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Media art. Prospettive delle arti nel XXI secolo. Storie, teorie, preservazione

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Paperback

Published September 1, 2016

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Profile Image for Caterina Bigazzi.
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February 4, 2026
"Media art vuol dire oggi molte cose e per questo rischia continui sconfinamenti. Come quelli con l'arte contemporanea" (p. 86)

Per tutto il libro l'autore sembra parlare di Media art come di un ambito separato dall'arte, che talvolta si intreccia ad essa ma senza farne parte. Eppure immagino che la parola "art" in Media art non sia lì per caso.
Si parla continuamente di cinema e di media come di cose separate, come se fossero termini equivalenti riferiti ad elementi appartenenti a insiemi diversi, quando il cinema è un elemento all'interno dell'insieme "media".
È ovvio che l'autore non intendesse questo, ma è quello che a mio avviso si capirebbe prendendo alla lettera le sue scelte lessicali e il suo modo di scrivere di questi argomenti.
Afferma che la forza delle Media art risiede probabilmente proprio nella loro capacità di ibridazione e intreccio tra discipline, ma insiste a scrivere dell'impossibilità di definire con categorie stringenti i mezzi utilizzati in arte contemporanea come di un fatto negativo, di un problema.
Si parla di condizione postmediale, sì, ma per tutto il libro mi è sembrato di percepire un disagio da parte dell'autore nel fatto di non poter separare in categorie definite gli infiniti linguaggi dell'arte.
Mi è sembrato di leggere un testo il cui progetto ideale aveva delle intenzioni precise, mentre la penna ne tradiva altre.

Nonostante tutto questo, il tema delle Media art raramente viene affrontato in modo così specifico e questo testo ha il merito di offrire una chiave di lettura originale per questo ambito artistico così complesso.
Ho apprezzato particolarmente il capitolo sulla conservazione e il restauro di opere audiovisive.
È un vero peccato però che il libro sia davvero pieno zeppo di refusi.
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