Interrogare le tecniche e le conoscenze del giardiniere significa certo modificare le prospettive e disporre il paesaggio nella forma di un quadro, ricomporre i rilievi e le aiuole, organizzare gli spazi destinati agli incontri e allo svago, ma anche semplicemente guardare, pronti a cogliere quell'imprevisto della vita che lo straordinario Gilles Clément ci ha ormai insegnato ad aspettarci. Nei suoi giardini, nei nostri e nella vita sociale che grazie al suo pensiero e al suo lavoro inizia a costruirsi.
Il giardino è quel recinto destinato a proteggere quanto abbiamo di meglio: il meglio dei frutti e degli ortaggi, il meglio della flora che ci nutre e che nella sua diversità sfruttiamo, il meglio degli alberi e dei fiori, il meglio dell'arte che li dispone in uno spazio di bellezza e preservazione. In questo consiste la millenaria arte dei giardini, che nei secoli si è dispiegata tra architettura e decorazione. Ma oggi l'arte dei giardini ha una sfida maggiore: preservare e contribuire a rilanciare la vita in tutti i suoi aspetti, valorizzando e aiutando a diffondere quella biodiversità vegetale e animale che le nostre forme di vita sempre più minacciano.
Gilles Clément is a French gardener, garden designer, botanist, entomologist and writer. He has gained attention for his design of public parks in France, such as Parc André-Citroën. In 1998, he was the recipient of France's National Landscape Prize.
He is not to be confused with the space biologist Dr. Gilles Clément.
Quizá el jardinero no sea quien hace perdurar las formas, sino quien hace perdurar el encanto. La naturaleza se reproduce estática, muerta como en un bodegón cuando la belleza se halla en el dinamismo propio de la vida. Gilles Clément, de formación como ingeniero agrícola, quien más adelante comienza a experimentar con su propio jardín a tal punto de considerarse como arquitecto paisajista, escribe sobre su vinculo y visión crítica sobre trabajar con plantas y la observación global de ellas. Este libro es un ensayo en el cual recoge nociones, acerca de la biodiversidad que han servido para asentar teorías hoy presentes en muchos de los desarrollos metropolitanos. Es realmente hermoso, admito que a ratos me perdía porque no lograba entender completamente sus planteamientos, sumado a que es la primera vez que lo leo. Por si fuera poco, también es una oda al jardín y sus movimientos.
Questo libro va letto. • Va letto perché come parla lui di paesaggio non lo fa’ nessuno. Ci sono interi passi che andrebbero scritti sui muri: altro che inutili pubblicità lungo le strade! • Va letto perché restituisce la giusta dimensione alle cose: - al pianeta, - al giardino, - all’uomo. • Va letto se si è architetti. Va letto se si è fruitori di parchi. Va letto se si ha un’aiuola sotto casa. • Va letto se si vuole vedere in modo diverso senza mettere gli occhiali. • Va letto … e poi non si è più gli stessi. • Ora dedico questa foto a chi si indigna perché molti Comuni decidono di non scalciare più i prati, gli stessi che non si indignano per la monnezza che ricopre quei prati. • Leggetelo e capirete.