Riku Onda (Japanese name: 恩田 陸), born in 1964, is the professional name of Nanae Kumagai. She has been writing fiction since 1991 and has won the Yoshikawa Eiji Prize for New Writers, the Japan Booksellers' Award, the Mystery Writers of Japan Award for Best Novel for The Aosawa Murders, the Yamamoto Shūgorō Prize, and the Naoki Prize. Her work has been adapted for film and television. The Aosawa Murders was her first crime novel and the first time she was translated into English. It was selected by The New York Times as a Notable Book of 2020.
Il libro del mistero nella casa dell'usignolo, si presenta come un thriller psicologico dalle tinte noir ambientato in Giappone, che mescola il fascino del mistero con dinamiche umane complesse, a causa dei vari personaggi che incontreremo nell'arco narrativo. La storia si sviluppa attorno a cinque donne che si riuniscono ogni anno per ricordare una scrittrice defunta, loro mentore, morta in circostanze sospette. L’arrivo di un mazzo di fiori con un messaggio enigmatico porta a galla segreti e tensioni, trasformando un memoriale in un gioco di confessioni. Fin da subito, infatti, possiamo notare che c'è una dinamica abbastanza forte, durante la quale le varie autrici cominciano a fare mente locale di quanto avvenuto quella sera, ritrovandosi a muovere accuse e ricordare dettagli, che fino ad un momento prima, erano stati ritenuti insignificanti, visto che la vittima è stata ritenuta vittima di suicidio fin dal primo istante. Tokiko è la figura centrale. Era una scrittrice geniale, mentore e amica delle protagoniste. La sua morte, ufficialmente un suicidio con veleno, rimane avvolta nel mistero. La sua personalità complessa e la sua influenza sugli altri emergono attraverso i racconti, in particolar modo di Eriko, Naomi e Tsukasa. Ognuna delle scrittrici sembra legata a lei in qualche modo o tramite un mero contesto lavorativo o addirittura tramite una vera e propria parentela, tanto che, come si scoprirà più in là, c'è la possibilità che una delle ragazze possa ereditare il titolo di ciò che era la sua figura da scrittrice famosa quando era ancora in vita. Una serie di scoperte importanti porteranno alla risoluzione del mistero che avvolge la sua morte, ma chi di loro è l'artefice di tutto? Parto col dire che ho trovato grosse difficoltà ad ingranare con questo libro, questo perché non riuscivo minimamente a trovare un punto di incontro con l'inizio della narrazione, perché era come se non riuscissi a stare al passo. Questa sensazione è scomparsa a metà libro, quando le cose sono diventate molto più movimentate arrivando al fulcro della questione. Mi aspettavo qualcosina di più onestamente, perché man mano che andavo avanti, il finale risultava prevedibile ancor prima che i colpi di scena venissero a galla animando un po' la situazione. Le interazioni dei personaggi, spesso sono fini a loro stesse, mancando di una vera e propria profondità tale, che potesse farmi comprendere effettivamente a cosa potessero servire alcune informazioni siccome sembrano un po' lasciate a metà... Nonostante il ritmo lento del romanzo, la scrittura di Riku Onda è molto fluida e il libro può essere letto in modo rapido senza troppi intoppi. La storia in sé è molto carina, ma consiglio di non avere grandi aspettative sul colpo di scena finale della vostra vita, perché non lo troverete. Prendetelo come un semplice romanzo thriller per poter passare il tempo leggendolo se amate questo genere.
" Affinché non dimentichiate il vostro delitto, invio questi fiori per ricordare la defunta"
Tre stelle e mezzo La famosa scrittrice Tokiko Shigematsu è morta suicida ormai da quattro anni, e ogni anno le sue amiche Eriko, Shizuko, Tsukasa, Naomi e l'editor Eiko, tutte legate in un modo o nell'altro al mondo della scrittura, si ritrovano nella sua dimora, la Casa dell'usignolo, per commemorarla. Ma quest'anno c'è qualcosa di diverso: le chiacchiere allegre e spensierate lasciano presto il posto a segreti, cospirazioni e teorie su cosa sia realmente successo a Tokiko: davvero si è uccisa? O è stata avvelenata da una delle donne che oggi sono riunite a ricordarla? Mistero nella casa dell'usignolo è un thriller psicologico che, nonostante la sua brevità, mi ha messo abbastanza alla prova, soprattutto per la difficoltà di ricordare nomi, ruoli e parentele delle cinque donne protagoniste. La scrittura è comunque coinvolgente e, nonostante l'azione si svolga praticamente tutta all'interno della casa nell'arco di tre giorni e ciò che succede siano praticamente solo elucubrazioni, il lettore è invogliato a continuare per vedere dove andrà a parare la storia. Interessante per un lettore occidentale notare le abitudini, gli stili di vita e la cucina di un gruppo di donne giapponesi moderne. Il finale mi ha lasciata un po' tiepida, l'ho trovato un po' macchinoso e forzato, ma nell'insieme il libro non mi è dispiaciuto, l'ho trovato ben scritto e coinvolgente. I personaggi sono ben caratterizzati e, dopo un iniziale momento di spiazzamento, non è stato difficile comprendere il ruolo di ciascun personaggio. Un romanzo interessante soprattutto per l'ambientazione e per qualche riflessione sul mondo dell'editoria.
“Mistero nella casa dell’usignolo” è un thriller psicologico scritto da un’autrice giapponese. Ho scelto di leggere questo romanzo sia per la copertina, che per me è stupenda, che per la trama che mi sembrava davvero interessante. Purtroppo nonostante l’elevato potenziale che poteva avere la storia narrata sono rimasta davvero male per questa lettura. La vicenda è interessante e coinvolgente ma il modo in cui é scritta confonde abbastanza il lettore, anche perché spesso vi sono inseriti degli eventi non importanti per la storia stessa ma che portano il lettore a distrarsi. Per me è stato un romanzo abbastanza lento e una storia molto piatta, non so se è soltanto perché non amo i thriller psicologici. Mi é piaciuto anche il modo in cui l’autrice esamina la psicologia di tutte e ci svela le loro emozioni più intime e nascoste. Ho amato però, le descrizioni dei luoghi e anche della casa stessa, una tipica casa giapponese, perché mi ha veramente fatto fare un viaggio in Giappone (paese che sogno di vedere da secoli). Tutta la vicenda si svolge in pochissimi giorni, anche se sono passati anni dalla morte dell’autrice, e le donne si vedono in qualche modo costrette a riesaminare il rapporto con la loro amica. Trovo che lo stile della scrittrice sia veramente originale e voglio provare a leggere un altro suo romanzo per cercare di capire se mi piace. Devo ammettere però che il finale mi ha davvero stupito, infatti avevo fatto varie ipotesi ma alla fine ho scoperto che erano tutte sbagliate, anche se avevo intuito qualcosina. Bellissima anche l'atmosfera di suspense e mistero che é presente fin dalle prime pagine e che ci portiamo fino alla fine del romanzo. Alla fine posso dire che è stata comunque una lettura interessante, soprattutto per gli amanti del genere.
Riku Onda si riconferma un'autrice imprevedibile. Dopo aver letto il suo libro "Il mistero della stanza blu", sono rimasto affascinato dalla penna di quest'autrice nipponica, la sua capacità di dire cose con poche parole oppure di nascondere molto confondendo le idee dei lettori fino alle ultime pagine delle sue opere e Mistero nella casa dell'usignolo non è da meno.
Nella casa della scrittrice Tokiko si radunano cinque donne, Naomi, Tsukasa, Eriko, Eiko e Shizuko. Tutte e cinque sono legate alla defunta Tokiko da rapporti o di lavoro o di sangue, e a quattro anni dalla sua scomparsa, uno strano mazzo di fiori fa serpeggiare tra le invitate il dubbio che la morte dell'amata autrice non sia stato un suicidio come so è sempre pensato. Segreti, tradimenti e congetture sono gli elementi di questo mystery che scombina le carte in tavola fino all'ultima pagina, lasciando il lettore col fiato sospeso fino alla fine.
Se amate i gialli giapponesi questo è il libro per voi, è imprevedibile come piace a me, non si sa mai cosa succederà e scorre che è una meraviglia, tra discussioni sulla letteratura e sul mondo editoriale e i rapporti umani. Un libro tradotto molto bene e con una splendida copertina, non ne rimarrete delusi.
Consigliato a chi ama i gialli diversi dal solito, ma non a chi non è avvezzo allo stile che ha questo genere in Giappone.
Inquietudine. Questa è la sensazione prevalente che ho provato durante la lettura di “Mistero nella casa dell’usignolo” di Riku Onda, pubblicato in Italia da Newton Compton con la traduzione di Francesco Vitucci.
La trama si sviluppa in poco più di 48 ore, dal mercoledì prima di pranzo al venerdì pomeriggio, in occasione del consueto appuntamento annuale di cinque donne, che si ritrovano alla Casa dell’Usignolo per commemorare Shigematsu Tokiko, una scrittrice geniale e di grande successo, suicidatasi quattro anni prima per avvelenamento. Eiko era l’editor di Tokiko ed è lei che ospita le altre donne presso la casa in cui viveva la scrittrice. Le altre protagoniste sono Eriko, Naomi e Tsukasa, a loro volta scrittrici, e Shizuko, una manager, sorella di Tokiko.
Un corriere consegna loro un mazzo di gigli accompagnato da un biglietto che contiene un messaggio inquietante e un’accusa potente: “Affinché non dimentichiate il vostro delitto, invio questi fiori per ricordare la defunta”. Si tratta di uno scherzo crudele? O fra loro si nasconde davvero un’assassina? E come faceva il mittente a sapere che quei fiori sarebbero entrati alla perfezione in un particolare vaso presente nell’abitazione?
Il romanzo è un vero rompicapo e la rivelazione conclusiva spiazza del tutto le ipotesi costruite del lettore. Personalmente, dopo le iniziali difficoltà con i nomi, ho apprezzato la descrizione accurata degli ambienti e delle abitudini, che mi ha trasportato in Giappone, e l’analisi psicologica delle protagoniste, oltre al senso di inquietudine e di mistero che l’autrice è riuscita a mantenere fino alle ultime pagine.
Una storia che si svolge nell’arco di tre giorni in cui cinque donne per tradizione si ritrovano in una casa per ricordare la loro amica scrittrice morta quattro anni prima. Purtroppo avevo aspettative più alte su questo libro, i giapponesi raramente mi deludono ma in queste pagine non sono riuscita a trovare nessun elemento che mi tenesse incollata alla storia. Troppi personaggi che dialogano tra loro che si fatica a capire chi dice cosa ma poca caratterizzazione; atmosfera invernale evocativa ma niente di veramente nipponico. Il mistero poi fatica a infittirsi tanto che il finale è piuttosto scontato, sfugge anche il tema centrale della storia che non si sa se vuole essere la risoluzione di un suicidio/omicidio o la scrittura. Non riesco a dare più di una stella.
Non so 2 stelle solo perché alla fine scorre bene, anche se mettere EIKO ED ERIKO come nomi è tutto tranne una scelta corretta. Onestamente ho letto davvero di meglio ma sopratutto devo dire che la cosa peggiore è il fatto che le protagoniste si confondono l’una con l’altra. Colpo di scena finale, sì inaspettato ma pure un “si ok, che pagliacciata”. Cioè c’è del macabro, molto nel colpo finale, però tutto sto bordello per nulla
No, non promosso, consigliato solo se non si sa cos’altro leggere
Cinque donne si ritrovano ogni anno per ricordare la loro amica e mentore che si è tolta la vita qualche anno prima. Un messaggio misterioso però insinua il dubbio che possa essersi trattato di un omicidio e improvvisamente ognuna di loro diventa una possibile colpevole. Il romanzo è lento ed elegante, meticoloso nella descrizione dei personaggi ed il finale non è scontato.
Chi ha ucciso Tokiko? Cinque amiche che la conoscevano si ritrovano ogni anno nel luogo della sua morte per concordarla ma questa volta qualcuno insinua che non si è trattato di un suicidio e che la responsabile si trova fra di loro. Un'avvincente storia che incolla il lettore alle pagine dall'inizio alla fine!
Recensione a cura di Alessia Copia ARC digitale fornita dalla casa editrice La recensione completa è disponibile sul blog:https://www.opinionilibrose.it/2024/1...
“La Casa dell’Usignolo” è un thriller psicologico che ha per protagoniste cinque donne che ogni anno si ritrovano per celebrare la scomparsa di Tokiko Shigematsu, un’autrice bestseller che si è tolta la vita con del veleno proprio in quell’abitazione e proprio nel momento in cui le cinque amiche erano presenti.
Ognuna di loro sa qualcosa in più delle altre e ognuna cerca di “insabbiare” quanto realmente accaduto. Complice un mazzo di fiori e un biglietto con un messaggio a dir poco inquietante, le cinque amiche, si troveranno a dover rivivere ancora una volta il tragico evento.
Riuscirà la verità a trionfare o la morte di Tokiko rimarrà per tutti un mistero?
Ho scelto di leggere questo romanzo incuriosita dalla trama e devo dire sono rimasta un po’ con l’amaro in bocca.
La storia è appassionante, coinvolge e “sconvolge” un po’ il lettore a causa di descrizioni di eventi che distolgono l’attenzione da quello principale.
Le protagoniste sono ben delineate ma anche in questo caso ho riscontrato dei problemi, il primo è sicuramente la somiglianza dei nomi di Eiko e Eriko, ho dovuto prendere appunti per chi è l’editor e chi l’aspirante scrittrice. Altra nota stonata sono i gradi di parentela delle aspiranti scrittrici con la defunta.
I diversi flashback che riportano alla vita di Tokiko aiutano molto nella lettura ma lasciano il lettore con diversi dubbi che pian piano vengono svelati dai pensieri (e non dai dialoghi) delle partecipanti all’incontro.
La lettura di “La Casa dell’Usignolo” è stata comunque molto interessante per chi ama i thriller psicologici.
Un titolo e una trama intriganti che mi hanno colpito subito aiutati da una bella copertina; purtroppo a mio avviso i pregi finiscono qui, le protagoniste sono caratterialmente insignificanti a tratti antipatiche. Confusionario e senza mordente. Non mi è piaciuto particolarmente.
Aaaages ago I was browsing tapes at the video store and this movie sounded interesting. I saw it was based on a book and thought I'd rather read the book than watch the movie, so I bought the book and then years and years passed and I never read it. Well, the other day I wanted a small book I could stick in my pocket while I was out running errands, and Japanese books are great for that, so I grabbed it off the shelf. I can't believe I took so long to get around to reading it, because it was really good! It was a bit of a slow starter, but I got really sucked in after a while and found it very hard to put down.
It's really not a traditional mystery at all, but there's a lot of intrigue and reveals, which I always like. Also, wow, this book passes the Bechdel Test like nobody's business. A lot of books about women still focus on them talking about guys all the time, but out of almost 250 pages I think there were maybe five pages tops that were about men. There was one convo about a male relative and one about a guy one of the women had been set up with (which was a hilarious convo, because she was talking about how she hates guys who think they're so feminist and awesome and say they split the housework with their wives when all they do is empty the trash occasionally and cook once in a while).
Anyway, I really enjoyed this and will definitely be looking for more books by her. She's written a ton and I'm sad to see that not a single one has been translated into English.