Maria Rosa Cutrufelli è nata a Messina, ha studiato a Bologna e attualmente vive a Roma. Ha pubblicato otto romanzi, tre libri di viaggio, un libro per ragazzi e numerosi saggi. Fra i romanzi ricordiamo: La donna che visse per un sogno (finalista al premio Strega nel 2004), Complice il dubbio (da cui è stato tratto il film Le complici) e Il giudice delle donne (tutti pubblicati da Frassinelli). Il suo ultimo saggio è Scrivere con l’inchiostro bianco (Iacobelli). Ha curato antologie di racconti, scritto radiodrammi, collaborato a riviste e quotidiani nazionali. Ha fatto parte della redazione di “Noi Donne”, fondato e diretto la rivista “Tuttestorie” e insegnato Scrittura creativa all’Università La Sapienza di Roma. I suoi libri hanno vinto diversi premi e sono stati tradotti in una ventina di lingue.
This is a very beautiful book on one of the least known chapters in the history of Italian Unification. Cutrufelli was actually a historian who wrote volumes on the history of the "sottosviluppo del sud" before turning the same portion of history into a historical novel. What struck her during her archival researches was that, throughout all the trial documents she read, briganti's male voices could be heard and read - but female ones (there were female brigantesse, after all) where nowhere to be found.
How does a woman move from holding high hopes for Garibaldi and his 'liberation' of the South to joining the 'reazione', i.e. the outlaws fighting against the newly founded Regno d'Italia? Cutrufelli does a great job at telling this story (retrospectively) from the point of view of an aristocratic woman who has joined the 'briganti' in a moment in which her life did not leave her much choice.
Their struggle and their clandestinity inevitably reminds us of the later anti-Fascist resistenza during WWII, although many would argue that these two phenomena ("briganti" e "partigiani") have nothing to do with each other. The problem is right there: there are more similarities than differences; yet we forget so much more easily the "resistance" the South opposed to the Piedmontese army and ideologues, because it goes against a story we are still part of today.
"Ommə se nasce, brigante se mmorə" termina la canzone popolare; ebbene, questo è un raro caso di "Donna si nasce, briganta si muore". Rivolgendosi alle pagine meno studiate della storia italiana, Maria Rosa Cutrufelli ricostruisce una vicenda di soprusi, ribellione e sconfitta doppi, poiché vissuti dalla parte di soggetti subalterni tanto donne quanto meridionali.
— [...] notai mescolate fra la folla due donne vestite di nero come me, con un fitto velo calato a nascondere il viso. mi sembrò in una di riconoscere le movenze un po' goffe della Bizzarra. fu un'allucinazione? o forse un'illusione ottica dovuta al velo distorcente delle lacrime che mi bagnavano gli occhi feriti dalla luce e dalla debolezza. [...] mentre tornavo in cella udii, chiara dentro di me, la voce della Bizzarra che rispondeva alle arguzie poco gradite di un capobanda: «sono briganta, io, non donna di brigante». e il ricordo di quelle parole mi dette forza e dignità.
Letto per la mia classe di italiano. La Cutrufelli offre una forte rappresentazione delle donne che avevano partecipato al fenomeno del brigantaggio. Il loro abbigliamento maschile, il loro posare a gambe divaricate è un chiaro insulto alla morale dell’epoca and we love them for that.