Seconda opera per Marco Cappelli, l’autore del bellissimo podcast “Storia d’Italia”, che, dopo “Per un pugno di barbari”, splendido libro sulla crisi del terzo secolo dell’Impero Romano, stavolta accende le luci sull’altra metà del cielo di Roma della tarda antichità: i Goti.
Con la storia di questo popolo, relegato spesso e troppo frettolosamente, a semplice distruttore della civiltà romana, lo scrittore smonta, come se fossero muri, uno a uno gli stereotipi sui barbari e su come questi interagirono con l’impero; per farlo non usa proiettili di saccenza, ma gli utensili di un rigoroso e profondo studio delle fonti, restituendoci così un’architettura fatta di conoscenze, sorprese e nuove consapevolezze.
Durante la lettura seguiremo i Goti dai freddi territori del nord Europa fino ai loro ultimi echi nei remoti angoli dell’Iberia, passando attraverso l’insperata vittoria di Adrianopoli e per la gloria conquistata sui Campi Catalaunici.
La consueta scorrevolezza che contraddistingue i lavori dell’autore fa da scenario ad una narrazione interessante, intensa e viva; potrà sembrare quindi di trovarci con i Goti di fronte al Danubio nell’incerto autunno del 376 o sotto le mura di Roma poco prima del Sacco, ogni pagina ci accompagna in un viaggio che fa da spartiacque tra due epoche, dove non si svela solo il destino di un popolo barbaro ma anche le radici di una nuova civiltà.