Siamo nella “spietata”Berlino negli ultimi giorni della Repubblica di Weimar, dove milioni di disoccupati vagano tra un ufficio amministrativo e l’altro per chiedere sussidi di disoccupazione, tra ricoveri pubblici e locali privati per avere un piatto caldo e un tetto per tirare avanti fino a notte, dove il problema di dove dormire va affrontato giorno per giorno. Tra la disperazione e la miseria agiscono i Fratelli di sangue, un gruppo di ragazzi che non hanno ancora compiuto i 21 anni, tutti provenienti da riformatori da cui sono scappati o usciti per decorrenza dei termini: non risultano dietro di loro famiglie, genitori o fratelli, sono abbandonati a sé stessi e vanno avanti compiendo crimini: furti di portafogli al mercato, furti di auto, furti in abitazioni. L’arte del crimine viene insegnata in riformatorio, lo scrittore Ernst Haffner –che di mestiere faceva l’assistente sociale- ben conosce la triste realtà: è nel riformatorio che la promiscuità tra veri criminali già avviati e ragazzini arrestati per piccoli reati compiuti per la prima volta, magari per disperazione, anziché rieducare i peggiori, educa i più deboli alle tecniche della “sopravvivenza” fuori dall’istituto, cominciando magari dal vendere il proprio corpo.
I Fratelli di sangue sono una banda di criminali, tra loro legati da solidarietà quasi fraterna nel sostenersi a vicenda, che vivono nel degrado e nella violenza: dalla banda due ragazzi, Ludwig e Willi, vogliono uscire perché scelgono di non voler commettere crimini contro chi è povero come loro. Solo loro due provano a fare un lavoro onesto e alla fine ci riescono. L’ho letto dopo i ragazzi di vita di Pasolini: anche i fratelli di sangue sono ragazzi di vita, abbandonati a sé stessi. La Berlino degli anni ’30 non è la Roma del dopoguerra dei libri di Pasolini: è una città allo sbando, una città gelida, disperata, affamata, in cui la vita, soprattutto per i giovani, si prospetta più nera che mai. Forse è stato proprio a causa del quadro fosco della Germania che esce dalle pagine del libro che i nazisti lo hanno bruciato nei vari roghi in cui venivano bruciate le opere ritenute contro il Reich e dello scrittore non si sono avute più notizie.
Un romanzo che è interessante leggere per il minuzioso affresco del periodo storico.