“In ognuna di quelle vite ci parla delle nostre.” Natalia Aspesi – La Repubblica Dodici donne prendono la parola per l’ultima volta nella loro esistenza. Ciascuna di loro si alza in piedi al suo funerale per consegnarci, nel congedo, la verità. Sono donne ognuna a suo modo straordinaria, ma non tutte così conosciute. Potevano essere strade maestre, sono rimaste spesso vicoli ciechi. Messe al bando, escluse, lasciate indietro: arrivate troppo presto rispetto ai tempi, alle convenzioni, alla società, hanno rappresentato per il mondo uno scandalo. Sono donne che l’autrice ha sfiorato dal vivo ancora bambina, come Dora Maar, oppure adolescente, come Amelia Rosselli, o via via crescendo, incontrandole senza riconoscerle e cercandole dopo nelle loro opere: Carol Rama, Nise da Silveira, Vivian Maier, Silvina Ocampo, Maria Lai, Lisetta Carmi e altre ancora. Concita De Gregorio ridà voce a queste donne e compone
Nata a Pisa nel 1963, da madre spagnola (di Barcellona) e padre toscano, è cresciuta a Livorno. In questa città studia al Liceo Classico Niccolini Guerrazzi; successivamente consegue la laurea all'Università di Pisa in Scienze Politiche. Frattanto inizia la professione nelle radio e TV locali toscane, entrando a Il Tirreno nel 1985, dove, per otto anni, lavora nelle redazioni di Piombino, Livorno, Lucca e Pistoia. Nel 1990 approda a la Repubblica, dove si è occupata di cronaca e politica interna. Nel luglio 2008 è al centro di una curiosa polemica. La rivista Prima Comunicazione rende note le anticipazioni di una sua intervista in cui ammette di aver accettato la proposta del neo editore de l'Unità, Renato Soru, di diventare direttrice del quotidiano fondato da Antonio Gramsci; nella stessa intervista Concita De Gregorio espone le linee guida della sua direzione. La notizia suscita clamore in redazione: il comitato di redazione protesta contro la via dell'«annuncio del cambio di direttore attraverso intervista». Il 22 agosto 2008 viene ufficializzata la nomina a direttrice de l'Unità, carica che ha ricoperto fino al 7 luglio 2011,quando ritorna a la Repubblica. È sposata con il giornalista Alessandro Cecioni, ed è madre di quattro figli maschi.
Un libro che si apre con una regola: «Questi testi nascono per essere portati in scena, letti ad alta voce, recitati. Sono stati scritti cercando un tono ogni volta diverso[...] Con i segni grafici e gli spazi ho provato a dare a ogni figura il suo carattere. Ho seguito un'intenzione che non sempre risponde a un'informazione di criterio, come capita alle vite.»
🎭Questo libro è un coro di voci (femminili) che parlano della vita. Ciascuna di loro si alza in piedi al proprio funerale per consegnarci la verità. Le parole sono incendiate di ironia, di rabbia e di sapienza. I personaggi -le donne- sono diverse e quasi tutte fanno parte dell'alta borghesia: Dora è la musa di Picasso, Amelia è figlia di Carlo, Carol è amica di Andy Warhol...
📕Sì legge in fretta, è un libro curioso, denso, incredibilmente vero. Tra tutte ho amato Nise da Silveira, Maceió 1905 - Rio de Janeiro 1999. Psichiatra. In alternativa ai trattamenti sanitari costrittivi e violenti crea la sezione di terapia occupazionale, di cui è pioniera.
Ad un certo punto dice: «No, non posso definire cosa sia la follia. Non voglio Mi sono sempre rivolta ai malati chiamandoli per nome La parola "paziente" mi irrita Sono persone. È importante conoscere la loro storia e confrontarla con la Storia grande, con i miti per capire cosa sta succedendo lì nel profondo Scoprire perché appaiono loro quelle immagini Che cosa significano [...]»
essendo stato scritto e pensato per essere un’opera di teatro, la scrittura è molto particolare.
riassumendo, ci troviamo di fronte ad un libro scritto da una donna che racconta di donne, straordinarie, in tutte le loro sfaccettature. grazie a questo libro ho scoperto donne eccezionali e ne approfondirò sicuramente la conoscenza.
le prime pagine in cui Concita De Gregorio introduce il libro sono davvero meravigliose.
Una delle mie grandi celebrity crush, Concita De Gregorio, racconta in prima persona dodici donne straordinarie che oggi -per un motivo o per un altro- sono perlopiù dimenticate.
Sarò molto breve: ho avuto qualche difficoltà nel leggere alcune delle storie contenute nel libro. Essendo monologhi pensati per essere eseguiti a teatro, ho trovato che in forma scritta alcuni ne soffrissero. Inoltre, leggendo, mi è parso che in alcuni monologhi l'autrice non sia sempre riuscita totalmente ad entrare nella voce delle protagoniste.
Detto questo, nel complesso ho trovato interessante la lettura e sicuramente alcune storie sono riuscite ad accendere il mio interesse nei confronti delle donne protagoniste.
"Donne messe al bando, escluse, dimenticate, potevano essere strade maestre ma sono spesso state vicoli ciechi." Peccato. Elogi funebri scritti dall'autrice ma idealmente pensati/scritti dalle protagoniste stesse Molto bello, pieno di spunti di riflessione. Consigliato
Dodici donne - famose ma non troppo - prendono la parola per l’ultima volta al loro funerale, ma nel corso della lettura c’è mancato poco che ci rimanessi secca pure io (per la noia e la fatica di questa lettura).
Un libro diventato poi uno spettacolo teatrale. Un libro in cui scoprire storie di donne coraggiose che hanno inseguito i loro sogni realizzandoli. Da scoprire pagina dopo pagina.
Dodici biografie di donne. A seguire, poi, il loro congedo dalla vita. Nati per essere recitati sui palchi di tutta Italia, questi dodici monologhi sono la voce di dodici donne che non hanno avuto modo di dispiegarsi completamente in vita. Dodici vite, ognuna a suo modo straordinaria, ma non tutte così conosciute. Io, personalmente (lo confesso), ne avevo sentite vagamente nominare tre. Concita De Gregorio ridà voce a queste donne e, fedele alle loro parole e ai loro scritti, compone dei monologhi che sono anche invettive. Contro il mondo, contro coloro che hanno provato a schiacciarle, spesso contro gli uomini, contro i dottori che le hanno dichiarate malate, rinchiuse, costrette a soffocare la loro arte, la loro competenza, il loro genio. Quanto sarebbe bello esserci, al proprio funerale. Poter parlare, salutare chi ha incrociato la nostra vita. Dire le ultime parole e, poi, congedarsi. Essere noi a riassumere quel che è stato il nostro vissuto in poche, scelte parole. Chi potrebbe mai sapere com'è stato meglio di noi? - "Io non vi ho visti al mio funerale. È stato l'altro giorno. C'eravate? Non vi ho visti. Io c'ero."
Semplicemente meraviglioso! Storie di donne ribelli, geniali, sopra le righe, storie di 12 donne che il mondo e la storia stanno dimenticando. Concita de Gregorio ridà loro voce. Nel giorno del proprio funerale ognuna di loro parlerà un' ultima volta per consegnarci, nel congedo, la verità.
Dora Maar Silvina Ocampo Lorenza Mazzetti Aloïse (Lulu) Corbaz Nise Da Silveira Olga Carolina (Carol) Rama Vivian Maier Margaret Bourke-White Amelia Rosselli Maria Lai Rosa Balistreri Lisetta Carmi
"Essere state messe al bando. Escluse. Non volute, non “tenute con sé” da chi amavano. Essere arrivate troppo presto, troppo tardi, che peccato. Aver detto troppo, e incomprensibilmente. Quindi ridotte al silenzio, denigrate. Aver dato in eccesso. Erba cattiva nel giardino buono, inopportune rispetto al decoro: perciò, da estirpare. Fonte di eresia, dunque di desiderio e di colpa. Il desiderio è la colpa"
Mi è stato regalato un paio di Natali fa, vivendo all’estero non conoscevo nè l’autore, né il libro. Non sapevo proprio cosa aspettarmi e non è un libro “facile da capire”. Sono storie e pensieri molto profondi ed ogni donna ti arriva dentro, con la sua storia. Non conoscevo nessuna di loro, è stato molto bello sapere di loro e approfondirò le loro opere.
Veramente curato, dolce, molto dolente e profondo. Mi ha colpita, e non riuscivo a smettere di leggere, ma avvolte è meglio prendere una pausa e ricordare che la vita può anche essere positiva, perché questo libro ti risucchia nel pianto, è penetrante e ispiratore, ne avevo bisogno e ne sono grata di averlo scelto.
Mi sarebbe piaciuto recitarlo o, se non altro, vederne lo spettacolo perché ho sensazione di non aver apprezzato abbastanza quanto ho letto, non averlo sentito e compreso a sufficienza.
Questo libro è fatto per stare su un palco, diversamente perde un po’ della sua potenza.