Il terrore ha più di un volto e gli autori di questa raccolta sono pronti a dimostrarcelo: otto storie che non dimenticherete facilmente. La paura è la nostra più grande debolezza ma anche la nostra più grande forza, sta a noi scegliere come usarla. L'inquietudine si insinua subdola nelle nostre vite, tra pieghe del quotidiano e pagine del passato, rapporti famigliari e incontri virtuali, realtà e inconscio, pregiudizi e paranoie. In questa raccolta di inediti, Stephen King e sette celebri firme della narrativa italiana - Eraldo Baldini, Paola Barbato, Antonella Lattanzi, Loredana Lipperini, Marco Peano, Ilaria Tuti, Simona Vinci - ci conducono in un viaggio unico dentro quel lato oscuro che ci scorre accanto ma che spesso non riusciamo a guardare negli occhi.
Stephen Edwin King was born the second son of Donald and Nellie Ruth Pillsbury King. After his father left them when Stephen was two, he and his older brother, David, were raised by his mother. Parts of his childhood were spent in Fort Wayne, Indiana, where his father's family was at the time, and in Stratford, Connecticut. When Stephen was eleven, his mother brought her children back to Durham, Maine, for good. Her parents, Guy and Nellie Pillsbury, had become incapacitated with old age, and Ruth King was persuaded by her sisters to take over the physical care of them. Other family members provided a small house in Durham and financial support. After Stephen's grandparents passed away, Mrs. King found work in the kitchens of Pineland, a nearby residential facility for the mentally challenged.
Stephen attended the grammar school in Durham and Lisbon Falls High School, graduating in 1966. From his sophomore year at the University of Maine at Orono, he wrote a weekly column for the school newspaper, THE MAINE CAMPUS. He was also active in student politics, serving as a member of the Student Senate. He came to support the anti-war movement on the Orono campus, arriving at his stance from a conservative view that the war in Vietnam was unconstitutional. He graduated in 1970, with a B.A. in English and qualified to teach on the high school level. A draft board examination immediately post-graduation found him 4-F on grounds of high blood pressure, limited vision, flat feet, and punctured eardrums.
He met Tabitha Spruce in the stacks of the Fogler Library at the University, where they both worked as students; they married in January of 1971. As Stephen was unable to find placement as a teacher immediately, the Kings lived on his earnings as a laborer at an industrial laundry, and her student loan and savings, with an occasional boost from a short story sale to men's magazines.
Stephen made his first professional short story sale ("The Glass Floor") to Startling Mystery Stories in 1967. Throughout the early years of his marriage, he continued to sell stories to men's magazines. Many were gathered into the Night Shift collection or appeared in other anthologies.
In the fall of 1971, Stephen began teaching English at Hampden Academy, the public high school in Hampden, Maine. Writing in the evenings and on the weekends, he continued to produce short stories and to work on novels.
3.5 I primi racconti (soprattutto Barbato e Lattanzi) molto efficaci, gli ultimi tre scialbi da rasentare la noia (Ilaria Tuti è stata abbandonata senza pietà, Simona Vinci finita fra uno sbadiglio perplesso e l’altro).
Iniziativa apprezzabile di Sperling & Kupfer, che in linea generale mi è piaciuta anche se si sarebbe potuto fare molto di più. A parte King, la qualità degli altri racconti (come per ogni raccolta, del resto) è altalenante. Bene alcuni, ma altri sono insipidi e/o inutilmente lunghi. Un editing più curato sulle storie avrebbe potuto portare l'antologia molto più in alto (o anche solo evitato metafore stanche come "nera come la notte e rossa come il sangue").
Anche se molti criticano questo formato, personalmente apprezzo le raccolte di storie brevi perché sono rilassanti e spesso mi permettono di scoprire autori e autrici da riprendere in seguito.
In questo caso il tema di fondo é l’horror e, per renderlo ancora più esplicito, la casa editrice ha scelto di mettere in apertura una breve storia di King: quindici pagine non particolarmente rilevanti, ma che saranno costate il primogenito maschio all’editore. Scelte di marketing discutibili a parte, ecco una breve impressione su ciascun racconto.
Stephen King Racconto breve ma incisivo, non certo indimenticabile ma capace di tenerti incollato alla lettura fino alla fine. C’erano dubbi?
Eraldo Baldini Prosa alquanto pesante, come se volesse costruire a tutti i costi ambientazioni cupe e tenebrose distribuendo nel testo abbondanti manciate di aggettivi cupi e tenebrosi. La vicenda, ambientata alla diga di Ridracoli, è comunque molto interessante, e verso il finale genera non poca suspance. Peccato che finisca così, nel giro di mezza pagina, come se si fosse chiuso il rubinetto delle buone idee. Con un buon finale sarebbe stata tra le migliori.
Paola Barbato Terrore puro, son stato male.
Antonella Lattanzi Tra i racconti più disturbati e disturbanti di questa raccolta, narrato davvero bene. Le famiglie sono la prima fonte di traumi, é risaputo, e staccarsene risulta sempre un lavoraccio.
Loredana Lipperini Lettura piacevole e scorrevole, ma che non mi ha lasciato nulla. Ho familiarizzato in fretta con la protagonista e i suoi problemi, ma la parte soprannaturale mi é parsa poco interessante. Ripensandoci, ammetto di aver preferito la prima metà del racconto.
Marco Peano A cosa servono i mostri quando abbiamo ansia e manie di persecuzione? La caduta dal male in peggio di un uomo ordinario in una giornata fuori dalla norma.
Ilaria Tuti Racconto molto interessante, lo colloco tra i miei preferiti. Purtroppo le parti “tecniche” risultano abbastanza lunghe e pesanti, ma é anche vero che sono necessarie ai fini della storia. Bellissima la scelta dei protagonisti e del contesto nel quale si muovono.
Simona Vinci Racconto piacevole da leggere ma che con l’horror non ha nulla a che fare.
Giuseppe Palumbo, l’illustratore, ha disegnato una bellissima copertina ma, oltre al ritratto degli autori e delle autrici, non ha arricchito la raccolta con altre tavole. Sarebbe stata una buona idea aggiungere un’illustrazione all’inizio delle storie, per aumentare l’immersione del lettore nel nuovo contesto.
Raccolta di racconti che lascia l'amaro in bocca. Alcuno racconti sembrano tagliati a metà,anche se potrebbero avere un ottimo sviluppo,altri sono proprio no sense per me. La scrittura è molto fluida e nonostante tutto non noiosa,ma niente di piu
Bah, posso dire che è stata una delusione? Mi aspettavo dei racconti molto più macabri e horror, invece di alcuni non ho trovato un senso e alcuni li ho già rimossi.. mi sono piaciuti un po’ solamente i primi quattro.
Alcune storie molto belle (quella della Tuti su tutte), ma non eccezionali come mi aspettavo nel complesso. Mi sarei aspettato qualcosa di più horror e originale.
Raccolta di racconti interessante, non tutti mi sono piaciuti però mi hanno fatto scoprire autori che non conoscevo e che ho trovato interessante. Il racconto più inquietante per me è quello di Paola Barbato
La collana Macabre (seppur non mi abbiano entusiasmato tutti i titoli fin ora) ha il vanto di aver riportato in auge l horror nelle librerie. Con questo volume ha regalato all' Italia il brevissimo del maestro King, Willie the Weirdo (dai lo strambo fa pietà peggio della traduzione "se mi lasci ti cancello"!). Ma non solo!! In questo volume ci sono perle italiane non da poco! LA PORTA APERTA di Paola Barbato: quando l orrore è ossessione, ha un volto ed un lavoro normale. Dove il nostro King avrebbe cannato il finale (fatevi Na risata si scherza) la Barbato vi... Renderà increduli. IL MODO IN CUI TI CHIAMA di Loredana Lipperini: prendete l'occhio del male di King, un pizzico di evoluzione tipica alla Marberry, un po di "ce la faremoooo" post covid e datelo in mano alla Lipperini. Che capolavoro profondo. (lavoro col pubblico, quanto l ho capito questo racconto, quanto l ho apprezzato!) Tra gli altri magari un poco forzati e tirati: In Una Selva Oscura di Eraldo Baldini; Mio Fratello di Antonella Lattanzi (anche l Italia ha il suo lato weird crime!); Paranoia Verde di Marco Peano; Scura come la Notte di Ilaria Tuti e La Signora Clara di Simona Vinci.
Raccolta di racconti un po' discontinua. Quello di King, anche se un po' appannato e prevedibile, ha il suo perché. Meritano quelli di Paola Barbato, Loredana Lipperini e abbastanza quello di Marco Peano. Grandi potenzialità non sfruttate per Eraldo Baldini. Il racconto di Antonella Lattanzi... bho, fino a un certo punto prende, poi non si capisce più niente, si ingarbuglia e sembra finito in fretta, tanto per arrivare in fondo, ma senza un senso. Totalmente incomprensibili quelli di Ilaria Toti e Simona Vinci
Leggere un racconto di King che include anche la parentesi sul Covid19 fa un effetto straniante. Willie è uno di quei personaggi che rimangono. L'operazione complessiva di un libro dedicato a un solo racconto del Re associato ad altri nomi della narrativa italiana mi lascia francamente perplesso. Il volume è ben curato e le illustrazioni lo arricchiscono ma è fin troppo esplicita come operazione per far cassa.
Raccolta di racconti di un gruppo di scrittori italiani di chiara fama, più un racconto di Stephen King a fare da traino. Tra horror, thriller e drammi psicologici, i racconti sono a tratti lucidissimi e in altri onirici o surreali. Vi sono alcune perle notevoli e altri racconti decisamente buoni. Un po' retorico il finale del testo di King, ottimi Barbato e Tuti.
Nel complesso una buona raccolta di racconti brevi, decisamente di vario genere l'uno dall'altro. Ottimi Barbato, Baldini e Peano, normale amministrazione per il Re. Abbastanza noiosi Tuti e Vinci. Tre stelle comunque se le merita.
Molto scarso, nessun racconto ha un forte mordente, scialbi, poco interessanti , noiosi. Forse un po’ Ilaria Tuti una spanna sopra gli altri . Un King, semmai fosse vero che l’ha scritto lui, da dimenticare. In generale sconsigliato
Perfetto per gli amanti del genere horror, come un orrore che si cala nel quotidiano. I racconti sono brevi, ma intensi. Il più scioccante per me è stato "mio fratello ", tuttavia li ho apprezzati tutti.
Incuriosita dal fatto che si tratta di una raccolta di racconti di genere horror e suspense non ho resistito all'acquisto di Willie Lo Strambo e altri racconti. Ho iniziato la lettura senza grosse pretese e con molta tranquillità, leggendo un racconto alla volta anche a distanza di tempo. Ahimè dopo i primi racconti piacevoli, mi sono dovuta ricredere. Il primo è di Stephen King, quindi grande maestro del genere che, come sempre, non delude. I seguenti sono tutti narrati da penne italiane in modo, chi più e chi meno, scorrevole. Nel complesso è comunque un libro godibile per chi adora il genere e non ha alte aspettative. Ideale per trascorrere qualche ora in compagnia di racconti molto diversi fra loro e soprattutto per chi, come è capitato a me, cerca qualcosa di non troppo impegnativo e articolato. 3 stelle per me.
Proprio come per Natale con i fantasmi, ho deciso di leggere questa raccolta di racconti perché essendo un periodo caotico non avevo molto tempo e testa da dedicare ad un romanzo. E poi ci sono due racconti firmati da due dei miei autori preferiti: Stephen King e Paola Barbato. Grazie a questa raccolta ho anche conosciuto un'altra autrice che mi ha colpita con il suo racconto: Ilaria Tuti, di cui spero di leggere presto qualcosa!
Ovviamente è una raccolta di racconti prettamente horror. Non mi approccio spesso con le raccolte di racconti perché mi lasciano sempre un senso di insoddisfazione, di qualcosa di incompiuto, ma devo dire che alcuni racconti mi hanno pienamente soddisfatta, anche se spero sempre di leggere un approfondimento, cosa che purtroppo per me non avviene mai 😂
Consiglio assolutamente questa raccolta per gli amanti dell'horror, dell'inquietudine, per gli amanti del brivido e del sovrannaturale e ovviamente dei racconti.