Avrebbe dovuto odiarlo, non desiderare che lui la baciasse una seconda volta.
Eriel non deve smettere di scappare. Se lo facesse, il suo passato la raggiungerebbe, e lei non può permetterlo. Ha già fin troppe cicatrici addosso, e non ha intenzione di lasciare che gliene causino altre.
Raskael non può disobbedire alla sua regina. Ha trascorso tutta l’esistenza a esaudire ogni suo feroce ordine, e l’ultimo è chiaro: trovare l’ammazza-fae e portargliela, costi quel che costi.
Eriel odia Raskael. Raskael non dovrebbe provare alcuna pietà per Eriel. Ma, da quando le loro vite si sono incrociate, ogni equilibrio è stato stravolto, e la salvezza sembra impossibile da raggiungere. Perché, in un mondo fatto di spine, magia ed esseri inflessibili come l’acciaio, non tutto è come sembra, e i segreti racchiusi nel Sottosuolo minacciano di distruggere ogni cosa.
EDIT: sono stata bloccata dall'autrice, non si sa perché visto che da quando ho recensito il suo libro due anni fa non abbiamo più scambiato mezza parola.
Ho ricevuto una copia digitale di questo libro dall'autrice. Le opinioni espresse restano comunque oneste e frutto della mia esperienza e del mio gusto personale.
Quando Sofia Mazzanti mi ha contattata su Instagram, chiedendomi se volessi leggere in anteprima il suo romanzo di debutto, mi sono sentita veramente onorata di essere stata scelta da lei stessa per un primo sguardo al suo "bambino". Sofia aveva già letto alcune delle mie recensioni e sapeva quindi quanto io sia sempre estremamente onesta e sincera nelle mie valutazioni, che tuttavia cercano di essere sempre costruttive e mai volte ad affossare.
Un piccolo disclaimer prima di cominciare: Sofia mi ha rivelato di aver scritto questo libro ben dieci anni fa, e di averlo poi rispolverato, diviso e riscritto più di recente. Credo che questo sia molto importante perché sicuramente permette di affrontare la lettura con un occhio critico differente, e di sorvolare su alcune scelte che sanno molto di 2012.
Bene, direi che possiamo procedere.
TRAMA: Eriel è l'ultima degli Ammazza-Fae, umani con poteri in grado di soggiogare gli abitanti del Regno-Sotto-La-Collina. Da anni vive alla giornata, scappando dai suoi inseguitori. Nel suo passato si nasconde un grande trauma che la rende estremamente diffidente e scontrosa nei confronti del prossimo, oltre a popolarle di incubi le nottate. Eriel vuole starsene da sola e il suo unico scopo è sopravvivere, ma l'arrivo di Ardan scombussolerà i suoi piani: l'elfo le propone infatti di viaggiare con lui verso E'Dradra, sua città natale, dove le promette che troverà un rifugio definitivo. Inizialmente restia, Eriel cede alla tentazione di una vita in cui non debba nascondersi di continuo, ma il loro viaggio verrà presto animato da numerosi imprevisti che li porteranno a dover cambiare meta.
La storia è sicuramente originale e non rischia di cadere nel banale, specialmente con l'introduzione degli Ammazza-Fae, un concetto molto interessante di cui però avrei voluto sapere decisamente di più: credevo che sarebbe stato l'anima del libro, invece resta sempre molto abbozzato e non risulta mai colonna portante della storia. Tanto potenziale, ma poco veramente ben sfruttato.
STILE DI SCRITTURA: la penna di Sofia Mazzanti è sicuramente ottima e anche in essa vedo estremo potenziale, specialmente se si pensa che questo è il suo primo romanzo in assoluto. Tuttavia, i nostri gusti divergono su alcuni elementi fondamentali che purtroppo rendono il suo stile not my cup of tea:
1) la narrazione è composta di frasi estremamente brevi, che a mio parere spezzano troppo la narrazione. Sofia mi ha rivelato che spesso è la sua editor a dirle di spezzare i paragrafi, quindi non so quanto sia dovuto all'editor e quanto a Sofia stessa.
2) Lo stesso vale per i capitoli: so che la faida tra amanti dei capitoli lunghi e amanti dei capitoli corti non terminerà mai, e io personalmente tendo a preferire quelli più brevi, ma in questo caso trovo che la cosa sia estremizzata. Mi è sempre stata insegnato che ogni capitolo deve avere un obbiettivo, deve servire uno scopo, deve portare avanti la storia in qualche modo. In Figlia di Sangue e Rovina tutto ciò non accade, poiché moltissimi capitoli non funzionano da soli e avrebbero di gran lunga giovato dall'essere uniti agli altri.
3) I primi 10 capitoli iniziano spesso con un personaggio che si sveglia, e anche questa è una cosa che di solito viene sconsigliata poiché potrebbe scadere nel lazy writing. Dopo un po' risulta ripetitivo.
4) Il ritmo della narrazione per me è troppo sbilanciato: alcune scene vengono narrate con eccessiva fretta e poco pathos, quando avrebbero avuto bisogno di molto più tempo, mentre su altre che non sono poi essenziali viene posto un focus superfluo. Questo ha fatto sì che non riuscissi ad empatizzare con la protagonista nei momenti più emotivi, perché accadeva tutto così in fretta che non avevo tempo di calarmi nel mood della scena, e mi sono spesso sentita semplicemente un'osservatrice esterna, completamente distaccata dalla storia e dai suoi personaggi.
AMBIENTAZIONE: il mondo immaginato da Sofia Mazzanti non ha molto di più di tutti gli altri mondi fantasy di cui abbiamo già letto e riletto. Su questo argomento io e Sofia abbiamo avuto modo di confrontarci: mentre io preferisco un worldbuilding in cui il mondo descritto abbia dei tratti distintivi che lo rendono peculiare (ex. Prythian), Sofia non ama le descrizioni dell'ambientazione e sostiene di saltarle a piè pari quando le trova nei libri che legge. Di conseguenza, la sua narrazione sorvola totalmente la caratterizzazione dei luoghi. Sfortunatamente questa è una cosa che io apprezzo poco nel Fantasy, e che riesco ad accettare solo quando storia e personaggi sono talmente ben sviluppati e definiti da farmi dimenticare che l'ambientazione è banale e poco distinta.
PERSONAGGI: abbiamo quattro personaggi principali e svariate comparse.
La protagonista indiscussa è Eriel, una donna sicuramente forte e resiliente, ma con la quale ho fatto veramente fatica ad empatizzare, vuoi per le scelte stilistiche di cui ho già parlato, vuoi perché spesso non l'ho proprio sopportata nella sua scontrosità. Sono sicura che questo per lei sia solo l'inizio, e che debba ancora uscire dal suo bozzolo e mettere le ali.
Ardan è il nostro elfo di fiducia, colui che finalmente riesce a creare qualche crepa nella corazza di Eriel, e sebbene sembri non avere difetti non ci ho messo molto a capire che nascondesse qualcosa. E' sicuramente un uomo sensibile, attento, dai valori forti, tuttavia a tratti l'ho percepito eccessivamente perfetto, e purtroppo non ottiene mai una propria dignità, risultando sempre una semplice colonna su cui poggiare lo sviluppo della storia di Eriel. E' forse un espediente letterario fatto personaggio, il cui unico scopo è aprire alla protagonista una strada verso lidi migliori. Sinceramente non mi dispiacerebbe vedere il suo arc tendere al villain, un po' stile Tamlin.
Varitan sembra adorabile, e per qualche motivo non riesco a figurarmelo della stessa età di Eriel, ho sempre la sensazione che sia più piccolo. Mi piacerebbe sicuramente vederlo più protagonista e meno secondario.
Infine abbiamo Raskael è un personaggio pieno di contraddizioni, e anche con lui ho faticato tanto ad empatizzare perché ogni suo capitolo era completamente scollegato da quello precedente. Mi sono sentita come se osservassi brevi sprazzi della sua vita, senza mai seguirla veramente e avere modo di prenderla a cuore. Raskael è sicuramente un Fae diverso da tutti gli altri, ma perché? Cosa l'ha fatto diventare così diverso? Cosa lo spinge a rifiutare ciò che per gli altri Fae è assolutamente normale? E soprattutto... perché fa sorrisi seducenti a tutti?? Questo è un dettaglio che mi ha davvero lasciata perplessa, perché questi famosi sorrisi vengono tirati fuori nei momenti meno opportuni, in cui essere seducente non ha alcun senso, e sinceramente mi fanno pensare a uno di quei ragazzoni un po' stupidi dei film americani.
RELAZIONI: questo aspetto soffre tanto della narrazione affrettata.
Il rapporto tra Eriel e Ardan si sviluppa completamente fuori scena, senza che il lettore abbia modo di seguirli e di quantomeno capire da dove nascano i loro sentimenti: ci viene semplicemente detto che i due hanno passato due mesi in viaggio insieme e si sono avvicinati, nulla di più. Sebbene sia convinta che Ardan sia un semplice espediente letterario, non amo comunque quando non riesco a seguire la nascita di un amore, perché poi mi sento completamente distaccata dalla coppia, e tutti i loro momenti - tra cui alcuni anche importanti per la crescita personale della protagonista - mi scivolano addosso.
Per non parlare poi del fatto che, se Eriel impiega mesi ad aprirsi con l'elfo (come è giusto che sia, considerando il suo passato), le bastano un paio di giorni per riporre in Varitan lo stesso grado di fiducia, cosa che ho trovato incoerente.
Un altro rapporto che non ho proprio capito è quello tra Raskael e Lyah: ci viene presentato come un qualcosa a cui il Fae non tiene veramente, di cui non gli importa molto, al punto che
Abbiamo poi una serie di rapporti secondari, come quello tra Eriel, il fratello e il padre, di cui onestamente ho capito poco e niente perché non è mai stato chiarito come mai abbiano fatto ciò che hanno fatto. Sì, lei è un'Ammazza-Fae, ma la sua famiglia lo è da generazioni quindi perché non dovrebbe andar bene che lo sia anche lei? Un altro è quello tra Raskael e la regina, veramente stranissimo e incredibilmente poco chiaro: perché Raskael non la sopporta? Perché odia che lei lo tocchi? E perché lei spesso e volentieri fa ciò che lui dice, sebbene sia LEI la regina? E' poi un peccato che il rapporto tra Raskael e Aelrindel venga presentato al lettore quando si è già deteriorato da un pezzo, impedendoci quindi di soffrire insieme al Fae per la fine di un'amicizia millenaria.
UNA COSA CHE DAVVERO NON MI E' PIACIUTA: c'è una scena in particolare che purtroppo ha sminuito il mio apprezzamento per questa storia.
ATTENZIONE: SPOILER DA QUI IN POI, JUMP TO CONSIDERAZIONI FINALI SE VOLETE EVITARLI!
Sin dall'inizio, il trauma di Eriel è uno dei temi portanti del libro, se ne parla spessissimo ed Eriel stessa non manca di rivivere i ricordi dolorosi di quel giorno. La ragazza è ovviamente segnata nel profondo da quanto ha subito, al punto che fatica ad accettare il contatto fisico anche con un uomo di cui si fida e per cui prova qualcosa. Mi è piaciuto veramente tanto vederla tirarsi indietro con Ardan, perchè ho trovato estremamente realistico il suo non riuscire a superare i propri traumi.
Immaginate la mia incredulità quando, verso fine libro, Raskael si approfitta di Eriel completamente ubriaca. Cosa succede: Eriel beve il vino Fae e si ubriaca in quattro e quattr'otto, così tanto che finisce a limonare con la Regina davanti a tutti. Quando ritiene che il teatrino non sia più interessante, Raskael prende Eriel e la porta in camera per farla dormire, ma lei - completamente soggiogata dal vino - inizia a fargli delle avances, a cui lui resiste per tre nanosecondi prima di baciarla. Considerando che stiamo parlando di una ragazza che solo 4 anni prima è stata brutalmente stuprata, già il fatto che nel giro di mezz'ora due persone l'abbiano limonata senza il suo consenso è deprecabile, ma come se non bastasse Raskael si lascia trasportare ancora di più dalle avances della ragazza totalmente sbronza e non in grado di intendere e volere e i due portano lo scambio più in profondità. Sebbene il Fae alla fine abbia la decenza di non consumare il rapporto con lei, resta il fatto che l'ha spogliata, toccata, baciata, leccata e quant'altro, il tutto senza il consenso di lei.
Ecco, io questa cosa non la posso proprio accettare. Perché la scena della ragazza ubriaca che bacia il protagonista maschile era romanticizzata e di moda 10 anni fa, ma nel 2022 sappiamo tutti che avere scambi sessuali di alcun tipo con una persona ubriaca equivale a una violenza, quindi non capisco come questa scena possa essere stata mantenuta nella nuova versione del libro.
E accetto ancor meno che il giorno dopo Eriel ricordi tutto, ma invece di vedere il proprio trauma risvegliato per aver visto il proprio corpo usato senza consenso per la seconda volta, invece di incazzarsi come una bestia con Raskael, lei si limiti a vergognarsi e a sentirsi in colpa nei confronti di Ardan.
CONSIDERAZIONI FINALI: Figlia di Sangue e Rovina è una storia dal grande potenziale, ma che vuole essere troppo in troppe poche pagine. Abbiamo una quantità di storylines eccessiva, la carne al fuoco è veramente troppo e si fa fatica a stare appresso a tutto, quindi alcuni temi avrebbero potuto essere tagliati o rimandati al secondo libro. Detto questo, sono comunque contenta di aver dato una possibilità a questo debutto, che sicuramente riesce a difendersi, e auguro a Sofia Mazzanti il meglio nella sua carriera di autrice!
Un giorno. Ci ho messo un giorno per leggere questo libro. Fin dalle prime pagine la storia mi ha ammaliata, ipnotizzata, catturata. I personaggi, il bagaglio emotivo della protagonista e il suo trauma, il worldbuilding, la penna dell'autrice...ho amato tutto. Le interazioni e i legami che si instaurano sono incredibilmente realistici. Non ho altro che lodi. Ora attendo con ansia il seguito perché quel finale!!! Qualcosa avevo fiutato ma lo shock mi ha tramortita comunque.
Qualcuno può spiegarmi perché questo libro non è stato pubblicato da una Casa Editrice e perché non si trova in ogni libreria?! Raga voi avete bisogno di questa storia ve lo dico io. Sofia sei stata una grande, bellissima, inaspettata sorpresa. Ho amato tutto di questa storia, così tanto che non so da dove iniziare. Ah si, forse dal fatto che mi ha rapita totalmente dai primi due capitoli?! Hai la meravigliosa capacità di tenere incollato un lettore alle pagine con la tua scrittura e creatività. La storia è fluida e veloce ma non troppo, i personaggi sono ben costruiti e il multi pov non da per nulla fastidio, ANZI. Mi piace che prima che Eriel e Raskael si incontrino viviamo le due storie parallelamente e che lei nel frattempo…no non lo dico perché sarebbe spoiler. MA IO LO SAPEVOOOOOO, ero sospettosa fin dall’inizio ahahaahaha mammamia quanto mi è piaciuto. Però cacchio come l’hai fatto finire, ti amo e ti odio perché ho bisogno ora del secondo volume. Amo il carattere di Eriel perché cavolo quante ne ha passate ma è sempre forte e positiva e intelligente. E la crisi esistenziale di Raskael è da *kiss chef*. Brava, brava, brava. Se ci fossero più stelle te le darei e la mia stella speciale non te la toglie nessuno. Correte a leggerlo raga fidatevi.
Eirel è l'Ammazza-Fae, l'unica in grado di distruggerli. Raskael è il fae incaricato di catturarla. I due dovrebbero odiarsi, e all'inizio è così, finché... beh, finché non sembra più così. È allora che gli equilibri si rompono e le storie vengono stravolte.
Figlia di sangue e rovina è il libro perfetto per chi ha amato ACOTAR: ci sono fae, tanto romance e tante ship, scene piuttosto forti e altre belle calde, c'è emozione, colpi di scena, personaggi forti e un bagaglio emotivo che si portano ovunque vanno.
In questo, il primo libro della serie dell'Ammazza-Fae mi è piaciuto, mi ha spinta a voler continuare la lettura e, una volta ultimata, mi ha lasciata con la curiosità di sapere come continua.
Ciò che, invece, mi ha fatto storcere un po' il naso è la gestione dei tempi narrativi. Durante tutta la lettura (ma in particolare nelle prime 200 pagine e poi nella costruzione dei romance) mi ha dato l'impressione che eventi che potevano materialmente occupare più posto ne occupano poco, per lasciare a volte spazio ad eventi che, invece, avrebbero potuto occupare meno spazio. Stessa cosa avviene per ciò che riguarda gli spostamenti, la costruzione delle relazioni e la coerenza cronologica. Ciò porta a una trama che, soprattutto per la prima metà, non va molto avanti e nè si capisce dove vuole andare a parare.
Poi c'è un punto in cui le cose arrivano ad una svolta e da lì il lettore prende un bello scossone.
In ogni caso, la lettura è stata piacevole e leggerò anche il secondo!
Quando Sofia mi ha chiesto di leggere il suo libro in super super super anteprima ero davvero emozionata e onorata. Non nego che temessi in qualche modo che le mie aspettative non venissero soddisfatte, e invece le ha superate alla grande.
Ho apprezzato praticamente tutto. La penna di Sofia è leggera e ipnotica. In questo primo libro conosciamo i personaggi principali, il loro bagaglio emotivo e alcuni dei desideri più profondi. Non so dirvi quanto io sia curiosa di scoprire nei prossimi libri in che direzione si muoverà l’evoluzione di ognuno di loro.
Come ogni primo libro di una serie, bisogna avere pazienza per avere una vera e profonda introspezione dei personaggi, ma le basi di questo volume sono ottime, tanto che sono riuscita immediatamente a empatizzare con la protagonista.
Per ora sono più che contenta di questa lettura e non vedo l’ora che esca così che possiate leggerla tutti quanti! E se non vi innamorate di Raskael anche voi, giuro che vi DISCONOSCO!
Auguro tutta la buona fortuna di questo pianeta a Sofia e al suo debutto e non mi resta che promettervi che mi troverete a spammare questa storia dal giorno dell’uscita fino alla fine dei secoli!
3.5⭐ Sono una grandissima amante dei libri in cui sono presenti i fae, quindi quando sono venuta a sapere della pubblicazione di questo libro ne sono stata subito entusiasta. Alla fine devo dire che è stata una lettura piacevole, seppur degli elementi non mi hanno del tutto convinta, ma andiamo con ordine.
Eriel, la nostra protagonista, è l'ultima ammazza-fae rimasta al mondo, l'unica umana con il potere di ucciderli. Raskael è un fae, il favorito della regina, e ha il compito di trovare Eriel e portargliela. Così la ragazza passa la sua vita a nascondersi, fino a quando non incontra Ardan, un elfo che la invita a viaggiare insieme a lui, verso un mondo nuovo che potrebbe essere la salvezza di Eriel. Ovviamente nulla durante questo viaggio andrà come previsto.
La storia aveva tutte le premesse per piacermi tantissimo, e devo dire che da un certo punto di vista le mie aspettative sono state soddisfatte, ma per altri versi, come ho già scritto, "Figlia di Sangue e Rovina" non mi ha proprio convinta. Prima di tutto voglio dire che il libro è scritto benissimo. Si vede che l'autrice è una editor perché non ho riscontrato nemmeno un errore, ed è stato davvero bellissimo perché ha reso la lettura fluida e scorrevole.
Ho apprezzato lo stile di scrittura dell'autrice anche se purtroppo una cosa non sono proprio riuscita a comprenderla, ovvero il fatto che in questo libro ci siano davvero pochissime descrizioni. A volte è stato molto difficile per me non solo immaginare i personaggi, ma soprattutto le ambientazioni. Ho avuto l'impressione che il libro fosse ambientato sempre nello stesso bosco. É un gran peccato perché con uno stile di scrittura così bello io so che mi sarei innamorata delle descrizioni di questa autrice, anche perché ci sono delle idee molto originali.
Per quanto riguarda i personaggi devo dire di aver apprezzato fin da subito Raskael e Varitan, mentre è stato più difficile entrare in sintonia con Eriel e Ardan. In generale non sono personaggi molto originali, e quindi la caratterizzazione per me ne risente un po', ma si tratta comunque di personaggi apprezabili, anche se in alcuni casi ho avuto difficoltà a comprendere i loro atteggiamenti oppure ho avuto l'impressione che cambiassero personalità da una pagina all'altra, ma magari è qualcosa che verrà chiarito nei volumi successivi.
Una cosa che mi è piaciuta molto è invece il rapporto tra Eriel e Raskael, infatti anche se per i miei gusti è avvenuto tutto troppo in fretta (ma in generale questa è una sensazione che ho avuto per tutto il libro), ho adorato le loro interazioni. Anche tutta la parte finale mi ha tenuta incollata alle pagine (e infatti sto scrivendo questa recensione alle tre di mattina) e il finale mi ha messa tanta voglia di andare avanti (anche se un paio di colpi di scena li avevo previsti). Tra l'altro sono sicura che da qui comincerà "il bello" e per questo vorrei avere tra le mani già il secondo volume.
Ero molto curiosa di leggerlo perché dalle premesse sembrava proprio un libro che potesse piacermi, invece non sono riuscita ad apprezzarlo e ho fatto fatica ad arrivare alla fine. I problemi per me sono tanti, a partire dai personaggi poco caratterizzati, con comportamenti incoerenti e spesso spinti da motivazioni deboli. La trama di base poteva anche essere carina, però alcuni espedienti sinceramente li ho trovati abbastanza cringe e poco sensati. I rapporti tra i personaggi debolissimi e affrettati. Il romance di questo volume non mi è piaciuto e non ne ho nemmeno capito la necessità visto che l'autrice ha sempre pubblicizzato un'altra coppia. Ultimo ma non meno importante, il trauma della protagonista. Il modo in chi è stato gestito l'ho trovato agghiacciante.
Ho iniziato questo libro davvero incuriosita dalla buona pubblicità vista su instagram. Di quelle non martellanti ma che invogliano a scoprire il libro. Purtroppo ci sono davvero tanti punti che non mi hanno fatto apprezzare la lettura. La trama in sé non è originale ma è assolutamente apprezzabile e, i personaggi, hanno del potenziale. Il problema è il resto. Tutto scorre troppo rapidamente e questo invece di creare un dinamismo che apprezzerei, rende tutto superficiale. Non si crea mai la giusta tensione. Non si crea nemmeno un legame con i personaggi, i secondari soprattutto. Tanto che ci sono ben due morti di cui non frega niente a nessuno tanto meno ai lettori. Soprattutto la morte del cavaliere fae che avviene in tre righe... così. Senza pathos.
Purtroppo non ho assolutamente apprezzato il modo di affrontare un argomento delicato come la violenza subita dalla protagonista. Il tema infatti viene approcciato bene all'inizio ma dopo è tutto assolutamente superficiale e leggendo le altre recensioni ho notato che è una cosa che molti hanno riscontrato (soprattutto per la festa ed il post festa). Un peccato.
Raskael sembra un poco incoerente ma spero di capirlo meglio nel prossimo libro. Sicuramente è il personaggio con più cose da dire. Ma c'è davvero da moderare l'uso che fa della parola "cara" diventa ridondante in alcuni capitoli. Lo ripete ogni 2 righe.
Di Arden e della sua missione e della sua carica si capiva da lontano un miglio ma apprezzo che si capisse, non è un colpo di scena tirato fuori dal cappello senza indizi prima.
Voglio comunque dare una chance a questa saga italiana e leggerò anche il secondo anche perché la prima parte del romanzo è peggiore della seconda, quindi credo che questo significhi che nel secondo volume ci sarà più maturità nello stile.
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4⭐️,75 In questo momento appena conclusa la lettura non credo di riuscire a fare una recensione professionale quindi ve la beccate piena di emozioni.
Eriel, che dire di lei? Tosta davvero tosta, un carattere forte e testarda (povera) questo le si ritorcerà contro ve lo dico eh, non mi venite a dire che non vi avevo avvertiti. Ardan è il classico elfo principe azzurro che BSBDUJEKWNN1BUJWLLSICU. A vostra libera interpretazione su cosa intendo, leggete questo libro e poi scrivetemi, io sono qui (potete anche sclerare con Sofia ma lei principalmente riderà di voi, è sadica, io vi capisco invece) Varitan è letteralmente un cucciolo, in tutti i sensi. Lo amo. E poi, infine, Raskael, che mi sono immaginata in modo MOLTO sbagliato per qualche capitolo e menomale che ho chiesto all'autrice che mi ha mostrato delle immagini di, beh, LUI. (Piccolo consiglio, prendete il cartaceo, ha le illustrazioni!) Tornando a Raskael è un altalena di emozioni, lo si ama e lo si odia, a volte, non vedo l'ora di scoprirlo meglio nei prossimi volumi.
Questo libro ha un finale che vi lascia così 😧 c'era da immaginarselo? OVVIAMENTE ma ormai lo sapete che io alle cose ci arrivo sempre dopo, almeno così mi gusto la surprise🥲 Lo stile di scrittura dell'autrice è perfetto per me, molto scorrevole e mai noioso, con descrizioni accurate ma mai prolisse. Una scrittura che porta curiosità nel lettore e fa in modo di tenerlo incollato alle pagine. Una cosa che apprezzo sempre di più è il multi POV perché adoro entrare nella testa di più persone e poter leggere il loro vissuto e punto di vista. Questo libro è assolutamente consigliato agli amanti del genere!
Volevo anche ringraziare l'autrice per avermi dato l'opportunità di leggerlo❤️
Imbarazzante! Un'accozzaglia di cose buttare lì a caso. La storia di base ha del potenziale enorme ma non è costruito per nulla. Il world Building è inesistente ti dà qualche nozione qua e là ma non c'è uno stile, un periodo storico o un'idea concreta. Eriel è insulsa....vuole darle il ruolo dell'eroina forte, indipendente e autosufficiente ma belle prime 10 pagine già deve essere salvata 3 volte e da un perfetto sconosciuto. Grande spadaccina un paio di pifferi, si auto compatisce di continuo e fa la melo drammatica... irritante. Va di contraddizioni come sparasse da una mitragliatrice. Ardan non è da meno forse il fodero della spada ha più carattere. Sembra un personaggio di contorno quando invece ha un ruolo di rilievo eppure non spicca. Oltre ad essere affascinante con una velocità elegante non emerge per nient'altro, si ritrovano ad essere attratti l'una dall'altro così dalla sera alla mattina senza nessuna interazione di spessore. Delusione totale!
Vi piacciono i fantasy? E i romance? E gli enemies to lovers? E i fae? E qualche trama di corte? Allora questo fa per voi. Non so dirvi quanto io sia rimasta colpita dalla scrittura di Sofia e di come sia riuscita a trattenermi tra le pagine e la sua storia, so solo che in due giorni e mezzo sono riuscita a finirlo. La parte iniziale l'ho trovata leggermente lenta ma super adatta per cominciare la storia, un modo per spiegarvi a cosa andrete incontro durante la lettura, mentre da metà in poi le pagine sono talmente tanto scivolate da non essermi nemmeno accorta a che punto fossi. Eriel l'ho trovata un personaggio forte e indipendente, talmente tanto da risultare quasi fredda, ma l'ho veramente apprezzata nelle sue caratteristiche, sopratutto per i suoi modi di fare che in qualche modo mi hanno fatto divertire. Raskael per la prima metà del libro avrei voluto quasi ucciderlo, sarò sincera, ma dopo averlo seguito durante i suoi vari punti di vista e nelle sue disavventure ha cominciato veramente a piacermi, anche se sono troppo curiosa di conoscerlo meglio nei seguiti😏. lo non vedo l'ora di proseguire in questa saga, sono sicura abbia buone basi per essere una di quelle storie da portarti dietro con tanti ricordi ed emozioni positive.
Ringrazio l'autrice (@sofia_mazzanti_author) per essere riuscita a darmi tutto questo in un blocco di pagine, sono felice che uno dei tuoi sogni possa realizzarsi e ti auguro il meglio, farò il tifo per te❤️
In realtà un 2,5 ⭐️. Avevo alte aspettative e invece non mi è piaciuto. Eriel la protagonista è scialba e idiota come poche. Il regno sotto la collina e la sua regina mi ricorda il regno sotto la montagna e Amarantha. I cavalieri che dovrebbero essere i più forti e che vivono da centinaia di anni vengono sconfitti in due balletti… una morte che avviene in tre righe. Inoltre trovo assurdo che una protagonista che è stata violata e torturata si lasci toccare da varie persone così facilmente. Raskael che sarà sicuro la controparte maschile è un personaggio abbastanza scialbo, ok che essendo una trilogia o saga ancora sappiamo poco ma come introduzione non mi ha fatto chissà quale effetto. Mi dispiace dover lasciare questa recensione ma no…
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Primo volume della trilogia fantasy “L’ascesa dell’ammazza-fae”, il libro è scritto in terza persona alternando molteplici punti di vista e narra le vicende di Eriel, l’ultima ammazza-fae in vita, e Raskael, il cavaliere favorito della regina del Regno-sotto-la-Collina.
Eriel è l’unica in grado di uccidere i fae e Raskael è colui che è stato incaricato di catturarla. Dovrebbe odiarlo… non desiderarlo ardentemente.
Eriel è in fuga da molto tempo: scappa da chi la vuole morta e dal suo passato, che ritorna da lei ogni notte. I suoi piani cambiano quando incontra Ardan, un elfo che le propone di andare con lui a E’Dradra, sua città natale, dove Eriel potrà essere al sicuro. Ma un altro imprevisto cambia le carte in gioco: l’incontro con Raskael e con i cavalieri della regina. Quando Varitan, un mortale innamorato di una fae del Regno, viene cacciato e condannato a morte, Eriel farà di tutto pur di aiutarlo. Perché la fae in questione è la stessa che l’ha salvata anni prima e, insieme all’umano e all’elfo, Eriel partirà per un viaggio pericoloso e pieno di insidie, inseguita dai traumi del suo passato che mostra ancora sulla sua stessa pelle.
Lo stile di scrittura di Sofia è ipnotico, così scorrevole che ti tiene incollato alle pagine e ti trascina nel worldbuilding attraverso descrizioni dettagliate, scene d’azione e dialoghi. Ho amato Eriel, protagonista forte e determinata, così come Raskael e i suoi “mia cara”.
Questo primo volume getta le basi per l’intera trilogia. Diversamente da altri romanzi enemies to lovers, questo primo libro annuncia il rapporto tra i due, ma lascia tutto in sospeso e da sviluppare negli altri due libri.
Il cliffhanger finale lascia il lettore in trepidante attesa del sequel. Non vedo l’ora di scoprire cosa succederà nel secondo, specialmente dopo la rivelazione di Ardan e il gesto finale di Raskael!
Consiglio questo libro a tutti gli amanti del fantasy romance, a chi ama le descrizioni e l’azione, a chi ama gli enemies to lovers e lo slow burn 🔥
È stata una lettura particolare: non leggo molti libri sui fae e mi è piaciuto come sono stati rappresentati questi; ma è amche stata una lettura che per certi versi mi ha fatto “scapocciare” in diverse occasioni. Lo stile è scorrevole e i capitoli corti si leggono in un attimo. Forse è questo che mi ha spinta avanti verso il finale: non ho amato molto una delle parti finali, ma non avrei mai mollato un libro così, che ti chiede praticamente di leggerlo.
Forse la parte che più mi ha lasciata in disappunto sono i personaggi e le loro reazioni a ciò che li circonda.
Eriel è una protagonista che inizialmente vuole apparire forte ma che è in realtà spezzata da un trauma che le è rimasto dal passato. Amo l’angst e non c’è nulla di male ad avere un protagonista con una debolezza così grande, non fosse per il fatto che lei non subisce una vera e propria crescita nell’arco della storia, o almeno non proprio; spesso la vediamo debole e bisognosa dell’aiuto degli altri, a volte fa un po’ pena e penso non in senso buono. La vediamo inizialmente diffidente con Ardan e sono stata talmente d’accordo con lei che quando l’ha fatto unire a sé poco dopo ci sono rimasta di sasso. Ma doveva iniziare da qualche parte la loro avventura, e un lettore non voleva leggere pagine e pagine di discussioni o prolungamenti che li avrebbero portati vicini, quindi ci sta. Ciò che invece mi fa dubitare davvero della crescita di Eriel è un fatto in particolare: visto il trauma che ha vissuto, non riesce a parlarne con Ardan, e mi è piaciuto davvero vedere le sue difficoltà e come poi finalmente pian piano riesce a superarle (apro una parentesi per dire che non ho apprezzato la scelta di parole nel dialogo in cui lo fa, ma son gusti). È stata bella questa sua titubanza, molto naturale; poi arriva Varitan e una delle prime cose che fa è raccontare a questo sconosciuto ciò che le è successo, come avesse improvvisamente perso d’importanza, come se il suo trauma non fosse più lì dopo che ne ha parlato con Ardan.
Malgrado la premessa sull’apparizione di Varitan con il gruppo, è un personaggio che ho apprezzato, si differenzia dagli altri per la premura che dimostra e la sua sorta di “innocenza” che lo fa apparire quasi un infante nonostante sia nella Corte da innumerevoli anni. È quel personaggio secondario rilassante di cui non ti dispiace mai leggere!
Ardan invece è un altro paio di maniche. All’inizio mi dicevo che c’era bisogno di tempo per conoscerlo, che presto o tardi avrebbe avuto la giusta scena che gli avrebbe permesso di spiccare, di essere caratterizzato meglio. Non c’è stato niente di tutto questo. Ardan appare come una pedina manovrata dall’autrice e non si capisce bene cosa voglia all’inizio, poi la sua relazione con Eriel si sviluppa ma lui diventa poco più che una comparsa, finché, quando Eriel è in pericolo nel mondo dei Fae, lui segue alla lettera le istruzioni di Raskael, uno dei suoi nemici, perdendo di vista Eriel come se non gliene importasse un fico secco, e l’unica cosa che fa per smentire questa impressione è guardare male Raskael ogni volta che lo vede. Vista l’importanza che, scopriamo alla fine, ha questo personaggio, non ho potuto rimanerci male sulla sua non-caratterizzazione.
Raskael mi è piaciuto moltissimo, in particolar modo la sua ubbidienza verso la corte che lo logora dentro e che non fa che aumentare il vuoto che sente in sé. È stato il mio personaggio preferito in assoluto e ho trovato il suo comportamento affascinante in più occasioni, a partire da quando è intorno a Eriel. Una cosa di lui che proprio non torna nella logica delle cose è l’uccisione sulla cucciola umana che aspetta un figlio da lui. Raskael non vuole ribellarsi alla crudeltà della regina, ma se per aiutare Eriel e i suoi amici è disposto a farlo, non vedo perché non avrebbe dovuto farlo prima. Mi ha lasciato sbalordita il fatto che abbia ucciso una persona a lui cara e suo figlio ancora in grembo prima di far scattare la scintilla della rivolta in lui, perché a mio avviso quei due individui dovrebbero valere di più per lui di Eriel.
Gli altri personaggi sono un po’ marginali, forse avrei preferito più approfondimento sulla famiglia di Eriel per comprendere appieno la situazione che si è andata a creare anni prima, ma capisco che non era una delle cose principali.
Detto questo, aggiungerei che visto il trauma che ha vissuto, Eriel ha molte difficoltà a entrare in intimità con qualcuno. Mi si è stretto il cuore nella scena con Ardan, e questo perché l’ho trovata del tutto normale, naturale: è un blocco che non si può superare nonostante la fiducia che si ha nell’altro. Nel momento in cui Ardan le si avvicina, quindi, lei fugge, giustamente. Ma nel momento in cui si rova ubriaca, sola con il suo nemico, lei non esita a provarci attivamente con Raskael. Sebbene il vino fae sia più potente di un vino normale, non ho comunque trovato pertinente che lei oltrepassi un trauma così profondo e radicato. Sarebbe stato più logico se, inerme, si fosse lasciata alle mani di Raskael e non avesse reagito a ipotetice avances (per poi disperarei in seguito, cosa che non fa), ma vederla partire per prima dopo quello che le è successo è uno stridore che non ho proprio sopportato.
In generale i rapporti tra i personaggi non sono molto entusiasmanti, per quanto mi sia pisciuto Raskael, non ho percepito l’elettricità che avrei dovuto quando lui si è ritrovato da solo con Eriel. Stessa cosa ma apliata con Ardan, la relazione tra i due si sviluppa in modo molto piatto e poco entusiasmante.
Per quanto riguarda la forma, il romanzo è scritto molto bene e lo stile semplice e scorrevole lo rende molto facile e poco impegnativo da leggere. È una lettura di quelle che non ti pesano mai, un fantasy molto easy. A volte avrei preferito qualche aneddoto in più sull’ambientazione per rendere la lore ancora più approfondita, ma la caratterizzazione della città di origine della protagonista è molto buona e particolare, sua famiglia e suo pssato a parte. A tal proposito, si capisce che la linea genetica dell’Ammazzafae proviene dalla madre (non si sa bene se sia sempre ereditario tramite membri femminili o se sia un caso), ma della madre non viene detto praticamente niente e spero sia una cosa che verrà approfondita nei prossimi libri.
Una cosa che non mi è piaciuta sono i dialoghi. Molto semplici e diretti – a volte rasentano l’irrealtà per quanto diretti, come ad esempio quando Eriel rivela che ha subito violenze –, non ci sono mai discorsi un po’ più lunghi con qualche frase introduttiva, si va sempre al dunque e basta. Ma questo è un aspetto che può essere facilmente migliorato con l’esperienza.
Come romanzo d’esordio è un ottimo inizio, avrebbe bisogno solo di spazio in più per sviluppare al meglio personaggi e relazioni.
Io non amo i fantasy con i fae. Non sono mai stati il mio genere. Eppure, “Figlia di sangue e rovina” è stato a tutti gli effetti la mia eccezione alla regola. ⠀ Con questa storia, Sofia è stata in grado di portarmi lontano nello spazio, ma anche nel tempo, a quando da bambina guardavo “Il signore degli anelli” sul divano insieme ai miei genitori e a mio fratello. ⠀ C’è qualcosa di malinconico in questa storia, un rimando ai fantasy classici che hanno segnato la mia infanzia. ⠀ ⠀ Questo primo volume è per lo più introduttivo e gli animi cominciano a scaldarsi solo nella seconda metà (che ho letto in un’intera seduta perché non riuscivo a fermarmi), ma il ritmo di lettura risulta piacevole e scorrevole anche nella prima. ⠀ ⠀ È raro per me avere un buon rapporto con le protagoniste dei fantasy, ma Eriel mi ha davvero sorpreso. È scorbutica e riservata, ma anche coraggiosa e forte e questo mix è risultato davvero vincente. Ho amato alla follia Ardan (mi ricorda Legolas), mentre con Raskael ci ho messo un po’ di più a ingranare, ma alla fine mi sono innamorata anche di lui. ⠀ ⠀ In sintesi: leggetelo. Io non vedo l’ora che arrivi il secondo volume! ⠀ ⠀ Ci becchiamo nel Sottosuolo. ⠀ Passo e chiudo.
Si è letto tanto sulle corti fae, eppure non mi è stato facile trovare una protagonista badass che, nonostante le insicurezze e i profondi traumi del passato, riesca a tenersi insieme da sola ma senza restare arida; pian piano si circonda di altre persone che tengono a lei, donando la sua fiducia in modo coerente, e soprattutto dà tutta se stessa per aiutare chi ne ha bisogno. Eriel non si tira indietro anche se è pericoloso, anche se aiutare gli altri comporta fare i conti con le sue cicatrici: sono un segno distintivo che cerca di nascondere e, al contempo, la rendono chi è senza però possederla del tutto. "Le cicatrici e il tatuaggio erano ben evidenti sulla sua pelle e questa volta ne era fiera: i fae dovevano vedere ciò che aveva passato e dovevano sapere che era sopravvissuta." Il protagonista maschile mi ha intrigato molto. Lui è più difficile da inquadrare, non si capisce la sua posizione nella storia e questo è un bene, perché ti lascia con il fiato sospeso: sembra nascondere nobili intenti eppure non si tira indietro quando si tratta di sporcarsi le mani (e, forse, anche l'anima). Insomma, due personaggi forti, che nascondono le loro fragilità ma forse si riconoscono; contorti, interessanti, ancora da scoprire. Scorrevole la scrittura, contornata da descrizioni valide, non vuote e banali.
Sinceramente non vedevo proprio l'ora di leggere questo romanzo, questo perché ero certa, sin dall'inizio, di trovare anche un bellissimo stile. Sofia è la mia editor, e quindi ho avuto la possibilità di vedere già da prima quanta cura mette in un testo, come ragiona, come ama il fantasy, come riesce a trovare qualsiasi buco di trama e a trovarne la soluzione. Non mi sarei aspettata di meno, da lei. Infatti, non solo ho letto un libro scritto meravigliosamente bene e di cui ho potuto proprio riconoscere i suoi tratti caratteristici, ma ho anche trovato una storia epica che mi ha letteralmente incollata alle pagine del libro.
Ma di cosa parla il romanzo? Senza fare naturalmente alcun tipo di spoiler, troviamo la nostra protagonista, Eriel, un'ammazza-fae che, nonostante la sua giovane età, ha già visto troppe atrocità, marchiate anche sulla sua pelle, in un ricamo fitto di cicatrici che ogni giorno le ricordano i patimenti passati. Eriel infatti odia quelle cicatrici e tende a non mostrarle. Ciò che invece la rende più orgogliosa del suo corpo è il tatuaggio che si è auto-inflitta con la sua spada, Alatiel, che le ha salvato veramente la vita nel momento più brutto. Eriel è una ragazza forte, sicuramente determinata, ma soffre ed è vittima di incessanti incubi. In una delle sue fughe, viene salvata da Ardan, un elfo di bell'aspetto di cui inizialmente tende a non fidarsi ma che poi diventerà un suo inseparabile compagno di viaggio. Scappa principalmente da Raskael, un fae, che ha l'ordine di catturarla e ucciderla. Almeno questi erano i piani iniziali. Quando però l'amore tra 'un cucciolo di umano' e una fae di alto ceto nobiliare rischia di mettere a rischio tutta la corte, ecco che Eriel si ritrova in una situazione in cui sembra essere lei stessa a gettarsi nel covo del nemico pur di aiutare la persona che in passato ha aiutato lei a sua volta e per difendere la sua nuova famiglia.
Partiamo ad analizzare i personaggi principali. Eriel è un personaggio descritto talmente egregiamente che inizi a soffrire con lei. Mi ricordo molto bene di quando stavo leggendo una scena, in cui lei, una volta in trappola e in una stanza senza armi a portata di mano, si fa prendere dal panico. Ecco, lì, ma come in tante altre occasioni, mi sono sentita male con lei perché ho empatizzato benissimo e ho capito perché stesse andando così tanto nel panico. Eriel ha avuto un passato terribile, che per quanto forte tu possa essere ti condiziona, c'è poco da fare. Infatti avrei trovato un po' strano il contrario, ovvero se avesse reagito diversamente. Certe vicende orribili rimangono dentro una persona. E non si possono di certo dimenticare facilmente, specie in un contesto in cui Eriel è rimasta da sola per troppo tempo, quindi non ha avuto modo né di elaborare per bene, né di essere aiutata da qualcuno che la ami per davvero. Eriel ha ricominciato a riacquistare un po' di fiducia quando ha stretto amicizia con Ardan e Varitan, ha avuto modo di sentirsi parte di una famiglia e di ricevere quell'affetto che non aveva avuto. Ma è troppo presto, una ferita ancora aperta. Quindi quando lei inizia a stare male, il lettore la comprende, e non vede l'ora che riesca a reagire. Eriel lo fa, eccome. Nonostante la rabbia e il dolore che prova dentro, riesce comunque a recuperare il sangue freddo e a combattere. Anche nelle occasioni in cui ha la peggio, lotta in una maniera talmente esuberante da lasciar sfinito il suo nemico. Insomma, di certo, vende cara la pelle. Non la vedrete mai e poi mai arrendersi subito. Mai, ve lo garantisco! Ardan è l'elfo che l'ha salvata dalle acque del fiume e che è riuscito a vincere la fiducia di Eriel. Mi ero fatta delle idee riguardo questo personaggio che alla fine del romanzo si sono rivelate giuste, ma non posso aggiungere altro! Se non dire che mi è davvero piaciuto e costruito benissimo anche lui. Ho però preferito Raskael, perché nonostante lo possiamo considerare il nemico di Eriel, non lo è per davvero. Raskael è abituato, anche controvoglia, a obbedire agli ordini della regina Virdale. Non può sottrarsi, non può fare altrimenti. Ha molti ripensamenti, detesta fare ciò che fa, si vede che è tutto fuorché malvagio. E quando iniziamo a conoscerlo meglio, verso la fine del romanzo, ne abbiamo la certezza. Sa essere spietato, certo, ma non lo è nell'animo. Per questo il rapporto tra Eriel e Raskael è molto tormentato ma l'ho trovato davvero affascinante da leggere e vedere come i due si muovevano l'uno verso l'altra. Mi è piaciuto tantissimo anche il personaggio di Varitan. Un ragazzo catturato dai fae e che ha vissuto nella loro corte non rendendosi conto degli anni che passavano. Cresciuto come un 'cucciolo', un giocattolino per i fae, in pratica, ma che lì ha trovato l'amore. Un amore che purtroppo verrà scoperto. Ho simpatizzato tantissimo per lui, è stata proprio quella simpatia a pelle, avete presente? Non so neanche io spiegarmi il perché, ma volevo a tutti i costi che venisse protetto; è un personaggio fedele, leale, e che prenderà molto a cuore Eriel. Per me, non si può non volergli bene.
In realtà avrei molto da dire, ma sarebbe spoiler. Posso dirvi che ogni scena mi ha lasciato qualcosa, ho sofferto e ho gioito con loro, ho una mia ship, come si suol dire, ho odiato alcuni personaggi, specialmente tra la famiglia di Eriel, non riuscivo davvero a comprendere le loro terribili azioni, così come ho adorato la descrizione del world building che per me è assolutamente riuscitissima. Sono riuscita a immaginarmi tutto, come se fossi lì. Avevo già detto all'inizio che ho amato lo stile dell'autrice e infatti vi posso assicurare che troverete un ottimo show dont' tell. Ogni capitolo sarà vivido nella vostra mente così come so che troverete emozionanti i dialoghi, realistici e per nulla impostati. Ogni capitolo inoltre avrà un punto di vista differente, cosa che io apprezzo sempre tantissimo nei libri perché mi piace andare a leggere nelle anime di più personaggi anziché focalizzarmi su uno soltanto! Questo ci dà anche modo di conoscerli meglio, no? Nel finale troverete un bel cliffhanger. A me piacciono, e so essere una tipa paziente. Naturalmente leggerò anche il secondo romanzo, perché sì, questo è il primo di una trilogia.
Spero di esser riuscita a farvi interessare a questo libro, che per me è un'autentica perla! Lo posso già annoverare tra le migliori letture del 2023. Certo, l'anno è appena iniziato, ma raramente capitano libri di un certo tipo di livello. E questo è altissimo.
Mi sono spesso chiesta come iniziare questa recensione, in che maniera potervi trasmettere la stessa profonda e intensa emozione che ho provato io stessa immergendomi nelle pagine di questa stupenda storia. Solo dopo ho capito che non avrei mai potuto riuscirci. Solo alla fine ho compreso che per poter comprendere al 100% “Figlia di Sangue e Rovina”, il suo contesto fantastico, i suoi coraggiosissimi protagonisti, i complessi personaggi che compongono la scena e soprattutto le scelte che ognuno di essi compie, bisogna che siate voi a leggerlo. E fidatevi di me, non ve ne pentirete, perché “Figlia” è una di quelle storie che va oltre il fantasy, va oltre il romance, va oltre il pov o il trope che connota il libro in una precisa categoria. Perché “Figlia” è la storia di due persone rotte, del loro passato ma anche e soprattutto del loro presente e del loro futuro, un futuro senza speranze perché giorno dopo giorno rimangono intrappolati in un’esistenza priva di alcuna libertà, senza nessun controllo sulle proprie vite. “Figlia” è quella storia che ti colpisce nel cuore, nella mente, nell’anima, prendendosi un pezzo di te pagina dopo pagina e dandoti in cambio, pian piano, un pezzetto di Eriel e Raskael, finché la loro storia non diventerà totalmente vostra e la vostra sarà loro.
Raskael è un fae. Per l’esattezza è un fae cavaliere, favorito di Virdale, terribile regina e tiranna della Corte dell’Ovest. Da quando ha memoria, Raskael è sempre stato costretto a eseguire gli ordini della sua sovrana, che gli piacessero o meno, pur di aver salva la vita. Così quando ferocemente lei gli ordina di trovare e uccidere l’ultima ammazza-fae, Raskael si mette sulle sue tracce. Eriel è in fuga da tutta la vita, alla ricerca di un luogo da poter chiamare casa, dove potersi sentire al sicuro dal suo passato e da tutti coloro che le hanno sempre e solo procurato cicatrici sul corpo e nell’anima. Schiava di un destino che non ha scelto di possedere, infatti, Eriel non è una semplice umana, perché nelle sue vene scorre il sangue dell’ammazza-fae, ultima in vita della sua specie, temuta da tutte le creature fatate di Midaran, poiché il suo tocco è l’unico in grado di uccidere un essere immortale. Raskael ed Eriel sono nemici per natura, ma quando i due si incontrano svariate volte capiscono immediatamente che vi è qualcosa di diverso in loro. Vittime entrambi di un mondo complicato, di costrizioni e antichi rancori, i nostri due protagonisti saranno in grado di ribaltare le sorti del loro fato o uno soccomberà sotto la spada dell’altro?
Basta la trama a creare grandi aspettative e premesse. Basta leggere le prime righe per comprendere che una volta terminata questa storia, nulla sarà più come prima. Raskael ed Eriel sono due protagonisti forti, tenaci, audaci, profondamente temprati e segnati dal loro passato, disposti a tutto pur di ottenere la propria libertà, fino a spingersi sull’orlo del limite. Di Raskael ho amato la pietà, la velata dolcezza, l’istinto umano, la protezione e la sfrontatezza, tutti aspetti del suo carattere complesso e oscuro, eppure limpido e semplice al tempo stesso. Di Eriel ho amato l’infinito coraggio, la voglia di non arrendersi, l’immensa caparbietà che le ha permesso di andare avanti in ogni situazione e l’umanità. Quest’ultima è forse la più bella arma che, a mio parere, la connota per quello che è ed è sempre stata: una ragazza, una donna, che ne ha passate tantissime, cadendo, piangendo, portandosi addosso molteplici cicatrici, ma ancora in piedi, spezzandosi e rialzandosi ogni volta. In questa storia infatti troverete moltissimi argomenti delicati, traumi, ingiustizie, violenze e battaglie, esteriori e interiori, tutti elementi necessari che fanno parte di un grande e intenso disegno strutturato dalla nostra autrice. Sofia, a parere mio, ha dato vita alla storia di due persone, un uomo e una donna, un fae e un essere umana, due cuori e due anime tanto simili quanti diverse, intrappolate in un mondo che le vuole piegare e a cui loro si ribelleranno perché in un universo di spine, esseri crudeli, continue minacce e costrizioni, la vera chiave è rimanere fedeli al proprio cuore.
Lo stile di Sofia è stupendo: scorrevole come un fiume, a volte impetuoso, brusco, inaspettato, alla pari di un temporale che ti si abbatte contro all’improvviso; altre volte sembra di far un giro in canoa, sotto i raggi di un caldo sole in una tranquilla giornata estiva, senza onde. Inutile dirvi che vi sembrerà talmente tanto di immergervi che dovrete mettere un campanello o una sveglia per tornare alla realtà, soprattutto se avete impegni, altrimenti scorderete anche come vi chiamate e in che anno siamo. La Mazzanti, inoltre, ha dato vita a un bellissimo e semplice word building, cosa che io apprezzo tantissimo poiché mi capita spesso che nei fantasy romance ci siano un po’ troppi nomi o dettagli sulle corti, sulle creature fatate o sui poteri posseduti da ognuno di essi, che alla fine della fiera creano molta confusione. Ecco, state tranquilli che la nostra autrice si è premurata di far tutto bene però senza esagerare: quindi si troverete le corti, i fae, gli elfi, le fate, i pixie e altre creature, ma ognuna con una precisa caratteristica, facile da ricordare. Stessa cosa per i personaggi secondari: pochi ma buoni! Vedrete nominati l’elfo Ardan, l’umano Varitan, le fae Syndra ed Ellaren, cavalieri come Aelrindel e qualche altro ancora, tutti . Ai più importanti della vicenda, inoltre, Sofia affida anche capitoli interi con il proprio pov, così che da narratori esterni ci possano rendere partecipi di ciò che succede dall’altra parte. A tal proposito vorrei dirvi alcune cose, piccoli elementi che rendono ancora più unica e speciale questa storia. Qui non troverete enemies che diventano subito lovers, ne tantomeno corpi perfetti o cuori immacolati, così come troverete scelte moralmente discutibili e tante situazioni difficili. Eppure vi assicuro che Eriel, Raskael e l’universo del Regno sotto la Collina sapranno lasciare un segno indelebile in tutti voi. 🤎
✨Se doveste pensare al vostro fantasy perfetto, IL fantasy perfetto per voi, come sarebbe?✨
Vi dico il mio...
Il mio fantasy perfetto è ambientato in un mondo immaginario, non fraintendetemi... mi piacciono gli Urban Fantasy, ma l'idea di immergermi in un mondo completamente nuovo, un mondo di fantasia è quella che mi rende felice. Voglio immergermi in un mondo in cui non sono io, sono una ragazza forte, che non si arrende. Una ragazza che non ha bisogno di essere salvata, perché vuole salvarsi da sola. Voglio un mondo in cui la Erica bambina che giocava con la spada di legno e arco e frecce fatti con dei rametti, possa sentirsi a casa. Voglio un mondo dove le magia sia ovunque, nell'aria che respiri, nei luoghi che visiti, nelle persone che incontri. Un mondo di creature magiche, di castelli, di corsetti ( dai.. chi non ha desiderato almeno una volta impugnare una spada indossando un corsetto e dei cazzut1ssimi stivali di pelle? ). Un mondo dove i cattivi sono affascinanti, seducenti, ingannevoli, spietati e sai che farai di tutto per non dar loro quello che vogliono. Voglio un mondo dove lui è la persona che dovresti odiare, ma non ci riesci... Perché è Lui!
🗡️Se è questo che cerchi nel tuo fantasy perfetto, allora leggi Figlia di Sangue e Rovina! Perché troverai tutto questo e molto altro. Troverai personaggi ben sviluppati, un worldbuilding che ti farà viaggiare con la fantasia, un sistema magico semplice ma preciso.
La scrittura di Sofia ti terrà incollata alle pagine, e quando sarai arrivato all'epilogo non ti resterà che agognare il seguito!
Ho letto “Figlia di Sangue e Rovina” quando ancora era una prima stesura. E devo dire che, una vola finita la lettura, volevo che Sofia lo pubblicasse.
Perché è una storia che merita, a cui mi sono affezionata anche perché mi ha fatto riconciliare col fantasy, facendomi tornare la voglia di leggerlo (dopo averlo frequentato molto nella mia adolescenza). Nel descrivere questo romanzo, cercando con tutta me stessa di evitare gli spoiler, vorrei partire dal worldbuilding: molto curato e coerente nella costruzione del mondo in cui Sofia ci catapulta, senza tuttavia lasciare chi legge totalmente in balia degli eventi e dei luoghi. La visione, così, è puntuale, immersiva e totale di Midaran e del Regno- sotto- la- Collina, ed è la cornice perfetta per ospitare i fatti che vengono raccontati. E che ruotano intorno a due personaggi cardine: Eriel Iadmos e Raskael, il temuto Cavaliere favorito della temibile regina Virdale. Di Eriel non voglio dire molto, perché voglio lasciare a chi leggerà il piacere di accompagnarla nella sua storia. Solo alcune cose vorrei anticipare: la sua è una crescita progressiva, a partire dalle prime, terrificanti, visioni dei suoi incubi. Hanno una radice ben precisa, che Eriel combatte da sempre ma che, man mano che le pagine e il racconto scorrono, diventano sempre più marginali, perché non sono quelle il centro del personaggio, è altro. Eriel non vuole per sé il ruolo di vittima, o almeno non più, bensì quello di sopravvissuta, che vuole lasciarsi il passato alle spalle e sta cercando il suo posto nel mondo con determinazione, da sola e/o grazie ai suoi compagni di viaggio. E ci riesce, perché pian piano emerge il suo carattere, fatto di insicurezze, certo, ma anche di tempra e certezza, di chi vuole essere padrona del proprio destino e di se stessa anche quando la situazione non sembra stare dalla sua. Raskael, in tutto questo, è la controparte perfetta per far risaltare Eriel, ma che ha anche lui dignità di coprotagonista perché ci racconta la sua storia: quella di un uomo che deve conciliare la sua figura pubblica, il suo status di comandante e di Cavaliere favorito della regina della Corte dell’Ovest, con una dimensione più appartata, di uomo comune, che vuole una vita privata e la tranquillità di una storia d’amore, che condivide con la giovane Liah. Un personaggio sfaccettato che avrà modo, anche lui, di evolvere, e arrivare ad un punto in cui non si potrà fare a meno di apprezzare. Prima di concludere, vorrei fare una simpatica menzione speciale ad Ellaren, che per quanto sia irritante e abbia la capacità di stare nel posto sbagliato al momento sbagliato, non posso fare a meno di trovare simpatica (lo so, sì, scusate, io ho uno strano senso della simpatia, ma che ci posso fare?). Non posso, a questo punto, che augurarvi buona lettura e che possiate amare questo romanzo come ho fatto io.
Finalmente in Italia un libro avvincente e scritto davvero bene, sui Fae! Che lettura! Mi ha tenuta incollata fin dalle prime pagine, catturata dalla trascinante scrittura della Mazzanti, alla quale faccio sentiti complimenti per questo debutto da 10 e lode e che ringrazio di cuore per la copia digitale in omaggio, letta in anteprima.
Ho amato tutti i personaggi, da quelli principali a quelli secondari. Li ho trovati ben caratterizzati, con luci ed ombre da scoprire ma mano che procede la lettura.
Le ambientazioni sono ovviamente fatate. Ho sentito profumo di boschi ed mi sono sentita circondata dal verde. La Corte fae mi ha affascinata tantissimo, e l'ho trovata perfettamente in linea con le antiche leggende sul piccolo popolo. Non vedo l'ora di conoscerne meglio i segreti.
Senza dilungarmi troppo, leggete questo libro se: - amate protagoniste forti ed indipendenti - amate il popolo fatato - amate le ambientazioni con vibes medievali - amate leggere libri che sembrano quasi dei film
Complimenti ancora alla Mazzanti per questa bellisisma aggiunta alle fila del fantasy italiano. Io ora aspetto solo il secondo volume, soprattutto dopo la fine di Figlia di Sangue e Rovina. Leggetelo, perché ho bisogno di parlarne con qualcuno!
In Italia abbiamo una immensa penuria di libri sui Fae rispetto alla nostra controparte anglofona ma per fortuna c’è @sofia_mazzanti_author! Allora prima di cominciare, istruzioni per l’uso: avrete delle vibes alla Acotar e probabilmente anche qualche flash del Vietnam ma questa storia è completamente diversa nelle impostazioni, nei personaggi che con Rhys e Feyra condividono il solo fatto di essere un Fae e un’umana e anche nel modo in cui viene gestita la narrazione. Visto che ho cominciato a parlare dei personaggi, lasciatemi parlare di Eriel, Raskael, Ardan e Varitan e partiamo proprio dal quest’ultimo. Varitan è un cucciolo umano, e badate bene che non uso questo termine a caso, è cresciuto nel Regno Sotto la Collina, un luogo che vi riporterà alla mente alcuni dei flash che vi dicevo prima, ma allo stesso tempo anche molto molto fascinoso e terribile. @sofia_mazzanti_author ce lo mostra ma fino ad un certo punto e lascia alcuni misteri che non vedo l’ora di scoprire nel secondo. Legato ad un altro luogo che ha attirato la mia attenzione e mi ha lasciato con una curiosità cocente non solo per il luogo in sé è Ardan, un elfo che incontriamo fin dalle primissime pagine e per Eriel (e anche per me) significa sicurezza, un porto sicuro, qualcuno su cui fare affidamento sempre e comunque. Ma il nostro elfo non è un santo e uno scopo ce l’ha, quale esso sia però non ve lo dirò! E ora veniamo ai pezzi forti, Raskael e Eriel. Eriel è una protagonista molto sfuggente, il suo passato ci viene svelato con il contagocce almeno fino ad un certo punto, ma allo stesso tempo capire cosa la muove, alcuni suoi pensieri, è estremamente semplice. Il suo passato è pesante indubbiamente ma il suo presente non è da meno, sola, braccata dai Fae e da altri individui che non vi sto a dire, troverà conforto tra le braccia di Ardan e forse anche quelle di Raskael… oh qui dipende come shippate! Io sinceramente la vedo bene con tutti e due ma tifo per Raskael, e che ci volete fare, io con i Fae vado a nozze! Raskael invece è il personaggio un po’ più difficile da descrivere, si rischia di cadere in paragoni futili e inutili con Rhysand perché alcune sue azioni potrebbero richiamare qualche eco di quelle del nostro High Lord ma, a differenza di Rhysand che si presenta come “cattivo”, su Raskael non ho mai avuto dubbi. È buono. Su questo non si discute. Anche i pensieri che @sofia_mazzanti_author ci mostra attraverso il suo pov non sono quelli di un villain. Ma al di là di questo fatto Raskael si è guadagnato subito le mie simpatie, sin dal primo capitolo che è dal suo punto di vista, e sono sicura che in un modo o nell’altro conquisterà anche le vostre! A livello di worldbuilding complessivo ci sono, come è giusto che sia, delle cose ancora nebulose ma che mi mettono tantissima curiosità per quel che verrà. Cosa invece è sviscerato quasi al cento per cento nella sua gerarchia è il Regno Sotto la Collina, un ruolo terribile e super affascinante in cui, alla luce del finale super scoppiettante, non vedo l’ora di tornare! (non sono impazzita, tranquilli). Insomma spero di avervi incuriosito abbastanza da dare una chance a Ras e Eriel! E mi raccomando, sclerate tanto con @sofia_mazzanti_author!
Oggi voglio parlarvi di un libro che ho concluso da poco, che oltre a stupirmi, mi ha tenuto incollato alle pagine, contro ogni mia aspettativa prevista. Dal mio punto di vista in questo romanzo non manca nulla; colpi di scena,emozioni, dolore, personaggi forti (in questo caso come vi avevo già detto ho apprezzato che la protagonista sia forte, con le sue debolezze e le sue cicatrici).
Vi spiego: Eriel è l'ultima ammazza fae al mondo, l'unica in grado di ucciderli. Nel suo passato ci sono molti traumi e cicatrici che si porta adosso; Eriel preferisce stare da sola, ma tutto questo cambia quando incontra Ardan, un elfo, che promette di proteggerla portandola ad E'Dradra. Raskel invece è un fae, favorito dalla regina ed avrà il compito di catturarla per consegnarla alla sua regina.
Tralasciando un attimo la trama che è facilmente reperlibile, voglio parlarvi di cosa ne penso io: Ho trovato la scrittura di Sofia ipnotica, come detto in precedenza mi ha tenuto completamente incollato alle pagine, ho adorato i doppi pov (Anche se all'interno del libro abbiamo altri vari pov come quello di Ardan e Varitan). Naturalmente questo primo volume getta le basi per un intera trilogia. Sapete cosa ho adorato? Il fattore che sia un enimies to lovers, ma questo primo libro non approfondisce fin da subito, getta anche qui delle basi se sicuramente ci ritroveremo ad approfondire nel secondo volume. Ci ha fatto strada con la storia e non ci ha buttati subito la storia che potrebbe nascere tra i due, ma si è concentrata prima a farci entrare in empatica con i vari personaggi.(Basta con queste storie d'amore pronunciate enimies to lovers dove ci viene dato lo stesso brodo; posso capirlo in un autoconclusivo, ma non in una saga); proprio per questo l'autrice è stata molto brava a stupirmi.
Ci sono solo due pecche, una piccola ed una grande. Ma possono essere solo i miei punti di vista:
Piccola: Ad inizio romanzo mi è sembrato un po veloce con alcuni concetti inseriti, però meno male riprende in seguito spiegandoci. GRANDE: Devo aspettare il secondo volume a giugno
Questa è più una recensione per me stessa piuttosto che per gli altri.
Avevo davvero belle aspettive per questo libro. Il genere fantasy è il mio preferito e ho adorato Acotar. Avendo letto che questo libro parlasse di fae ecc. mi son detta: “perché non leggero?”.
Ecco ora che l’ho finito ho capito perché. Di per se la trama non è malvagia, ha tantissimo potenziale ma ahimè non sfruttato per nulla. La storia è lenta, non l’ho trovata per nulla avvincente. L’inizio.. che latteeee, non succede niente di che, pagine e pagine per un viaggio nella foresta con poche scene di azione confuse. Ci sono passaggi poco chiari e tante cose lasciate lì un po’ a caso. Devo essere sincera, ho letto alcune pagine 2 volte perché non capivo appieno quello che succedeva e soprattutto perché.
Non mi sono piaciuti i personaggi, non hanno un carattere, hanno legami talmente effimeri che mi chiedo come una persona possa lanciarsi nella tana del nemico solo per ripagare un debito. Mi pare una motivazione assai frivola. Molto frivola. Il legame tra Eriel e Ardan è “debole” dal punto di vista del lettore. Cioè mi sono chiesta più e più volte cosa li abbia fatti avvicinare? Quando hanno iniziato a piacersi? Perché diavolo si sono baciati così dal nulla? Non si sente per nulla il romance, almeno io non l’ho sentito.
E la figura di Raskael? A mio avviso in questo primo libro inutile. Personaggio costruito maluccio per rappresentare il cattivo della situazione che in realtà non è cattivo. Non ha un’evoluzione, non ha una spiegazione, non mi da nulla ecco.
Sicuro nel secondo libro nascerà l’amore tra Eriel e Raskael, su che basi non ne ho la minima idea.
Per concludere devo dire che rispetto ad altri libri simili non mi ha preso, non mi ha fatto divorare le pagine per vedere come continuava, l’ho letto soprattutto per passare il tempo a lavoro tra una pausa e l’altra.
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Idea di partenza anche buona, sarebbe potuto essere Interessante, ma non riesce proprio nell’intento.
Corti Fae, ambientazione medioevale, una protagonista ferita nell’animo ma dal forte istinto di sopravvivenza. Una controparte maschile tormentata dal peso delle proprie scelte e delle proprie azioni.
La tematica Enemies to Lovers è presente ma in questo primo capitolo viene solo introdotta, e tra i due protagonisti c’è meno interazione di quella che ci si aspetterebbe. Da un lato è apprezzabile che i personaggi vengano indagati indipendentemente dalla relazione, ma dall’ altro forse manca troppo di ciò che catalizzerebbe l’attenzione del lettore.
L’incipit dei capitoli è molto ripetitivo (con i protagonisti che si risvegliano da un sogno/incubo o da uno svenimento), e le motivazioni che muovono gli eventi e le azioni dei personaggi sono spesso poco solide.
I nomi dei personaggi sono privi di una qualunque ispirazione, piuttosto sembrano sillabe messe insieme e buttate lì a caso. Alcuni sono semplicemente comunissimi nomi propri di persona scritti al contrario O_O
Questi difetti di una certa gravità , complice anche una narrazione per i miei gusti troppo sbrigativa e scarna di ciò che va oltre “il corpo e la mente” dei personaggi, non mi hanno permesso di apprezzare questa lettura.
Al suo interno troviamo delle artworks molto belle!
Ho letto questo libro dopo averlo puntato per mesi ed avevo sinceramente le aspettative alle stelle. Se le premesse promettevano veramente bene, purtroppo ho trovato che questo primo libro si sia sviluppato un po' frettolosamente (cosa che, ad esempio non succede assolutamente con il secondo volume). Purtroppo ho trovato che le relazioni tra i personaggi si sviluppassero in modo troppo veloce e con dei salti temporali che effettivamente non permettevano di cogliere al 100% gli sviluppi. Oltre a ciò ho notato alcune contraddizioni interne come ad esempio il fatto che dopo che lei ha bevuto il vino fae lui le confessa di odiare la sua vita "tanto lei domani non se lo ricorderà mai", quando poi due pagine dopo le dice di non fare scelte avventate perchè "domani ricorderà tutto". Quindi...lei ricorderà oppure no? Sinceramente ero un po' confusa, ma potrebbe anche essere che io non capisco nulla e mi sono persa dei pezzettini. In complesso il libro risulta scorrevole e lo ho letto in poche ore.
Che p@lle. Si può dire? Perché è esattamente questo che ho pensato ogni due pagine. Lento, noioso, poco caratterizzato. Ogni tanto compare un barlume di speranza con piccoli sprazzi di storia interessante, e poi così come è comparso, scompare. Privo di emozioni, anche le scene che dovrebbero essere più toccanti, più profonde e più romantiche, non ti fanno provare niente. Nada. Come leggere un ricettario, lo stesso stato emozionale: sei confuso e vuoi saltare alla parte interessante.
Oggi sono qui per parlarvi di un'altra bellissima opera arrivata nelle nostre librerie. Come sapete sono una grande amante del genere, quindi potevo mai farmelo scappare? Assolutamente no. Questo era il libro che più aspettavo di leggere quest'anno. Da grandissima amante del mondo oscuro dei Fae non potevo non sapere già che avrei vinto facile con questa lettura che, grazie al cielo, non ha niente a che vedere con la saga a parere mio più brutta che abbia mai letto sul genere (non facciamo nomi ma sapete di quale parlo). I nostri protagonisti sono Raskael e Eriel. Lui è un guerriero immortale privo di sentimenti, ricolmo di un rancore che lo logora. Ha il compito di uccidere tutte le discendenti Ammazza Fae ed è per questo che è alla caccia di Eriel. Lei dal canto suo fugge da anni, ha inventato di tutto per nascondersi e ha un passato alle spalle di cui non vuole parlare. Il suo corpo è un totale racconto però di quel passato che nasconde e per questo non ama essere toccata. Vorrebbe solo vivere serena, senza fuggire continuamente, trovare la pace. Un giorno incontra poi Ardan che dopo averla aiutata le fa una promessa importante. Con l'elfo, Eriel inizia un viaggio che la porta a una serenità che mai aveva provato prima, ma tutto viene portato di nuovo al cambiamento quando Varitan appare sul loro cammino,: sarà proprio per aiutare lui che Eriel e Raskael si ritroveranno nuovamente faccia a faccia...
" Era attratto da quei segni indelebili che raccontavano di lei più di quanto non rivelasse a voce. "
Bello. Bello. Bello. Bellissimo. L'unica cosa che posso dire di questo primo volume è che sono rimasta incantata pagina dopo pagina. La scrittura dell'autrice è semplice ma mai banale o superficiale, tutto scorre in un susseguirsi di eventi che ti tengono incollata alle pagine una dopo l'altra per poi arrivare alla fine maledicendo di non avere già il seguito. Una nota di merito va anche alla bellissima copertina e alle spettacolari illustrazioni. Insomma, ora non mi resta che aspettare e sperare di leggere presto il seguito.
Questo libro mi ha davvero sorpresa. La protagonista è forte, la sua psicologia, i traumi, la sofferenza che prova vengono ben approfonditi e questo ci fa empatizzare con lei. Anche gli altri personaggi non sono da meno, sopratutto Raskel, che nel secondo diventerà co-protagonista. Veritan mi ha subito fatto tenerezza, si sente la sua bontà mentre Ardan non mi è mai piaciuto, nonostante sembri essere lui l’interesse amoroso di Eriel. Devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita dalla trama, ricca di avvenimenti e avvincente. L’ho letto davvero in pochissimo tempo. Nota di merito al cliffhanger finale che mi ha spinta ad iniziare subito il secondo. La scrittura è semplice ma super scorrevole, la terza persona viene ben gestita. Gli unici punti che non mi sono piaciti in terza sono stati gli incubi, sembrano un po’ visti dall’esterno come un resoconto. Per il resto ottimo romanzo di intrattenimento, lontano dai soliti romantasy