Colpito al cuore dagli Scudi di Cenere, un nemico che non dovrebbe esistere, il regno dei Maestri vacilla.
Divisi e allo stremo delle forze, una giovane nobildonna, un'assassina e un soldato sconfitto dovranno trovare la forza e il coraggio per combattere ancora.
Perché il destino dei Luoghi è nelle loro mani.
LE CRONACHE DI KIENGIR: Gli Scudi di Cenere è il secondo volume dell'acclamata serie high fantasy di Abel Montero. Preparati a scoprire un universo fantastico dove vita e morte sono nelle mani di creature dai mille volti. Esseri affascinanti, letali e capaci di guidare l'umanità verso la prosperità. O di piegarla al loro volere con uno schiocco di dita.
Come avevo notato già in Jerome Faure, lo stile di Abel Montero ha avuto un netto miglioramento, con una forte inclinazione verso la caratterizzazione dei personaggi. Questa evoluzione si nota molto in questo secondo volume de Le Cronache di Kiengir, perché ovviamente è parte di una serie. Se nel primo volume i personaggi sono più sacrificati, qui acquistano uno spessore gigantesco, soprattutto per quanto riguarda Eshfen e Andik, che sono i miei preferiti.
Shadi sul finale acquista un po' di quid in più che non vedo l'ora di vedere come si concretizza nel terzo volume.
Mi è piaciuto molto il rapporto tra Darjin e Miro, una dicotomia stupenda. Mamma e sorellina, fratellino e fratellone che devono trovare un equilibrio tra passato e futuro.
Vinna è il personaggio che mi ha convinto meno e devo ancora capirla, non posso dire molto per non fare spoiler.
Come dicevo, Andik ed Eshfen sono i miei preferiti. Eshfen gode del fascino del villain, in un momento non mi è piaciuta una cosa repentina, ma ne capisco il processo, avrei preferito fosse un po' più graduale. Ho temuto un cambiamento di troppo, ma mi è piaciuta da matti la svolta nella sua storyline. Andik invece può risultare pesante a tratti, ma il senso di colpa che prova è normale e sacrosanto che ci sia. Anche qui sul finale avrei preferito la chiusura di un cerchio, ma seguirlo è stato stupendo.
Quindi, sommando, ottima gestione dei personaggi, prima metà più lenta e la seconda con un ritmo più incalzante senza però snaturare il passo generalmente lento.
Ho letto Kiengir in beta lettura, quindi in anteprima.
Probabilmente chi mi sta leggendo qui ha già letto Kiengir, la volpe e l'elsa e sta cercando di capire se vale la pena continuare o meno la serie. La risposta è, senza alcuna ombra di dubbio: sì. Se invece siete qui dopo aver letto Gli Scudi di Cenere bhe... buona lettura!
La distanza che separa il primo è il secondo volume (circa tre anni, nel quale l'autore ha fatto uscire altre opere) ha avuto come frutto un miglioramento a dir poco spaventoso da parte di Abel Montero, a partire dalla caratterizzazione dei personaggi fino ad arrivare alla composizione visiva degli ambienti che formano questo mondo immaginario, dove vivono Dei che sembrano occultare fin troppi segreti, creature alate meravigliose, città mastodontiche e creature che si nascondono nell'ombra, in attesa dell'agognata vendetta.
Lo schema del romanzo non è cambiato: rimane sempre un romanzo corale, dove diversi punti di vista (sono di più in confronto al primo volume) si intrecciano, intessendo un arazzo sempre più complesso e diversificato. I personaggi sono molto più caratterizzati, e i miei preferiti rimangono Darjin (e Miro) e Eshfen. Enorme miglioramento da parte di Shadi, che penso ci regalerà qualche perla nel volume conclusivo.
Nel corso del romanzo alcuni nodi vengono sbrogliati e altri invece intessuti, mentre Abel giostra un gioco fatto di inganni, segreti e tumulti che vi lasceranno, ne sono sicura, con tante domande in sospeso che verranno svelate solo attraverso il terzo volume. Uruk è caduta, quali saranno le ripercussioni di questo disastro? Chi sono i Maestri? Da dove vengono? C'era qualcosa prima di loro? E se sì... cosa? Che cosa si nasconde nell'ombra? Se le stelle sopra Kiengir, Ninive e le macerie che ormai compongono Uruk potessero parlare... che segreti ci svelerebbero?
Anche a livello stilistico Kiengir è molto cambiato. Abel Montero si prende il giusto tempo per delineare trama, intrighi e personaggi, rendendo il tutto molto più credibile e bilanciato. C'è ancora del margine di miglioramento (come sempre, no? non si smette mai di imparare) e io sono convinta che lo stesso Abel che ha scritto Gli scudi di Cenere ci stupirà con un'opera conclusiva degna di tale nome: La città di Fuoco uscirà presto, e personalmente non vedo l'ora.
Questo secondo volume è, senza mezzi termini, un ottimo figlio di mezzo, benché non perfetto. Mette delle basi solidissime per il volume che ci attende e quel finale... dannazione. Se c'è una cosa che ho imparato leggendo Abel Montero, è che i finali li sa scrivere, eccome! Illegalissimo il cliffhanger finale per praticamente ogni singolo POV all'interno della storia. È una cosa che mi ha fatto letteralmente uscire di testa. Ora non ci resta altro da fare che aspettare.
Disclaimer: ho partecipato all'editing strutturale di questo romanzo. Tuttavia questo non influisce sulla mia valutazione generale. Era un gran libro anche prima che ci lavorassi.
Gli Scudi di Cenere è un sequel che va controcorrente. Molti "numeri due" puntano tutto sull'azione puramente "fun". Comprensibilmente.
Chi segue Montero sa come il suo stile si è evoluto. Questo cambiamento è evidente anche in questo romanzo. È un'opera più profonda. Si nota un'introspezione dei personaggi maggiore e un worldbuilding molto più complesso. L'azione non manca ma il romanzo si prende più tempo per arrivare a quelle sezioni (che ci sono ad ogni modo).
Apprezzo la volontà di spingere verso l'approfondimento invece di picchiare sul fattore intrattenimento. In un certo senso ci vedo un percorso simile a quello che c'è da Mistborn al Pozzo dell'ascensione. Molti si aspetteranno un sequel diverso, meno riflessivo e più action heavy. Potrebbero avere ragione ma secondo me questo secondo volume è migliore da ogni punto di vista.
I personaggi mi sono piaciuti tutti, l'ambientazione è convincente e la storia funziona.
Irmanna mi è entrata nel cuore e... Miro ❣️❣️❣️
La Città di Fuoco è in programma per il prossimo dicembre. Sarà un anno lunghissimo.
Più complesso ed epico del primo, questo secondo romanzo delle Cronache si legge con piacere. Montero ormai ha raggiunto una voce narrante unica che non mi stanca mai. Tutti i personaggi sono più caratterizzati e curati. Ci sono più intrighi politici e si intravede la direzione di tutti i giochi di potere anche se i Maestri restano un mistero.
Ho letto il libro in anteprima (più volte a dire il vero) e sono felice che a breve avrò la mia copia tra le mani perché è davvero un bellissimo seguito. È trascorso un lungo lasso di tempo tra il primo e il secondo volume, ma una pandemia e la pubblicazione di altre due libri mi sembrano una motivazione sufficiente per perdonare l'autore. Comincio subito con il dire che Gli Scudi di Cenere è il perfetto libro di mezzo. Infatti qualcosa di grosso viene rivelato mentre tante altre questioni sono tenute in sospeso, malgrado nella trama ci siano i passi avanti, per il gran finale, del quale sappiamo già il titolo: La Città di fuoco 🔥. Ma cominciamo con ordine: un libro di ampio respiro in cui l'autore ha dedicato il giusto tempo ad ogni personaggio. Sia per la crescita emotiva di quelli che già conoscevamo come Shadi, che per personaggi che nel primo libro avevamo solo intravisto come Vinna. E anche del cattivo Eshfen scopriamo tanti particolari. Lo stesso spazio è stato concesso alle bellissime ambientazioni, per me fra tutte "La tela lucente" una sorta di binario per i trasporti che ho adorato proprio da distacco mascellare. Il ritmo della narrazione è crescente, Abel parte piano sembra quasi voglia preparare il lettore ad un incalzare che va di pagina in pagina, tra intrighi e colpi di scena, sino ad arrivare al cardiopalma finale. E qui le dolenti note...il finale, io penso di trovare il suo indirizzo e aspettarlo sotto casa! Però ha promesso un terzo libro veloce e per cui gli concederò un po' di tregua. Ho detto un po' eh.