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Un homicidio en el casino de Saint-Vincent, uno de los más prestigiosos de Europa, sumerge a Rocco Schiavone en el mundo de la ludopatía, los juegos de azar y la avaricia. A pesar de la complejidad del caso, el subjefe no puede liberarse de su pasado... y recomponer su vida se torna más difícil porque la sombra de su enemigo Enzo Baiocchi todavía se cierne sobre él. Y aún quedan muchas preguntas por responder: ¿qué pasó con Caterina?, ¿por qué lo traicionó?, y ¿por qué la fiscalía comienza a investigar la muerte de Luigi Baiocchi?

Con su ácido sentido del humor, sus diálogos mordaces y una mirada sin concesiones sobre la sociedad contemporánea, esta nueva investigación de Rocco Schiavone es un auténtico placer para los aficionados a la novela negra.

368 pages, Paperback

First published October 11, 2018

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About the author

Antonio Manzini

70 books721 followers
Antonio Manzini (Roma, 1964) è un attore, sceneggiatore, regista e scrittore italiano.

Antonio Manzini is an Italian actor, director, novelist and scriptwriter.

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5 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 129 reviews
Profile Image for piperitapitta.
1,052 reviews471 followers
January 17, 2019
Senilità

E niente, Rocco Schiavone si fa vecchio, forse anche Antonio Manzini (e forse anche io), e il sesso gli è diventata un’ossessione: oramai non vede quasi più esemplari della specie umana somiglianti ad animali, ma esemplari della specie umana femminile (forse pollastrelle?) da portarsi a letto e le possibili posizioni in cui farlo.
Aggiungiamo a questo una storia scritta già pronta per la fiction, siparietti comici affatto credibili e personaggi che ormai sono più caricature che reali (compresa l’incazzatura perenne di Schiavone ormai è divenuta parodia di se stessa), e che nemmeno le buone intuizioni (come il rapporto fra Schiavone e il giovane Gabriele) riescono a sollevarlo più di tanto, e il gioco è fatto.
Rien ne va plus, les jeux sont faits.

(La mezza stella è omaggio, perché se è vero che questo è migliore del precedente è anche vero che non è all’altezza dei primi tre)
Profile Image for Giancarlo Beltrame.
115 reviews4 followers
October 21, 2018
La serialità televisiva fa male ad Antonio Manzini e di conseguenza anche a Rocco Schiavone. Fate il vostro gioco è un romanzo scritto per diventare subito un episodio della serie TV: troppi siparietti comici, troppi fili del passato che si ingarbugliano e un finale aperto già pronto per la prossima puntata. Peccato, perché in alcune pagine si sente l'energia del vecchio Rocco, ma solo a tratti.
Profile Image for Alessandra Gennaro.
324 reviews38 followers
October 15, 2018
Rocco è una droga e Manzini è il suo pusher, sempre più lucido, freddo e determinato a farci soffrire.
Stavolta ci lascia proprio con il cerino in mano, a metà di almeno tre storie e, quel che è peggio, a metà del divertimento.
E visto che cosi non si fa, non gli si perdona qualche sintomo di stanchezza- nel plot, che tiene poco,ma anche in una certo ripiegarsi su personaggi e situazioni che finiscono per perdere un po' di smalto. Altro non dico, perchè lo spoiler è dietro l'angolo, ma un po' di delusione stavolta c'è. E visto quello che succede agli autori seriali, ai quali Manzini può comodamente ascriversi, non è proprio una sensazione bellissima. Spero di sbagliarmi- e aspetto con impazienza il seguito.
Profile Image for Lorenza Alessandri.
561 reviews20 followers
October 20, 2018
Con Rocco Schiavone ormai ho messo da parte l’idea di essere minimamente obiettiva.

Mi piace e basta.

(C’è anche una scena che mi ha fatto piangere, Manzini ci riesce spesso)
Profile Image for reactorr.
97 reviews13 followers
July 5, 2023
Ho comprato questo libro sfruttando la promo 1+1 Sellerio, giusto per capire cosa mi stessi perdendo, per capire com'è un giallo all'italiana di un autore che colonizza le classifiche di vendita. Ecco, son rimasto deluso.

Partiamo dal protagonista, un poliziotto romano, che abita... ad Aosta. Benissimo così. Il carattere di questo personaggio è talmente esagerato che è una caricatura di se stesso: SEMPRE scazzato, manco fosse perennemente imbottigliato nel traffico, non ha mai voglia di parlare con qualcuno a meno che non sia stretto necessario, d'altro canto è super attento alla popolazione femminile, ogni donna che vede (le descrizioni di esse sono sempre precise e dettagliate, anche sull'abbigliamento) se la immagina nuda, e molto facilmente se la porta anche a letto perché ha quel fascino da uomo maledetto, sulla cinquantina, capo della polizia. Vabbè ma ha anche un buon cuore, tanto che porta sempre in giro il suo cane, e a casa si prende cura di Gabriele, un ragazzo-vicino di casa, tanto che gli fa quasi da padre e risolve tutti i suoi problemi. A volte il suo buon cuore è talmente buono che lascia proprio senza parole, da un estremo all'altro insomma.
Pure nel lavoro è così, ogni caso lo prende sul personale, si fionda sul caso come se ne dipendesse la vita, peccato che poi commetta millecinquecento irregolarità, conflitti di interessi, giochi sporchi e diriga la sua squadra di polizia a metà fra un ocean eleven e come il dipartimento di L.A. Confidential (1997). Insomma è un personaggio macchia poco interessante, ma ogni tanto strappa un mezzo sorriso con qualche commento.

La trama è francamente noiosa, un caso con poco mordente, e onestamente la fine viene rattoppata con la risoluzione più banale, un accenno di un complotto più grande e finisce così, paradossalmente incompleto e sbagliato. Questo romanzo non va da nessuna parte, praticamente è la prima parte di una storia, e meno male che ho pure il seguito. In ogni caso: noioso, surreale e rattoppato.

Detto questo, è scritto bene? Mah. Il 90% del libro sono dialoghi, praticamente questo è un prodotto pronto per essere adattato in una fiction di rai 1, senza dubbio, non c'è bisogno di scrivere una sceneggiatura, basta prendere un po' di qui e un po' di là e si ha tutto. Poi questi dialoghi sono per un buon 30% completamente inutili, chiacchericci. Qualche battutina stupida, qualche commento acido o scazzato e fine.

Gli altri personaggi? Deludenti, ma altrettanto macchietta, ma non sto ad approfondire. Che robaccia
Profile Image for La Biblioteca di Eliza.
590 reviews90 followers
October 28, 2018
https://www.labibliotecadieliza.com/2...

È ufficiale: Rocco non ci ha capito un cazzo! Passatemi il francesismo, ma è necessario per sottolineare la confusione che aleggia alla fine di questa nuova indagine del vicequestore di Aosta. A far bene per recensire questo libro bisognerebbe partire dalla fine, da quella chiacchierata tra il dottor Baldi e Schiavone, che in qualche modo riassume egregiamente l'atmosfera che il lettore si trova davanti lungo tutta la lettura.

@pinterest

Un nuovo morto nella vita di Schiavone, un morto che parla, un ex dipendente del casinò di Saint-Vincent. Una scena agghiacciante si mostra ai primi soccorritori. Sangue ovunque, una fiche stretta nel palmo e poche tracce. Ovviamente il caso non è facile e si dipana tra vicini curiosi, amici di vecchia data particolarmente accomodanti, soldi sporchi. Questa è la vita di Rocco oramai. Fatta per lo più di incontri occasionali con la bella donna di turno, Gabriele, il vicino, che riesce a raccattare un 6 in storia e Lupa, il vero amore della sua vita. E poi c'è Roma, lontana anni luce, che ogni tanto torna a far capolino nella sua testa e nel suo cuore.

Povero Rocco, distrutto negli affetti più e più volte, un uomo illuso e disilluso, che ora non può più fidarsi neanche di chi gli sta intorno. L'avevamo capito alla fine di Pulvis et umbra: Rocco non sarebbe stato più lo stesso, c'era aria di cambiamento. E Manzini è stato di parola, riproponendoci un vicequestore più cupo e malinconico, più simile all'uomo arrivato da poco ad Aosta con il fantasma della moglie a martoriargli il cuore e l'anima. Marina lo ha chiesto più e più volte al suo Rocco: lasciami andare, torna a vivere. Ma Rocco non ce la faceva, non ci riusciva. Ora però il posto di Marina è stato preso da un nuovo fantasma, più recente e quindi più doloroso, quello di una donna che lo ha tradito e che ha minato le sue poche certezze.

E il caso? Ecco, che mai come ora abbiamo davanti un Manzini polemico, e a ragione, che si schiera contro il gioco d'azzardo ma anche contro chi a quel gioco da una parvenza di legalità...

"È una malattia?"
"Esatto. Si chiama ludopatia. C'è chi scommette, chi gioca a carte, chi al casinò, chi alle slot machine...".
Gabriele sembrava stesse riflettendo su quelle parole.
"Un sacco di famiglie stanno nei guai per questa roba, gente è finita sul lastrico per giocare, pure per comprare i Gratta e Vinci".
"E li vendono dal tabaccaio?"
"Li vendono dal tabaccaio".
"Non lo capisco. Riduce la gente sul lastrico e nessuno fa niente?"
"Ci guadagnano, Gabriele, ci guadagnano un sacco di soldi. E non ci vogliono rinunciare. [...]"

Proprio il mostro del gioco è al centro della vicenda che ha inizio con il morto di turno, ma anche di quella che vede come protagonista il buon Italo, in questo libro un po' più in primo piano, non proprio al livello del suo superiore, ma poco dietro.
Rocco un colpevole lo troverà e lo assicurerà alla giustizia. Ma... ma ritorniamo all'inizio, in un circolo infinito. Non c'ha capito un cazzo e dovrà ricominciare ad indagare. Su questa storia, su questi soldi sporchi, ma anche su quella avvenuta nel lontano 2007, quando a Roma splendeva il sole e lui mangiava il gelato della scommessa con Marina.

Ho letto alcune recensioni su questo libro e alcune sentenziavano un calo di Manzini e del suo protagonista stropicciato, irriverente e solitario. Io invece ho trovato una svolta, un cambiamento in Rocco e nella sua squadra. Dopo gli eventi di Pulvis non mi sarei mai aspettata lo stesso Rocco conosciuto fino ad ora. Certo le Clarks e il Loden d'ordinanza ci sono ancora, gli evidenziatori di Deruta e D'Intino pure e tornano decaloghi e l'amatissimo uso proprio di "'sticazzi" ma il Rocco di prima è sparito, sostituito da un uomo che non rischia più con le donne e si dà al puro e semplice sesso da una botta e via, che non ha più spazio per i fantasmi passati, perchè, come ricorda alla unica e fidata Lupa...

"Lo sai amore? Una volta qualcuno ha scritto che il passato è un morto senza cadaveri. Non per me, no. Nel mio caso ci sono più cadaveri di un obitorio..."

Un Rocco malinconico, cupo, che sguazza nello squallore che alberga nel casinò, dove uomini e donne ben vestiti sperperano soldi che non hanno, nella speranza che la fortuna finalmente guardi anche dalla loro parte. Illusi! Non è questione di fortuna. L'odore della disperazione è un po' ovunque, mischiato a quello della polvere che copre il reale motivo dell'omicidio e nasconde le mosse di un pentito. Cosa ne sarà ora di Schiavone?

Bella domanda! Perchè il finale di Manzini, in linea con i suoi ultimi romanzi, ci lascia lì davanti ai ringraziamenti alla ricerca di pagina 390 che... toh, non esiste! Il lettore resta appeso e proprio come Rocco non c'ha capito un cazzo.
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
December 2, 2018
«La vita non avverte, Gabrie'. A volte cammina, passeggia, a volte invece corre. A noi ci tocca andare alla stessa velocità.»
«Adeguarci?»
«Bravo.»


Adoro Rocco e Gabriele; stanno crescendo insieme 💞

Una bella storia.
Non tanto per il fattore giallo che denuncia il brutto vizio del gioco (in maniera gentile: ludopatia!) e i traffici illeciti che cela (non è un mistero svelato, ecco), quanto per l'umanità che la pervade.
Rocco, dopo le ultime esperienze, subisce l'ennesima mutazione; più malinconico che mai, cerca di tagliare i ponti dicendo addio ad una parte della sua vita, cerca anche di raddrizzare le spalle, scrollarsi di dosso l'apatia, di rialzare la testa, di guardarsi intorno; e finalmente si apre agli altri, tende e riceve mani in aiuto, nonostante porti ancora sulla pelle ferite dolorose e molti fantasmi infestino i suoi ricordi.
Marina, protagonista anche qui di pagine commoventi, sparisce. O così mi piace capire.
Caterina, presenza ingombrante, occupa più che mai i suoi pensieri.
L'amicizia torna a far capolino; è un valore forte e c'è la speranza che il recente passato possa essere superato con il tempo.
La vita continua... È giusto...
E mi sta bene (son due libri che spero in una certa storia...).

Però, Anto', non mi puoi lasciare così tante cose in sospeso! So che non ci hai capito granché e che devi ricominciare da capo, però...
Anche se questo - a ben vedere - può voler solo dire che (spero a breve) ci potrebbe essere un seguito.
Ci dovrà per forza essere un seguito.
Io sono qui, aspetto...

🆕 2018
Profile Image for Paula.
965 reviews226 followers
January 27, 2025
Rocco nunca merece menos de un 10. Un más que digno heredero de Camilleri y Montalbano. De Giovanni,con sus dos series, es también extraordinario, pero la ironía de Manzini y Camilleri es inigualable.

Rocco never deserves less than a 10. Worthy heir of Camilleri (Montalbano). De Govanni,with his two series, is extraordinary too,but the irony and wit of Manzini and Camilleri are unsurpassed.
Profile Image for Cassie.
154 reviews26 followers
October 17, 2018
C'è meno azione del solito, a favore di un più approfondito scavo psicologico dei personaggi, Rocco Schiavone su tutti, che cambia, si evolve, pur rimanendo in sostanza fedele a se stesso. Il finale è un azzardo, come ha detto lo stesso Manzini, ma secondo me è un azzardo riuscito.
E sulla qualità della scrittura di Antonio non si discute, è sempre una garanzia.
Profile Image for Raul.
228 reviews90 followers
February 7, 2023
Después de más de dos años, por fin llega la nueva entrega traducida del sub-jefe Rocco Schiavone. Una larga espera para el más canalla de los inspectores italianos que un servidor conoce. Lo echaba de menos y me ha sabido a muy poco.

En estos libros policiacos, lo más importante es la figura del sub jefe. Los casos a investigar son secundarios, lo que no quiere decir que no sean interesantes y estén bien desarrollados. Pero después de tantas entregas seria absurdo negar que lo que de verdad te hace devorar las páginas es todo lo que rodea al protagonista. Pese a todo el tiempo que había pasado desde que leí la última entrega, enseguida conecte con Rocco y sentí perfectamente su evolución. Cada vez encontramos a un hombre más conectado con su nueva realidad y más vulnerable. Lo que no quita para que siga arremetiendo contra la hipocresía del mundo.

La trama que enlaza todos los libros en este volumen apenas tiene peso. Se siente como que este es un libro puente, ni siquiera la trama principal del libro se cierra por completo. Es como un desahogo necesario después de todas las emociones que vinieron en la anterior entrega y espero que preparando un bombazo para lo que está por venir. Me he quedado con ganas de más y espero no tener que esperar otros tres años para continuar con la historia.
Profile Image for Lupurk.
1,108 reviews35 followers
August 1, 2023
Quanto tempo che non tornavo più ad Aosta con Rocco! Ci ho messo un attimo per riambientarmi, ma poi è stato come non essere mai andata via.

Tra l'altro nel frattempo sono stata anche diverse volte nei luoghi citati (a parte dentro il casinò) e quindi è stato ancora più bello immaginarli.

Interessante la digressione sulla ludopatia e come sempre belli sia gli sviluppi personali sia il caso.
Profile Image for ✨Virè.
451 reviews7 followers
August 29, 2023
Un nuovo episodio della serie Schiavone, forse l'unica che invece di perdere, continua a mantenere il trend positivo.
Il nostro amato vicequestore stavolta è incaricato di indagare sulla misteriosa morte di un croupier del casinò. Finiamo quindi come suggerito dal titolo nel mondo del gioco d'azzardo, dove però si ritrovano invischiati diversi personaggi vicini a Schiavone, a cominciare dal fidato Italo. Non mancano momenti esilaranti, che danno sicuramente una marcia in più all'intero racconto. Vengono coinvolti nella squadra anche la Gambino e Fumagalli, che insieme fanno scintille.
Manzini riesce a mettere insieme una serie di personaggi, che oltre ad essere varia e pittoresca, aiuta a mantenere vivo e costante l'interesse del lettore, già stimolato dal perfetto mix tra indagine e vita privata.
Anche questo episodio promosso a pieni voti e grande attesa per il successivo. Meno male che ho iniziato la serie quando già erano usciti parecchi volumi... 😅
Profile Image for Giulia.
337 reviews34 followers
August 24, 2019
Fate vostro gioco

In questa nuova avventura, ritroviamo un Rocco Schiavone scoraggiato, triste, distrutto nell'animo e negli affetti. Stavolta Rocco si troverà a dover risolvere il misterioso omicidio di un ex ispettore di gioco che viene trovato morto nel suo appartamento. Stavolta non potrà contare su Caterina, ma avrà sempre al suo fianco tutta la squadra, Italo in primis.
Ancora una volta Rocco si presenterà in tutto il suo cinismo ma è solo una maschera. Ormai conosciamo il nostro eroe, e sappiamo che si è un cinico bastardo ma è anche capace di un grande cuore e di grande umanità. E questo è dimostrato pienamente nel suo rapporto quasi paterno con Gabriele, liceale suo vicino di casa. Il rapporto tra i due è tenero, dolce, e Rocco non può più nascondere l'affetto vero e sincero che prova per il ragazzo. Sono simpatici i siparietti che i due inscenano, ma dolcissimi i momenti in cui Rocco si lascia andare ai sentimenti e rimane ad ascoltare la musica che Gabriele mette su apposta per lui.
Però Rocco non può dimenticare il passato e la sua amicizia con Sebastiano, Furio e Brizio, amicizia che va sgretolandosi, a causa dell'ombra di Enzo Baiocchi che incombe su di loro. Ma da parte sua il legame con i tre è sempre fortissimo e farà di tutto per rinsaldarlo.
In questo romanzo, per la prima volta, vediamo un Rocco che fa un timido tentativo di staccarsi dalla moglie Marina, morta anni prima e che lui non vuole lasciare andare. Qui, invece, il fantasma della donna comparirà sempre meno indicando una crescita interiore di Rocco, che finalmente, forse comincerà a vivere una vita nuova.
Rocco, finalmente comincia a capire che la sua vita è li, ad Aosta, con Lupa, con il questore Costa, che sta diventando sempre più amico e sempre meno capo, con il nuovo personaggio Michela, analista della scena del crimine, e con tutti gli altri, Italo Pierron che ormai è diventato un amico caro, da proteggere e riportare sulla retta via.
Sullo sfondo dell'omicidio e della sua storia personale, Rocco dovrà affrontare il problema della ludopatia, il tema che l'autore porta alla ribalta in questo contesto.
La ludopatia è purtroppo un problema sociale che nella realtà affligge tante persone, complice, paradossalmente, la grande crisi economica che sta affliggendo il nostro paese. Manzini porta il lettore a riflettere su questo problema, proponendo personaggi disposti a tutto pur di soddisfare il proprio bisogno di giocare e vincere. E ciò purtroppo non è poi così lontano dalla realtà, con tante persone che si rovinano per i giochi d'azzardo.
Ancora una volta ho adorato Rocco Schiavone, ma ho adorato anche tutti i suoi compagni di viaggio. Una menzione particolare è da riservare a Michela, questa strana analista del crimine, sempre pronta a parlare di complotti e controlli dall'alto. Mi fa ridere e accanto al nostro eroe, crea con lui una coppia esplosiva!
Inoltre mi sono ancora di più, se possibile, affezionata a Gabriele, questo ragazzetto, solo e bisognoso di affetto che, come un cucciolo, si lega a Rocco di un affetto vero e profondo.
Ora bisogna andare avanti, leggere il nono episodio della serie, perché per la prima volta, in questo l'indagine non è conclusa, ma il finale aperto porta al desiderio di prendere in mano il prossimo romanzo il prima possibile.
Profile Image for Georgiana 1792.
2,418 reviews162 followers
February 26, 2020
In principio sembra un caso del tutto staccato dai precedenti, in cui Rocco Schiavone e la Questura di Aosta indagano sull'omicidio di un ex dipendente del Casinò di Saint Vincent, accoltellato in casa sua (e io avevo già colto subito la nota dissonante...). Ma Rocco è Rocco, quindi è naturale che ogni tanto compaia anche Marina (che pianti mi sono fatta per quel limone!), e che malgrado il suo atteggiamento perennemente scazzato si faccia coinvolgere dai problemi dei suoi amici vecchi e nuovi (nuovi soprattutto, in questo caso); tanto più quando scopre che la madre del suo giovane amico dirimpettaio Gabriele è coinvolta in qualche senso con l'omicidio di Saint Vincent.
Il caso viene risolto solo in parte, per cui comincio subito a leggere Rien ne va plus, sperando che Manzini non mi tenga ancora in sospeso...
Profile Image for Gabril.
1,050 reviews259 followers
April 7, 2020
Comincia una storia che ha a che fare con il gioco, il vizio del gioco, l'ambiente del casinò (qui Saint Vincent), i problemi personali dei componenti della squadra del vicequestore e non solo.
Molta carne al fuoco...forse anche troppa, in questo caso. Gli eccessi (anche macchiettistici) penalizzano un po’ questo capitolo della serie. E rimandano molti sviluppi al libro successivo. (Manzini crea dipendenza, e lo sa.)

"Il problema era sempre lo stesso: Rocco Schiavone prendeva i casi troppo sul personale, li faceva diventare delle sfide private, niente a che fare con la giustizia o con la legge.”

(ovviamente continua...)
Profile Image for Agnese.
69 reviews1 follower
October 19, 2018
Libro "di passaggio", che apre mille domande e lascia con il fiato sospeso, che ti fa venire voglia di prendere a ceffoni certi personaggi, che semina indizi, racconta più storie e non ne chiude nemmeno una. Comunque bentornato Rocco, e speriamo bene.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
July 1, 2021
Indicazioni editoriali
Il ritorno di Rocco Schiavone. Questa volta il vicequestore deve vedersela con una storia di ludopatia, di avidità. Andando su e giù da Aosta al casinò di Saint-Vincent distante una manciata di chilometri si scontra con le incongruenze di uno Stato che lucra sul fallimento di famiglie trascinate nel fondo del barile dal demone del gioco d’azzardo. Nonostante la complessità dell’indagine Rocco non dimentica e cerca di ricucire i rapporti coi suoi amici romani: Sebastiano è ai domiciliari, Furio e Brizio a malapena gli rivolgono la parola.

Nel corso degli anni ho letto tutto il Maigret di Simenon, tutto il Poirot/Miss Marple di Agatha Christie e una buona parte dello Sherlock Holmes di Conan Doyle. Investigatori classici, diciamo così, nati per essere soprattutto "letti".
Cosa li accomunava, oltre al genere di cui erano protagonisti? Non il carattere, non il metodo, non il contesto spazio-temporale, ma sicuramente il fatto che ognuno di essi restasse sempre uguale a se stesso. Risultava persino difficile attribuire loro una precisa età anagrafica, per dire. Agatha Christie, quando non ne potè più di Hercule Poirot, lo "uccise", avvertendoci addirittura nel titolo: Curtain, Sipario.
Antonio Manzini, col suo detective Schiavone, si muove diversamente, o almeno così sembrerebbe stando agli ultimi due libri (ultimi per me, naturalmente, che sto leggendo tutta la serie in ordine cronologico). Il buon Rocco -il cinico, il rissoso, il collerico- sembra infatti incamminarsi sulla via del buonismo, anzi del sentimentalismo. E' una metamorfosi lenta ma continua, "televisivamente corretta", in cui si percepisce in modo palese il "mestiere" dello sceneggiatore. Vedremo col seguito se queste impressioni sono ben riposte [ma so già che alla fine di questa disamina manzinesca, andrò a leggermi il saggio di Sciascia sul "giallo"].
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
September 2, 2019
Direi finora, della serie Schiavone, il pezzo scritto più frettolosamente, tirato via, inconcluso non tanto nell'intreccio - Manzini ci ha abituato all'opacità di indagini che non si chiudono mai con precisione agathachristiense - ma nel girare attorno fra troppi personaggi e troppe situazioni.
Infastidiscono anche metafore brutte e coincidenze poco credibili; poco anche l'umorismo (libri del genere si fondano sul tacito patto tra autore e lettori che, pur nell'oscurità esistenziale in cui ormai navighiamo a questo punto della vita di Schiavone, faranno capolino qua e là siparietti alla Catarella; e anche Manzini ha collocato i suoi catarella boys, ma non fanno ridere, qui meno che mai).

E' chiaro che Manzini è il solo giallista italiano ad avere il coraggio di portare fino alle estreme conseguenze l'abbrutimento e il declino di un suo protagonista seriale come finora si era visto fare solo al norvegese Jo Nesbø, e di questo gli va reso il merito.

In definitiva: spero tanto nel prosieguo, "Rien ne va plus".
Profile Image for Dolceluna ♡.
1,265 reviews165 followers
June 13, 2023
E’ il “solito” Manzini, col suo “solito” Schiavone, burbero dal cuore d’oro e dall’ironia pungente e intelligente. Per chi ormai lo conosce è come ritrovare un amico fedele e dargli una pacca sulla spalla. Alcuni dei suoi dialoghi con gli altri personaggi noti della saga, qui, raggiungono l’apice in termini di ironia e brillantezza, si ride, si riflette e viene voglia di entrare nelle pagine del libro, fra le fredde strade di Aosta (alla quali, Schiavone, pare non essere ancora abituat!o) e di dire la propria, divertiti.
Tutto il resto, tuttavia, questa volta rimane troppo in secondo piano.
L’indagine alla quale Schiavone è chiamato a indagare, ovvero la morte di ex croupier del casinò di Saint-Vincent, ritrovato cadavere con in mano la fiche di un altro casinò, è pressoché inesistente, tolta l’incursione che alcuni suoi colleghi fanno nel casino per ficcanasare e capire qualcosa in più sui rapporti fra l’uomo e altri personaggi. C’è tanto di tutto ma poca analisi sui motivi che hanno spinto all’omicidio, non c’è la ricerca di un assassino, in fondo non c’è nemmeno tanta attenzione al carattere, alla storia, alla psicologia dell’assassino e dell'assassinato. Credo che se alcuni romanzi di Manzini si arricchissero un pizzico di più di indagine, di giallo e di suspense, contando che non manca tutto il resto, i risultati sarebbero sempre eccellenti.
Per questo accontentiamoci di tre neutre stelline.
Profile Image for Monica.
251 reviews28 followers
July 19, 2024
"E chi ti dice che anche quello che non esiste invece da qualche parte c'è?"

Questo settimo episodio mi è sembrato un pò sottotono rispetto ai precedenti. Le vicende che ruotano attorno a Baiocchi e a Caterina rimangono in sospeso, in attesa, si presume, di una qualche svolta eclatante. Così come il caso da risolvere che, nonostante l'arresto dell'assassino, lascia parecchi interrogativi senza risposta.

Nel frattempo, Rocco è sempre il solito orso in cui si mescolano inconsolabile rassegnazione e buon cuore, ma che inizia a capire che il cambiamento da qualche parte deve pur cominciare...
Profile Image for Laura Amicone.
109 reviews9 followers
January 2, 2022
Uno Schiavone incerto… un’indagine che non mi ha colpito. Molto meno bello degli altri.
Profile Image for Stefi Bacci.
58 reviews9 followers
November 6, 2018
Avete presente quegli amici che, anche se non sentite da un po’, sapete che sono lì, a portata di telefono, quegli amici che ti mandano a fanculo ad ogni fine discorso, quelli che se poco poco sbagli una parola ti prendono in giro per giorni, quegli stessi amici che quando avete bisogno di loro lo capiscono prima che voi apriate bocca?
Questo è Brizio per Rocco Schiavone, ma lo è lo stesso Rocco per Italo Pierron.
In questo romanzo Manzini ci consegna un Rocco a pezzi, un Rocco che ha perso lo smalto dopo le ultime vicende narrate in Pulvis et Umbra, ancora con addosso uno strato di quella polvere e ancora a vagare nelle ombre che si sono allungate sulla sua vita. Nemmeno il fantasma di Marina riesce più ad emergere da quell’ombra per guidarlo verso le scelte più giuste, verso la ricerca di una serenità e di una stabilità emotiva.
Manzini ha pensato che non sia ancora il momento per donare un po’ di tregua al nostro amato vicequestore, che abbia bisogno di stazionare ancora un po’ in una nebbia emotiva, senza scossoni sì, ma anche senza un barlume di speranza.
Solo Lupa riesce a scaldargli un po’ il cuore e a strappargli qualche sorriso. A dire il vero c’è qualcun altro a riscuoterlo dalla sua apatia, Gabriele, il suo vicino adolescente, che in questo romanzo dovrà fare i conti con una realtà amara e che senza l’aiuto di Rocco avrebbe potuto inaridirsi e reagire in modi tanto inaspettati quanto disastrosi.
Se non ci sono momenti di gioia, c’è invece un momento di commozione vera, un groppo che sale alla gola del lettore nel momento in cui il nostro Schiavone si costringere a chiudere una parte della sua vita, una sorta di passaggio di consegne che mi ha letteralmente devastata e che mi ha fatto sentire l’impellenza di abbracciare questo uomo tutto di un pezzo (certa che mi ci avrebbe mannata in meno di due secondi!).
Non ci sono grossi colpi di scena in Fate il vostro gioco, non c’è nemmeno un vero finale: ci troviamo di fronte ad un romanzo la cui narrazione segue il ritmo emotivo di Rocco; il giallo c’è e ha una conclusione non troppo complicata, ma il tutto non trova una chiusura definitiva, e il lettore rimane appeso con mille domande e nessuna risposta reale, in attesa di ritrovare, mi auguro molto presto, quell’amico di cui parlavo all’inizio, nella speranza che la nebbia inizi a diradarsi e che un debole raggio di sole possa scaldare un pochino il suo già tanto provato cuore.
A Rocco! Io metto su il caffè, ti aspetto. Ma vedi di far presto, eh!
Profile Image for Alessandra.
244 reviews17 followers
September 2, 2019
Sempre più superRocco: una pacca qua, una pacca là e lui conosce sempre la persona giusta cui indirizzarti, lui ha sempre la soluzione pronta per ogni situazione; nemmeno la fata Smemorina di Cenerentola era così brava. Per il resto rimane un godibilissimo scritto, perché se, con Schiavone, pare essergli sfuggita un po’ la mano, agli altri personaggi Manzini regala ritratti sorprendenti, offrendo un abbozzo della vita umana, con le sue debolezze, ipocrisie, cattiverie e bizzarrìe, impeccabile e spietato.
Profile Image for Mark.
Author 10 books88 followers
August 5, 2021
Manzini's seventh Rocco Schiavone's full-length investigation delves in the world of casinos, money, fiches and murder. Considering the pace and the quality of its predecessors, this novel feels like a step back into average zone with a quite predictable plot and outcome. Some characters just come and go. The removal of Caterina Rispoli meant Manzini's pen lost a bit of sharpness. Notwithstanding Schiavone is a very intriguing character fighting his own demons - frequently the wrong way. Plus the way he decided to end the novel makes you look forward to the next one - Rien ne va plus (a very common phrase in the gambling world).

Still, I expected Manzini to carry the momentum.
29 reviews
November 25, 2018
Rocco Schiavone è qui più maturo che mai. Il racconto si snoda senza intoppi fra Aosta e Roma, come di consueto, ma la figura del vicequestore si impreziosisce di note di carattere e generosità inaspettate. Rocco è solo ma non resta solo, è triste ma non si incupisce... bel romanzo noir con intrecci "rosa"
Profile Image for Marco Ruffo.
Author 2 books5 followers
June 28, 2020
Terribile! Non c'è nulla di credibile in ciò che dipinge questo scrittore. La Casino de la Vallè dovrebbe oltraggiarsi di fronte a ciò che ne viene scritto in questo romanzaccio pseudo poliziesco.
Profile Image for Michela Terlizzi.
62 reviews5 followers
March 24, 2020
Antonio Manzini e Rocco Schiavone, una garanzia ormai, infatti diciamo che sono andata sul sicuro. Naturalmente la serie TV mi ha tolto il pathos di scoprire l'assassino ma la lettura dei libri di Manzini è sempre molto piacevole. Tanti tasselli sulla scena del crimine dell'omicidio di Favre, ex ispettore di gioco del casinò di Saint-Vincent, che non solo fanno capire a Schiavone di trovarsi di fronte ad “un morto che parla” ma che aprono la prospettiva su uno scenario ben più ampio, fatto di riciclaggio, di criminalità, di gioco d’azzardo, di ludopatia, di strozzinaggio, di usura e molto, molto altro ancora. Infatti il caso dell'uccisione verrà abilmente risolto da Rocco e la sua particolare squadra, ma il finale rimane aperto perché …"Ricominciamo daccapo. Non ci abbiamo capito niente, Deruta. Forza al lavoro.” Poi si gira la pagina e non c'è nulla, così Manzini con questo colpo di scena lascia il lettore con la spasmodica fretta di iniziare il seguito. Dopo le dure conseguenze di "Pulvis et umbra" troviamo uno Schiavone stanco e provato, tradito e molto solo in una fredda città senza ricordi e senza affetti. Rocco è diventato un personaggio malinconico e disilluso ma forse più generoso nell'aiutare gli altri, vedi Italo e Cecilia, la mamma del piccolo Gabriele, che ritrova sempre i fantasmi del passato a tormentarlo, ma che riuscirà a chiudere, alla fine del libro, ciò che è rimasto della sua vita romana persa in quel fatidico 7/7/2007, con la vendita della casa e l’abbraccio finalmente dopo tanti anni con la suocera. La lettura è stata piacevole, lo stile di Manzini e la sua bravura nell'aver inventato il personaggio di Schiavone sono una garanzia per la riuscita di un romanzo, un giallo così accattivante, una serie che non stanca mai anzi, finito un capitolo si ha fretta, urgenza per vedere cosa combina il nostro Rocco nel prossimo. Consigliato!
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