toccare con mano i palazzi di Shanghai, assaporare il cibo e provare i sentimenti dei protagonisti. E’ una full immersion in una cultura distante dalla nostra, difficile da comprendere a volte; in usi e costumi che ai nostri occhi possono sembrare antichi; un incontro/scontro tra due culture che fuse assieme potrebbero migliorarsi a vicenda.
L’autrice – attraverso Lilou, Mathis, Lucien, i nonni Pan e tutti gli altri personaggi – trasporta il lettore in un mondo diverso, affascinante, rispettoso: facendolo entrare nella testa, nella quotidianità e nelle azioni dei protagonisti gli dà modo di immedesimarsi in loro, di comprenderli (o almeno provarci) e di provare a capire la cultura di Shanghai avvicinandolo a questo modo così, apparentemente, lontano. La storia che nasce tra Lilou e Mathis contribuirà a far comprendere – e si spera accettare a chi ancora ha difficoltà a farlo – che persone di culture diverse possono, non solo stare insieme, ma anche essere l’una il meglio per l’altro così come due culture – in apparenza opposte – possono e devono essere fonte di ispirazione e miglioramento sotto alcuni punti di vista.
“Shanghai mon amour” è un romanzo di condivisione culturale che ha da insegnare tantissime cose: la più fondamentale è il rispetto verso sé stessi e gli altri. Mimi si è confermata un’autrice meravigliosamente brava e attenta ai particolari, coinvolgente e che vi consiglio di recuperare e tenere d’occhio.
Tutto ciò che riguarda l'Oriente mi affascina, per questo ho iniziato questa lettura. Bellissimo il rapporto tra la tata Lilou e Lucien, questo ragazzetto mi ha fatto molta tenerezza in numerose scene, per il rapporto con Mathis, suo padre sempre assente per lavoro e per quello con la figura materna inesistente. Il rapporto tra Mathis e Lilou (age gap che non ho percepito) parte molto lentamente per poi finire di parlare troppo velocemente di sentimenti per i miei gusti, perché all'inizio tra i due non c'è molta interazione. La prima parte, purtroppo l'ho trovata un po' lenta a causa di varie introspezioni e descrizioni, però nella seconda parte e nel finale alcuni eventi porteranno movimento al ritmo della storia. Tutto sommato una storia carina.
Il romanzo mi è piaciuto molto, l’ho letto con grande piacere e ho apprezzato, anche questa volta, lo stile fresco ed elegante dell’autrice. Ho trovato una bella storia d’amore, con due personaggi ben delineati. Mr. Tang: l’autoritario, sexy e ambizioso Mathis è un personaggio spigoloso e tutto d’un pezzo, che è riuscito a intrigarmi fin da subito. Lilou mi è piaciuta molto per la sua spontaneità, ma anche per la sua tenacia e determinazione ad affrontare un viaggio che è anche un’occasione di crescita. Ho apprezzato anche l’ambientazione orientale, a Shanghai, una metropoli ricca di contraddizioni, e il fatto che l’autrice abbia seminato informazioni su usi e costumi del luogo. I temi approfonditi: la fiducia, i legami familiari, la malattia, il perdono, sono tutte tematiche importanti che sono state trattate con la dovuta delicatezza. In definitiva, “Shanghai mon amour” è un romanzo molto bello e scorrevole, a tratti anche toccante, di certo emozionante, in grado di catturare l’attenzione del lettore. Io ho amato questa storia dalla prima all’ultima pagina.
"Se desideri qualcosa, poi devi essere in grado di saperla gestire".
Le timide atmosfere orientali di Shanghai, ispirano Lilou, giovane ragazza francese. Stanca di una vita che non sente cucita addosso, abbandona gli inebrianti vigneti di famiglia in Francia, per trasferirsi in Cina. Approdare in un nuovo continente come ragazza alla pari, presso una famosa famiglia di imprenditori del luogo, le sembra uno spiraglio di luce dopo tanti anni di tiepide soddisfazioni. Le sue attese vengono subito messe alla prova da Lucien, bambino al quale dovrà insegnare francese per nove mesi, e da suo padre Mathias. Di fronte alle ostilità comportamentali di entrambi Lilou si sente persa e affranta, accarezzando l'idea di aver commesso un grande errore a trasferirsi. Nella vita però, nulla è mai come sembra. Dietro la sfrontatezza di Lucien e la freddezza di Mathias, si nascondono cicatrici profonde e probabilmente insanabili. Nulla è perso, se il cuore riesce ad andare oltre, guardando dove altri non osano nemmeno avvicinarsi. Lilou, un nome che nasconde dolcezza e ingenuità ma anche tanta determinazione. Quando c'è purezza, i sentimenti nascono spontaneamente. Premetto che amo i libri immersi nelle profonde e suggestive atmosfere orientali e Shanghai mon amour rispecchia totalmente queste ambientazioni. Ho apprezzato la scrittura in terza persona di Mimì Costalunga che ha saputo utilizzarla in maniera attenta e coerente. I personaggi risultano credibili ed emotivamente legati da un filo sottile che non si spezza mai nel corso della narrazione. Vi consiglio calorosamente di immergervi nella lettura di questo libro che dona serenità e magia, facendo trascorrere piacevoli ore in compagnia di una storia a tratti forte, ma allo stesso tempo romanticamente reale.
Carino, diciamo che mi sarei aspettata qualcosa in più, si capisce benissimo come va a finire, lei praticamente sbava su di lui da come lo vede, solo non capisco come per una volta che vanno insieme e lui dopo scappa come un codardo lei sia quasi depressa, in più questa voglia morbosa di sapere per forza tutto del passato di lui, arrivando a pensare che le era dovuto, non è così, non si erano sposati, non si erano promessi di stare insieme per sempre, andavano semplicemente insieme e lei si arroga un diritto senza motivo, carino da leggere se non di sa cosa fare.