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La fine del mondo. Contributo all'analisi delle apocalissi culturali

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La fine del mondo raccoglie le note di una ricerca sulle apocalissi, che Ernesto De Martino condusse per vari anni e che fu prematuramente interrotta dalla morte. In queste note, che rappresentano una grande summa delle espressioni più alte del suo pensiero, il tema della fine del mondo viene sottoposto a un'interrogazione antropologica a vastissimo raggio, che sonda i territori della psicopatologia, dell'etnologia, della storia delle religioni, della filosofia e della letteratura moderna e contemporanea, per aprirsi a questioni radicali sul senso dell'uomo e della cultura.
La presente ristampa (con una nuova Introduzione di Clara Gallini e Marcello Massenzio) dell'edizione del 1977 rimette in circolazione un testo più che mai desiderato e atteso in un momento come quello attuale, così marcato dalla percezione della necessità di costruire strumenti culturali adeguati a ritrovare le tracce di quella «via difficile dell'umanesimo moderno», sostanziata di valori civili, che Ernesto De Martino andava prospettando come argine agli incombenti rischi dell'apocalisse.

727 pages, Paperback

First published January 1, 1977

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About the author

Ernesto de Martino

34 books30 followers
Ernesto de Martino (1 December 1908 – 9 May 1965) was an Italian anthropologist, philosopher and historian of religions. He studied with Benedetto Croce and Adolfo Omodeo, and did field research with Diego Carpitella into the funeral rituals of Lucania and the tarantism of Apulia.

Ernesto de Martino was born in Naples, Italy, where he studied under Adolfo Omodeo, graduating with a degree in philosophy in 1932. His degree thesis, subsequently published, dealt with the historical and philological problem of the Eleusinian Gephyrismi (ritual injuries addressed to the goddess) and provides an important methodological introduction to the concept of religion. Clearly influenced by reading Das Heilige by Rudolf Otto, de Martino preferred to emphasize the choleric nature of the believer, overturning the German scholar's thesis and making it capable of being applied to relations with gods in polytheistic religions and spirits in animist religions.

Attracted by the ideological stance of the regime, for several years de Martino worked on an essay interpreting Fascism as a historically convenient form of civil religion. However, the attempt was insubstantial and the work, still unpublished, was gradually rejected by the author, who subsequently approached left-wing ideas and after the war became a supporter of the Italian Communist Party. At this time, which we now call the "Neapolitan" period, lasting until 1935, de Martino fell under the spell of the personality and work of an archaeologist who was particularly open-minded concerning the ancient history of religions.

De Martino has also been a very charismatic mentor and teacher. From 1957 to his death he taught ethnology and history of religions at Cagliari's University.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for sigurd.
207 reviews33 followers
May 3, 2018
ho la seconda edizione (quella del 2002), ma ne è uscita di recente, forse un paio di anni fa, una in Francia che pare sia migliore. questo ultimo lavoro mai ultimato di Ernesto de Martino, il più grande antropologo italiano, morto negli anni 60, ha una prima parte molto densa su quelle che lui chiamava le "apocalissi psicopatologiche": esperienze al limite, come le forme deliranti schizofreniche, i vissuti di depersonalizzazione e derealizzazione, la catatonia e i deliri di negazione... e una seconda e terza parte che si concentra sulle apocalissi religiose e culturali. ci sono, per chi volesse approfondire la parte psicopatologica, alcuni capitoli molto belli nel libro di starobinski "l'inchiostro della malinconia", sempre edito da einaudi, dove si riconduce, secondo una tesi del medievalista francese Gaston Paris, la leggenda dell'ebreo errante ad alcuni deliri presenti in pazienti catatonici, come quello di immortalità: questi pazienti si vedevano condannati all'immortalità e costretti a vivere per sempre, vagabondando per il mondo. Il delirio di immortalità non era un delirio su base megalomanica, ma un delirio di negazione. Negavano la loro stessa esistenza, e quindi anche la loro morte. tesi affascinante e che forse de martino conosceva, visto che per tutta la sua vita, e in particolare nell'ultimo periodo, cercò di spiegare molti miti e leggende alla luce di vicende psicopatologiche; fu un grande esponente dell'etnopsichiatria.
Profile Image for Fabrizio Valenza.
Author 65 books36 followers
September 18, 2021
Un libro illuminante per certi versi, come nel caso del concetto di fine del mondo e conseguente antropologico-psicopatologiche, ma superato per altri versi, come l’impostazione marxista che lo porta talvolta a sottostimare l’importanza spirituale dei paradigmi religiosi.
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