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Avere tutto

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I gabbiani a Rimini non urlano mai. In nessuna stagione dell’anno, neanche quando Sandro torna a casa dopo aver vissuto a Milano, e trova suo padre con la testa sempre più dura. Neanche quando passano i mesi e si accorge di essere rimasto lì con lui per affrontare la loro partita più grande, facendo un vecchio gioco: dove vorresti essere con un milione di euro in più e parecchi anni in meno? Da giovane Nando Pagliarani aveva il torace da nuotatore e un destino interrotto. Ha lavorato sui bus turistici, fatto il ferroviere, posseduto il bar America, ma l’unica voce che dovrebbe esserci sul suo documento d’identità è: ballerino. Perché lui e sua moglie hanno ballato come diavoli, in tutte le competizioni della riviera romagnola. Ballavano per vincere. Anche a Sandro piace vincere, è una malattia di famiglia. Ma la sua danza è pericolosa. Le prime volte al tavolo da gioco era lui il tizio da spennare, poi è diventato lo sbarbato da tenere d’occhio. Quel che è certo è che prima aveva un lavoro stabile e programmava con Giulia un futuro. E adesso? Cos’è rimasto a Sandro, che voleva avere tutto? Cosa rimane a ciascuno di noi, ogni volta che sfidiamo la fortuna? Marco Missiroli firma il suo romanzo più potente e maturo, raccontando la febbre di un giovane uomo pieno di slanci e difetti, di una città di provincia che vive alla grande solo una stagione all’anno, di una famiglia arsa dall’amore e dalla smania.

5 pages, Audible Audio

First published September 27, 2022

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About the author

Marco Missiroli

27 books182 followers
Vive a Rimini fino alla maturità scientifica, trasferendosi successivamente a Bologna per iscriversi al corso in Scienze della comunicazione dell'Alma Mater Studiorum. Nel 2002, segue i corsi della Scuola Holden a Cesena esperienza conclusa non in modo positivo. Si laurea nel 2005 con la tesi L'oggetto culturale nell'industria italiana. Il caso del Signor M. ovvero i criteri di pubblicazione di un libro.
Il suo romanzo d'esordio, Senza coda (Fanucci, 2005), ha ricevuto nel 2006 il Premio Campiello Opera prima; si tratta di un'opera che racconta "di un'infanzia che si misura angosciosamente con il mondo adulto, con le sue sopraffazioni e violenze, varcando la linea d'ombra che conduce ad una pensosa maturità".
Il 22 marzo 2007 pubblica con Guanda il romanzo Il buio addosso (premio Insula romana 2008).
Il 12 febbraio 2009 viene messo in commercio il terzo romanzo, Bianco (Guanda), che vince la XXVIII edizione del Premio Comisso, il Premio Tondelli 2009 e il premio della critica Ninfa-Camarina 2010.
Il 23 febbraio 2012 viene pubblicato il romanzo Il senso dell'elefante (Guanda), che vince il Premio Campiello Giuria dei Letterati 2012, il premio Vigevano - Lucio Mastrolonardi, il premio Bergamo. È tradotto in Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti, UK, Canada, Svezia.
Nel febbraio 2015 esce per Feltrinelli il romanzo Atti osceni in luogo privato.
Vive a Milano, dove lavora come caporedattore di una rivista di psicologia. Scrive per la cultura del Corriere della Sera.

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592 (31%)
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759 (40%)
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280 (14%)
1 star
44 (2%)
Displaying 1 - 30 of 174 reviews
Profile Image for Laura Gotti.
594 reviews610 followers
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October 6, 2022
Missiroli questa volta, a parere mio, non si può giudicare.

Ti è piaciuto il libro? Sì. Ha scritto un buon libro? Boh. Missiroli scrive bene? Sì. Ci pensi ancora dopo una settimana? Sì. È un libro imperdibile? No.

Con calma. Missiroli, spesso, mi uccide e con questo libro non ha fatto differenza. Ha raccontato della morte di un genitore in maniera così precisa, così puntuale, con quel suo saper raccontare per immagini che chiunque ci sia passato non può non sentirsi annichilito. Lo fa scrivendo bene, con uno stile vivace, dicevo, basato molto sull'immagine e che, un paragrafo alla volta -spesso brevissimi -, salta da una vita all'altra. Da quella accanto a suo padre morente, uomo sperduto nei luoghi dell'infanzia a quella della sua vita precedente, pubblicitario, milanese, ludopatico. E qui, nella mia testa, si è inceppato il meccanismo. Perché le due storie fanno fatica a convivere, tanto è emozionante una, faticosa e complessa da raccontare, quanto è freddina l'altra, quasi a voler bilanciare le emozioni così forti appena raccontata. Quello che ne esce è un mondo un po' spaccato che, forse, è l'esatto intento dello scrittore: raccontare quanto un uomo può essere diviso tra due vite e cosa è disposto a perdere.

Io l'ho letto d'un fiato e sono contenta di averlo letto. Mi piace la capacità di Missiroli di colpire dritto al cuore con parole semplici e immagini vivide, di far leva sulle emozioni. Però non mi ha convinto del tutto, il poker mi ha annoiato e spesso è sfuggito alla mia comprensione.

Ho aperto un Chianti, poco romagnolo ma semplice ed emozionante.
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
January 7, 2023
La densità del mondo

Sono al terzo Missiroli: avevo fatto da scudo per i suoi Atti Osceni, mi aveva perplesso la sua Fedeltà ed esco con scarsa convinzione da Avere tutto. Innanzi tutto la scelta narrativa di intervallare episodi presenti e passati spaziando i paragrafi, miscelando il flusso a proprio piacimento. La materia è scottante, la malattia del padre, la morte della madre; si vive senza pensarci finché non capitano fra capo e collo come ernie cervicali e più gli anni passano, maggiore è la possibilità che si presentino. Missiroli alterna il dolore alla ludopatia che a differenza di ciò che immaginavo è quella del protagonista e non di suo padre.
I tavoli da gioco privati e le balere, il lungomare e la città vecchia, Missiroli da Milano si è spostato a Rimini dove è nato e cresciuto. Rimini gli vien parecchio bene, ne parla con la confidenza che si riserva a chi si ama e ci ricambia. C’è moltissimo cibo in questo libro, cibo che viene preparato, condiviso, consumato, mitizzato in modo spudorato, sembra quasi controbilanciare il pudore nei confronti dei sentimenti. La lishatura del testo è spietata, ma trattandosi di un romanzo e non di un racconto, ne fanno le spese le giunture, i cardini che dovrebbero consentire di voltare agevolmente le pagine.
La mamma defunta per i due terzi del romanzo è “LEI” il pronome sembra quasi anaffettivo, quando diventerà Caterina, sarà il padre a diventare “LUI”. È la morte che trasforma i genitori in pronomi, lei e lui possono essere solo coloro che lo amarono più di ogni cosa.
La narrazione è discutibile, i sentimenti che contiene, no.
Sulla ludopatia che ho difficoltà a capire, ho trovato questa illuminante motivazione:
…a sette anni dal primo tavolo, avevo sentito che cos’era: non l’ebbrezza; non l’abuso di adrenalina; non il segreto o le mani sulla possibile fortuna; non la compensazione o l’affondo del rischio, non lo sconfinare e il sangue scosso. Uscendo dalla piazzetta mi era stata finalmente chiara la parola di un tizio, mesi prima a Novara, al termine di una mano furibonda: Densi stasera, eh. Densi stasera. La concentrazione di piú vita possibile nel tempo minore possibile. La densità.

==========
COLONNA SONORA:
Ci muoviamo insieme, cauti, e lui si gira intorno finché non gli do la busta con i dischi che lui gli ha lasciato. Li spulcia, Guccini piú una decina, sceglie con cura e ne tira fuori uno. – Mettilo su. È Jimmy Fontana. Vado al giradischi e lo metto anche se qui Il mondo suonava sempre di domenica mattina.
https://www.youtube.com/watch?v=HFyCf...
Profile Image for Giulia Papalia.
343 reviews51 followers
October 4, 2022
Se parlare di un libro di Missiroli mi sembra sempre difficile, farlo di questo mi risulta impossibile. L’impressione è stata - come al solito, quella di mettere le mani in un terreno così tanto “conosciuto”, condivisibile (come le pubblicità di Sandro) e quasi prevedibile, e trovarmele piene di una sostanza oscura che so che fa parte di me ma è troppo densa e accecante per essere guardata direttamente.
La verità è che io questo libro non avrei voluto leggerlo, con il suo raccontare il brutale decadimento dell’essere umano di fronte ai suoi vizi e alle sue debolezze. Non volevo pensare a quanto da adulti scaviamo per ritrovare qualcosa di simile alla serenità. Non volevo pensare alla me del futuro che troverà un ricordo in ogni gesto e che inevitabilmente questo si trasformerà in una catena di malinconie. Non volevo realizzare che sono anche io alla ricerca del tutto e che la sua impossibilità mi rende insoddisfatta. Non volevo accorgermi - giusto ora, che il mio milione di euro vorrei spenderlo per fare ritorno nientemeno che ad un momento dell’infanzia, l’unico in cui la memoria ripulisce il ricordo dal superfluo e mi garantisce che sì, avevo tutto, ma non abbastanza da rendermene conto.
Profile Image for Ilenia Zodiaco.
286 reviews17.8k followers
December 24, 2022
Una scrittura matematica, quasi spoglia, che racconta per immagini – micidiali per chi ci è passato, comunque vivide per chi no – la malattia e la morte di un genitore. Quando ti senti sospeso tra tutta quella vita passata che chiede di essere onorata perché sta scivolando via e tutta la tua vita presente e futura in cui dovresti immergerti ma che hai messo in sospeso perché troppo preso dai ricordi.
Dialoghi e gesti, passi di danza, giochi di carte. Questo romanzo è tutto qui. Forse è troppo poco, è probabile. Ma rispetto questa natura sobria, contenuta in poche frasi, che si risparmia.
Profile Image for lostlessboy*.
111 reviews52 followers
September 4, 2024
สงสัยจะถูกโฉลกกับวรรณกรรมอิตาลีจริงๆ หยิบเล่มไหนมาอ่านก็ชอบกับ มีทุกอย่าง เองก็ประทับใจมากๆ

ชอบความสัมพันธ์ของลูกชายผู้ติดการพนันกับพ่อผู้ชอบทำสวนในเล่มนี้ ปกติเราเป็นคนไม่อินเรื่องพ่อเลย เพราะเรามีปมกับพ่อ 55 แต่เราว่าเล่มนี้ทำได้ดี ทั้งในแง่การแบ่งแชปเตอร์เป็นช่วงเดือนสามช่วง ซึ่งทำให้คนอ่านอย่างเราได้สัมผัสทั้งก่อนที่ลูกชายจะรู้ว่าพ่อเป็นมะเร็ง การดูแลรักษาพ่อในระยะสุดท้าย และการจัดการสิ่งที่ค้างคา-ปลดปล่อยตัวเองหลังจากพ่อจากไป

ด้วยกลวิธีการเล่าที่เล่าเรื่องราวปัจจุบันที่ลูกกลับมาหาพ่อ แล้วก็หย่อนความทรงจำในรูปแบบแฟลกเมนต์ระหว่างทางไปด้วย (แต่หย่อนบ่อยมากแบบย่อหน้าสลับย่อหน้าเลย) ทำให้เรารู้สึกว่าผู้เขียนเขาเล่าได้ดีในแง่การรักษาระยะห่างได้พอดีไม่มากไม่น้อย ทำให้ระหว่างอ่านไปเรื่อยๆ ก็ไม่เศร้า ไม่หน่วงจนเกินไป แต่ก็ผูกพันไปกับหลายๆ ตัวละคร แต่จะมีงงต้องตั้งสมาธิสูงในช่วงแรกๆ เพราะยังไม่ชินกับกลวิธีการเล่าแบบนี้บวกกับยังไม่ได้รู้จักแบลคกาวด์ตัวละครเท่าไร

ตอนอ่านเราคิดถึงหนังเรื่อง After Sun อยู่เนืองๆ มันมีเป็นความถวิลหา ความผูกพัน กักเก็บช่วงเวลาที่มีค่าโดยเฉพาะยามที่ผู้เขียนหย่อนเรื่องราวในอดีตโปรยลงมา เราสัมผัสได้ถึงแสงระยิบระยับในเหตุการณ์ที่ดี และก็ความขุ่นมัวในกรณีที่มันแย่ ก็เลยคิดว่าถ้าใครชอบไวป์แบบนี้น่าจะชอบเล่มนี้ได้ไม่ยาก แล้วผู้เขียนเค้าก็คราฟต์ตัวละครมาดีหมดเลยคือรู้สึกเป็นคนจริงๆ มีชีวิต ดูเทาๆ มีทั้งด้านดี ไม่ดี มีงานอดิเรก สิ่งต่างๆ ที่ทำให้เราเห็นภาพ และเชื่อในคำพูด การกระทำ การตัดสินใจของพวกเค้าได้ ซึ่งนำมาสู่ประเด็นอื่นๆ อย่างการโอบรับความผิดพลาดในอดีต การให้อภัย

การใช้คำถามว่า ถ้ามีเงินหนึ่งล้านยูโรกับอายุน้อยกว่านี้สักห้าสิบปี จะอยู่ที่ไหน เอาเงินไปทำอะไร ดูเป็นกิมมิคที่มาเรื่อยๆ แต่ก็นั่นแหละเป็นอีกส่วนที่ทำให้เห็นหลายๆ ตัวละครชัดขึ้น กระตุกความคิดผู้อ่านอย่างเราได้ด้วยอีกต่อ และเราชอบที่เค้าไม่ทิ้งตัวละครประกอบตัวอื่นๆ (คำถามนี้ถูกถามหลายคนในเรื่อง) ไม่ว่าแม่ เพื่อนของลูกชาย เพื่อนของพ่อ แฟนของลูกชาย ไปจนถึงเพื่อนข้างบ้าน ทุกองค์ประกอบถูกทักถอร้อยเรียงมาจนหน้าสุดท้ายเรารู้สึกว่าเราไม่มีคำถามหรือหลงเหลือข้อสงสัยไว้กับตัวละครใดตัวละครหนึ่ง แต่กลับรู้สึกเป็นอิสระ ปลดปล่อย /เดี๋ยวจะไปหาสามเล่มก่อนหน้าของนักเขียนท่านนี้มาอ่านอีก ติดใจซะแล้ว
Profile Image for Silvia.
256 reviews38 followers
December 10, 2022
Ha il suono di un vecchio giradischi, questo romanzo. Quando lo fai partire e la puntina si appoggia alla superficie e sfrigola e graffia e fa quel suono accartocciato e caldo che sa di infanzia.

Malinconico e familiare, come la naftalina, le foto in bianco e nero e l'orzo solubile. Rassicurante come un ritorno nella casa che hai lasciato diventando adulto, che ti sei sentito ad una svolta, finalmente indipendente, ora sì che cambia tutto e il mondo è tuo, e poi però quando non ci fai attenzione la chiami ancora casa. Quella malinconia dei ricordi ovattati, dei comportamenti dei tuoi genitori che ti hanno sempre innervosito e che sono le prime cose che ti vengono in mente quando cerchi di descriverli. Quei gesti scolpiti così in profondità.

Cosa faresti con un milione di euro in più e vent'anni in meno?

Graffia con periodi brevi e senza orpelli, incalzante non di azione ma di vita, quella semplice. L'orto, il ballo, la cena, le carte. Sandro, Nando, la Caterina. I vizi, le ossessioni, le passioni.

Cosa faresti con un milione di euro in più e vent'anni in meno?

Narra di pieni e di vuoti, di presenze e assenze in una città svuotata dai villeggianti, che tira il fiato e sonnecchia, il mare d'inverno, i ricordi che avvolgono come coperte polverose, il dialetto che appare ogni tanto, la Renault 5 che fischia.

Cosa faresti con un milione di euro in più e vent'anni in meno?

La musica si affievolisce e la puntina torna a graffiare.
Profile Image for Ilaria Quercia.
411 reviews113 followers
October 7, 2022
Chiamatemi insensibile, ma questo libro per me non è stato la lettura imperdibile che mi aspettavo.
I continui flashback e i parallelismi mi stancavano e non mi lasciavano con la voglia di girare pagina.
In più ho trovato noioso il fatto di avere esclusivamente due personaggi, ma mi dico che per esempio ho amato e pianto come una fontana mentre leggevo le Tre del mattino di Carofiglio che pure è incentrato sulla relazione padre-figlio, quindi forse erano Nando e Sandro che non mi hanno appassionata.
E sempre per restare su Carofiglio a proposito di ludopatia e redenzione molti passaggi mi hanno troppo ricordato Il passato è una terra straniera.
Non è un brutto libro, ma mi aspettavo più emozione e commozione e invece è solo la copia di mille riassunti.
Profile Image for giuneitesti ❆.
269 reviews51 followers
October 16, 2022
«Non poterlo ancora piangere e piangere per questo.»

Quando un autore matura, si sente: rimane fedele a sé stesso, ma le parole sono più taglienti. Le leggi e non puoi fare a meno di chiederti: ma come fa, lui, a sapere queste cose di me? Come fa a vedere la realtà con questa chiarezza e a poi metterla su carta?

Settimo romanzo di Marco Missiroli, Avere tutto conta meno di duecento pagine. La storia è nata a Rimini e a Rimini prende vita: un pubblicitario torna a casa per la malattia del padre, e il passato torna a farsi presenza.

Tre livelli di narrazione: un figlio che si prende cura del padre, un padre che è stato marito e ballerino e una dipendenza che il protagonista si porta dietro da anni, quella del gioco. Tra piccoli momenti e piccoli gesti, è un fluire continuo tra il presente e il passato, questo libro, come fosse la marea dei ricordi che nei momenti di disperazione ti prende e non ti molla, ma ti strattona, ti soffoca, spunta senza preavviso, e poi se ne va.

Missiroli racconta cercando le parole giuste, mettendole insieme senza giri complicati: dice tanto con poco, e abbandona la complessità che in Atti osceni mi aveva infastidita. È un romanzo di gesti, il suo. Me lo ha fatto notare un’amica, ed è proprio vero: sono i piccoli gesti a fare da protagonisti. C’è il piede del padre che batte sul letto, ci sono le carte da raccogliere sul tavolo da gioco ponderando i propri movimenti.

Cosa significa ritornare a casa? Significa fare i conti con il passato, e quindi anche con sé stessi? Significa ritrovarsi, forse, non che questo implichi che sia facile, o bello, o anche solo rincuorante. Significa tante cosa, tornare; per Sandro significa fare i conti col concetto di possessione,

Prosa sincera, quella di Missiroli. Prosa incalzante e che ci sottrae molto senza che ne sentiamo la mancanza. Avere tutto, raccontare tutto. Cosa significa quel tutto? È relativo, in fondo: tutto per me è diverso da tutto per te. Ed è ritornando a casa e confrontandosi con quel tutto che ha sempre ricercato nel gioco che Sandro riesce a comprendere che il suo tutto può essere anche rendersi conto di bastarsi.
Profile Image for LaCabins.
206 reviews29 followers
October 24, 2022
Il gioco è bello quando dura poco
Missiroli torna con la scrittura che mi era piaciuta in Fedeltà, torna nella sua natìa Rimini ma senza abbandonare Milano, torna con storie di demoni interiori e genitori saggi. Le coordinate sono le stesse, forse per dare ai lettori quel senso di bentornato a casa .
Matura lo stile narrativo, quei paragrafi interrotti e sincopati, l'evoluzione a singhiozzo che è sua cifra stilistica. Non trovo davvero nulla che non vada in questa trama, ma non sono riuscita ad empatizzare completamente con la dipendenza di Sandro e questo ha fatto calare l'interessa nella seconda porzione del libro.
Profile Image for Andrea Bassano.
111 reviews16 followers
October 2, 2022
È il terzo Missiroli che leggo e che non mi piace. Ahimè inizio a pensare che non sia per me.
Interessante che abbia scritto un libro sul rapporto con il padre, ma l’ho trovato abbastanza insapore e superficiale.
Profile Image for La contessa rampante.
154 reviews96 followers
Read
September 27, 2022
Marco Missiroli è tornato in libreria con un romanzo commovente e intenso, che dice tanto, tantissimo, dello scrittore che è sempre stato e che sta diventando.

In "Avere tutto" non ritroverete la presenza costante della Milano di "Fedeltà" e le sfide adolescenziali di "Atti osceni", ma la Rimini dell'Ina Casa, del bar America, dei gabbiani che non urlano mai, della campagna, dell'orto e degli amici di sempre. Quella Rimini cara all'autore e all'io narrante di questa storia, Sandro, che non l'abbandona neanche nelle parole, utilizzando il dialetto che spesso stempera, coinvolge e avvicina.

Quella di Sandro è l'ultima partita da giocare, non solo sui tavoli verdi organizzati ad hoc dal tentatore Bruni, ma nel rapporto con il padre Nando, con i ricordi di sua madre scomparsa improvvisamente e con la smania del rischio, che gli promette di poter avere tutto, ma che nei fatti gli fa perdere molto.


La passione per il ballo di Nando e sua moglie Caterina, la balera dove ci si scatena indossando cappelli da cow boy, la malattia terminale che trasforma il padre in figlio e il figlio in padre e il lessico esperto dell'azzardo, si mescolano tra loro attraverso una narrazione episodica - che ricostruisce frammenti di vita in ordine rigorosamente non cronologico - e intima, che entra prepotentemente nella vita di tutti noi con una domanda ricorrente: "Dove vorresti essere con un milione di euro in più e parecchi anni in meno?".

Questo quesito mi ha tormentata durante tutta la lettura del romanzo e man mano che ne sfogliavo le pagine, cambiavo idea e ridimensionavo i miei desideri.
Forse perché un milione di euro non ci dà la certezza di essere felici, quando non siamo risolti e soprattutto nel momento in cui non apprezziamo quello che realmente abbiamo buttandolo all'aria.

Può essere che Sandro lo abbia capito, ma per scoprirlo dovete leggere "Avere tutto" da oggi in libreria.
Impossibile perderselo.
Profile Image for Amaranta.
591 reviews265 followers
October 15, 2023
Io con Marco ho un rapporto altalenante. Mi piace, non mi convince, mi ripiace.
Questo è il giro giusto. Una Rimini dal sapore autunnale che pian piano scivola nel freddo dell’inverno. Un padre e un figlio, lontani ma che si ritrovano per una breve visita che diventa qualcosa di più. Una casa che è quasi un rifugio: dall’esterno e dai problemi di Sandro, ludopatico, e Nando il padre ormai solo e stanco; e dall’interno, dai ricordi che i mobili, le canzoni, le pareti richiamano alla memoria dei due. In cui un tempo si era in tre, una madre Caterina pronta ad equilibrare il rapporto con i due maschi di casa.
Adesso sono rimasti soli. E Sandro non immagina che i brevi giorni diventeranno di più quando la vita del padre si assottiglierà davanti ai suoi occhi e il loro rapporto si cementerà respiro dopo respiro.
Mi piacciono i salti temporali dei ricordi, dei momenti delle partite di poker poco illuminate. Rendono il ritmo della trama movimentato e non piatto.
Il romanzo ha il sapore della nostalgia, di sale che può essere gocce di mare o lacrime e di passeggiate fredde nella notte per liberare la mente e raffreddare i tumulti del cuore.
Profile Image for Francesco.
Author 4 books86 followers
November 23, 2022
Avere tutto è un romanzo coraggioso.
Ti porta a Rimini e ti trovi davanti al mare, in Romagna, e immediatamente sei a casa. Un libro scomodo perché sa parlare al cuore del lettore e gli chiede di scegliere, cosa significa Avere tutto? Cosa faresti con un milione di euro in più e un mucchio di anni in meno?
Si torna a casa e per farlo, per svuotare la valigia e rinunciare alle illusioni del se fosse, bisogna essere coraggiosi per diventare adulti. Marco racconta una Rimini straordinaria perché capovolta, invernale, inattesa, poetica mentre i gabbiani non urlano mai e in quella quiete bisogna saper affrontare i dubbi che il chiasso delle metropoli copre con la frenesia.
L’ossessione del confronto con il padre, la struttura sentimentale di Marco, torna prepotente in Avere tutto, da Atti osceni a Fedeltà, fra la perdita, l’orfananza e il saper fare i conti con il Patrimonio, pensando a Roth. Nando Pagliarani è un vedovo, un uomo buono che accoglie in casa il ritorno del proprio figlio, Sandro. Sono due maschi intermittenti, che hanno perduto le proprie donne e ciascuno ha segreto da proteggere e al contempo, da rivelare.
Avere tutto è un romanzo che non ha l’ansia del plot e punta, scommette tutto sulla lingua. C’è meno fracasso, meno fuochi d’artificio, punta dritto al cuore e voltata l’ultima pagina ti lascia sentimento. Il libro più bello perché inatteso e sorprendente, come sa essere la vita.
Profile Image for Chiara Albertini.
111 reviews36 followers
December 5, 2022
Recensione completa sul blog Sololibri.net

“Sono pagine "calamita", quelle raccontate dalla penna di Marco Missiroli, dove la vita appare come un corpo inerme, abbandonato su un lettino di una sala ospedaliera di chirurgia, ma che sotto, in silenzio e in segreto, pulsa ancora, e rivendicando la legittimazione di un posto nel mondo attende soltanto di essere operato. E di guarire.
Ma il vero chirurgo, chi è? Siamo noi? O qualcun altro? O ancora, una forza esterna e più grande? E alla fine, si guarisce veramente dalle ferite della vita? Quelle che ci infliggono gli altri. E quelle che noi stessi ci infliggiamo. Sembra questo il grande quesito, l’inevitabile punto interrogativo a cui è chiamato a rispondere il lettore.
Perdono. Perdono è la parola che mi ha preso per mano e come un’ombra costante mi ha accompagnato lungo la lettura di una storia decisamente dal forte impatto emotivo, profondamente autentica, che non concede sconti e in particolari momenti "chiave" sa protendersi verso punte di lirismo e tingersi di venature ironiche.”
Profile Image for Matteo Fioraso.
10 reviews5 followers
October 6, 2022
Dopo il tonfo sonoro di “Fedeltà” questo è un bel riscatto per Missiroli.
Libro dolente, malinconico, autunnale, intenso.
Bello, scritto benissimo, consigliato.
Profile Image for aurora torelli.
116 reviews236 followers
August 24, 2023
se avessi un euro per tutti i libri sulla ludopatia che ho letto quest’anno avrei due euro, che non è tanto ma è già strano averceli

no comunque è stato inaspettatamente straziante, ho quasi pianto (quasi)
Profile Image for Chiara F..
597 reviews47 followers
November 17, 2022
Non ho provato alcuna attrattiva verso questo romanzo sulla perdita. Perdita di persone care, perdita al gioco. Sono ripetitiva nell’esprimermi, ma è quanto di più vicino a questa breve e tediosa narrazione sulla relazione tra due genitori, un figlio ed il tavolo da gioco. Un continuo salto temporale, tra la vita di un giocatore d’azzardo in parallelo (e a volte anche in serie) a quella del padre verace romagnolo, morto dietro alla moglie amata.

Avrei dovuto empatizzare di più proprio con questi ultimi personaggi, ma la prosa di Missiroli asciutta, fintamente scarna seppur costruita, non mi ha mai coinvolto, tantomeno in questa lettura. Me ne rammarico? No, eppure mi continuo a chiedere come questo scrittore ottenga tutta questa ovazione del pubblico.

Forse ha molto che me lo accomuna ad un altro suo collega, Matteo Bussola: bellocci, piacciono alle lettrici femminili che acquistano i loro libri perché fanno leva sui temi cari alle donne, che siano l’amore carnale o filiale. Missiroli, sembra un po’ il fratello dannato di Bussola, ma entrambi sanno bene per chi scrivere e come farlo!
535 reviews5 followers
October 23, 2022
Il mio primo Missiroli. Letto in una notte, quasi come se fosse un film ed in effetti evoca proprio delle immagini con le descrizioni accurate di persone e luoghi presenti nel libro. È un romanzo in cui ti immedesimi almeno in uno dei momenti raccontati e credo sia il segreto del suo successo e il motivo che ti spinge a leggerlo tutto d'un fiato. In primo piano ci sono la dolcezza, la tenerezza e la nostalgia del racconto familiare di provincia; sullo sfondo e a fare da contrasto le vite moderne frenetiche delle grandi città. I due mondi e i due piani narrativi hanno avuto per me la funzione di smorzare il coinvolgimento emotivo. Quindi l'ho visto da fuori, non sono entrata completamente all'interno del racconto. Non so se fosse negli intenti dell'autore e non so se avrei preferito un altro tipo di esperienza, ma tutto sommato mi è piaciuto.
Profile Image for Gabriella P.
285 reviews11 followers
November 13, 2023
Una storia che racconta le fragilità umane con una delicatezza franca, ma senza edulcorazioni.
Si comincia con il rapporto padre - figlio, le incomprensioni, le fughe, le assenze; si affronta l'argomento della perdita dei genitori, dello smettere di essere figli.

In un'alternanza continua di situazioni, pensieri e ricordi diversi, l'autore introduce il tema della ludopatia (certe pagine mi hanno fatto tornare in mente quel film con Abatantuono e Haber, "regalo di Natale", nella loro drammatica semplicità) e il concetto del rischio continuo che si è disposti a correre per avere tutto, compreso quello di restare senza niente.

Ed è proprio questo il tema centrale, che è poi il metro di confronto tra le due generazioni: rischiare, rilanciando sempre, oppure fermarsi ed accontentarsi?

Ma cos'è il "tutto" da avere, per ciascuno di noi?

Un libro denso, che riesce a concentrare tanto in poche pagine, sincero nei suoi dialoghi asciutti e essenziali, che ripercorre la vita semplice di provincia, con i ricordi familiari, le amicizie, e la mette a confronto con quella della grande città e con le sue solitudini.

Credo che la parola chiave di questo romanzo sia "perdòno", in tutte le sue sfumature.
Profile Image for Angela Saba.
137 reviews
January 14, 2023
La passione per il ballo di Nando, il padre, il vizio del gioco con le carte di Sandro, il figlio. L’amore tenero, pieno di pudore e rispetto tra padre e figlio, ancor più manifesto nella parte finale della vita di Nando.
Le relazioni primarie insomma.
Tutto questo Missiroli lo esprime con una scrittura scarna, portata all’essenziale, priva di ogni orpello descrittivo, il lavoro di ripulitura è evidente e talvolta disturba anche un po’.
Un salto costante tra passato e presente talvolta difficile da seguire. La tenerezza del rapporto tra padre e figlio contrapposta alla febbre del gioco in una narrazione fatta di brevi paragrafi serrati.
Per il lettore è un po’ come essere dentro un veicolo la cui andatura è caratterizzata da forti accelerate seguite da frenate improvvise. Una centrifuga di emozioni che si alternano in un ritmo vorticoso che raggiunge l’acme con la morte del padre.
Bello e doloroso.
Profile Image for Zio-El .
8 reviews
January 8, 2023
Relazioni umane, scelte di vita, la vita che sceglie noi, i nostri talenti, le nostre maledizioni, le nostre ossessioni.
Un padre, un figlio, la dimensione del ricordo, l'uno faccia a faccia con quanto si è saputo fare di questa vita. Una vita in EmiliaRomagna, ma anche a Milano e poi tornare. Un ballerino da una parte, un giocatore incallito dall'altra.
Consigliato, ma non solo, a tutti quelli che hanno fatto i conti con la perdita, che si sono ritrovati a fare i conti con gli scatoloni e che necessariamente hanno dovuto ricominciare.
Manca la quinta stella per la scrittura che ho trovato qualche volta ostile per i tempi narrativi. Ma chissefrega, il libro è bello. Non si vince a caso il premio Strega.
Profile Image for Fraaasa.
113 reviews5 followers
February 12, 2023
Una vicenda semplice che pagina dopo pagina lo è sempre di meno: l'approssimarsi inesorabile di un lutto, il potere soffocante del "vizio", i nuovi inizi e le vecchie abitudini riempiono le pagine di un libro che è più di stile e di situazione, che di trama. Le descrizioni vivide danno vita a una Rimini oltre le convenzioni e a tutti gli ambienti in cui si svolge la (poca) azione; i dialoghi riempiono e riscaldano la scena.
Non necessariamente attraverso un libro memorabile, Missiroli propone l'epica battaglia di Sandrìn contro il vizio di "avere tutto", in primis al tavolo da gioco, mescolando i piani della sua vita privata in un corso talvolta confuso ma efficace.
Profile Image for Fabrizio.
72 reviews
June 18, 2023
Una nuova scrittura. Il modo di intrecciare piccoli periodi ognuno dedicato ad un personaggio per me è una bella trovata e immagino siamo molto faticoso per l'autore.
Una bella storia che fa venire la voglia di andare a scoprire i luoghi dove si svolge. Scrittura intensa, chiara. Un bel libro in cui c'è un mondo in sole scarse 160 pagine.
Profile Image for Postcards from far away✨.
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February 16, 2023
Proprio ieri sono stata alla presentazione di questo libro con l’autore presente.
Partiamo dal principio dicendo che questa valutazione è la più difficile che affronto quest’anno in quanto penso che i temi affrontati da Marco Missiroli sono molto affini con la me persona/lettrice anche se ho qualche “ma” di riserva.

La storia: Missiroli racconta la vita di Nando e Sandro, padre e figlio con un rapporto genitoriale abbastanza normalizzato.
Sandro, quarantenne milanese che lavora nel settore delle pubblicità, ha il vizio del gioco d’azzardo. Un giorno ritorna nella casa di famiglia per il compleanno del padre e si ritrova a prolungare la sua permanenza per stare accanto a Nando.
Nando, padre e marito, in pensione, vedovo, riminese fino al midollo. Ama la sua città, il lavoro, il suo orto, la moglie che non è più con lui ma soprattutto ama ballare.
Qui si dipana la narrazione principale: il tempo scorre in avanti, gli eventi (pochi) procedono lineari, ma non contento Missiroli crea paragrafi di poche righe composti di flashback passati dove compaiono Sandro accanito giocatore d’azzardo e Nando “il ballerino”. Due “segreti”, parti buie di sè, cercando di farci pace semplicemente accettandole.
Narrativamente da parte del lettore, tutto ciò risulta un po’ frustrante in quanto questi paragrafi sono inseriti “a caso” durante la storia principale, a volte interrompendola bruscamente.
Due facce di una stessa medaglia: una storia poetica, profonda, incisiva, dura, dove le parole diventano facilmente immagini e poi c’è la parte del gioco: confusa, meno incisiva e importante, inessenziale.

Lo stile narrativo: lo stesso Missiroli ha raccontato che per le prime 75 pagine ha scritto lo stesso romanzo con tre stili differenti: uno nuovo, uno simile a “Atti osceni in luogo privato” ed infine quello che poi ha scelto: scarno e diretto e che lo rappresenta di più.
Ed infatti lo scrittore ha dichiarato che questo romanzo è lui nudo e crudo sia per la storia che per come l’ha voluta raccontare. Missiroli stesso è molto appagato e soddisfatto dal suo lavoro per cui ha impiegato quasi 3 anni per completarlo.
Parlandoci chiaro: non è niente di nuovo nel panorama della scrittura italiana, figuriamoci a livello internazionale, altri scrittori ci sono riusciti meglio, sicuramente. Se prendiamo solo Marco Missiroli e tutte le sue opere precedenti: sì, per lui è una novità e Avere tutto è un bel cambio e al momento lo sta indossando bene.
L’autore ha dichiarato che Avere tutto non è un romanzo autobiografico ma ci sono molti elementi comuni con Sandro e sè stesso: la ludopatia, la città di Rimini. E Nando che assomiglia agli uomini importanti che hanno fatto parte della vita di Missiroli come suo padre e suo suocero.
L’amicizia è un altro tema, già ricorrente in altri romanzi come Atti osceni, che lega tutto e riesce a salvare.

Personalmente ho apprezzato questo libro in quanto è riuscito a narrare perfettamente quel momento in cui è il figlio che diventa genitore del proprio genitore, impara ad accudire e non solo a toccare per curare. Il fare pace e accettare la propria parte d’ombra e anche quella dei propri genitori.
Da non dimenticare anche l’amore per la propria città, il fare pace con lei dopo anni di assenza.
A metro di paragone sicuramente ho preferito Avere tutto rispetto a Fedeltà che, per citare lo stesso autore, “è un libro glamour” (in tutto e per tutto) e qui mi viene da pensare su come Missiroli vede il ruolo dello scrittore: come un operaio che timbra il cartellino, forse?
Questo “glamour” suona come un “non avevo nulla da raccontare quindi sperimento qualcosa che sicuramente funziona”. Forse la conferma alla domanda che mi sono posta?
Atti osceni, all’epoca ha spopolato, ha cominciato a far parlare i lettori di Marco Missiroli, “commercializzarlo” - se così si può dire - anche ad altre persone ed ha allargato di molto la cerchia dei suoi lettori e ora cavalca l’onda.

“È un duro mestiere ma qualcuno dovrà pur farlo” cit.
Profile Image for Antonella Montesanti.
1,111 reviews25 followers
October 30, 2022
Il secondo libro di Missiroli che leggo e... Boh... Penso di essere tra le poche persone a non osannarlo, anzi a dire che si può tranquillamente fare a meno di leggerlo.
Non so, può essere un mio limite, ma non mi lascia nulla.
La trama è pure bella e toccante, il rapporto padre e figlio è emozionante, il resto insomma...
Il continuo salto temporale tra il momento di "reunion" tra i due e il racconto della dedizione al gioco da parte del figlio è a tratti confusionario, a tratti noioso, il continuo descrivere minuziosamente il gioco ai cavalli, ai tavoli, le giocate e le quantità di soldi persi alla lunga stanca.
Ammetto di potermi sbagliare e di risultare insensibile ma il mio giudizio rimane così così.
Profile Image for giduso.
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September 30, 2022
Lo stile di Missiroli é piuttosto ermetico e non sempre di facile comprensione. Il rapporto tra padre e figlio però é ben narrato, anche se credo manchi uno spunto finale.
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