New entry della serie di Something is killing the children, Scarlatto è ben diverso dalle precedenti uscite. In realtà lo attendevo con entusiasmo, dato che è la prima volta che vediamo le Maschere Scarlatte all’opera. Almeno, una di loro.
Contrariamente alle Bianche e alle Nere, le Scarlatte lavorano dietro le quinte, catalogando e raccogliendo le prove dei casi e tenendo traccia dei vari adepti. Sono praticamente i bibliotecari dell’organizzazione, anche se vengono considerate come i “domestici”.
Il protagonista, Edwing, genio dalla memoria eidetica ma zero predisposizione a comprendere le emozioni e le basi della socializzazione, viene mandato a indagare su una serie di incidenti capitati in un’isola al largo della costa. Insieme al suo totem, dovrà attendere per quantificare la minaccia e decidere se mandare le altre Maschere, ma nulla andrà come previsto.
Tra presente e passato, Edwing dovrà venire a patti con i ricordi che ha rilegato nel suo subconscio per conoscere la verità su di sé.
Ammetto che avrei preferito qualcosa di più… movimentato, ma ci sta questo capitolo si focalizzi soprattutto sull’introspezione del protagonista. Anche se la fine è piuttosto confusa.
Per contro, non ho apprezzato i disegni come i precedenti volumi. Seppur simili, c’è qualcosa di più grezzo nel tratto che non mi ha catturata del tutto. Ma è anche vero che i vari capitoli hanno diversi illustratori e per questa narrazione qualcosa di meno definito ci stava comunque.
Tutto sommato è stata una buona entrata nella serie e non vedo l’ora delle prossime uscite.