Possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci, in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse. Quasi sempre è un problema di coordinate: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonarle, anche solo un po’. Essere figlia e padre non semplifica le cose. Stanchi di «conversare a vuoto», Giorgia e Gianrico Carofiglio si sono seduti a un tavolo e hanno affrontato con occhi nuovi alcuni degli argomenti che più li hanno divisi. Questioni che riguardano ciascuno di noi come il clima, il femminismo, il cibo. La politica. Non hanno eliminato tutte le loro divergenze, ma hanno elaborato una serie di ragionamenti – veri e propri saggi brevi, tessere di un mosaico sorprendente – in cui si combinano entrambi i punti di vista. Una scommessa audace e allegra sulle possibilità di un linguaggio comune, di un’idea condivisa del mondo e del futuro.
«Abbiamo smontato e rimontato discussioni del passato che spesso erano finite male. O anche molto male. Questa volta con uno spirito di curiosità e sperimentazione. Con la convinzione che non conta trovare risposte precise e univoche, ma un modo diverso di costruire le domande».
Gianrico Carofiglio (born 1961) is a novelist and former anti-Mafia judge in the Italian city of Bari. His debut novel, Involuntary Witness, was published in 2002 and translated into English in 2005 by Patrick Creagh and published by the Bitter Lemon Press, and has been adapted as the basis for a popular television series in Italy. The subsequent novels were translated by Howard Curtis.
Carofiglio won the 2005 Premio Bancarella award for his novel "Il passato è una terra straniera". He is also Honorary President of The Edinburgh Gadda Prize which celebrates the work of Carlo Emilio Gadda. The Past is a Foreign Country is the English language title of the 2004 novel Il passato è una terra straniera. It won the 2005 Premio Bancarella literary award. It has been translated into English.
Mi aspettavo un dibattito incentrato sul divario generazionale, ma in realtà è un focus su alcuni temi principali della nostra epoca (cambiamento climatico, malessere giovanile...) analizzati in modo tale che si capiscano i punti critici che le "vecchie" generazioni non capiscono pienamente e che invece le "nuove" generazioni si trovano ad affrontare quotidianamente. Insomma, è una sorta di spiegazione mediata, però non lo consiglio a chi già mastica abbastanza bene questi temi perché sono tutti sviluppati in modo molto veloce.
Effettivamente gli argomenti sono affrontati come chiacchiere da caffè....... un po' deludente. Purtroppo c'è una totale asetticità, quasi fossero problemi che non riguardano i 2 autori. Dato che si preannunciavano discussioni partendo da posizioni molto divergenti, pensavo che sarebbe stata più evidente la dialettica, che in qualche punto almeno si percepissero le 2 posizioni: non è così, il testo sembra il documento finale dei G7.... tante belle parole e zero concretezza. Una delusione!
" Le conversazioni fra due generazioni? Apparentemente incompatibili, insomma".
Brevi saggi scritti a quattro mani su vari argomenti, quali cambiamento climatico, veganesimo e politica su due mondi (vedi padre-figlia) ma che purtroppo lascia poco o nulla.
Mi sono trovata spesso in questa "ora del caffè" con i miei genitori e nonostante abbiamo opinioni simili, abbiamo prodotto discussioni ben più animate di quella che si deduce da questa sintesi.
Ritengo che nella nostra società ci sia un disinteresse anche solo nell'ascoltare le ragioni dell'altro, che porta inevitabilmente a discussioni sterili. Non si instaurano più dibattiti ma urla scomposte. Siamo più mossi dal far valere le nostre ragioni che non ci concentriamo su cosa l'altro abbia da insegnarci. In questo libro invece vengono messi ben in luce i punti di vista di ciascuno e le ragioni da cui sono mossi. Si percepisce come le idee degli scrittori si toccano spesso, ma non combaciano mai. E questo fornisce due linee guida che il lettore può seguire, lasciando anche molti spunti di riflessione. Nel mio caso, mi ha permesso di cambiare punto di vista, permettendomi di comprende anche le ragioni della generazione dei miei genitori. E a tal proposito sarei ben felice se anche loro lo leggessero e riuscissero a mettersi nei miei panni.
Mi ha fatto piacere, tra le tante, leggere una frase, che fa da incipit al capitolo sul femminismo, "La parità di genere sarà finalmente raggiunta quando ci saranno donne mediocri ovunque", perché mette in luce da subito come le numerose giustificazioni, sulla meritocrazia o sul fatto che le donne si siano già conquistate i loro spazi, siano delle scuse scialbe per non prendere parte ad una lotta che dovrebbe essere di tutti. È probabile che questo sia dato dal mio forte interesse al tema o anche semplicemente perché spesso fonte di discussione con mio padre.
Critica che non è una critica: ammetto che il titolo mi ha fatto pensare che mi sarei trovata di fronte ad un dialogo diretto. Non è scritto esattamente in questi termini, ma reputo che le posizioni di entrambi siano ben chiare, perciò non ne ho sentito realmente la mancanza.
Confesso di essere un po’ delusa da questa lettura. L’ho iniziato su consiglio di mio figlio adolescente, a cui a sua volta era stato consigliato come lettura delle vacanze di Natale dal suo professore di italiano che io stimo molto (mio figlio un po’ meno ma vabbè’, a 16 anni quando si siede ancora sul banco e non in cattedra, ci sta). A Paolo il libro era piaciuto e anche a me, in parte. Le tematiche trattate sono molto attuali e il duplice punto di vista di noi boomer in contrapposizione con quello delle nuove generazioni offre interessanti spunti di riflessione. Quello che manca però (e che io cercavo in questo libro) è il vero e proprio dialogo tra le parti in gioco, ovvero il manuale citato nel titolo da cui speravo di trarre insegnamenti pratici su come gestire la diversità di opinioni. Io so come i miei figli vivono tematiche quali il cambiamento climatico, il vegetarianismo o l’identità di genere. Sono tutti argomenti di cui, spesso, ci siamo ritrovati a parlare a tavola, perché fortunatamente a casa nostra si può parlare di tutto senza tabù. E sono consapevole che le mie idee siano per molti versi differenti dalle loro e spesso ancorate a vecchi pregiudizi (nonostante io cerchi di capire anche i loro punto di vista e mettermi nei panni di chi vede davanti a se un futuro non troppo promettente in questo Paese non propriamente per giovani).. Diciamo che mi sarebbe piaciuto ritrovare tra le pagine il punto di incontro tra queste opinioni divergenti, perché non sono convinta che la crescita di entrambi gli attori in scena sia possibile solo rinnegando una visione a favore dell’altra.
Lettura consigliata, in quanto propone argomentazioni intelligenti a cui tutti dovrebbero dedicare un momento di riflessione, trattandosi di questioni molto attuali. Interessanti, inoltre, le informazioni nozionistiche inserite.
Tuttavia, siccome il sottotitolo cita “manuale di conversazione per generazioni incompatibili”, è lecito aspettarsi un sorta di dialogo, che spesso è mancato. Il punto di vista presentato sarebbe più interessante se approfondito con una pluralità di opinioni a confronto. Pare invece sia preponderante una singola voce che mira ad indicare la strada giusta da seguire. Essendo tematiche molto complesse, seppure mi trovi quasi sempre d’accordo con il punto di vista presentato, avrei preferito leggere un vero e proprio confronto di vedute generazionali.
Per come è venduto dalla quarta di copertina e dal titolo, pensavo che tutto il libro sarebbe stato scritto come la post-fazione e incentrato sul divario generazionale. Mi aspettavo aspri scontri, ma anche un bel confronto fra età diametralmente opposte. A mio parere, sarebbe stato più efficace ed interessante. Tuttavia, non è tutto da buttare, anzi.
"L'ora del caffè" ha un pregio, che però può anche essere un difetto, di prendere due punti di vista diametralmente opposti e sviscerarli attraverso un tema, dando così una visione più ampia della cosa e che prende in esame più visioni, pensieri e versioni, elargendo poi una possibile soluzione su come proseguire incamerando però tutta la disamina di cui prima.
E' un pregio, perché sono argomenti attualmente caldi e chi non li mastica, si troverà con la mente aperta e con una conoscenza esaustiva (ed approfondita) delle ragioni principali per cui si parla tanto - ed importante impegnarsi a fondo - di questi temi.
E' un difetto, perché alcuni di questi argomenti (per qualche lettore) sono la fiera dell'ovvietà. Per fare un esempio, il secondo capitolo che parla di ansia, salute mentale e di come l'intraprendere un percorso di terapia si stia normalizzando tra i giovani - in qualità di educatore professionale - sono argomenti che io, i miei colleghi e l'ente per cui lavoro portiamo in giro da anni e anni e ne siamo i primi promotori; le parole scritte dai "Carofiglios" (per quanto mi riguarda, eh) non sono nuove e posso dire che arrivano anche con colpevole ritardo. Però almeno qualcuno si è preso la briga di scriverle, in una maniera anche che possano anche essere "rivendute" in una conversazione, e questo è già qualcosa.
In sostanza, posso dire che questo mini-saggio non ha rispettato le aspettative prefissate. Il suo pregio non è tanto in quello che dice, ma come lo dice, che può essere riutilizzato in diversi contesti.
Illuminante, tocca temi di attualità affrontandoli con mentalità non scontate e banali quali si sentono normalmente. La sua stessa concezione lo indirizza a qualsiasi lettore, dal più giovane al più anziano, e riesce nel suo scopo , fornendo alcuni degli elementi necessari per riflettere sul cambiamento generazionale che stiamo attraversando. È dal mio punto di vista uno strumento molto utile per uscire dall'indifferenza che sembra purtroppo essere sempre di più l'opzione più scontata. A queste considerazioni è da aggiungere una stesura scorrevole e leggera, che non trascura tuttavia l'esattezza dei concetti, che per quanto non immediati, non risultano ambigui.
Adoro Carofiglio ed ero certa che anche stavolta non mi avrebbe delusa. Eppure. Totalmente diverso da come mi aspettavo/speravo che fosse: nessun dibattito o vero confronto, anzi spesso ho faticato a percepire la presenza di due voci; un'occasione persa, tematiche effettivamente "calde" nell'incontro-scontro fra generazioni (anche nella mia stessa esperienza personale di figlia millenial) affrontate in maniera didascalica e a tratti un po' saccente. Postfazione insopportabile. Peccato.
Delusione. Mi aspettavo una vera e propria conversazione tra due generazioni, come citato nel sottotitolo, invece è un testo già costruito e scritto a "tavolino". Sono stati per me interessanti solo i primi 2 capitoli. Per il resto mi è sembrato che l'autore volesse colmare lo spazio bianco delle pagine con argomenti, citazioni ed espressioni che portano fuori strada dall' argomento principale. Ovvietà, banalità e populismo risaltano molto in questo testo.
Mi aspettavo un saggio improntato sulla conversazione e sullo scambio di opinioni tra un adulto ed una ragazza dei giorni nostri, ma in realtà il libro si sviluppa semplicemente alternando prima il pensiero dell'uno e poi il pensiero dell'altra. Manca un punto di incontro che era quello che speravo di trovare in un'analisi di questo tipo.
Il libro di per se è abbastanza scorrevole, diviso in capitoli e ognuno di essi tratta un tema decisamente attuale. Vengono forniti molti spunti di pensiero e di valutazione del tema sotto vari punti di vista. Alcune parti però le ho trovate un po ridondanti o trattate con un eccesso di soggettività a mio parere. Nel complesso una lettura piacevole e interessante.
Carofiglio si conferma uno scrittore semplice che parla a tutt3, nonostante un modo di scrivere a volte formale. Un libro che è una fotografia di argomenti già trattati ma che serve a fare un punto semplice e razionale della situazione e perché no crea una riflessione su possibili altre soluzioni e su possibili altri mondi. Speravo, come leggevo in un altro commento al libro, in una discussione tra Gianrico e Giorgia invece di scritto come fosse un saggio senza capire qual è il punto di vista di uno e quale dell’altra. Ho amato tanto verso la fine il punto di vista ottimistico e speranzoso. Tutto sommato è un libro profondo ma leggero. Consigliato!
*2 e mezzo* Lettura interessante ma non ho trovato lo scambio di opinizioni tra generazioni in disaccordo che invece mi era tanto piaciuto nel loro podcast.
“Ciò che dobbiamo sottolineare è la responsabilità di tutti per cambiare le cose. La responsabilità guida l’azione invece di cercare colpevoli. È il dovere di prendere sul serio, partecipare, votare, agire.”
“La rabbia, se controllata, è un’emozione sana, è l’anticamera dell’azione.”
“Aprire la discussione è in sé un atto importante, qualunque ne sia il risultato: toglie il potere dell’invisibilità agli stereotipi più pericolosi e pervasivi.”
“L’elemento fondamentale dell’essere cittadini, della partecipazione politica e sociale, è il rispetto - darlo e riceverlo - all’interno della propria comunità.”
“Una collettività si unisce intorno a ciò che condivide: storie, valori, simboli.”
“Abbiamo bisogno di una sinistra che faccia sentire bene le persone. È il bisogno indistinto, confuso ma potente di far parte di una collettività della quale andare fieri. Per una visione comune di futuro, per la convinzione di poter cambiare le cose insieme, perché ci riconosciamo parte di una tradizione di cambiamento, che ci restituisca un’immagine positiva di noi stessi come individui e come comunità. Inevitabilmente imperfetta, ma positiva e aperta all’avvenire.”
“Il potere viene dall’ombra, dai margini. La nostra speranza si trova nell’oscurità, dietro le quinte, non alla ribalta, in mezzo al palco. La nostra speranza è spesso il nostro potere.”
“I sogni raramente si avverano, nei loro termini precisi. Ma perché accadano i grandi cambiamenti i sogni sono importanti, anzi sono indispensabili, come è indispensabile il coraggio di dichiararli e di inseguirli. Anche se sembrano irrealizzabili. Soprattutto se sembrano irrealizzabili.”
Questo libro è sicuramente diverso da quanto atteso nel momento in cui viene letto il titolo. Leggendo 'generazioni incompatibili' ho pensato ad un libro di discussioni, dibattiti accesi e non ho avuto niente del genere. Gli autori espongono quello che hanno ricavato dallo scambio di opinioni su temi forti e attuali su cui tutti abbiamo perlomeno un'idea. Se all'inizio ho trovato deludente la mancanza di pluralità di opinioni e la mancanza di una dimensione di dibattito durante la lettura, proseguendo ho pensato che questo format fa capire che c'è esiste un punto d'incontro, che dopo diverbi e opinioni contrastanti le due generazioni abbiano elaborato un pensiero coeso. Probabilmente per poter leggere come sono andate le conversazioni dei due autori per intero non sarebbero bastate mille pagine, che siano però riusciti ad arrivare in fondo alla stesura di questo 'manualetto', che di manuale ha poco, fa sperare che esista un punto d'arrivo.
Sono una grande appassionata di Carofiglio ma questo libro mi ha delusa. Non mi ha lasciato nulla: ha toccato brevemente temi di attualitá con continue citazioni ad autori/scrittori, raccontando aneddoti giá noti. Quando leggo “ Carofiglio” sulla copertina non ci penso due volte e compro subito il libro ma, dopo questa volta, non darò più questa cieca fiducia all’autore.
Non pensavo che mi potesse piacere così tanto. Ogni capitolo parla di vari temi contemporanei che accumunano le varie generazioni; con punti di vista differenti che ti fanno capire alcuni concetti a cui non ho mai dato importanza. Secondo me è un libro che molti dovrebbero leggere, per prima mia madre. Ha un punto di vista che trovo apropriato, ma abbiamo pensieri diversi. Tuttavia ci sono dei concetti, che non si possono negare. E ad oggi ci sono scenari, che potrebbero essere tranquillamente ignorati, ma che invece andiamo a polemizzare; e altre volte dove dovremmo soffermarci, ma vengono volontariamente trascurate perché troppo complicate. Quindi anche se una persona potrebbe non avere la stessa opinione degli scrittori, comunque dovrebbe dargli una possibilità; per cercare nonostante ciò di comprendere un altro punto di vista.
3 ore per iniziare e concludere questo libro. Mi aspettavo una conversazione padre-figlia e mi sono trovata immersa in un “saggio” generazionale, in un incontro fra pareri diversi, in un “litigare in misura accettabile”. La nostra società raccoglie generazioni molto diverse e siamo troppo abituati ad escludere ciò con cui non siamo d’accordo, a nasconderci dietro un idea o convinzione. Chiediamoci invece se possiamo fare convivere la diversità dell’altro con la nostra.
Un libro carino, ma avrei preferito una narrazione del processo dialettico/scontro che ha portato alle conclusioni, anziché singoli saggi narrati alternamente dal padre o dalla figlia. Pur presentando spunti interessanti, suppongo che per la vastità e varietà dei temi proposti non si sia potuto approfondire nessuno di essi
"Possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci,in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse.Quasi sempre é un problema di coordinste: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonare anche solo un pó. Essere figlia è padre non semplifica le cose."
Riassumere un "manuale" é praticamente impossibile se non scrivendolo di nuovo. Mi limiterò quindi a citarvi alcuni argomenti trattati nella speranza di incutere un po di curiosità che non guasta mai.
Siamo reduci da una pandemia che ha creato grave inquietudine, soprattutto tra i giovani.L'isolamento,la preoccupazione per il lavoro , la salute ed il futuro in generale ormai é di casa nelle nostre famiglie. Tutto questo ha ingenerato anche stati d'ansia incontrollabili e molti hanno "accettato" di farsi aiutare da uno psicologo.Dico questo perché la malattia mentale é sempre stata una forma di malattia di cui "vergognarsi" ( molto tempo fa purtroppo era così, anzi addirittura motivo per essere, internati ed isolati), oggi siamo arrivati alla conclusione che "la nostra salute mentale é anche una questione di pressioni esterne dell'ambiente in cui cresciamo della qualità dei nostri rapporti con gli altri". A dire il vero ce lo aveva già detto l'antipsichiatria dei vari Laing, Cooper Esterson quando ci parlava di "atteggiamenti perfettamente intelligibili in quel particolare contesto" ma forse non erano stati presi troppo sul serio. Qui si accenna al "volontarismo magico" dello psicologo David Smail : ogni persona potrebbe diventare ciò che vuole. Da prendere con cautela ma teoria mio interessante. Tutto questo per sfatare il mito che se non siamo all'altezza delle richieste del nostro tempo, non dobbiamo ritenerci necessariamente colpevoli.
Il capitolo sul femminismo si apre con una affermazione di grande interesse.
"La parità di genere sarà finalmente raggiunta quando ci saranno donne mediocri ovunque". Si avete capito bene, non é l'eccellenza che ci porterà alla parità di genere e tutto questo perché do fatto il mondo "é pieno di uomini mediocri " e ciò che é peggio é che questi ricoprono ruoli di potere come se fosse la cosa più naturale del mondo. "Le donne non devono essere l'eccezione, una deviazione dalla norma l'Altro di cui parla Simone de Beauvoir".
Fino al 1963 le donne non potevano accedere alla magistratura perché ritenere inadatte alla "difficile arte del giudicare".
Degno di nota il paragrafo in cui si parla alla necessità di trasformare il mondo per tutti e non di trovare un posto per le donne in un mondo costruito solo per gli uomini. "I nomi al femminile per le professioni non sono neologismi ma forme previste dalla lingua italiana, mai o poco usate semplicemente perché NON ESISTEVANO DONNE CHE ESERCITASSERO CERTE PROFESSIONI. Non si tratta di sminuire la professionalità se declinata al femminile.(cit. Vera Gheno).
Bene, vi ho mostrato come questo libro contenga ottimi elementi di discussione e di riflessione.
Un' ultima riflessione : la distinzione tra Boomer, Millennial e generazione z...mi stava già sulle scatole la distinzione tra giovani e anziani, che accettavo solo in determinati contesti, adesso siamo riusciti a stabilire dei paletti anche all'interno di una fascia di età che ricopre si e no cinquant'anni . Sono tanti? Ne siamo proprio sicuri? A guardare altri contesti parrebbe di no, ma se parliamo di "comunicazione e divulgazione del sapere" la distinzione non tarda ad arrivare.
Conclusione: non creiamo altri muri, costruiamo ponti e soprattutto affidiamo sempre al confronto costruttivo, proprio come hanno fatto in questo libro Giorgia e Gianrico Carofiglio.
Decido di dare quattro stelle per premiare la volontà e i fini di questo libro. Sicuramente i temi trattati sono molto interessanti, e apprezzo il coraggio degli autori di impelagarsi in tematiche così attuali e così difficili da affrontare, soprattutto in un libro, soprattutto così breve e soprattutto con la volontà di mantenere leggeri i toni. Discutendone con amici e parenti (dunque persone di generazioni diverse), mi sono però imbattuta in una problematica: è presente in Italia un target adatto per davvero a questo libro? Mi spiego meglio. Le discussioni affrontate sono freschissime di cronaca e quasi totalmente italiane, quindi si capisce che è un libro che tra qualche anno sarà obsoleto e che non è assolutamente destinato a una traduzione. Dunque il target è l'Italia più contemporanea possibile. Perché, però, avvenga che i figli delle generazioni X e Millenials possano leggere in contemporanea con i genitori Boomers questo libro e crearne delle conversazioni utili, deve essere una famiglia in una situazione socio-culturale molto precisa. Mi ritengo fortunata, personalmente, nel realizzare che questo libro non mi ha portato niente di nuovo in conoscenza o in tecniche di ragionamento (fanno eccezione qualche percentuale e studio specifici), posso dire quasi lo stesso per mia madre, a cui avrei prestato il libro dopo averlo letto io di modo da poter risolvere alcune nostre "conversazioni tra generazioni incompatibili". Dunque, per noi risulta quasi tutto scontato (il libro è sicuramente interessante e alcuni nodi in particolare, ma tutto sommato, nulla di nuovo). Penso, dunque, a una famiglia che rispecchi l'opposto della mia, la quale può magari beneficiare di questo manuale. Penso quindi (ragionando per forza per stereotipi) a una ragazza che vive in campagna e che cerca di avere un confronto con i genitori, contadini da generazioni, la cui istruzione è ferma alla terza media, e che parlano solo in dialetto. In questo caso il libro risulta decisamente difficile: può quasi essere ritenuto simile a un manuale universitario, con citazioni precise a persone mai sentite nominare, termini inglesi, molti numeri e percentuali. Dunque, nuovamente il manuale non riesce a creare una conversazione tra le generazioni incompatibili. Il sunto della mia recensione vuole essere una speranza che in Italia esista il target esatto di questo manuale, perché se esiste, può davvero giovare di ogni singola frase scritta in queste pagine. Se non esiste, purtroppo il libro sarà destinato a diventare un altro dei "libri di sinistra" che leggeranno solo persone che concordano già con quello che troveranno scritto.
Generazioni a confronto La pandemia di Covid-19 sta dilagando in tutto il mondo. Anche in Italia, i cittadini sono costretti a rinchiudersi in casa e a doversi improvvisamente abituare a una nuova vita. Come in altre famiglie, anche in casa Carofiglio, padre e figlia si ritrovano ogni mattina in cucina all’ora del caffè per scambiare quattro chiacchiere e parlare del più e del meno, ma anche di questioni di attualità. A inizio 2021, ancora in un periodo di convivenza forzata, Giorgia e Gianrico decidono di trasformare le loro conversazioni quotidiane in una serie di dieci podcast intitolati coffee for two: fin da subito essi riscuotono un grandissimo successo. Sulla scia di questi podcast, dopo alcuni mesi, nel novembre 2022, esce L’ora del caffè. Manuale di conversazione per generazioni incompatibili. In questo breve saggio, Giorgia e Gianrico si confrontano, riflettendo insieme su alcune delle più scottanti questioni di attualità, nonché, secondo gli autori, tra le più divisive in termini generazionali. Padre e figlia disquisiscono di temi quali l’ecologia, la politica, l’alimentazione, il femminismo, l’occupazione giovanile e molto altro, lavorando a quattro mani nella stesura non di un dialogo, ma di un testo unitario suddiviso in dieci brevi capitoli, ciascuno dedicato a uno specifico argomento. Questo scontro/incontro generazionale si traduce su carta in una scrittura dal tono comunque bonario, calmo e gentile, al tempo stesso dotato di grande lucidità e senso critico che, insieme alla sua struttura in capitoli fa, effettivamente, di questo libro un’ottima lettura per una breve pausa caffè.
Delicato e accogliente, un incoraggiamento all'avvicinamento generazionale per una migliore comprensione del punto di vista dell'altro.
Possiamo passare una vita a discutere senza mai capirci, in particolare quando apparteniamo a generazioni diverse. Quasi sempre è un problema di coordinate: ognuno ha le sue e rifiuta di abbandonarle, anche solo un po’. Essere figlia e padre non semplifica le cose. Stanchi di «conversare a vuoto», Giorgia e Gianrico Carofiglio si sono seduti a un tavolo e hanno affrontato con occhi nuovi alcuni degli argomenti che più li hanno divisi. Questioni che riguardano ciascuno di noi come il clima, il femminismo, il cibo. La politica. Non hanno eliminato tutte le loro divergenze, ma hanno elaborato una serie di ragionamenti – veri e propri saggi brevi, tessere di un mosaico sorprendente – in cui si combinano entrambi i punti di vista. Una scommessa audace e allegra sulle possibilità di un linguaggio comune, di un’idea condivisa del mondo e del futuro.
«Abbiamo smontato e rimontato discussioni del passato che spesso erano finite male. O anche molto male. Questa volta con uno spirito di curiosità e sperimentazione. Con la convinzione che non conta trovare risposte precise e univoche, ma un modo diverso di costruire le domande».
Più di tutto, ho apprezzato e ho riso di gusto leggendo la postfazione. Se l'intero libro fosse stato pensato come la chiusura, alternando i dialoghi di padre e figlia, lo avrei trovato più interessante. Penso invece che la formula del saggio breve come risultato di una discussione tra due opinioni divergenti sia meno originale e incisivo, più prevedibile. Fortunatamente, gli argomenti sono particolarmente attuali, interessanti per la collettività e vengono affrontati con mano abile a sviluppare un'idea e a costruirci intorno una tesi convincente. Non manca un tono qua e là saccente, da ""ti spiego come vanno le cose", ma d'altra parte, lo ammette l'autore stesso, è un limite dei boomers. La prospettiva di due generazioni a confronto è quella che caratterizza tutta la discussione e, con una capacità di autocritica che non è scontata, la generazione più adulta esce dal confronto riconoscendo gli errori, la miopia, l'egoismo. Le riflessioni che si ricavano dalla lettura del breve saggio sono molto interessanti, talvolta ripetitive o piuttosto ovvie, ma anche capaci di una certa profondità. E' la prima volta che affronto Carofiglio e scopro che è barese come me. Proverò a leggere altro.