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Léon Sadorski #1

El caso Léon Sadorski

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París, primavera de 1942. Bajo ocupación nazi la población capitalina vive con temor al bombardeo aliado y a merced del contrabando, las desapariciones forzadas. Para Léon Sadorski, inspector de policía modélico, anticomunista y antisemita, la política colaboracionista de Vichy representa una oportunidad de ascenso social, mientras hace lo que mejor sabe: extorsionar, perseguir y arrestar judíos, terroristas y miembros de 'La Résistance'. Sin embargo, su plácida rutina de acoso y derribo será puesta en jaque cuando la Gestapo le encomiende una misión especial llena de traiciones, intrigas y dobles agentes.

442 pages, Kindle Edition

Published June 27, 2022

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About the author

Romain Slocombe

91 books19 followers

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27 (14%)
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10 (5%)
Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Blog Coccole tra i Libri .
1,452 reviews98 followers
November 14, 2019
Recensione in anteprima a cura di Luceliu

Eccomi di nuovo con voi per parlarvi di “Il caso di Leon Sadorsky di Romain Slocombe.

Ci sono dei libri che bisogna assolutamente leggere, perché raccontano di un periodo storico tra i più brutti e che non dobbiamo assolutamente dimenticare.

Questo è un romanzo particolare, raccontato con ricostruzione storica dettagliata e curata nei dettagli.

Avrete a che fare con un thriller costruito benissimo; vi troverete di fronte l’ispettore capo della sezione antisemita di Parigi, Leon Sadorsky, vi troverete a nutrire per lui dei sentimenti contrastanti, determinati dalle sue gesta, ma poi realizzerete che in un periodo storico così devastante c’erano queste persone che credevano di essere al di sopra di ogni legge.

Questo per farvi capire che ogni situazione va osservata dai diversi punti di vista.

Questo è un romanzo duro, intenso, dove l’autore non fa nessuno sconto, non abbellisce le scene cruente e violente per renderle meno pesanti, anzi ci insinua in una realtà tremenda che sconvolge l’anima.

L’autore inizia la storia in modo lento, curando i dettagli e descrivendo il protagonista nei minimi particolari, facendocelo conoscere in tutte le sue sfaccettature, ci racconta di una Parigi così lontana dalla realtà di oggi.

Una lettura dura, coinvolgente a volte troppo forte, che fa riflettere ti porta a sentirti vicino a tutte le vittime, al loro dolore e alla loro giustizia negata.

Vi esorto a leggere questo romanzo per non dimenticare le atrocità accadute e per vederle da altri punti di vista.

Consigliatissimo!!!

Per me cinque abbracci
Profile Image for BlackKat.
321 reviews7 followers
August 24, 2017
Déjà que je déteste l’été, il faut encore que je souffre alors que je tombe coup sur coup sur deux personnages de roman que j’ai envie d’éviscérer, écarteler et égorger! Dans l’ordre que vous voulez!

Léon Sadorski est l’un deux et quand un tel personnage se fait l’écho d’un pan sombre de notre Histoire, cela garantit une lecture avec grimaces et mâchoires serrées!

Sadorski.
Le type grande gueule mais qui chiale comme une fiotte du fond de sa cellule berlinoise. Le mec vulgaire qui reluque le moindre cul qui passe, qui a la trique en fantasmant sur une gamine de 16 ans, assassinée après ou avant un viol, mais qui proclame son amour à sa femme, tout aussi chaudasse que lui, faut-il le préciser!
Le gus lâche qui, sous couvert de sa fonction, laisse exprimer avec délectation sa haine des juifs, des homos, des résistants, des gaullistes, des communistes et j’en passe.
Le portrait parfait du collabo puant! Une enflure de première et ce n’est pas les scrupules qui l’étouffent!
L’être n’a rien d’humain: il est abject, pervers, arriviste! Il est petit et lamentable et ce n’est pas l’enquête qu’il mène qui le rend plus honorable!

Léon Sadorski est le symbole de milliers de français dont beaucoup ont peut-être honte de compter dans leur arbre généalogique! Et quand on sait qu’il est policier… piètre représentant d’un organisme qui a su largement « profiter » de son pouvoir sur les populations pour instiller terreur et cruauté gratuite, à grand renfort d’excuses pathétiques à propos des ordres et de la pression exercée par Berlin.

Le roman est très précisément documenté et offre une image glaçante de la France collabo du début des années 40, et plus précisément de la vie parisienne, dans une ambiance malsaine, délétère et criminelle.

Triste époque visitée entre petites vengeances mesquines, abus de pouvoir ou d’influence, arrestations, tortures, trahisons et indécence de ceux qui continuent de vivre dans l’opulence.
Outre la psychologie de ceux qui ont collaboré avec « passion », la crédibilité de ce roman repose également sur force de détails, de descriptions et de personnages historiques évoqués. L’immersion est totale, tout comme le dégoût qui nous colle aux yeux de la première à la dernière page!
Un bémol toutefois, trop de détails sur certaines hiérarchies, de listes stériles de noms, de parcours ultra décortiqués à travers Paris n’ayant d’intérêt que pour ceux qui connaissent les lieux: s’ils sont une preuve de l’effort de documentation de l’auteur, ils alourdissent également inutilement le récit, à mon sens.

Un autre bémol qui m’aura dérangée tout au long de ma lecture et qui ne tient pas seulement à la personnalité misogyne de l’inspecteur Sadorski. L’auteur dresse un portrait des femmes qui m’agace prodigieusement et qui réveille mon côté féministe. Elles ne sont que des sexes ambulants, à croire qu’elles ne savent exister que par cet aspect, qu’elles s’en servent ou qu’elles le subissent. Je ne me prononcerais pas sur le parti pris d’ignorer sciemment le cerveau féminin mais c’est fortement rédhibitoire pour moi.

Entre polar et témoignage historique, L’affaire Léon Sadorski est un roman passionnant dont je ressors fortement écœurée d’un système alimenté avec empressement et conviction par bon nombre de nos compatriotes à une certaine époque. L’auteur nous confronte violemment à une période peu honorable et reluisante de notre Histoire. Pas fière de ma France pour le coup et pas certaine que cela ne se répète pas dans un avenir proche!

Et vous savez quoi?
Je suis maso, je m’en vais retrouver Sadorski avec L’étoile jaune de l’inspecteur Sadorski.
Suis-je sadique si je vous dis que j’aimerais qu’il en prenne plein la gueule?
Profile Image for La lettrice controcorrente.
597 reviews250 followers
February 3, 2020
Il caso Léon Sadorski di Romain Slocombe (Fazi editore) è stato il mio primo DarkSide (collana noir della casa editrice) e credo che purtroppo però sarà anche  l'ultimo. 

Ormai lo sanno tutti,  amo i libri ambientati durante la Seconda Guerra Mondiale, sia che si tratti di romanzi o di biografie. Il caso Léon Sadorski ha una trama (per gli appassionati) irresistibile. Siamo a Parigi nel 1942, la città è occupata dalle truppe tedesche e il nostro protagonista, per gli amici Sado, ha già deciso da quale parte stare: collaborare con i nazisti è senza dubbio la scelta migliore, perché la più vantaggiosa. Sado è un personaggio sgradevole, perché è un vigliacco, un sadico, un poveraccio senza né arte né parte.  Sposato con Yvette conduce una vita irrequieta, le bombe spaventano e rompono la tranquillità dei parigini.
La vita di Sado cambia quando viene portato in carcere in Germania. Lì capisce subito che portare a casa la pelle deve essere disposto a tradire, infangare, non guardare in faccia nessuno. A mandarlo dietro alle sbarre di una cella di Berlino è proprio la Gestapo. I metodi utilizzati per far confessare i prigionieri sono talmente crudi che è impossibile riportarli qui. L'eccitazione di Sadorski nel vedere delle donne nude e martoriate è rivoltante e sinceramente non aggiunge nulla al romanzo che ha la lentezza di un film francese (non me ne vogliano gli appassionati) ma con le volgarità di un thriller non perfettamente riuscito.
Mi sarei aspettata di riuscire ad entrare nella testa del protagonista. Certo, è un antisemita, un assassino, un codardo, un deviato... ma speravo che l'autore ci avrebbe fatto entrare in quei ragionamenti perversi e invece la sensazione è che ci si trovi di fronte a una narrazione cruda e fredda, distante.

Nemmeno in carcere riusciamo a provare un po' di empatia per Sado (e ancora di atroce non gli abbiamo visto fare nulla) e le pagine scorrono lente mentre l'ufficiale di polizia misura con i piedi la grandezza della cella.
RECENSIONE COMPLETA: https://www.lalettricecontrocorrente....
Profile Image for Sognare  Leggi e Sogna....
256 reviews17 followers
December 18, 2019
Nella mia attività di blogger/recensionista non è la prima volta che mi trovo a parlare di un libro ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e con al centro tematiche sul nazismo e l’antisemitismo. Come tutti ben potete immaginare a volte l’istinto sarebbe quello di chiudere tutto davanti all’orrore che ti trovi a leggere, ma non sarebbe giusto farlo e anzi… in un contesto di negazione latente come quello attuale è altresì importante ricordare per non dimenticare e far sì che non riaccada.

Questo romanzo in particolare è un thriller molto ben orchestrato che affronta il punto di vista di un militare francese a Parigi durante l’occupazione tedesca. Per poter apprezzare le sfumature di pregio di questa storia bisogna ben contestualizzare il periodo in cui prende spunto il romanzo. Diversamente da quanto accadeva nella Germania nazista dove al potere e nelle forze dell’ordine vi erano militari che erano costantemente sotto l’influsso dell’ideologia nazista a cui venivano indottrinati costantemente come una specie di lavaggio del cervello, nelle zone occupate quest’ideologia era molto smorzata ed i militari al potere cercavano di seguire le direttive solo e unicamente per non soccombere al potere dominante cercando di sfruttare opportunità e vantaggi economici. Con questa premessa non voglio assolutamente giustificare i comportamenti del protagonista da cui chiunque si discosta ma solo evidenziare il contesto in cui si muove il Sadorski. Nei paesi sotto il dominio tedesco tutto è razionato, perfino la benzina per i mezzi militari lo era ed il mercato nero la faceva da padrone. Bastava l’ombra di un sospetto e si aprivano fascicoli nelle questure, arresti di massa, gente internata nei campi di concentramento di cui non si aveva ben presente cosa in realtà fossero. In un contesto del genere prende vita l’’ispettore principale aggiunto Léon Sadorski a capo della sezione antisemita della questura di Parigi.

Nelle sue mani passano vite di anime innocenti a cui lui opportunamente modifica i dati e sigla con epiteti tali da poter essere per prima condannati e per ottenere il benestare di chi lo comanda. Forte di questa consapevolezza crede di aver il potere di gestire le cose secondo i suoi tornaconti personali. Potete ben immaginare la doccia fredda che riceve quando viene convocato per un viaggio in Germania dove ben presto scopre di essere stato arrestato senza capirne il motivo.

“L’ispettore continua a non capire. Per quale motivo è stato rinchiuso qui, nel cuore di quella capitale dei tedeschi dove ci si crede ancora in inverno? Ieri mattina, camminava per Parigi, sotto gli alberi in fiore e il cielo azzurro! Con il cappello spinto indietro, una sigaretta in bocca, guardava passare le biciclette, le carrozzelle, sbirciava le ragazze, la loro andatura flessuosa, i loro capelli pettinati, rialzati, di cui una parte ricadeva in belle ondulazioni sulle loro spalle. Poteva sedersi ai tavolini di un caffè per assaggiare un cognac. E con il peso rassicurante della calibro 7,65 in tasca. Sadorski rappresentava l’autorità. Per i francesi, la guerra era finita. Lui lavorava nella questura di quella città la cui bellezza armoniosa era venerata e invidiata dal mondo intero, compresi i crucchi. Poliziotto scelto, buon francese, serviva la Francia e il suo capo, il vincitore di Verdun…. Sadorski, come i colleghi, opera al suo livello per la guarigione della patria. Schiaffa dentro gli ebrei, un compito adatto al suo talento di fisionomista, che gli piace e lo fa apprezzare dai superiori. La promozione, la pensione erano finora garantiti. E ogni notte si godeva la fortuna di dormire stretto alle carni generose di una bella francese, calda, affettuosa… Era felice o quasi.”

L’esperienza dura di quei giorni spinge il nostro ispettore al limite umano più basso dove un niente basta a decidere vita o morte, nulla lo spinge alla pietà perché sottomette tutto al proprio tornaconto personale.

Se uno s’impietosisse per ogni destino, non arriverebbe a niente.

Ma lui ha una mente acuta perennemente in movimento e cerca di studiare tutto quello lo circonda per poter avere un suo vantaggio e garantirsi la sopravvivenza. Capisce che solo collaborando ancora più alacremente con i tedeschi può mantenere il suo potere.

Ma un uomo come Sadorski non si piega mai del tutto… è talmente abietto e con una morale tutta sua da ricercare la sua verità ad ogni costo, puntando sulle sue convinzioni e ambizioni al punto tale che nella seconda parte del romanzo hanno un’impennata che dà un’accelerata maggiore alle indagini trascinando il lettore in una spirale di odio e misteri sordidi…

La sua esperienza dei nazisti gli ha insegnato che in fondo sono abbastanza stupidi. Metodici, organizzati, perseveranti, malevoli ed efficienti, certo – soprattutto di fronte ad avversari la cui combattività è stata smussata dal cancro giudaico –, ma stupidi. Anche uno come lui, mezzo istruito, con una semplice licenza elementare e gli studi alla scuola di polizia dopo la vittoria, si sente capace di prenderli in giro.

In alcuni punti la sua mente perversa e per certi versi aberrante mi ha nauseata come quando ripensando alla ricostruzione dell’omicidio di una giovane donna nei minimi dettagli ha provato un senso di piacere sessuale. Divertente è stato immaginare l’implacabile ispettore che con la moglie Ivette fa delle “biricchinate” sessuali come le chiama lui che pian piano vengono svelate.

Perversione ossessionante che lo spinge ad interessarsi sempre più di due sorelle bellissime al centro di molti rapporti con personaggi molto discutibili.

Cardine di tutta l’indagine sono i rapporti tra i vari informatori tedeschi in Francia che vengono sospettati di doppio gioco e il fiuto da fine investigatore di Sadorski lo porterà in un vortice di perversioni e misteri che incatenano il lettore rendendo questo romanzo avvincente. Un’indagine fitta, intricata come un cespuglio di rovi, in una Parigi devastata, oscura, misteriosa, un’indagine dove nessuno è esente da colpe. Qui non esistono santi o eroi incorruttibili, ma solo un’estenuante lotta alla propria sopravvivenza alla ricerca di una verità dolorosa e scabrosa..

L’autore scrive questo romanzo a tratti brutale e vero con una lucidità minuziosa. Ogni passaggio è storicamente documentato e ottimamente ricostruito. Ma al tempo stesso riesce a colorare la sua scrittura di un’ironia surreale che alleggerisce molto il contesto pur nella sua crudezza agghiacciante.

E’ un noir ben scritto che fa mantenere il fiato sospeso, il senso d’angoscia che ti pervade, la sensazione di vivere un incubo senza fine. Gli stati d’animo del protagonista come lame d’acciaio perforano la vostra coscienza e la scuotono, v’indignano ma al tempo stesso vi spingono a volerne sapere sempre di più.

Non perdete l’occasione di leggere questo thriller appassionante, un noir poliziesco intrigante e ben orchestrato e conoscere la storia nazista da un differente e interessante punto di vista.

Alla prossima lettura!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Feel The Book.
1,739 reviews55 followers
January 9, 2020
Recensione a cura di Aoidos per Feel the Book

Un romanzo agghiacciante.

In una Parigi occupata minuziosamente descritta, seguiamo le vicende di Léon Sadorski, ispettore di polizia collaborazionista nella Francia dell’Occupazione.

Opportunista, violento, amorale, ambizioso, zelante, codardo, ci conduce tra le pieghe dei suoi pensieri e delle sue azioni da “volenteroso carnefice”, in un quotidiano di meschinità e sopraffazioni la cui cornice è il periodo più buio della storia del Novecento.

Con lui, tutta una galleria di personaggi, d’invenzione e realmente esistiti, niente affatto romanzeschi: il male.

D’improvviso, Sadorski viene arrestato dalla Gestapo e portato a Berlino, dove dovrà dare fondo a tutte le sue risorse per sopravvivere all’infernale macchina nazista e poter tornare a Parigi.

Tornato a casa con un incarico preciso da portare a termine, prova la sua fedeltà ai padroni con azioni ancor più miserevoli, traendone sempre, in qualche modo, un profitto personale.

Questo romanzo è, insieme, un polar di ottima fattura e un affresco storico minuzioso e terribile.

Sadorski è l’antieroe per eccellenza, il vile, il rappresentante di un’epoca di odii e violenze, fuori dalla retorica post-bellica delle anime ribelli e giuste.

Con un linguaggio secco, tagliente, a tratti asettico, l’autore ci fa attraversare l’orrore di questa umanità deviata, divenuta sistema e regola. Conosciamo i pensieri, le ragioni, i moti dell’obbedienza cieca, percorriamo tutti gli angoli bui, annusiamo la corruzione, la complicità, la codardia.

Questa Parigi del 1942, ma potrebbe essere Milano dopo il 1943 o Santiago del Cile dopo il 1973, o Buenos Aires dopo il 1976, è la rappresentazione plastica di tutti i luoghi in cui la sopraffazione è divenuta legge.

Applicata, questa legge, da uomini del tutto simili all’ispettore Sadorski, ovvero, a dirla con Hannah Arendt, la banalità del male.

E, stranamente, o forse non tanto, ci si lascia avviluppare, come spettatori di una tragedia che si dipana, tra gli occhi e le pagine, in un crescendo di abiezione e follia.

Un romanzo intenso, questo di Romain Slocombe, complesso, difficile nei temi e nelle azioni, estremamente documentato, spiazzante nelle sue implicazioni, doloroso nel giudizio sull’uomo.

Da leggere, assolutamente.

Editing a cura di Lilith.
Profile Image for Claire B..
361 reviews8 followers
May 4, 2018
Typiquement le genre de livre... ç'aurait pu être mais l'auteur est passé à côté.

Est-ce un roman ou un documentaire? Parce que ça s'égare regulièrement dans des détails absolument sans intérêt pour l'histoire. Ex. : liste avec nom, prénom, date de naissance, filiation, etc. de personnes arrêtées, explication des hiérarchies, itinéraires très précis dans Paris... J'ai zappé. Comme pas mal de choses dans le même genre. Le rythme s'en trouve complètement cassé, l'histoire devient poussive.

Ensuite, la personnalité du personnage principal m'a beaucoup dérangée et dégoûtée. Collabo dans l'âme, sans scrupules, misogyne, sans aucune nuance. Il ne lui reste plus rien d'humain, plus aucune compassion, et rien qui inspire la sympathie. Le parfait salaud, quoi. On frissonne quand on pense que ce genre de personne (?) a existé en réalité... et à la pelle.

En résumé, pas sûre que je relirai un livre de cet auteur s'il tombe dans le même travers.



Profile Image for CCBaxter.
63 reviews
December 8, 2022
Mucho más interesante como reflejo de la historia de Francia en esa época que como literatura.
No todos los franceses hubieran cantado la Marsellesa en el bar de Rick, pero mal contado.
Profile Image for Frey.
948 reviews63 followers
November 22, 2020
Livre ultra-documenté, très précis sur la période, très froid, glaçant et pessimiste et c'est à la fois sa grande faiblesse et son grand atout. On sent les recherches de l'auteur pour écrire le livre et elle n'a rien pour plaire, une France collabo, des milliers de petites mains qui s'affairent à détruire des milliers d'autres, des connards, des salopards, des meurtres, du profit dans la misère, la pire engeance qui remonte. On profite du pire pour escalader le tas de cadavres et tout ça est magnifiquement condensé dans le personnage principal.

Léon Sadorski est un flic, un inspecteur principal aux questions juives, des renseignements généraux. C'est une grande gueule, que reluque le moindre cul, un pervers aux goûts douteux et qui s'en vante, un mec qui a une trique en touchant une fille de 14 ans, un raciste, un misogyne, un antisémite, un homophobe, un anti-communiste, anti-de Gaulle, un pro-nazi, un opportuniste qui pleure tout seul dès qu'il lui arrive une connerie, un mec qui frappe sa femme et considère que c'est une bonne chose. Un mec qui profite de sa place pour extorquer de l'argent, pour envoyer ceux qui lui refusent leurs avances (ou pour arriver à manipuler ladite petite de 14 ans) dans des camps, qui fait des faux témoignages, tabasse des gens, torture, assassine. Bref, un connard, fier de l'être, qui se victimise constamment et ne parvient à aucun moment à donner envie de le plaindre.

Et ça, c'est fascinant. Un personnage principal qui n'a rien d'excusable, qui est la pire des saloperies, qui est le symbole de la collaboration (quand ça l'arrange), de la part sombre de cette histoire de la France. L'opulence d'élites ou de brigands qui se sont bien arrangés pour avoir la part belle, le ridicule de certaines situations, la suffisance de ceux qui ont ne serait-ce qu'un peu de pouvoir.

Malheureusement, Léon passe trop de temps à se faire des films où il se victimise encore, encore et encore au point que ça coupe l'intrigue. A partir de la deuxième moitié du livre, l'enquête ne m'intéressait plus, les rebondissements me semblaient tirés par les cheveux ou des prétextes, les conclusions trop hâtives malgré l'univers très finement décrit et documenté.

Et là, justement ... trop documenté. Des listes interminables de noms, des descriptions longues et soporifiques de trajets dans Paris qui ne parle pas aux gens qui ne connaissent pas les lieux, des descriptions insupportables et des répétitions d'informations non-essentielles font que dans l'ensemble le livre ressemble à une alternance de dossier d'état civil et d'intrigue mal-amenée. Quant aux personnages féminins, ils n'ont quasiment aucun intérêt. Ils apparaissent sous le prisme du regard de Sadorski et ne sont donc qu'une paire de nichons qui se promène, soit bonnes à se faire taper, soit à se faire niquer. Même le sbire le plus bas de l'échelle du sbire a plus de substance et d'intérêt que n'importe quel personnage féminin et si c'est l'époque (et surtout le personnage) qui veut ça, on se retrouve à essayer de s'accrocher à quelque chose dans l'histoire qui donne envie de sympathiser mais... rien.
Profile Image for Stef Eleane.
96 reviews3 followers
September 10, 2017
Un roman sur la seconde guerre mondiale du côté des flics collabos. Ce livre est étonnant, prenant et très instructif.

Léon Sadorski est un policier aux contrôles « juifs ». Un fonctionnaire qui suit les ordres de ses supérieurs et par incidence des Allemands pendant l’occupation. N’ayant rien à lui reprocher (à part quelques menus chantages aux juifs ), il ne comprend pas pourquoi, subitement, il est arrêté et envoyé à Berlin avec son ancien chef. Commence pour lui des jours difficiles.

Il n’a rien fait de mal. Il a été un fonctionnaire consciencieux.Bien noté de ses supérieurs.les youdis , les youpins qu’il a fait fusiller au mont Valérien étaient , comme la plupart de leur race, crasseux, pouilleux, syphilitiques, dégénérés……..Sadorski ne voulait plus être le Négre des juifs!
Je n’ai pas souvenir d’avoir déjà lu un roman dont le personnage central soit à ce point un « anti-héro » . D’ailleurs, je pense n’avoir jamais lu un livre sur les flics en période d’occupation ni sur les collabos de l’époque. Sur les camps de concentration, oui. Sur les résistants, les zazous, les juifs qui se cachaient, oui aussi, du côté des Allemands également. Mais les Français qui ont participé à ces atrocités, c’est la première fois. Et finalement je pense qu’il me manquait aussi ce côté de l’Histoire. Alors Sardoski est pour moi un personnage abject, qui envoi à la mort certaine des innocents. Il le sait et le vie très bien ! Il s’enrichit sur le dos de malheureux. Il a des propos violents. Tout ce que je déteste.

Pour accentuer ce côté « salop », il a des mœurs particulières. Il fantasme sur des jeunes filles, il a des pratiques sexuelles non conventionnelles avec sa femme .. Bref, l’anti-héro par excellence !

Mais si on prend du recul, ce livre est une richesse d’informations. La France collabo apparait au grand jour. Les dénonciations, l’espionnage, la corruption, l’emprise des Allemands sur les politiques françaises, les grands noms d’entreprise dans les listes de collabo. Les femmes qui vendent leurs corps, les trafics en tout genre, les maisons closes. Un triste état des choses !

Attention, la quatrième de couverture vous raconte une très grosse partie du roman, aussi vaut-il mieux ne pas la lire 😉 . Ce livre est un roman noir pour moi et non un polar. Il y a une ambiance lourde, par moment légèrement oppressant. Il ne nous tient pas par son intrigue, mais vraiment par son climat, son insécurité et cette découverte de l’autre côté du miroir de l’être humain.

Le roman est magnifiquement raconté, la plume de Romain Slocombe est saisissante de réalisme. Le second tome des aventures de Léon Sardoski vient de sortir, et j’ai hâte de savoir où elles le mènent ! Faites la connaissance de ce flic qui par moment vous révoltera, mais que vous suivrez pourtant avec plaisir !
https://lesciblesdunelectriceavisee.w...
Profile Image for The Cannibal.
657 reviews23 followers
May 21, 2018
Léon Sadorski est ce qu'on peut appeler un salaud, un pute de fils, le genre de personnage abject avec qui l'on a pas envie d'aller boire un verre, et encore moins de croiser sa route, surtout si dans la famille, on a des prénommés Sarah ou Lévy.

Ça risque de vous foutre la vie en l'air parce que nous sommes en 1942 et que je pense que je n'ai pas besoin de vous faire un dessin.

Malheureusement, Léon Sadorski n'est pas un cas isolé, il est même un type tout ce qui a de plus normal dans cette France occupée dont les priorités sont de bouffer, faire des risettes à l'ennemi ou du moins, ne pas s'attirer leurs foudres, faire un peu de fric sur le dos des gens qui ont des choses à se reprocher, comme des "origines en désaccord avec l'idéologie des nazis".

Et pour Léon, on pourra ajouter qu'il est le roi de la moule puisqu'il aime faire le coup du grand cyclope à Madame et visiter d'autres cavernes aux merveilles parce que ce n'est pas parce qu'il est au régime qu'il ne peut pas manger aux autres pelouses. Par contre, si sa femme fait pareil, il l'assommerait à coup d'beignes ♫

Le ton du roman est froid, sans concession, limite au sclapel et rien ne nous est épargné dans ce Paris occupé par les Z'Allemands qui sont encore triomphants. Niveau perversité et mauvaise foi, c'est des champions du monde et l'auteur ne vas pas se priver de nous faire vivre ces jours sombres comme si nous y étions.

D'ailleurs, je ne me suis senti en empathie ou en sympathie avec aucun personnages, et pourtant, ça ne m'a pas empêché de dévorer le roman, tentant de comprendre comme l'Homme peut en arriver à des extrêmes pareilles, à des violences pareilles…

La propagande avait fait son job, elle l'avait bien fait, même. Elle refera le job plus tard, transformant tous ces collabos en parfait petits résistants. Mais ceci est une autre histoire.

Bon, le répétez à personne mais, si j'ai adoré ce roman, il m'a glacé les sangs et certains passages furent lu avec le cerveau déconnecté sinon j'aurais perdu toutes mes couleurs et toute chaleur dans mon corps.

Sans pour autant entrer dans le voyeurisme graveleux ou gratuit, l'auteur nous immergera dans le quotidien de ces braves gars des Renseignements généraux qui ont des méthodes bien à eux pour faire parler les gens et leur faire avouer des choses dont ils ne sont pas coupables.

Je vous le dis, c'est glacé comme la lame d'un scalpel et pour rien au monde je n'aurais voulu vivre à cette période, ni que ce genre d'horreur se reproduise avec moi pour personnage principal. Oui, je fuis !

Mais je ne fuirais pas les autres romans mettant en scène ce pute de fils d'enculé de salopard de sous-merde qu'est Léon Sadorski.
Profile Image for Luisa Distefano.
Author 11 books7 followers
November 14, 2019
In un momento particolare dello scenario politico internazionale, tra il trentesimo anniversario della caduta del muro di Berlino e i fatti di odio e attorno alla figura della senatrice Liliana Segre, la lettura del libro Il caso Léon Sadorski di Romain Slocombe diventa un ulteriore testimonianza di un periodo buio del genere umano, durante il quale non solo veniva giustificata la violenza e la persecuzione su determinate persone, ma enfatizza l’avidità, la mancanza di valori e il mero interesse di un gruppo ristretto di persone.

Questo libro è una lettura forte e cruda. Non aspettiamoci censure o abbellimenti per rendere meno forti le scene descritte, solo per non urtare la sensibilità del lettore; tutt’altro la verità è lì, in quelle pagine in cui emerge la crudeltà e le perversioni dell’uomo, in un regime polito che le accetta, le giustifica e premia i suoi sottoposti all’emergere il proprio lato più subdolo e oscuro.

Le lettura si sviluppa in varie fasi: quella iniziale sembra lenta a partire in quanto appare non chiara, non dà nell’immediato di dove vuole portare il lettore se a far conoscere Léon e magari a creare un certo feeling con lui, o semplicemente a descriverlo nelle sue sfaccettature, così come viene descritta una situazione politica che magari conosciamo per altre vie, ma che molto spesso non si parla di quella specifica in Francia.

Procedendo con la lettura, ci addentriamo nella conoscenza di questo poliziotto francese e lo odiamo e amiamo allo stesso.
Lo odiamo perché dimostra la sua viltà e avidità, e il suo vendersi per salvarsi la vita infischiandosene delle ripercussioni delle proprie scelte sugli altri. Lo amiamo – a tratti – perché alla fine comprendiamo anche la sua debolezza e la sua incapacità di opporsi e di conseguenza la sua codardia.
Lèon è un personaggio sicuramente ambiguo e che approfitta con ogni mezzo di sfruttare la sua posizione di ufficiale e quasi non se ne vergogna, anzi in alcuni momenti della storia sembra volerci prendere in giro dicendo: “hai visto sono più furbo di te! ” ma non perché lo sia veramente ma solo perché avvantaggiato dalla sua posizione.

Una lettura molto realistica che non lascia molto all’immaginazione ma che ha la capacità di far riflettere e immedesimarsi, anche se impossibile, nelle vittime che hanno visto la persecuzione, morendo impossibilitati di gridare il loro dolore e chiedere giustizia, ma sono testi come questi che riportano in vita il loro ricordo non per attuare una nuova politica di odio, bensì per non dimenticare e per evitare che ci siano altri genocidi.

Non dico altro di questo, solo vi suggerisco di abbandonare i pregiudizi sul fatto che non possa essere il vostro genere di lettura abituale, e provare a dargli una possibilità.
Profile Image for Pep Bonet.
923 reviews31 followers
July 7, 2023
Ce n'est pas sans raison que je n'aime pas les livres dits historiques. En effet, la profusion de détails triomphe et l'histoire, dans le sens qu'on lui donne au mot en littérature, soufre. J'avais la suspicion que l'auteur s'était documenté en long et en large ; et voilà que, à la fin du bouquin, il nous assomme avec une liste de livres qu'il a lu en préparation de l'ainsi-dit roman qui a une longueur de plusieurs pages. Lorsque je dois lire dans un roman, pas une fois, ni deux, mais régulièrement, des listes de personnes -par exemple d'artistes collabos, de collabos de la mafia, n'importe quoi- je commence à sentir le dégoût. Ça ne sert à rien, seulement à briser le récit et à démontrer combien sait l'auteur, qui a lu énormément. Mais, ceci n'aide en rien la littérature.

Le livre est un peu lourd à lire, on se fatigue, mais surtout, n'a pas ou presque d'histoire. Le peu d'histoire qu'il a est un enchaînement de coïncidences et la trame est par moments difficile à comprendre. Il faut supposer que la partie la plus intéressante et la description d'une France très collabo et terriblement antisioniste. Mais, la répétition des mots péjoratifs pour se référer aux juifs fatigue, car, faute de quoi raconter, l'auteur répète les mêmes choses beaucoup de fois.

Un gâchis, en résumé.
Profile Image for Ludditus.
274 reviews19 followers
November 22, 2025
Ce qui m'a agacé, ce n'est pas l'air de documentaire de ce roman, car je n'ai rien contre les détails. Aussi, ce n'est pas le premier livre dont le personnage principal est tellement détestable qu'on a l'envie de l'égorger.

Mais dans ce cas, j'ai trouvé que c'est trop insupportable. L'ignominie, le manque le plus total de morale, étaient, on le sait, assez répandus hier comme aujourd'hui. Mais je ne suis pas masochiste à ce point !

Et cet écrivain, qui, d'ailleurs, est un peu graphomane, est obsédé par ce thème. Voici l'ordre correct des titres de la série :

[Léon Sadorski 1] L'Affaire Leon Sadorski
[Léon Sadorski 2] L'Étoile jaune de l'inspecteur Sadorski
[Léon Sadorski 3] Sadorski et l’ange du péché
[Léon Sadorski 4] La Gestapo Sadorski
[Léon Sadorski 5] L'Inspecteur Sadorski libère Paris
[Léon Sadorski 6] J'étais le collabo Sadorski
[Léon Sadorski 7] Sadorski chez le docteur Satan
[Léon Sadorski 8] Les Revenants de l'inspecteur Sadorski

Et il y en a d'autres, de Monsieur le Commandant à Une sale Française. Des collabos, quoi d'autre ? Et très enthousiastes, quoi.
318 reviews1 follower
January 18, 2025
Premier roman d'une saga qui en compte cinq en tout.
L'avantage est qu'on n'est pas trop obligé de lire les autres, parce qu'il y'a une enquête qui se termine à la fin.

J'aime beaucoup les romans historiques et j'ai beaucoup aimé ce premier tome.
On y découvre le siège de la Gestapo à Berlin à l'Axanderplatz.
On se fait une idée des méthodes utilisées pour mettre la pression sur les personnes afin qu'elles collaborent.

La plupart des personnages qui apparaissent au fil des pages ont existé, mais ils ne se sont pas forcément croisés pendant le conflit, contrairement à ce qui est écrit ici.

Je recommande ce roman historique qui a une bonne intrigue.
Profile Image for Paul Butler.
269 reviews1 follower
March 21, 2025
Un livre où le "héro" est tout sauf héroïque. C'est un flic collabo zélé, une ordure antisémite et pervers. Il faut bien maitriser son histoire pour que le lecteur aille jusqu'au bout. C'est un portrait très laid de la France de l'Occupation avec ses collabos, ses indifférents, ses victimes.
Alors que l'on ne comprend pas très bien l'intrique (alambiqué et sans fil conducteur), le lecteur peut se régaler du portrait de ce Pais de la guerre avec ce Paris des bourgeois et des artistes) qui s'accommodent très bien avec ces Nazis. Fans de Tino Rossi, de Maurice Chevalier, de Daniele Darrieux etc, vous êtes avertis.
Ce livre mérite ses 5 étoiles.
Profile Image for Lysda Smythe.
788 reviews22 followers
August 18, 2019
Un roman historique qui relate le point de vue d'un flic antisémite et collaborationiste pendant l'Occupation à Paris.
La narration est très dérangeante car les propos abjectes sur les Juifs et autres ennemis du troisieme Reich (sans compter les femmes qui sont des morceaux de viande à ses yeux) sont vraiment omnipresents. C'est choquant, à ne pas lire d'une traite.
De plus la soit disant " affaire " est une suite d'événements sans vraiment de rapport. C'est à peine une enquête policière vu comment le policier traité les suspects...
Bref un livre que je ne recommande pas vraiment.
Profile Image for Pascale.
13 reviews4 followers
December 23, 2017
Outre le récit très documenté (mais non complaisant) des horreurs de l’Occupation, ce livre rappelle aussi l’œuvre de Sade par sa conception : une couche de théorie, une couche de romanesque, ad nauseam. Souvent passionnant, ce « policier » souffre d’un trop-plein de didactisme. L’enquête n’est qu’un prétexte et je me suis demandée plus d’une fois si je n’aurais pas mieux fait de m’atteler à des ouvrages historiques plutôt que de suivre péniblement les méandres d’une investigation laborieuse.
343 reviews2 followers
December 11, 2020
Pas le genre de titre vers lequel j'irais naturellement (lu sur les conseils de mon père) mais j'ai trouvé cela intéressant. Plus que dans l'enquête, l'intérêt du récit est qu'il reconstitue bien la mentalité de l'époque à travers le personnage de Sadorski. Le récit est assez cru et assez dur (justement parce qu'il reflète l'époque), j'ai eu du mal à lire certains passages (mais je suis contente tout de même d'avoir été jusqu'au bout).
Profile Image for Malise POLIXENE.
22 reviews
December 6, 2017
wow je ne suis pas fan des histoires de la seconde guerre mondiale. d'autant plus que Paris, les"boches", les collabos etc ont été décrit et colorés dans bien des romans, mais celui ci a eu le don de m'écoeurer encore plus sur ce que je savais déjà.. la denonciation, la torture, etc..
c'est un livre à lire. Il ne laisse pas indifférent ni indemne.
291 reviews
September 25, 2024
Un inspecteur de la police française en 1942, bien collabo, bien antisemite et anticommuniste, bien pervers, qui va chercher à résoudre un meurtre, essentiellement pour sauver sa peau et sa carrière.
Description très précise de « ce temps-là » avec toutes les lâchetés et saloperies possibles et intrigue peu palpitante, ce qui fait que je ne lirai pas la suite des pérégrinations du-dit policier.
Profile Image for Sophie.
435 reviews14 followers
September 18, 2019
Quel horrible personnage principal, quels horribles événements. Je comprends la nécessité de montrer ce côté là aussi, mais c’est vraiment dur de s’accrocher à une histoire quand on manque totalement d’empathie pour les personnages...
Profile Image for Reychango Huelepetricor .
137 reviews7 followers
January 16, 2023
Una historia ambientada en la Francia ocupada por los nazis. Sadorski un comisario francés que sueña con un ascenso, se encuentra con una piedra en el camino, un encargo de la Gestapo que le traerá muchos quebraderos de cabeza y obstáculos en sus pretensiones.
Profile Image for Yves Panis.
582 reviews30 followers
May 6, 2017
Très bon polar historique où, et ce n'est pas fréquent, le héros est un vrai salaud : collabo, flic des RG, chasseur de juifs dans le Paris de 1942. Un bon cru pour Slocombe.
Profile Image for Francesca Figura.
210 reviews11 followers
Read
May 24, 2020
Non posso valutare in maniera obiettiva perché l'ho abbandonato.
Profile Image for John Gaynard.
Author 6 books69 followers
October 7, 2021
I'll come back and write a review of this book as soon as possible.
266 reviews2 followers
December 15, 2022
La verdad es que los franceses quedan a la altura del betún, no es una novela negra es un repaso a la historia del colaboracionismo francés
Profile Image for Francisco Ávila.
84 reviews5 followers
September 20, 2023
Una historia muy bien construida, con personajes absorbentes y que mantienen una trama un crescendo.
129 reviews1 follower
December 18, 2024
La façon de penser du personnage principal ne rejoignait pas mes valeurs. L’histoire était parfois difficile à suivre. Dans le genre, je préfère, et de loin, les romans de Philip Kerr.
Profile Image for Henar.
12 reviews
March 18, 2025
Libro hiperturbio pero me gustó leer en Francés y es novela histórica así que aún así interesante supongo (?)
Displaying 1 - 30 of 33 reviews

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