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Nottetempo, casa per casa

Inseguito dalla luna, un uomo, un “lupo mannaro”, corre gridando i suoi tormenti per le contrade e le colline argentate di ulivi.

Giunge a Palermo una piccola comunità di forestieri stravaganti, cultori di misteriosi riti esoterici, di nozze pagane con la natura, guidati da un moderno superuomo, Aleister Crowley, venuto a giocare in un paese mediterraneo forse l’ultima delle sue provocazioni teatrali… Vincenzo Consolo torna allo scenario familiare della Sicilia dei primi anni Venti, che segnano l’avvento del fascismo e la notte della ragione. Il risultato è un romanzo corale, l’evocazione lirica di tanti destini individuali e di un’intera civiltà, colta nel momento in cui sta per essere sopraffatta.

144 pages, Paperback

First published January 1, 1992

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About the author

Vincenzo Consolo

48 books13 followers
Vincenzo Consolo (born in Sant'Agata di Militello on February 18, 1933) was an Italian writer. He has lived in Milan since 1969. He debuted in 1963, but gained wider attention in 1976 with Il sorriso dell’ignoto marinaio (The Smile of the Unknown Mariner) and has since become an awards wining author. He was convinced that "non si possono scrivere romanzi perché ingannano il lettore", and wrote novels with a poetic influence.

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Community Reviews

5 stars
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24 (24%)
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20 (20%)
1 star
5 (5%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Malacorda.
636 reviews286 followers
July 29, 2017
Sotto un titolo parecchio intrigante, si trova una lettura alquanto singolare, direi complessa.
Trattasi di una serie di episodi cefalutani, più o meno legati tra loro, come delle cronache della vita di paese, che attraverso i personaggi, le ambientazioni, alcuni eventi e alcuni dialoghi, ricostruiscono un’immagine della Sicilia negli anni venti. Queste cronache sono rapide, neanche delle istantanee, sono come una sorta di schizzi, e forse questo mi ha un po’ deluso, mi ha dato come un senso di superficialità. Gli scioperi, le proteste e l’avvento del fascismo sono proposti solo per immagini, delle istantanee di piazza. Il tema della follia, così ben introdotto al principio, viene presto abbandonato per non essere più ripreso; mentre la figura di Aleister Crowley e la comunità di misteriosi esoterici al “tempio” mi paiono un po’ come l’elemento intruso.
All’inizio parte bene, con delle belle atmosfere arricchite dai tanti aggettivi che rendono il testo difficile ma in modo gustoso: dal punto di vista stilistico è un singolare miscuglio tra Verga (da cui prende un certo verismo e una certa coralità del racconto: la girandola di personaggi fa sembrare Cefalù come una specie di Macondo), Tomasi di Lampedusa ( per le ambientazioni siciliane, sia negli antichi palazzi dei nobili che nelle scene di campagna) e D’Annunzio (con il lessico ed il periodare aulici e ricercati). E proprio questo suo aspetto dannunziano è quello che, con il procedere della lettura, mi ha messo a disagio. Il linguaggio aulico e ricercato inizialmente è piacevolmente barocco, si fatica a credere che si tratti di un testo scritto nel 92, però con il procedere delle pagine l’eccesso di ricercatezza - che è probabilmente il vero filo conduttore dell‘opera - finisce per appesantire la lettura. Lo sfoggio di erudizione con cui, in più passaggi del libro, viene proposta una vera e propria raffica di nomi, cose, descrizioni dà un eccessivo senso di pesantezza: dalla ricchezza di un linguaggio barocco si passa all’esagerazione di un rococò. Posso capire che in una scena, ad esempio, come quella del baccanale, il lungo elenco possa servire a dare enfasi, a dare impulso ad una scena che altrimenti finirebbe per sembrare solo un casino di campagna, ma a mio avviso il satanismo proposto in questi termini, infilato nel romanzo in questo modo un po’ forzato, non è emozionante né avvincente, è solo una ridda di inutili orpelli.
Forse non l’ho capito ma ho avuto la sensazione della mancanza di un vero approfondimento, che rimane non detto perché affogato in un mare di estetica. Alla fin fine, l’approssimarsi della tragedia viene espresso quasi senza alcun riferimento preciso, senza descrizioni e parole dirette, ma solo attraverso l’atmosfera e le sensazioni. E questo è un pregio o un difetto, a seconda del punto di vista.
Profile Image for Vincenzo Politi.
174 reviews173 followers
December 27, 2019
Questo è uno di quei romanzi veramente misteriosi, dal momento che non si capisce bene neppure di cosa parli. Ci sono: un licantropo, o forse semplicemente un uomo a lutto; una sorella che precipita nel baratro d'un'inspiegabile follia; orge sataniste; zoofili; baroni poco rampanti col viziaccio della scrittura dannunziana; oppressori e vinti e rivoltosi; una Sicilia che sembra uscita dalle fiabe più nere; un protagonista che, suo malgrado, si trova coinvolto in tutte queste cose; eccetera. Le doti di Vincenzo Consolo sono innegabili, ma la sua scrittura, densissima e barocca, sovrabbondante e fuori misura, provoca il capogiro, fa venire il mal di mare e l'allergia al lirismo, finendo col rendere l'enigma del romanzo ancora più inafferrabile, indecifrabile. Alcune pagine sono mirabolanti nella scrittura e profondissime nel messaggio, ma il romanzo, nella sua interezza, è un labirinto di immagini esoteriche, riferimenti biblici, illuminazioni mistiche, squarci di terrificante oscurità, frammenti di racconto, fantasmi d'inchiostro. È senza dubbio un'esperienza inebriante, perdersi dentro quel labirinto. Una volta riusciti ad uscire, però, non si può fare a meno di tirare un bel sospiro di sollievo!

Ciononostante, Nottetempo, casa per casa vinse lo Strega nel 1982. È il miglior romanzo di Consolo? Forse no. È un romanzo perfetto ed imprescindibile? Manco per niente. Però vale comunque la pena leggerlo, per non dimenticare che c'è stato un tempo in cui anche le giurie letterarie italiane premiavano i progetti ardimentosi e poco scontati, non i compitini svolti diligentemente ed i progetti editoriali a tavolino, le storie d'amore sulle montagne, le pseudo-biografie dei ducetti, i trascurabili momenti o le basse infedeltà.


«In questa zona incerta, in questa luce labile, nel sommesso luccichìo di quell'oro, è possibile ancora la scansione, l'ordine, il racconto? È possibile dire dei segni, dei colori, dei bui e dei lucori, dei grumi e degli strati, delle apparenze deboli, delle forme che oscillano all'ellisse, si stagliano a distanza, palpitano, svaniscono? E tuttavia per frasi monche, parole difettive, per accenni, allusioni, per sfasature e afonie tentiamo di riferire di questo sogno, di questa emozione. Viene e sovrasta un Nunzio lampante, una lama, un angelo abbagliante. Da quale empireo scene,da quale paradiso? O risale prepotente da quale abisso? È lui che predice, assorto e fermo, ogni altro evento, enuncia enigmi, misteri, accenna ai portenti, si dichiara vessillo, simbolo e preambolo d'ogni altro altro spettro. Da sfondi calmi, da quiete lontananze, dagli ocra, dai rosa, dai bruni, da strati sopra strati, chiazze, da scialbature lievi, da squarci in cui traspare l'azzurro tenero o il viola d'antico parasceve, lo Scriba affaccia, in bianca tunica, virginea come la sua fronte o come il libro poggiato sui ginocchi. Venne poi il crepuscolo, la sera. Una sera azzurra e bruna, vermiglia e gialla. Con un reticolo d'ombre, di caligini, un turbine di braci. È l'ora questa degli scoramenti, delle inerzie, degli smarrimenti, delle malinconie senza rimedio, l'ora delle geometrie perfette, delle misure inesorabile, la sfera il compasso la clessidra la bilancia... (la luna suscita muffe, fiori di salanitro...) l'ora della luce bianca, della luce nera, sospesa e infinita. Oltre sono i foschi cieli e le chiome degli alberi impietrati,gli scuri ingressi degli antri, delle vuote dimore, del volo di vespertili, verso della civetta. Oltre sono le Rovine».
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews150 followers
November 24, 2010
la prosa di consolo è densa, pastosa, difficile, quasi barocca. è un modo di scrivere che evoca odori, profumi, scogli e campi arsi.
ci ho ritrovato qualcosa del mio adorato bufalino- da leggere ancora, ancora e ancora.
Profile Image for Michele.
15 reviews3 followers
November 14, 2020
Prosa formidabile, debordante anima sicula, con una prima metà da riempirsi gli occhi e la seconda un po' troppo "free-form", del tutto contrastante con l'affascinante descrittivismo che la precede. Una lettura, comunque, la merita.
Profile Image for Flavio Mele.
55 reviews6 followers
August 31, 2024
Premessa: sono abbastanza certo di non aver capito nulla, quindi leggete questa recensione sotto quest'ottica. (Per quanto, se un libro così corto risulta incomprensibile c'è un problema oggettivo)

Commento breve: anche no.

Commento lungo:
Partiamo dallo stile. Nauseante fino allo sfinimento. Vuole chiaramente scimmiottare D'Annunzio che tra l'altro nomina almeno tre volte, misto con questi termini regionali che io onestamente boh, cioè non capisco se sono semplicemente termini molto desueti o è proprio siciliano (ma secondo me la seconda), quindi il risultato è che non si capisce un niente. Cioè ci sono veramente delle intere frasi incomprensibili, sembra di leggere Il Lonfo! C'è una scena di sesso che vi potete solo immaginare come sia scritta. Si salvano le descrizioni del paesaggio, che è qualcosa che si sposa bene con la prosa lirica, ma non mi puoi scrivere allo stesso modo anche la trama, non puoi scrivere tutto per metafore anche quando un tizio si trova i carabinieri sotto casa, dai.
La trama. Boh, c'è trama? Un maestro di scuola siciliano è costretto a fuggire dalla sua patria perché la sua famiglia anarchica è minacciata dai fascisti. Ok. Il problema è che questo è letteralmente il finale. E le 150 pagine precedenti? 'Ns'è capito bene. Diciamo che vagamente il prima è tutta preparazione. L'unica cosa utile sono ovviamente i movimenti politici del paesello, ma comunque non sono chiari: si capisce a un certo punto che c'è un nobile del paese che diventa fascista e che quindi diventa in pratica il nemico e tutti gli abitanti del paesello oscillano tra il socialismo e l'anarchismo, ma in realtà non c'è nessuna reale riflessione in merito, se non il fatto che appunto sul finale il maestro è costretto a fuggire per questa situazione (tra l'altro lasciando la sua famiglia lì). L'unico momento reale, che è chiaro solo perché non poteva essere scritto in modo troppo retorico dato che è un monologo, è il comizio di una sindacalista che parla delle donne lavoratrici, che è l'unico pezzo che mi è piaciuto dell'intero libro.
I personaggi, tutti completamente inutili: c'è un intero capitolo a tre quarti di libro in cui viene inserito un nuovo personaggio che vende scarpe, e tu dici ma chi è? Ma che vuole? Non si sa. C'è l'amico del maestro che fa incontri strani e poi viene arrestato, conseguenze? Nessuna. C'è il padre del maestro che è accusato di essere un lupo mannaro, ma in realtà è un socialista/anarchico e viene molestato dagli sgherri del nobile, quindi ste accuse di lupo mannaro perché? Non è chiaro. C'è la sorella del maestro che si dice che ha problemi mentali, ma io onestamente sti problemi non li ho visti, quindi a cosa serve? Boh. Ma soprattutto uno dei personaggi di questo libro è Aleister Crowley. Ci sono scene di orge, riti strani, lui che entra in una chiesa e si incanta a guardare gli affreschi, e qual è esattamente il punto? Ditemelo voi perché io non lo so.

Leggerò altro di Vincenzo Consolo? Se scrive sempre così, neanche sotto tortura.
Profile Image for Francesca.
2,190 reviews171 followers
September 1, 2026
Romanzo che rievoca la genesi del fascismo nella Sicilia degli anni Venti, trasformando la cronaca storica in una tragedia senza tempo.
Ma oltre la trama, l’aspetto che colpisce e affascina è la sua prosa orchestrale, un espediente stilistico unico dove la narrazione travalica i confini del romanzo per farsi "poesia in prosa". Consolo adotta una lingua colta, stratificata e volutamente arcaica, impastando il dialetto siciliano con latinismi e termini preziosi, sostenuti da una rigida cadenza metrico-ritmica costruita su endecasillabi e settenari implicitamente incastonati nel testo. Questo registro magmatico e ipnotico serve a contrastare l'orrore del reale, la violenza della follia e dell'ideologia dominante che s'incarna sia nelle turbe intellettuali del giovane Petro, posseduto dalla follia, sia nella diffusione strisciante del fanatismo squadrista.
Il linguaggio procede per accumulazioni sensoriali, metafore visive ed echi lirici capaci di dare voce ai vinti e al paesaggio siciliano soffocato dal presagio del buio, attraverso una straordinaria tensione formale in continuo crescendo, tanto che la parola diventa un baluardo etico la cui bellezza oppone la sua resistenza morale alla sopraffazione, all'ignoranza e all'oscurantismo che minacciano di travolgere le coscienze, casa per casa.
Profile Image for Luca Frasca.
484 reviews10 followers
February 25, 2023
Mah!
Ennesima conferma storica che il premio Strega si fa un vanto nell’assegnare riconoscimenti ai titoli meno meritevoli.
Forse la giuria si è lasciata sedurre dalla pretenziosissima scrittura di sapore barocco, sovrabbondante e appesantita fino alla sfinimento: una sorta di Bufalino impoverito.
Peccato! Perché nei passaggi nei quali l’autore non indulge al suo onanismo letterario, la narrazione si rivela scorrevole ed avvincente: ma trattasi di passaggi rari!
Una vicenda sconclusionata, sorta di peripezia picaresca, raccontata con uno stile di pari inutilità.
Profile Image for Marilù Calsolaro.
55 reviews
February 2, 2026
Un libro misterioso e complicato. Una scrittura particolare, con una punteggiatura ancora più particolare (elenchi senza punteggiatura, per esempio). Le storie di vita raccontate sono quelle di una Sicilia che subisce il fascismo ma che, allo stesso tempo, vuole ribellarsi inneggiando all'anarchia. Strano, ma mi è piaciuto
Profile Image for Pietro Bertino.
Author 19 books5 followers
July 16, 2026
Un libro prezioso, linguisticamente prodigioso. Ambientato all'ascesa del fascismo in Sicilia, attraverso lo sguardo di Petro, giovane uomo che scrive e legge, si assiste tra segni mistici ed esoterici e fatti concreti e crudeli, allo svelamento del fascismo per quello che è: violenza gratuità, meschinità, riduzione dell'umanità al grado zero.
Un libro bellissimo che parla a noi oggi.
Profile Image for Maria Beltrami.
Author 49 books78 followers
January 25, 2013
Una Sicilia sospesa tra i suoi arcaismi, le tradizioni e le superstizioni, resi ancora più evidenti dal linguaggio prezioso di Consolo, e il risveglio portato dalle fedi socialista e anarchica, con le manifestazioni che sfoceranno in tragedie, e il fascismo in agguato.
In questo mondo si muove Petro, il protagonista, unico ancora lucido in una famiglia che l'uscita dalla propria condizione ha portato alla follia, e che per essere tale, per aver rivendicato i suoi diritti, compreso quello all'amore, dovrà alla fine darsi alla latitanza.
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