In questo volume sono riunite cinque storie dell'affascinante detective privato cariche di tensione e paura, di mistero e inquietudine, ma anche di ironia e romanticismo. Cinque porte aperte su mondi oscuri, fatti di ombre e di magia, di visioni e di incubi.
Tiziano Sclavi is an Italian comic book and novel writer, who has also worked as a journalist. Sclavi is most famous for creating the Italian bestselling comic Dylan Dog, started in 1986 and still ongoing, a horror pastiche featuring a paranormal investigator. More than 450 monthly 90-pages long issues have appeared in the series, with Sclavi as the most recurrent script writer in the first decade of serialisation.
Parte in sordina, se la prende comoda, ci conduce per i lenti meandri di un rapporto di coppia qualunque, di una casa per l'estate, vicini da conoscere o da ritrovare, qualche anomalia qua e là, un caldo forse eccessivo, ma nulla di sorprendente, si va avanti per quadretti brevissimi, dialoghi a tratti brillanti e spruzzati di quella ironia tipica e piacevole dell'autore, rinvenibile in tanta altra sua produzione. E poi, a metà storia, tutto esplode d'improvviso, precipita, tutte le regole saltano una alla volta e senza che si possa dire, sino alla fine, se sia un incredibile accumulo di sventurate coincidenza o se sotto la superficie non vi sia invece qualcosa di più grande, un'apocalisse non annunciata della Natura, anzi, un'apocalisse della Realtà, che coinvolge bestie e oggetti, un erompere d'assurdo che va a spazzar via qualunque certezza, qualunque solido appiglio. Nel finale-non-finale, coi personaggi in fuga (ma verso dove?) resta al lettore il sospetto inquieto che anche fuori del libro, sotto la superficie levigata di ogni quotidianità si celi sempre, nascosto, un ribollire di caos pronto a erompere ed eruttare e a travolgere ogni cosa.
Una coppia arriva a Buffalora per le vacanze e a poco a poco inizia l'apocalisse: non è solo l'atmosfera a essere inquietante ma anche gli stessi protagonisti, a uno dei quali rischia di staccarsi la maschera. Non viene detto chi sono, non ci sono spiegazioni razionali, ma quello che accade è raccontato talmente bene da essere credibile e tanto basta, ci si trova dentro agli avvenimenti e ci si lascia trasportare perché non sempre si può sapere il perché e il percome. Per certi versi mi ha ricordato Tre. Mi piacerebbe fare un giro nella mente di Sclavi, di sicuro non vorrei abitare a Buffalora (che è un po' come la Derry di King).
Il libro non mi è piaciuto troppo, la storia è anche carina però non viene dato un senso agli accadimenti, sembra che il tutto impazzisca senza un senso. Poi alcune delle cose che vengono narrate restano delle "storielle" a se, messe lì ... bo, non me lo so spiegare il perchè, se fosse uno show direi audience??? Mah!
Mi è piaciuto: l'avevo già letto negli anni '90, ma è stato interessante rileggerlo dopo così tanto tempo. Mi piace lo stile tranquillo di Sclavi ed il suo far scivolare il mondo verso il caos e l'orrore quasi con nonchalance, con indifferenza. E poi ste maschere che si staccano continuamente... Dal genio del Tiz. Non per tutti.
Da fa di Dylan Dog ho apprezzato! Però non ho capito la frase "Ti si sta staccando la maschera". Dunque: due coppie se ne vanno in vacanza nella campagna di Buffalora: sono giovani, cittadini, benestanti e hanno ristrutturato con gusto delle vecchie case. Peccato che questo giro tutto gli si rivolti contro. Ogni episodio sembra banale, se preso singolarmente, ma quando li metti uno dietro l'altro si ottiene un bel mucchi di sfighe: e il pipistrello che quasi ti si impiglia nei capelli, e la la caffettiera che esplode, e lei che si brucia col fornello, e lui che prende la scossa con lo stereo, e il temporale che ti fa cadere il pino proprio sulla strada davanti a casa... ogni due pagine succede qualcosa. I nostri eroi però, un fumettaro e la di lui moglie, passano imperterriti attraverso tutto. Più nervosa è la vicina di casa, che fa ovviamente una brutta fine. Bravo Sclavi!
Tipica macchina sclaviana che racchiude gran parte della poetica dell’autore, onirica, visionaria ma anche semplice e mondana, con elementi che ritornano: il protagonista che si chiama Francesco, Buffalora, l’isolamento, il mistero, l’ignoto. Mi sembra di ricordare che elementi di questi romanzo appaiano anche in un Dylan Dog. Piacevole, non il mio preferito.