Una giovane dottoranda bulgara cerca casa e sé stessa a Berkeley. Una traduttrice arriva a Torino per incontrare lo scrittore che sta traducendo. Uno studioso toscano dialoga di letteratura italiana con una straniera mentre un treno lo porta a Roma… Dieci racconti che tratteggiano le identità nomadi e cosmopolite di personaggi sempre in transito tra lingue, culture e territori; la mappa emotiva, linguistica e letteraria di un viaggio fisico e intellettuale tra l’Europa dell’Est, l’Italia e gli USA. Scritto in italiano da un’autrice di madrelingua bulgara che abita in un paese anglofono, il libro affronta tematiche sempre più urgenti nel mondo il multilinguismo, la traduzione del sé, l’emigrazione, l’ottica del forestiero, l’appartenenza linguistica e culturale, la nostalgia. Storia delle prime volte è anche il dialogo di Stiliana Milkova con la letteratura italiana contemporanea.
Storie fresche, intriganti, ben scritte. Incredibile pensare che questa scrittrice non è madrelingua italiana. La preferisco a Jhumpa Lahiri. Lettura molto consigliata!
Questa è stata una lettura piacevole. Non ci sono drammi, anche se nessuna storia è banale o priva di sfumature malinconiche, inquietudine. E' il fluire dell'esistenza, colto in piccoli frammenti, spesso con poche pennellate. Si percepisce che la Milkova è una donna che vive la vita con passione, curiosa, intelligente, sensibile. Leggendo queste sue storie ho pensato che mi piacerebbe molto conoscerla. Padroneggia diverse lingue perfettamente e ha viaggiato molto, con periodi più o meno lunghi in diversi posti del mondo. L'Italia e l'italiano fanno parte del suo DNA. Mi ha colpito molto il fatto che per lei lo studio di una lingua, in particolare proprio dell'italiano, sia sempre passato per i sentimenti. Le sue storie d'amore l'hanno aiutata molto in questo senso e, per motivi personali, mi sono ritrovata molto in questa affermazione. In ognuno dei dieci racconti la scrittrice, con una prosa semplice ma sorprendentemente raffinata, considerando che non è madrelingua e il libro è scritto in italiano, è riuscita a coinvolgermi e a portarmi "da un'altra parte" per un po', a dire la verità anche vicino al posto in cui lavoro... Il Circo Massimo, l'Aventino e il Giardino degli Aranci sono il mio quotidiano.