Questo volume racconta le storie delle persone che hanno abitato l’isola di Taiwan: quelle arrivate migliaia di anni fa e quelle che hanno attraversato le acque dello Stretto di Taiwan dal Cinquecento all’Ottocento; i soldati in ritirata dalla guerra civile cinese e i funzionari del Kuomintang all’indomani del secondo conflitto mondiale; i migranti arrivati negli scorsi decenni dai Paesi del Sud est asiatico. Ma anche le storie dei colonizzatori che hanno imposto per periodi più o meno lunghi il proprio potere sugli altri abitanti dell’isola: gli olandesi e gli spagnoli, i pirati e i contrabbandieri, i funzionari dell’Impero Qing e i giapponesi, fino al regime del Kuomintang. I confini geografici dell’isola sono rimasti immutati, ma le storie e i percorsi di coloro che la abitano hanno ridefinito il perimetro del significato di ‘essere taiwanese’. Il ruolo praticamente unico al mondo di Taiwan, entità autonoma all’interno della comunità internazionale, ha consentito una formulazione inedita dell’identità nazionale. La dinamica società taiwanese contemporanea è il frutto delle dominazioni, delle interazioni tra i diversi gruppi etnici ma soprattutto delle modalità di convivenza tra chi ha scelto, talvolta costretto, di chiamare ‘Taiwan’ la propria casa.
Intelligenza artificiale, guida assistita, smartphone 5G, IoT, computer sempre più potenti, tutte queste cose hanno un minimo comun denominatore: processori sempre più sofisticati e questi processori vengono prodotti in gran parte, anzi in grandissima parte, a Taiwan.
Taiwan ora è il centro del mondo tecnologico.
Per mettere le cose in chiaro, a Taiwan si producono microprocessori a 5 nanometri, in Cina al massimo si arriva a 14 nanometri, come dire che qui si fabbricano robot chirurghi e astronavi, di là la Barbie
Taiwan quindi come il singolo Paese più importante sulla faccia della Terra nella corsa alla supremazia tecnologica e “L’isola sospesa. Taiwan e gli equilibri del mondo” è un libro ben scritto e ben documentato sulla storia dell’isola, sulla sua cultura, la sua geografia e la sua politica.
C’è chi ha definito ora Taiwan “il posto più pericoloso sulla faccia della Terra”, di sicuro il centro dell’arena mondiale ora è qui, tra USA e Cina; persino la guerra tra Russia e Ucraina potrebbe sembrare una semplice zuffa di quartiere se le cose in quel di Formosa dovessero travalicare.