"𝐿𝑎 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑝𝑢ò 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑜𝑛𝑑𝑒𝑟𝑒, è 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑓𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑎𝑛𝑔𝑢𝑖𝑛𝑎. 𝑆𝑖 𝑣𝑒𝑑𝑒. 𝐹𝑒𝑟𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑖𝑛𝑜 𝑙𝑜 𝑠𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜."
Cassandra, figlia di Priamo ed Ecuba, riceve da Apollo, insieme al gemello Eleno, il dono della profezia. Assisterà così, impotente, ai tristi vaticini di morte e distruzione che si abbatteranno sui familiari e sulla città di Troia.
Un retelling particolare, che presenta questa figura mitologica in una luce completamente nuova, rispetto all'aura di negatività che da sempre le viene attribuita. Personalmente ho sempre collegato Cassandra ad una povera veggente, con la dannazione di predire vicende funeste senza essere creduta ed, anzi, allontanata da tutti. Qui non si avverte per nulla questa sensazione di rigetto: Cassandra appare come una bellissima donna, succube sì delle proprie visioni, ma capace di amare ed essere amata. Il racconto in prima persona favorisce questo intento di riscatto, come l'autrice Cinzia Giorgio fa esplicitare direttamente alla sua eroina, intenzionata a narrare la sua vera storia. Nel testo viene esplicitata chiaramente la duplice valenza della profezia di cui è capace la protagonista: un dono, ma anche una dannazione; Cassandra esterna più volte la propria impotenza, in quanto strumento verbale del volere degli dei. Ed evidenti sono il suo dolore, la sua fatica, la tristezza nell'anticipare le sofferenze di chi ama, senza poter fare nulla. E così si sente: 𝑇𝑖 è 𝑚𝑎𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑓𝑒𝑙𝑖𝑐𝑒 𝑒 𝑢𝑛 𝑖𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑜𝑝𝑜 𝑝𝑖𝑜𝑚𝑏𝑎𝑟𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑖ù 𝑐𝑢𝑝𝑎 𝑡𝑟𝑖𝑠𝑡𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑐ℎé 𝑠𝑎𝑖 𝑔𝑖à 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜? Cinzia Giorgio inserisce nella narrazione anche numerose ed interessanti tradizioni troiane: il colore dei vestiti prima e dopo la comparsa del mestruo, i riti che precedono le nozze, il rito per la fertilità, l'accudimento dei membri più piccoli di una famiglia da parte dei fratelli maggiori. La scrittura è scorrevole anche se specifica e ricercata nei termini, che riprendono quelli greci, soprattutto nel vestiario, nelle armi e nell'architettura. Le descrizioni sia fisiche che degli ambienti sono accurate. Largo spazio viene poi riservato alle relazioni amorose di Cassandra: numerose sono le scene di sesso, descritte senza veli. Particolare il rapporto tra Cassandra ed Elena, che non avevo mai valutato in simile accezione. Una lettura molto piacevole, per nulla scontata, nonostante narri di vicende note: una bella rivisitazione.