«LA PRIMA FAVOLA DARK DEL MAESTRO ITALIANO DEL THRILLER»
«Eva è la protagonista della Casa delle luci. È una bambina che vive tutta sola in una grande casa antica e parla con una sedia vuota. Eppure Eva sostiene che questa sedia vuota le risponda con la voce di un bambino...» Donato Carrisi
«Un racconto per bambini, il primo di questo genere dell'autore, legato alla Casa delle luci, ma autonomo e che può essere letto anche dagli adulti.» La Lettura, Corriere della Sera - Severino Colombo
Nella grande casa spenta in cima alla collina viveva tutta sola una bambina…
Donato Carrisi was born in 1973 and studied law and criminology. Since 1999 he has been working as a TV screenwriter. The Whisperer, Carrisi’s first novel, won him five international literary prizes, has been sold in nearly twenty territories and has been translated into languages as varied as French, Danish, Hebrew and Vietnamese. Carrisi lives in Rome.
Un raccontino illustrato per bambini. Sulla stretta correlazione tra solitudine ed amicizia, sulla speranza e la ricerca di una compagnia, sulla voglia di relazionarsi, di giocare, di esprimere i propri sentimenti ed emozioni con altre persone. Anche se prettamente per bambini, gli adulti comunque ci troveranno dei buoni spunti di riflessione, almeno è ciò che è successo a me. Perchè la ricerca dell'amicizia, quella pura e libera da ogni tipo di costrizione, rimane segregata soltanto nel periodo infantile/adolescenziale? Bella scoperta, con un finale sorprendente. Si legge in un soffio e non lascia indifferenti!
Carina si, ma davvvvvvvvero super breve....anche a soffermarsi tanto sulle illustrazioni (di dark c'è proprio poco, se non i colori utilizzati) ci vogliono 10 minuti, ad esagerare, per leggerla. Adatta ad un pubblico non più grande degli 8 anni a parer mio. 3 stelle perché Carrisi è Carrisi, ma.......
Scorre via che è un piacere. È solo una brevissima favola dark per bambini… e per gli adulti che, almeno per un quarto d'ora, vogliono tornare a sentirsi bambini. [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Dopo il libro di poesie letto oggi dovevo assolutamente rifarmi gli occhi con una bella lettura e cancellare quella frustrazione che l’altro libro aveva lasciato. Qui, Donato Carrisi, si cementa con una storia gotica, se così la possiamo chiamare, per ragazzi. Le rime sono molto belle e congeniali alla storia. Io amo le rime nei libri per l’infanzia. Inoltre penso che sia un modo molto piacevole per avvicinare i fanciulli a questo tipo di narrativa. L’illustratore, poi, famoso e bravissimo Paolo D’Atlan ha saputo rappresentare con maestria tutto il concetto della storia. Io ho intravisto due chiavi di lettura: la prima più banale, la possessione da parte del bambino fantasma che per non restare più solo si impossessa del corpo della bambina così neanche lei sarà più sola. La seconda è la disforia di genere che indaga un altro tipo di solitudine e discriminazione.
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Eva è la sedia vuota riprende la storia di Eva nella casa delle voci dove la bambina incontra il suo amico immaginario dove Pietro Gerber in questo bambino rivede il suo amico d’infanzia il piccolo Zeno. Le immagini sono davvero molto espressive e i colori usati per me sono davvero azzeccati al contesto della storia, si è adatto per una lettura per bambini ma anche per gli adulti. Con la lettura si torna sempre in mondo immaginario dove i personaggi prendono vita nella nostra testa e si prosegue nella storia insieme quasi facendo parte di essa.
Eva e la sedia vuota è la prima favola dark di Donato Carrisi adatta ai più piccoli ma anche, e soprattutto, ai più grandi. Accompagnata dalle illustrazioni di Paolo d’Altan, questa breve storia si presenta come un piccolo spin-off de La casa delle luci (terzo libro della serie con protagonista Pietro Gerber). Le pagine sono ricche di belle immagini ma più che una favola la identificherei come una filastrocca. Si legge veramente in pochissimo tempo, anche prestando attenzione ai disegni che arricchiscono l’esperienza. Eva, la protagonista della storia, è il punto in comune con la serie principale. Non ho scovato risposte a domande e quesiti o ulteriori collegamenti tra i diversi libri. Questa è una uscita letteraria indirizzata principalmente a chi è grande fan di Carrisi e non può perdersi una sua opera. L’idea è molto carina.
Voto 4,5 . Iris Brown - per RFS . Quando la penna ineguagliabile di un grande autore come Donato Carrisi incontra i tratti di matita di un illustratore incredibilmente talentuoso come Paolo D’Altan, quello che ne viene fuori è questa meravigliosa favola dark. Le pagine scorrono lievi e incisive con le parole di Carrisi e i disegni dai contorni perfetti ed espressivi di D’Altan. Seguiamo Eva, una bambina che vaga per la sua antica dimora, sola, talmente sola da parlare con gli oggetti, in cerca di un amico o un’amica con cui comunicare. Quale è la sua meraviglia quando, tra i tanti oggetti a cui si è rivolta, uno le risponde! Una sedia che afferma di essere un bambino.
“Dopo tanti giorni di malinconia era bello avere un po’ di compagnia”
Poche pagine in cui è racchiuso un universo magico, un sogno quasi capace di regalare il brivido dell’aspettativa e dell’attesa, con parole semplici ma efficaci e disegni di grande impatto e praticamente perfetti in ogni dettaglio, incisivi e intensi. Per chi ha amato il capolavoro di Carrisi La casa delle luci e vuole tornare a immergersi nelle sue suggestive atmosfere, riuscendo anche a vedere Eva, la protagonista di questo romanzo, con un volto che non è solo quello che vive nella nostra fantasia ma è reale, vero, grazie al ritratto che ci regala D’Altan.
Una lettura davvero interessante, il tipo che non facevo da un po’. Mi è piaciuto entrare nel vortice della narrazione con quel tocco dark delle rime e del sottinteso. Le illustrazioni sono davvero azzeccate e mi complimento con Paolo d’Altan per questo. Ho conosciuto Donato Carrisi in modo forse un po’ diverso dagli altri suoi lettori abituali, vale a dire dal suo lavoro come regista ne “L’uomo del labirinto”, ma data la sua bravura nel toccare anche le corde dei più piccoli ritengo che sia il caso di recuperare anche i libri che ingiustamente mi sono lasciata alle spalle. Il finale di questo libricino, che ammetto di aver letto davvero in breve tempo, si presta comunque a più interpretazioni. È una storia totalmente dark, dove il bambino è un’anima che possiede la bambina? Oppure si tratta di uno stratagemma per rendere parallele due storie e due realtà uguali, quella di un bambino è quella di una bambina, che tramite una sedia entrano in contatto tra loro e quindi, in qualche modo, fanno collidere i due universi? Infine potrebbe trattarsi anche di un modo per sciogliere il cuore di quei bimbi e bimbe che non si sentono proprio a loro agio nel corpo in cui sono nati? E se invece fosse solo un modo curioso di raccontare di un amico immaginario? Adoro essermi posta tutte queste domande. Di certo lo consiglierei a chi ha dei bambini, perché qualsiasi interpretazione o domanda di un bambino di fronte a questo libro può aiutare a vivere il suo io in modo diverso: serenamente e senza preoccupazioni innanzitutto.
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Sono completamente a digiuno di Carrisi. Non ho letto nessun libro con protagonista Pietro Gerber e quindi, a maggior ragione, nemmeno La casa delle luci. Fermo restando che i disegni mi sono piaciuti tantissimo e rendono suggestiva la storia, non penso di avere capito quale messaggio avesse intenzione di dare l'autore. La solitudine? La ricerca di amicizia? Una versione infantile di un mondo arcobaleno e gender fluid? Mi sa che non l'ho mica capito
Favola Dark, riprende La Casa delle Luci. Approfondisce la storia della piccola paziente di Pietro Gerber, che ha un amico immaginario che dovrebbe essere il piccolo Zeno. Consigliato per chi ha amato la trilogia 😍
La casa delle luci è stato un finale di trilogia molto incompleto. La storia di Eva è stata lasciata aperta dall’autore si pensava per dargli un continuo. La scoperta di questa opera mi ha fatto pensare che fossero arrivate le risposte che i lettori cercavano. Purtroppo il libro non ci dice niente di nuovo.
(Allerta spoiler) Eva è stato uno dei personaggi bambini più intriganti assieme allo stesso Nikolin e Hanna. Probabilmente interessante quasi quanto Pietro. Era una bambina isolata e messa da parte da entrambi i genitori, da un momento all’altro i suoi avevano scelto di non volerle tenere più compagnia. Quindi una figlia che non aveva nessuno con cui giocare o parlare che quindi ha strutturato problemi nella creazione di effettive relazioni amicali e non, nella fiducia verso il mondo esterno e nell’amore che gli altri potevano avere per lei. Questa opera va a farci notare il suo sentimento di profondissima solitudine e dolore nell’essere sola e senza amici. Così tanto che la bambina non è andata a questionare nulla quando ha notato la presenza di qualcuno nella sua solitudine. Per lei era addirittura troppo bello per essere vero che ciò che aveva tanto desiderato fosse lì quindi non si è posta domande accettando il regalo che le era stato fatto. L’assenza di un tutore a proteggerla e della sua forza razionale ha fatto sì che Eva cadesse nel tranello organizzato di cui si parla nella “casa delle luci”. In questa opera illustrata si vede come l’identità della piccola Eva, già molto trasparente per l’assenza di qualsiasi possibilità di crearsi una personalità, sia stata sostituita molto facilmente con quella di un amico immaginario che le dava ciò che il mondo le aveva sempre negato ovvero amore e ascolto.
“Nella grande casa spenta in cima alla collina viveva tutta sola una bambina.”
Una breve fiaba dalla penna del maestro italiano del thriller. Non potevo farmelo scappare essendo io una grande fan di Carrisi, la fiaba è davvero corta ma ben scritta e belle anche le illustrazioni. Per me è più che altro un oggetto da collezione che non ho voluto perdere e che custodirò in libreria di fianco ai romanzi del maestro. Consigliato ai fan.
Sinceramente che delusione. Ma più che altro della casa editrice: spammata ovunque come "la prima fiaba dark di Carrisi", mentre invece non è che una filastrocca in rima, di poche pagine, senza chissà che storia 🤔 e senza niente di così dark 😮💨 nemmeno i disegni in bianco e nero sono così dark...speravo in una sorta di approfondimento del personaggio de "La casa delle luci" ma nulla. Sarà per il prossimo libro 😅 forse...
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Ricordate le storie di paura che si raccontavano quando eravamo più piccoli, al buio, che duravano pochi minuti ma poi non ti facevano dormire tutta la notte? Ecco, vi presento la prossima storia di paura per bambini da raccontare a lume di… candela 🕯️
Un Carrisi diverso dal solito, ma il suo tocco si scorge sempre tra le righe. Si legge in 5 minuti, ma davvero molto carina!
È molto bello, si legge in 5 minuti. I disegni sono fantastici, semplici e bellissimi e pensare che l'illustratore ha imparato a disegnare da autodidatta, te lo fa apprezzare ancora di più. Mi hanno trasmesso dolcezza.
Una storia banale, in rima e scontata. Il prezzo non vale assolutamente la pena né ebook né cartaceo. Davvero un racconto tremendo. Peccato perché Carrisi mi piace molto.