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O César o nada

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O César o nada trata del círculo que inician los renacentistas Alejandro VI, César y Lucrecia Borgia y cierra Francisco de Borgia como duque de Gandía, general de la Compañía de Jesús y uno de los inspiradores y ejecutores de la Contrarreforma. En una misma familia emparentada con la realeza y el poder religioso y económico de Europa y América se plasma la pulsión del cambio del humanismo renacentista y la reacción dirigida a que todo cambie para que el orden establecido cambie lo menos posible. Maquiavelo, Alejandro VI, el Gran Capitán, Lucrecia Borgia, Leonardo, Miguel Ángel, Savonarola, Juana la Loca presencian las «corridas» de César Borgia como el empeño de un matador confiado en la virtud que reúne la razón y la fuerza contra el fatalismo de la providencia o del destino.

416 pages, Paperback

First published January 1, 1998

4 people are currently reading
128 people want to read

About the author

Manuel Vázquez Montalbán

281 books353 followers
Manuel Vázquez Montalbán was a prolific Spanish writer: journalist, novelist, poet, essayist, anthologue, prologist, humourist, critic, as well as a gastronome and a FC Barcelona supporter.

He studied Philosophy at Universidad Autònoma de Barcelona and was also a member of the Unified Socialist Party of Catalonia. For many years, he contributed columns and articles to the Madrid-based daily newspaper El País.

He died in Bangkok, Thailand, while returning to his home country from a speaking tour of Australia. His last book, La aznaridad, was published posthumously.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Labijose.
1,147 reviews758 followers
June 22, 2018
Nada del otro mundo, pero recuerdo que me entretuvo.
Profile Image for Mazel.
833 reviews133 followers
February 9, 2010
Le messager que reçoit Nicolas Machiavel une nuit, alors qu'il dispute avec hargne une partie de carte, est au bout de l'épuisement. La nouvelle qu'il apporte à l'auguste stratège, d'une importance capitale, semble pourtant avoir mérité la fatigue et les épreuves qui se lisent sur son visage : César Borgia est mort.

Avec l'évocation du célèbre personnage se déroule bientôt l'histoire, grandiose et tragique, d'une famille qui lutte pour le pouvoir. Une lutte, qui en servant les intérêts des individus, tente de soutenir l'Europe dans son combat contre les forces de l'obscurantisme...

Manuel Vasquez Montalban nous entraîne dans une aventure éternelle : la quête des hommes pour le pouvoir. Avec le talent qu'on lui connaît, le créateur de Pepe Carvalho transcende l'histoire de l'Italie de la Renaissance et fait des Borgia des héros dramatiques aux prises avec leur époque.

Voilà un grand roman, haletant, porté par le souffle titanesque de ces volontés qui font fléchir le court de l'histoire.
Profile Image for Mazel.
833 reviews133 followers
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August 8, 2009
Le messager que reçoit Nicolas Machiavel une nuit, alors qu'il dispute avec hargne une partie de carte, est au bout de l'épuisement. La nouvelle qu'il apporte à l'auguste stratège, d'une importance capitale, semble pourtant avoir mérité la fatigue et les épreuves qui se lisent sur son visage : César Borgia est mort.

Avec l'évocation du célèbre personnage se déroule bientôt l'histoire, grandiose et tragique, d'une famille qui lutte pour le pouvoir. Une lutte, qui en servant les intérêts des individus, tente de soutenir l'Europe dans son combat contre les forces de l'obscurantisme...


Manuel Vasquez Montalban nous entraîne dans une aventure éternelle : la quête des hommes pour le pouvoir.

Avec le talent qu'on lui connaît, le créateur de Pepe Carvalho transcende l'histoire de l'Italie de la Renaissance et fait des Borgia des héros dramatiques aux prises avec leur époque.

Voilà un grand roman, haletant, porté par le souffle titanesque de ces volontés qui font fléchir le court de l'histoire.
Profile Image for La Strega.
327 reviews35 followers
September 14, 2014
Tre stellette e mezza che arrotondo con piacere a quattro, dato che, una volta tanto, un romanzo sui Borgia non si limita a sordide scene di sesso più o meno incestuoso, ma racconta effettivamente qualcosa dello scenario politico in cui Cesare, Rodrigo & Co. si sono mossi e in cui hanno agito.

La narrazione procede liscia e senza troppi aspetti romanzati, lo stile dell'autore è molto scorrevole (mi sarebbe piaciuto leggere il libro in lingua originale!) e i personaggi sono ben delineati. Peccato per quella ventina di pagine finali che annoiano un po', ma d'altronde trattavano del periodo post-Cesare... e o lui o nulla. ;)
626 reviews2 followers
September 29, 2019
Es cierto que la historia de los Borja (Borgia), tanto Rodrigo como César, es fascinante, pero debo decir que contada por Manuel Vázquez Montalbán le da un sabor especial. Se lee fácil y con mucho interés aunque hubiese querido ver reflejada de manera algo más explícita la visión estratégica de ambos individuos. Aparece parcialmente en algunos diálogos con Maquiavello - que es otro personaje principal en la historia - pero creo que pudo sacársele más provecho. Siendo interesante, me pareció más flojo el capítulo dedicado a Francisco de Borja.
Lo recomiendo por la historia misma y recomiendo como complemento - no resulta redundante - leer la historia contada por Mario Puzo.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books45 followers
January 20, 2020
Cesare Borgia tiranno migliore dei tirannucoli disprezzabili di cui ha usurpato i regni? Meglio il terrore funzionale di uno solo che il terrore gratuito di molti?

Inizialmente Montalbán sembra darci una neorealistica visione del romanzo criminale borgiano, con Cesare nel ruolo del Libanese* e i parafernalia di rito: quasi totale accettazione della leggenda nera di famiglia, cadaveri rigettati dal biondo Tevere, espiazione finale per mezzo di san Francesco Borgia.
Poi vira con decisione verso il romanzo politico, lucido, dichiaratamente machiavelliano (c’è chi dice gramsciano ma, non avendo letto Gramsci, non saprei), essendo stato Niccolò stesso il primo a subire la fascinazione dell’ex cardinale e a vedere forse in lui l’incarnazione di una delle sue principali idee – dico “una” perché è ormai acquisita la preferenza del pensatore per forme di governo repubblicane, cioè oligarchiche, e non per la monarchia (quello sarà Hobbes semmai), laddove il Principe, la più alta opera di politologia mai scritta, si limita a comparare pregi e difetti de principatibus.
Al plurale.

Altri storici ritengono che sia stato Ferdinando d’Aragona il modello più ammirato da Machiavelli: che con la consorte fu non meno spietato e usurpatore del Borgia, ma miglior uomo-marketing e ottimo costruttore della propria fama (il trono di Castiglia sarebbe spettato di diritto a Juana la Beltraneja, sorellastra di Isabella; per non parlare della figlia dei due, passata alla storia come Giovanna la Pazza, imprigionata per tutta la vita dal padre prima e dal figlio Carlo V poi, che preferivano governare loro, forse avendone avuto abbastanza di una regina in famiglia).

Che non è un’altra storia, visto l’intreccio di storia italiana e spagnola in questo romanzo. E ci ricorda che, banale ma esatto, la storia la scrivono solo i vincitori.
La cosa certa è che il Machiavelli dipinto da Montalbán è di un servilismo così scodinzolante da infastidire, e i suoi dialoghi con Cesare inutili e ridondanti, al pari delle comparsate di un macchiettistico Leonardo da Vinci.
Ma forse sbaglio io a non capire la funzione didascalica della messa in scena (Brecht?) dello scrittore catalano.

Di certo, se si potesse fare la storia con i se, sarebbe divertente portare avanti lo scenario di un’Italia borgiana unificata già nel XVI secolo, protetta dalle mire di Franza e Spagna… Intanto non avremmo avuto i Promessi Sposi, con grande gioia di tanti studenti.
Ci saremmo risparmiati i Savoia e quindi Emanuele Filiberto al Festival di Sanremo e a Ballando sotto le stelle, che al giorno d’oggi non mi pare poco.
Ma senza le guerre d’indipendenza non avremmo avuto neanche Senso, e sarebbe un peccato. Un’Italia unificata dal figlio del papa: ci vorrebbe uno Stendhal, un Balzac, per rendercela viva e credibile. Probabilmente non sarebbe stata una teocrazia: troppe erano le esigenze di una monarchia moderna, e ne discutono infatti Cesare e Machiavelli (entrate fiscali certe, esercito nazionale, espansione coloniale…). Uno Stato cattolico sì, ma alla fine delle guerre di religione il credo sarebbe passato in secondo piano e forse ci saremmo risparmiati pure la Riforma e la Controriforma.

Né Alessandro VI era poi il tipo del papa intollerante e oscurantista, anzi, fin sospette apparivano le sue aperture alle altre religioni monoteiste – e tanto più risibile il ritratto falsato che ne dà 999 – L’ultimo custode, funzionale solo a farne un cattivo e un nemico dell’ecumenico Pico della Mirandola.

La vicenda Savonarola dimostra ampiamente da che parte stesse la modernità. Chissà, forse a quest’ora avremmo una chiesa laica quanto quella anglicana, preti sposati (figurarsi: potendo, sarebbe stata la prima riforma di Rodrigo) e qualche pedofilo di meno.

Mi è spiaciuto invece che Montalbán si lasci sfuggire varie occasioni di approfondimento dei lati più neri dell’uomo-Cesare: nel rapporto con le donne ma soprattutto nella gelosia per il fratello Juan, matrice dell’episodio più oscuro e abnorme di tutta la sua biografia.
E’ come se il Valentino, del quale rimane alla fine l'immagine del matador fusione di uomo, di cavallo bianco e di toro nero, fosse rimasto un enigma anche per lui, come se in fondo anche lui ne fosse rimasto intimorito, pietrificato.

Aggiungo (e non è facile psicologismo): che Cesare fosse uomo, o superuomo, tutto cervello e volontà e zero sentimenti e passioni, è conclamato, e fa benissimo Montalbán a non inventargliene. Ma nello spiegare il suo crollo alla morte del padre, i suoi tanti errori finali, non si accorge (a differenza della Bellonci, che non ha avuto paura di scrivere di sentimenti, e molto) di quante passioni, di quanto odio, di quanta legittima sete di vendetta Cesare – l’uomo non passionale e non sentimentale – si fosse attirato in Italia, in Spagna e anche in Francia.
Nessuno lo amava; troppi lo odiavano a morte; nessuno, tranne la sorella, fece nulla per lui quando cadde in disgrazia.
Fu stoltezza quindi, da parte sua - dopo aver passato la vita preferendo essere temuto che amato - presumere di trovare accoglienze calorose, affetto e soccorso quando era ormai con tutta evidenza un leone malato.
La storia dei potenti anche di passioni è fatta: non tutto ciò che è reale è razionale.

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* - E che sarebbe, 'sto progetto?
- Ancora non hai capito, Satana? Io voglio quello che volete tutti voi.
- E cioè?
- Roma.
Profile Image for Theut.
1,886 reviews36 followers
May 22, 2015
4 stelle perché ho apprezzato la ricostruzione storica della famiglia Borgia (potevo aspettarmi altrimenti da Montalbán?) e per l'interesse che si prova per quasi tutta la narrazione per vicende passate ormai da secoli. Cesare rimane una figura sardonica, affascinante.
Un unico grosso difetto: alcune parti sono un po' accessorie e sembrano messe lì per allungare il romanzo. Peccato, ma non altera il mio giudizio.
Profile Image for Moureco.
273 reviews3 followers
June 9, 2013
Terá sido para César Bórgia e não para Lorenzo de Médicis que Maquiavel escreveu 'O Príncipe'?
Com todo o peso histórico que a historia tem, e confiando que a pesquisa de Montalbán foi exaustiva, creio ainda assim que o texto podia ser mais cativante. Ou a culpa é da tradução, o que até é muito provável...
Profile Image for Angel Serrano.
1,373 reviews12 followers
May 5, 2013
César Borja, hijo del Papa Alejandro VI luchará con la ayuda de Nicolás Maquiavelo y Leonardo Da Vinci para unificar Italia bajo el mandato de un Estado Pontificio. Francia y España no están muy interesadas.
Profile Image for Suzel.
124 reviews2 followers
August 11, 2011
BMTG
Nice historical romance, rather too light and romanced for my taste. Biased too.
A holiday book.
Profile Image for Imma Marzovilli.
65 reviews1 follower
June 12, 2022
Un libro letto ai tempi del liceo per la prima volta ma che prendo in mano periodicamente. La storia dei Borgia romanzata che intrattiene alla perfezione! Pruriginoso quanto basta.
52 reviews
November 1, 2022
La dynastie Borgia, telle qu'elle a ensuite été adaptée sous forme de série, c'est un thriller, un livre d'histoire, un polar, tout celà sur fond de politique vaticane. Du sexe, de la violence, la guerre, l'amour, tout ce qu'il faut pour nous garder en haleine jusqu'à la fin
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