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Ex Cattedra

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Anno scolastico 1985-1986. Sullo sfondo di una scuola esilarante, descritta minuziosamente in tutti i suoi rituali, insegnanti e studenti vagano senza meta per corridoi e aule. Tutte le passioni sono sopite. Anche il dubbio ha perso ogni funzione didattica. La cattedra è un'ex cattedra. A tratti, in questo ambiente rigorosamente chiuso, giunge l'eco degli eventi del mondo. Allora si accendono vecchie e nuove passioni. Ma è un fuoco di paglia. Insegnanti e studenti tornano presto ad essere figure impassibili e insieme compassionevoli, come quegli attori tristissimi pagati per prendere torte in faccia. "Ex cattedra" diverte, ma al modo di quegli attori: mettendo in scena una tragedia che, varcato il limite del tragico, volge al comico. Nato come resoconto settimanale delle condizioni di lavoro nella scuola media superiore (ogni domenica sulle pagine di "il manifesto"), questo testo trasforma il reportage su una istituzione ai margini estremi della crisi in una narrazione che corre sul filo della risata.

In copertina: disegno di Sergio Staino

131 pages, Paperback

First published January 1, 1987

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About the author

Domenico Starnone

43 books788 followers
Domenico Starnone (Saviano, 1943) è uno scrittore, sceneggiatore e giornalista italiano.

Ha collaborato e collabora a numerosi giornali (l'Unità, Il manifesto per cui è stato redattore delle pagine culturali) e riviste di satira (Cuore, Tango, Boxer), con temi generalmente improntati alla sua attività di insegnante di liceo.

Ha scritto con costanza su Linus, negli anni '70-'80.

Ha lavorato anche come sceneggiatore; film come La scuola di Daniele Luchetti, Denti di Gabriele Salvatores e Auguri professore di Riccardo Milani sono ispirati a suoi libri.

Il suo libro maggiormente apprezzato, Via Gemito, ha vinto il Premio Strega nel 2001.

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Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for fdifrantumaglia.
208 reviews49 followers
October 13, 2023
Ognuno di noi avrebbe voluto un insegnante di italiano come Domenico Starnone. Ogni insegnante di italiano dovrebbe leggere gli scritti sulla scuola di Domenico Starnone.
Profile Image for Sofia Fresia.
1,244 reviews26 followers
May 31, 2016
Sono contenta di aver seguito il consiglio di una mia amica ex insegnante, perché altrimenti è probabile che non avrei mai preso tra le mani questo libro. Per chi è del mestiere - o ha la memoria fresca riguardo i propri anni di scuola - è senza dubbio un piccolo tesoro capace di far riflettere e sbellicare dalle risate al tempo stesso. Purtroppo - trattandosi del resoconto dell'anno scolastico 1985-1986 - ci sono riferimenti costanti a fatti, situazioni e oggetti oggi dimenticati o desueti, e che io per ovvie ragioni d'età non posso ricordare (avrei dovuto studiare a scuola MA...). Questo ha tolto un po' della complicità che si sarebbe instaurata tra me e Starnone narratore se avessi vissuto in prima persona quegli anni; comunque la prosa è davvero notevole e dopo aver provato questo piccolo assaggio della produzione dell'autore penso che mi butterò su qualcosa di un po' più impegnativo e recente come "Lacci" che mi intriga da quando è uscito ma che non ho mai acquistato. I toni di Ex cattedra sono ironici e sarcastici, quasi irriverenti in certi punti. I numerosi personaggi sono difficili da riconoscere e inquadrare all'inizio, perché si tratta di professori e alunni caratterizzati ognuno da stramberie più o meno estremizzate. Infatti quasi tutti loro assumono una valenza caricaturale che è esasperata dalle illustrazioni che fanno da separe' tra i capitoli e che mi hanno scatenato in certi punti risate incontrollabili. Adatto per passare un pomeriggio divertito.
Profile Image for Damiana.
384 reviews
March 24, 2014
Ex cattedra, ovvero la rilettura tragicomica di un anno scolastico (il 1985/86), che però rispecchia la realtà scolastica dei giorni nostri. Le dinamiche sono le stesse, identiche, ora come allora, le ho riconosciute tranquillamente durante la lettura, nonostante sia uscita diplomata dalla scuola superiore esattamente 10 anni fa. Il riferimento ai partiti della prima repubblica e ai sindacati forse poteva essere meno marcato, ma essendo la raccolta di articoli usciti per il manifesto, e visto anche il periodo trattato dal libro, è quasi ovvio che ci sia...
L'ultima segnalazione che faccio è che questo libro, insieme a Fuori registro e Sottobanco, scritti sempre da Domenico Starnone, hanno ispirato il soggetto della fiction Rai Fuoriclasse, di cui oggi andrà in onda l'ultima puntata della seconda stagione. In attesa di una terza serie (già in fase di scrittura, a quanto ne so), dico questo: il "collega Vivaldi" non ce lo vedo proprio con la "collega Taddeo"... ;)
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
223 reviews47 followers
May 13, 2019
In questo libro, se non ho frainteso, sono raccolti tutti (o quasi) i testi di ispirazione scolastica di Starnone. Vorrei poter dire che non mi sono piaciuti per il cinismo e l'amarezza, ma so benissimo che non è nient'altro che la pura verità, quella che qui viene raccontata o sotto forma di diario o tramite un personaggio di finzione, la professoressa Passamaglia, comica e per me terribilmente tragica, nel suo destino connaturato di commedia.
Credo che di libri sulla scuola, in Italia, ne siano stati scritti tantissimi, e intendo, in particolare, libri di insegnanti più o meno distrutti dal loro lavoro, più o meno insoddisfatti, esasperati, consumati come un gessetto che non si può più afferrare tra due dita.
Questo, forse, è tra i più completi che io abbia letto finora nel fare una cronaca e nel rappresentare le ubbie e i contorcimenti del pensiero di quelle bizzarre creature che sono i professori della scuola pubblica italiana.
Profile Image for Lisa.
7 reviews15 followers
May 11, 2021
"Subito causò grave scandalo. Disse ai ragazzi: i figli dei professionisti e dei bottegai, tutti nei banchi di destra, a leggere cantami o diva del pelide Achille l'ira funesta; i figli dei contadini tutti a sinistra, a leggere con me Stato e rivoluzione. E si beccò così la sua prima lettera di richiamo".


Desidero un Vivaldi nella mia vita
Profile Image for Svalbard.
1,141 reviews65 followers
November 16, 2020
Libro che avevo letto tanti anni fa alla sua prima uscita, comprato da mia madre, insegnante; poi, come tante altre cose, sue ma soprattutto mie, in data e luogo imprecisati prese la strada della spazzatura e non lo rividi più. Trovato su una bancarella, in questa nuova (si fa per dire) edizione Feltrinelli, e comprato per un euro.

Rileggerlo sulla distanza, la prima cosa che fa capire è quanto tempo sia passato dal 1985, anno in cui era stato ambientato e in cui ebbe luogo un fatuo movimento studentesco, quello appunto dei “ragazzi dell’85”, poco più che una invenzione giornalistica. Abbiamo infatti una scuola molto politicizzata, ma solo nella volontà e nelle aspettative degli insegnanti, figli del ‘68 e del ‘77; il riflusso c’era già stato, per gli studenti la scuola non era più un agone politico ma sostanzialmente un luogo dove far passare alla meno peggio gli anni della propria adolescenza; i più svegli non pensavano più alla rivoluzione ma al mondo che li aspettava e in cui dovevano e volevano inserirsi. E sono abbastanza patetici questi insegnanti che da un lato spiano nascostamente i propri allievi sperando e auspicando una presa di coscienza, proponendo ricerche sperimentali e argomenti interdisciplinari, suscitando il più delle volte reazioni tipo “quante storie professore, speghi quello che c’è scritto sul libro e non perdiamo tempo”, dall’altro quegli stessi insegnanti si dimostrano ferocemente impermeabili a qualsiasi oggetto culturale che non sia riconducibile alle categorie del pensiero marxista, col sospetto che ogni forma di cultura non istituzionale non sia altro che mercificazione. L’ironia della sorte sta in personaggi come l’allievo Segarelli, il quale, comprese le aspettative del suo professor Starnone, gli restituisce pappagallescamente tutto quello che pensa lui voglia sentirsi dire, senza nessuna riflessione e nessun pensiero critico. La classe insegnante riserva comunque un’insuperabile galleria di personaggetti: il collega seduttore e donnaiolo; l’anziano tradizionalista il cui lavoro, afferma, è insegnare quello che c’è scritto sui libri, non fare pedagogia e tutte quelle cose strane, e ripete in continuazione il mantra “c’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare”, con buona pace di Don Milani; la bella collega intelligente e seducente; il preside reazionario e ignorante come una capra; i modernizzatori per i quali la scuola deve essere un’azienda (siamo nel pieno dell’infame stagione craxiana); il personale non docente, unica categoria professionale che viene definita per quello che non fa, eccetera… Il tutto illustrato con i disegni di Staino che restituiscono con realismo spietato, senza bisogno di nemmeno una parola, la frustrazione e la demotivazione degli insegnanti e la stupidità degli allievi.

In ogni caso, mi sarebbe piaciuto che Starnone si fosse limitato a questo. Invece i racconti scolastici successivi, quelli di “Fuori registro” che ai tempi avevo anche letto (anch’esso comprato da mia madre; anch’esso mai più ritrovato), già scivolano su una china malinconica e pessimista (non che questi non lo fossero, ma almeno l’umorismo compensava). Non parliamo dei veri e propri romanzi che il putativo marito della Ferrante ha poi scritto negli anni a venire, tipo l’Aristide Gambia e affini. Bella letteratura, non si discute, ma quando, ai tempi, lessi questo libro, mi sarei immaginato che la direzione sarebbe stata tutt’altra.

Per finire, mi ha divertito leggere che una delle professoresse della pleiade scolastica raccontata da Starnone si chiamava Vitiello. Mi sono ricordato che la mia prof di lettere della scuola media si chiamava proprio così; napoletana, bionda, occhi azzurri, capelli biondi e lunghi, occhiali, una certa qual eleganza, tutte cose che compensavano una cospicua incapacità professionale; pensandola retrospettivamente devo dire che era proprio una bella gnocca, e, sia pure in modo del tutto casuale (dubito fortemente si tratti della stessa persona), corrisponde parecchio al ritratto che ne fa Starnone. Peccato che a causa della mia giovane età dell’epoca la cosa per me non rivestisse nessun significato particolare.
Profile Image for Anna.
135 reviews13 followers
February 23, 2020
Poco scorrevole per la prima metà, si riprende ampiamente poi, facendoci affezionare alle vicende degli altri insegnanti e degli studenti, di cui impariamo pure a memoria le mini simpatiche ed affettuose presentazioni che gli riserva ad ogni menzione.

Essendo anch'io ora docente, è impressionante notare che le stesse lamentele nei confronti del sistema scolastico, le stesse critiche agli studenti e persino lo stesso atteggiamento degli alunni del 1985, siano uguali a quelli che constatiamo e di cui parliamo ora tra colleghi.
Questo fa riflettere che magari in realtà le nuove generazioni non sono poi tanto diverse l'una dall'altra.

Quello che trovo più divertente e consolante è vedere leggendo questo libro, che lo stesso sardonico menefreghismo che talvolta prende anche a me e che mi fa sentire una cattiva maestra, è cosa comune e quotidiana a tutti gli insegnanti, che lo si voglia ammettere o meno 😂
Profile Image for Demis Biscaro.
323 reviews1 follower
October 29, 2023
Il primo libro che ho letto di Domenico Starnone. Al di là del tema scolastico che mi interessava a prescindere, mi ha affascinato subito il suo tono tra il malinconico e il trasognato, un misto di rimpianto, rimorso e speranze nutrite piú dal desiderio che qualcosa possa cambiare che da effettivi riscontri. E la conferma che gli insegnanti sono alunni rimasti incastrati in un mondo completamente slegato dalla realtà.

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Profile Image for Tamburino.
135 reviews
February 21, 2023
È una raccolta di articoli e forse sarebbe stato meglio se fosse rimasta tale. Un pezzo alla settimana sarebbe stata una lettura piacevole, leggerli tutti di seguito non è la stessa cosa; Starnone è un grande scrittore e ci sono dei passaggi molto belli, purtroppo annacquati in un mare di altre riflessioni non altrettanto coinvolgenti. Gli aneddoti davvero interessanti sono pochi, soprattutto alla luce del tempo che è passato dalla sua pubblicazione.
Profile Image for Andrea.
1,137 reviews54 followers
October 10, 2018
Dall'esperienza personale dell'autore una carrellata di situazioni scolastiche, tra squallore e spiritosaggini. Visto che quest'ultime non fanno tanto ridere la lettura, senza aggiungere nulla a quanto la maggior parte di noi preferisce non ricordare dell'esperienza scolastica, è un po' noiosa. Starnone ti perdono volentieri, perché 13 anni dopo hai scritto "Via Gemito".
Profile Image for Pontmaxx.
96 reviews
October 23, 2025
Godibilissimo diario che attraversa un anno scolastico negli anni ottanta. L’ho letto nei novante e l’ho riletto ora e le dinamiche della scuola sempre quelle sono. Nostalgia e risate. Starnone magistrale nel non prendersi mai troppo sul serio, nella sottile ironia con cui racconta la vita.
Profile Image for Fedeffi.
34 reviews1 follower
November 12, 2022
Simpatico ma un po’ invecchiato rispetto a quello che è la scuola oggi (e quella che ho vissuto io, negli anni 2000)
Profile Image for Chiara F..
594 reviews47 followers
March 26, 2023
Malinconia dei giorni di scuola? Nostalgia degli anni ‘80? Questo romanzo di memorie da professore fa per voi. Sarcastico e ironico, cinico al punto giusto!
Profile Image for Valentina Castagna.
67 reviews
March 8, 2025
A tratti simpatico, a tratti noioso. Ma pur sempre un libro che parla di scuola per ciò non può essermi che caro.
Profile Image for Laura Bedogni.
44 reviews
2023
May 27, 2025
Cronaca dell’anno scolastico 1985-86 registrata da un personaggio autobiografico che con amara ironia racconta i dubbi di un docente sfiduciato dal non riuscire ad appassionare i suoi studenti.
Profile Image for Enrico Giammarco.
54 reviews2 followers
October 7, 2022
Un classico della narrativa scolastica, che ha influenzato la percezione del mondo dell'istruzione negli ultimi trent'anni.
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

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