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La nave per Kobe: Diari giapponesi di mia madre

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Giorno dopo giorni, Topazia Alliata Maraini ha annotato in questi suoi quaderni (ritrovati per caso dal marito Fosco e da lui donati a Dacia) le tappe del lungo viaggio prt nave verso Kobe, nel 1938, e i piccoli grandi eventi familiari di quegli anni che riguardano la vita delle figlie: Dacia e poi Yuki e Toni. Nasce da questo ricordare l'amorosissimo e inedito ritratto di una madre disponibile e presente, che si anima nell'intimo e segreto rapporto madre-figlia.

259 pages, Hardcover

First published January 1, 2001

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About the author

Dacia Maraini

251 books262 followers
Dacia Maraini is an Italian writer. She is the daughter of Sicilian Princess Topazia Alliata di Salaparuta, an artist and art dealer, and of Fosco Maraini, a Florentine ethnologist and mountaineer of mixed Ticinese, English and Polish background who wrote in particular on Tibet and Japan. Maraini's work focuses on women’s issues, and she has written numerous plays and novels.

Alberto Moravia was her partner from 1962 until 1983.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Mami.
21 reviews1 follower
August 5, 2017
Ammetto che quando ho acquistato La nave per Kobe mi aspettavo un testo completamente diverso: una sorta di rivisitazione della sua esperienza giapponese attraverso i diari di sua madre. Ma del Giappone, i diari di Topazia, raccontano ben poco. Si tratta prevalentemente di brevi annotazioni sulle attività e lo stato di salute di Dacia e delle sue sorelle, vaghi riferimenti ad avvenimenti accaduti qua e là nel corso dei loro viaggi ma senza approfondimento alcuno. Paradossalmente penso che questo scritto possa essere per certi versi associato al genere giapponese dello zuihitsu, una raccolta di pensieri e riflessioni messe giù liberamente come passano per la mente dell’autore. Quello che fa la Maraini è infatti riportare qua e là le annotazioni di sua madre per poi ricamarci tutto intorno, costruire una solida e al contempo fragile tela, una rete di ricordi, pensieri, sentimenti, riflessioni, opinioni che si incontrano, si rincorrono, si fondono insieme accompagnando il lettore in un timido viaggio dentro se stessa.
In La nave per Kobe, la Maraini ritorna con la mente a diversi episodi del suo passato – i più piacevoli, come i divertimenti a volte un po’ incoscienti con l’amato padre, ma anche i più spiacevoli, dalla morte della sorella alla guerra vissuta in un campo di concentramento in Giappone – rivive quei momenti con una vena di malinconia e ripercorre i suoi pensieri più intimi. Attraverso questa esperienza l’autrice scopre un mezzo per esplorare se stessa e il suo rapporto con i membri della sua famiglia, amici e amanti. Ma coglie l’occasione anche per riflettere su questioni vicine e lontane, per dare una forma tangibile alle sue credenze e ai suoi ideali, interrogandosi – di tanto in tanto – in merito a questioni più elevate, domande che non hanno una risposta e che continuano ad abitare la sua mente.
Un’ultima cosa, infine, traspare dalle pagine di questo libro, ed è l’immenso amore che la sua autrice nutre per la letteratura. Dacia Maraini – dice – è cresciuta con i libri, ha vissuto con i libri e – penso che tutti lo possiamo confermare – vive di e per i libri. E proprio questi libri ritornano ciclicamente nel corso dell’opera sotto forma di citazioni, ricordi d’infanzia e riflessioni. Che i libri che ha letto nella sua vita, soprattutto le avventure di viaggi che tanto amava nella sua infanzia, siano stati i capisaldi della sua esistenza e formazione è indubbio, ma la nostalgia e l’entusiasmo con cui ne parla li presentano come delle vere e proprie gemme in un’esistenza, quella di Dacia, che già di per sé ha dell’avventuroso. Se non fossi già un’amante della lettura, sono certa che la Maraini, attraverso le parole che riserva alle sue letture, mi ci avrebbe fatta diventare.

La nave per Kobe è una lettura intima e personale, forse perfino troppo. Uno scritto così naturale, così sincero, da appassionare e spaventare allo stesso tempo. E’ normale? E' giusto aprirsi fino a questo punto? Me lo sono chiesta più volte, quasi esitante, eppure ciò non ha saputo trattenermi dal divorarne letteralmente le pagine. La nave per Kobe non è un romanzo, non è nemmeno un diario, e probabilmente non è neppure l’opera ideale da cui iniziare per conoscere il lavoro della sua autrice. Nondimeno, è un libro che ho amato sinceramente e che mi ha fatto invaghire dello stile della Maraini tanto da convincermi ad approfondire e conoscere la sua bibliografia.
Profile Image for MariaRosaria.
30 reviews2 followers
July 4, 2016
Divorato in soli 2 giorni. Appassionante ma Ti lascia con la Voglia di saperne di più.
La storia dell'uomo senza volto per esempio; chi sa come va a finire?
Profile Image for Valentina Coluccelli.
150 reviews37 followers
February 7, 2024
Il passato ha la capacità di saltarti addosso a tradimento attraverso una fotografia, una lettera. Ti racconta di un tempo che non c’è più e che pure si fa vivo ai tuoi occhi con una vivacità e una corposità assolutamente insospettate. Favoleggia nel tuo orecchio di una parte di te ormai sparita, che credevi del tutto morta e che invece stava in letargo in qualche angolo della memoria.

I diari della madre della scrittrice contengono annotazioni un poco scarne e con l'andare degli anni perdono di organicità, diventando meno descrittivi e più puntuali e mischiando italiano, inglese e giapponese in una sintassi originale. Probabilmente direbbero molto poco a un lettore estraneo, se non avesse la fortuna di leggerli attraverso gli occhi innamorati e consapevoli di Dacia Maraini. È lei a estrapolarne l'anima, attraverso i propri ricordi, l'affetto per la madre, il padre e le sorelle, i racconti sulla vita successiva, le sue riflessioni.
Donna di tante esperienze, di grande cultura, di spiccata sensibilità, la Maraini accompagna il lettore in un viaggio all'interno della sua storia, ma anche di scoperta e rivelazione, grazie a interessanti digressioni sull'ontologia del tempo e della memoria, sulla condizione femminile, sul vegetarianismo, sul rispetto della vita, sulla Storia, sulla letteratura, sui Paesi visitati e conosciuti.
Si arriva all'ultima pagina desiderando che ne seguano altre, che non sia giunto il momento di scendere dal treno e disfare le valigie di un viaggio volato in un soffio, come solo i bei viaggi fanno, un viaggio che è stato emozionante, confortevole e arricchente al tempo stesso.

I Paesi, ne sono convinta, si conoscono soprattutto attraverso i romanzi. Che ti portano passin passino dentro stanze e corridoi segreti di case lontane, in città sconosciute. Ti mettono in bocca sapori di minestre mai assaggiate, ti fanno toccare con la mano il rotondo dei muscoli di corpi amici e nemici, ti deliziano con il canto di una balia o con la mollezza sensuale di un riposo pomeridiano.
Quante cose squisite ho conosciuto attraverso il distacco incantato di Kawabata, le complicazioni erotiche di Tanizaki, gli eroismi disperati di Mishima, le tenerezze tribolate di Inoue, le segrete visioni di Hayashi Fumiko.
Profile Image for Silvia.
64 reviews1 follower
November 18, 2022
Topazia, che donna e che lungimiranza!

@daciamaraini un giorno si è ritrovata davanti ai quaderni della madre che la raccontavano bambina.
Sarebbe stato un sacrilegio tenere chiuse quelle pagine e Dacia le ha regalate alla storia.
La scrittura di Topazia va oltre la didascalia: è telegrafica, forse semplicemente annotativa. Eppure in quei quaderni, tra appunti di giorni comuni, attraversate continentali e nuovi arrivi, ha racchiuso tutte le tracce necessarie a ripercorrere la strada.

Bastano poche parole della madre e Dacia ci porta oltre i confini della memoria di lei bambina.
Questo non è un libro che parla solo del passato di una famiglia, del lessico familiare, della scelta di essere una madre diversa dalla tradizione, ma ha la capacità di risvegliare ricordi e di accordarli con le vicende politiche e sociali di un’epoca, spaziando nel tempo.
Topazia ha saputo seminare!
📚
Mi ha ricordato quanto è importante e potente la fotografia associata ai ricordi.
Mi ha ricordato quanto è importante scrivere, anche solo appuntando eventi o pensieri.
📷
Avevo letto poche recensioni su questo libro e non troppo lusinghiere, forse mi permetto di dire, di chi non ha saputo entrare in armonia, in empatia con queste donne; di chi cercava un romanzo ed ha trovato ricordi, di chi non ha saputo coglierne il valore e gli insegnamenti, racchiusi in ogni pagina, di chi lo ha approcciato con estrema superficialità e non si è accorto dell’estrema profondità!
📖
Contenta ancora una volta di essermi fermata al @mercatino_usato_roma_talenti perché mi ha fatto incontrare l’ennesima perla editoriale!

Quello che farò ora sarà cercare il seguito 🥰
Profile Image for Lucia A Bordo Pagina.
103 reviews40 followers
July 6, 2020
La nave per Kobe di Dacia Maraini non è solo il racconto di un viaggio, ma uno spaccato di vita. Ci si entra comodamente e la scrittura della Maraini culla tra le prime pagine quasi come una ninna nanna, come le braccia di una madre amorevole che racconta una storia ai suoi figli. Piano piano però si entra nel ritmo della narrazione, si impara a farlo proprio. L'oscillazione tra i racconti di viaggio delle madre e i commenti della Dacia matura creano un ritmo incalzante che non permette all'occhio di staccarsi dalle pagine. Non a caso l'ho letto in appena due giorni. Complice forse l'assenza di capitoli? Può darsi, ma ritengo che il merito sia soprattutto della prosa ipnotica della Maraini.
Mentre ci si abbandona alle pagine del romanzo, mentre lasciamo che l'autrice ci mostri l'incontro con culture e abitudini distanti e sconosciute tra loro, ecco che senza accorgercene si è parte della famiglia Maraini, condividendone gioie e dolori. Dacia ci racconta della sua vita in Giappone, della nascita delle sue sorelle, delle premure di una madre giovane e dei giochi con il padre. Ci racconta anche della guerra, che in Europa iniziava a mostrare le sue mostruosità ma che in Giappone, almeno per il momento, non c'è.
Con una prosa chiara, illuminante ed incisiva, la nave per Kobe è sicuramente uno dei migliori libri letti quest'anno. E questo mi suggerisce di recuperare la bibliografia della Maraini.
Se cercate un libro che vi faccia riflette e che sia accattivante allo stesso tempo, lo avete trovato.
5 reviews
October 3, 2018
Memorie del viaggio e il soggiorno della Maraini in Giappone, asieme alla sua famiglia. Coinvolgente, intimo, offre una prospettiva personale, storica e allo stesso tempo contemporanea delle sue vicende.
Profile Image for Clarissa.
595 reviews5 followers
May 21, 2024
Libro scritto come un diario, con dettagli sul viaggio. Mi aspettavo di più sul Giappone dell’epoca e soprattutto sulla prigionia. Ma come dice alla fine questa sarà descritta dalla sorella... Dove? Quando?
Ho letto tutto e non abbandonato a metà dovuto a raccomandazioni di amici, speravo che mi sarebbe piaciuto!!
Profile Image for Paolo Manieri.
25 reviews2 followers
October 8, 2013
La nave per Kobe è un frammento, una finestra sulle vicissitudini della famiglia Maraini nel periodo vissuto in Giappone che vede come protagoniste le voci parallele di Dacia e della madre Topazia. Sebbene in alcuni punti (pochi per fortuna) la costruzione posteriore attuata dall’autrice sulle parole della madre risulti troppo eccessiva, e le divagazioni tendano più verso l’autocelebrazione che verso la sincera associazione di idee, il libro è piacevole da leggere: Dacia Maraini scrive con un italiano impeccabile e scorrevole, elargisce interessanti spunti per riflessioni e letture, crea immagini vivide con le sue descrizioni che hanno la capacità di suscitare la curiosità del lettore verso gli argomenti trattati. È molto breve, ma storie come quella dell’uomo senza volto rimangono a lungo impresse nella memoria del lettore.
137 reviews
November 14, 2025
Scoprire la famiglia della scrittrice e e la sua curiosa infanzia getta davvero luce sulla sua opera? Non ne sono sicura ma il libro si legge con interesse e soprattutto grande ammirazione per la madre di Dacia che ha seguito il marito antropologo in capo al mondo con le tre figliolette piccolissime. Sapevo del Giappone ma non che il padre studiasse gli Ainu che stanno in Hokkaido nel freddo nord. Una vita impossibile in cui ogni malattia delle piccole avrebbe potuto avere conseguenze nefaste. Interessante per scoprire come se la passassero gli Expat all'epoca!
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