MILANO GHE PENSI MI - MILANO CAPITALE
THE PASSENGER della casa editrice Iperborea - da sempre specializzata in letteratura del nord Europa - è una collana di guide da viaggio sui generis, che non sostituisce quelle tradizionali dove si trovano banalmente informazioni più o meno dettagliate su cosa visitare, mangiare o dormire, notizie storiche e geografiche, così come in tanti siti o app.
The Passenger sono guide che guardano alla contemporaneità, dove voci di oggi di giornalisti o scrittori raccontano un luogo attraverso brevi saggi, articoli interviste reportage letterari, cercando di fare emergere il suo genius.
Le altre guide rispondono al come e al quando, la collana The Passenger risponde al perché.
Questo è il mio primo The Passenger.
È dedicato a Milano.
Milano.
La più sfuggente e indefinibile tra le città italiane.
Milano relativamente piccola rispetto alla sua potente forza di gravità..
Milano che negli ultimi due decenni ha vissuto un Rinascimento urbanistico, ridisegnando il suo skyline così come interi quartieri.
Chi vi manca da alcuni anni stenterebbe a riconoscerla.
Milano che conta 16 grattacieli, le tre Torri di City Life, la torre Unicredit, il Bosco verticale.
Il Pirellone è la prima cosa che vedi quando esci dalla Stazione Centrale che però non sta per nulla in centro perché Milano ha una pianta perfettamente circolare dove è geometricamente il Duomo a fissarne il suo esatto baricentro.
E anche se non si vede... Milano che poggia dolcemente sull'acqua e c'è un ponte il ponte della Ghisolfa (narrato anche dai racconti dello scrittore Giovanni Testori) che ricorda da vicino il Ponte Morandi di Genova perché corre per circa due km sopraelevato e tra due file ininterrotte e vicinissime di case che mentre lo percorri un auto, se giri la testa a sx, o a dx puoi vedere o abbracciare una donna che stiracome nella canzone di Umberto Tozzi.
Milano la città dove negli anni tra il 1958 e il 1963 è esploso il boom economico, quando i nostri genitori sono riusciti a fare i soldi.
Milano capitale dell'industria siderurgica la Falck e la Breda.
Milano capitale dell'industria farmaceutica Farmitalia e Bracco.
Dell'automobile Pirelli e Alfa Romeo.
Milano capitale del Credito.
Milano capitale dell'editoria, negli anni '50 tutte le principali case editrici avevano sede a Milano Mondadori, Bompiani, Feltrinelli, Rizzoli il Corsera.
Milano capitale del calcio.
Milano capitale dell'industria alimentare Motta Alemagna Campari, i primi supermercati Esselunga.
Milano capitale della moda che toglie il primato a Firenze e a Roma.
Il marchio Milanovendemoda, che fu l'antesignano della Fashion Week di oggi, che catalizza con i suoi eventi la città e il suo traffico due volte all'anno a settembre e febbraio.
Con le sue tre G, che nulla hanno a che fare con il punto G: Giorgio Armani, Gianfranco Ferrè e Gianni Versace e a seguire Dolce e Gabbana e Prada.
Milano capitale del design.
Milano che anticipa, sempre.
Le prime avvisaglie degli anni di piombo, i conflitti sociali pronti a emergere, la strategia della tensione che sfocia con la bomba alla Banca dell'Agricoltura in piazza Fontana.
E poi c'è la Milano degli anni 80 la Milano da bere degli yuppie e dei paninari.
Milano da sempre Industria culturale: teatri, mostre, fiere, saloni.
Ed è facile deridere una città che abbraccia il nuovo senza troppi pensieri, perché l'età dell'oro per i milanesi è sempre domani.
E in questa corsa verso il futuro Milano non guarda in faccia a nessuno perché, da vera seduttrice, non giudica ma si specchia negli occhi di chi guarda: accogliente o terribile, attraente o respingente, liberatorio fagocitante, aperta o omologata.
Come la sabbia su cui è costruita, si lascia plasmare senza opporre resistenza, continuando a inventare e produrre e poi vendere desideri.