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Memorie: battaglie e avventure di Giuseppe Garibaldi raccontate in prima persona

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Nel 1860 il funambolo creolo, in antico e costante conflitto con l'ambiente accademico parigino è di nuovo in una fase di ascesa. Può finalmente realizzare un antico un lungo viaggio in Grecia e in Medio Oriente. Ma sui preparativi del viaggio irrompe la interrotto nel 1859 dalle diplomazie europee il processo dell'indipendenza italiana, agli inizi del 1860 è Garibaldi a riprendere l'iniziativa, per risolvere militarmente la questione dell'Unità italiana con una spedizione contro il regno borbonico. Dumas e Garibaldi si conoscono indirettamente da più di dieci anni, dai tempi dell'assedio di Montevideo. È stato Dumas, tra i primi, a trasformare l'immagine di Garibaldi, considerato dai conservatori latinoamericani un bandito e un saccheggiatore, in quella figura di purissimo e disinteressato rivoluzionario internazionale, campione di giustizia sociale e di sobrietà personale che si affermerà con l'impresa dei Mille. Accanto all'ammirazione incondizionata per Garibaldi, entra in gioco un altro elemento, di ordine strettamente Dumas ha da sempre un conto aperto con i Borboni di Napoli, ai quali attribuisce la responsabilità di aver avvelenato suo padre, reduce dall'Egitto e catturato di sorpresa a Taranto, fu rinchiuso nelle segrete di Brindisi col generale Manscourt e lo scienziato Dolomieu. Furono tutti e tre avvelenati Dolomieu morì, Manscourt diventò pazzo, suo padre resiste e non morì che sei anni dopo di cancro allo stomaco.

Paperback

First published January 1, 1860

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About the author

Giuseppe Garibaldi

146 books9 followers
Giuseppe Garibaldi was an Italian military and political figure. In his twenties, he joined the Carbonari Italian patriot revolutionaries, and fled Italy after a failed insurrection. Garibaldi took part in the War of the Farrapos and the Uruguayan Civil War leading the Italian Legion, and afterward returned to Italy as a commander in the conflicts of the Risorgimento. He has been dubbed the "Hero of the Two Worlds" in tribute to his military expeditions in both South America and Europe. He is considered an Italian national hero.

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1 (1%)
Displaying 1 - 6 of 6 reviews
60 reviews1 follower
July 14, 2010
Autobiography of Garibaldi's struggle for Italian unification. He was a revolutionary nationalist who wanted a republic but realised that he would need the support of the monarchy in order to achieve a united nation.
He had the ability to unite ordinary people into a formidable fighting force. His popularity, motivational skills and military acumen were essential in achieving unification.
Some parts of the book can be rather dull with too much information on battles and tactics but it is an extremely modest account of a truly remarkable life.
There is little of his personal life with the book concentrating on his career after he had fought for the liberal forces in the Uruguyan civil war.
At 160 pages Garibaldi omitted many of his exploits & achievements, but it is a valuable insight into a great national hero.
Profile Image for Alex.
3 reviews1 follower
August 15, 2024
More like 3.5 stars

A solid account but for a man of his stature his writing is unremarkable and drawn-out in places, however the account is interspersed with some touching reflections that bring out his lofty idealism
Profile Image for Geert.
380 reviews
August 15, 2020
the style is too pompous for today, although it reads like a pirate novel - maybe too much so
Profile Image for Paolo Ventura.
375 reviews2 followers
December 14, 2022
mah.... leggere i tre moschettieri (forse) sarebbe stato meglio;
...il livello ("romanzesco" quasi picaresco) è quello

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«O primavera, gioventù dell’anno! o gioventù primavera della vita!», ha detto Metastasio. Io aggiungerò: come tutto diventa bello al sole della gioventù della primavera!
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L’apostolo cominciò col dimostrarmi che l’uomo, quando difende la sua patria o quando attacca un altro paese, non è che un soldato, ammirevole nella prima ipotesi, ingiusto nella seconda; ma che l’uomo il quale, facendosi cosmopolita, offre la sua spada e il suo sangue a ogni popolo che lotta contro la tirannide, è più di un soldato, è un eroe.
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Ebbene, se non si può essere poeti che a condizione di comporre l’Iliade, la Divina Commedia, le Meditazioni di Lamartine, o le Orientali di Victor Hugo, io non sono poeta; ma se per esserlo basta passare intere ore a cercare nell’acqua azzurra e profonda i misteri della vegetazione sottomarina o restare in estasi dinanzi alla baia di Rio Janeiro, di Napoli o di Costantinopoli; se basta sognare una tenerezza filiale, le rimembranze infantili o gli amori dell’adolescenza in mezzo alle fucilate o alle palle di cannone senza riflettere che il vostro sogno potrebbe finire con la testa fracassata o un braccio monco, allora io sono poeta.
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Ma la scienza della guerra, la disciplina, il coraggio, l’attacco impetuoso, tutto dovette cedere dinanzi al valore dei nostri soldati, sebbene fossero giovani e poco esperti. E questo perché Garibaldi era là, sulla sella del cavallo, con i capelli al vento, come la statua bronzea del dio delle battaglie.
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Garibaldi, dotato di una semplicità patriarcale così grande che si direbbe quasi simulata, somiglia piuttosto al capo di una tribù indiana che a un generale. Ma quando il pericolo si avvicina ed è imminente, allora è veramente ammirevole per il coraggio e il colpo d’occhio. Quello che potrebbe mancargli come scienza strategica secondo le regole dell’arte militare è sostituito da una meravigliosa forza.
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Profile Image for Filippo.
326 reviews
April 28, 2014
An interesting description of the facts, very heartfelt and full of details, but perhaps a little rhetoric. Unfortunately, the overall view of the facts and the historical context is not at all clear
Displaying 1 - 6 of 6 reviews

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