Di fronte a una crisi, che poi vuole dire semplicemente scelta, occorre decidere e prendere con risolutezza una strada, conservando però uno spazio per il dubbio affinché, se si dovesse sbagliare, si possa tornare indietro di gran lena per intraprendere la via scartata in precedenza. E, di solito, questa forza d’animo è tipica degli ottimisti, persone in grado di prendere una decisione e di misurarsi con il tempo in modo sano. Da qui il titolo risolutivo di un dilemma per eccellenza, che non trascura però la possibilità di ricredersi (…forse). Proprio come farebbe un ottimista o un’ottimista. Ne sono esempio le 52 storie, scritte una alla settimana per tutto l’anno dall’autore e da leggersi, a seconda che le si voglia divorare oppure assaporare, in un tempo breve piuttosto che dilatato. Sono pagine che raccontano eventi e personaggi famosi da una prospettiva completamente differente, dall’ottimismo di Leonardo verso gli incompiuti che gli ricordavano l’importanza di provarci più che del farcela, alle crisi manzoniane di fronte alle stesure dei Promessi sposi, anch’esse tipiche degli ottimisti. Ai grandi personaggi si mescolano, però, figure quotidiane (contadini della Langa fenogliana, postini, galline parlanti) che ci suggeriscono come l’ottimismo possa essere una scelta di vita per tutti, in ricchezza e in povertà. Una scelta, verrebbe da dire, di felicità.
Natale Farinetti, conosciuto come Oscar , è un imprenditore e dirigente d'azienda italiano, figlio del partigiano, imprenditore e politico Paolo Farinetti, fondatore della catena Eataly ed ex proprietario della catena di grande distribuzione UniEuro, uno dei fondatori del noto supermercato Lidl.
Libro con alcune storie piacevoli, altre invece noiose. Manca un po' il filo comune, e il tema di fondo (l'ottimismo) non viene approfondito e non evolve. Alcune storie raccontano fatti interessanti, e denotano l'indole curiosa e la cultura dello scrittore. Questo però non mi sembra sufficiente per giustificare la lettura di questo libro che quindi non mi sento di consigliare se non a chi legge poco o ad un pubblico più anziano, il quale può ritrovare fatti e avvenimenti del passato.