Phileas Taylor Barnum è stato il più grande impresario circense della seconda metà dell'Ottocento e il suo nome è diventato sinonimo di spettacolo, di immenso baraccone di portenti. Per Alessandro Baricco, Barnum è un mondo che si squaderna come un Grande Show, come una sequenza ininterrotta di spettacoli: spettacoli che son tali per definizione e spettacoli che son tali loro malgrado, gli uni e gli altri registrati con divertita passione. Scritti per la rubrica che Baricco firma settimanalmente sulla "Stampa", i Barnum rivelano, ora raccolti in volume, una partitura segreta di irresistibile fascino. A ritmo serrato entrano in pista Jovanotti e Mike Bongiorno, la faccia di Funari e il popolo della Lega, la voce di Carmelo Bene e quella di Tom Waits, la musica di Michael Nyman e il minimalismo di Philip Glass, Topolino e Carlo Magno, la Liguria e la California, un film sterminato di Wim Wenders e una lunga coda davanti al Louvre. Un circo dentro il circo, un teatro dentro il gran teatro del mondo.
Alessandro Baricco is an Italian writer, born at Torino in 1958. He's the author of several works, including the novels Lands of Glass (Selezione Campiello Award and Prix Médicis Étranger), Ocean Sea (Viareggio Prize), Silk, City, Emmaus or Mr. Gwyn, among others.
He is also the author of the majestic rewrite of Homer’s Iliad, the theatrical monologue Novecento, the essays Next: On Globalization and the World to Come or The Game.
Baricco hosted the book program "Pickwick" for Rai Tre, which, according to Claudio Paglieri, "invited Italians to rediscover the pleasure of reading." In 1994, he founded a school of "writing techniques" in Turin called Holden (as a tribute to Salinger), which, under his direction, has been a resounding success. Since the publication of Silk, which has become a long-standing bestseller both in Italy and internationally, Baricco has established himself as one of the great Italian writers of the new generations.
He was awarded the Fondazione Il Campiello Prize in 2020 and the Penna d’Oro Prize in 2022 for his body of work.
Questo libro me lo sono gustato un boccone alla volta. Leggevo un articolo, poi lo lasciavo lì a sedimentare nel cervello e nello stomaco diverso tempo, rimuginandoci sopra. Perché è questo che è, Barnum: un'occasione di riflessione. Baricco - che mi suscita un'invidia profonda, qui, per la possibilità di prendere un biglietto quando vuole per andare dove vuole e fare ciò che vuole con la scusa di volerci scrivere su - guarda il mondo, alla tv, in teatro, dal vivo, e ci pensa un po' su. E quel che ne esce è un pensiero unico sull'umanità, dalla musica classica al tennis al circo, che si riverbera immancabilmente in ogni aspetto della quotidianità. Così ti ritrovi a tradimento a cuocere un piatto di pasta e a pensare a cosa ha detto lui sul West, sugli errori commessi, sul cumulo di idiozie che ci sta sommergendo. Magari la pasta verrà scotta ma tu, che hai letto e riflettuto, sarai senz'altro al dente. Gli articoli - determinativi, se proprio devo scegliere - dell'umanità.
Leggendo qua e là recensioni, non mi trovo d'accordo che con questo libro B. dimostri di essere un bravo giornalista. O meglio, non è quello che mi viene in mente per primo. Mi viene in mente che è un bravo narratore: in questi pezzi trovo la sua voce, le cadenze un poco ruffiane, lo scivolamento di prospettiva che mi ricorda certi ribaltoni tipici di Sclavi - in ogni Dylan Dog c'e' un ribaltone, se va bene nella penultima pagina, altrimenti nell'ultima. Quello che intendo è che mi aspetto che dopo un periodo ne venga un altro, assonante; e invece in questi pezzi non va così. Mi stupisce poi con il suo italiano forbito, ma non caricaturale. Quel parlar bene, che diventa scrivere bene, che diventa raccontare. E quando racconti non puoi farlo bene o male, lo puoi fare solo in un modo. Altrimenti non è racconto, è qualcosa d'altro. Qui, un libro di racconti. Sopra tutti, Becker e Pogorelic.
Dipinge la realtà come un impressionista. Si destreggia tra recensioni di mostre,musei,libri,canzoni,concerti,personaggi,film ed eventi con leggiadria soprendente. Viene da chiedersi se abbia il dono dell'ubiquità,per poter partecipare a un mucchio di avvenimenti interessanti. 5 stelle.
Amo Baricco in ogni cosa che ha scritto, ma questo no, mi dispiace un sacco, ma ho trovato questa raccolta di racconti noiosa, inutilmente artificiosa e inutile.
È stata una lettura interessante, che, per una serie di ragioni, ho diviso in due momenti diversi di quest'altro anno incredibile della mia vita... L'ho potuto fare perché sono una serie di articoli settimanali scritti per il quotidiano "La Stampa", slegati l'uno dall'altro, ma tutti accomunati dalla personalissima visione del mondo di Baricco, che sembra paragonarli a spettacoli di un grande circo, il circo della vita. Le pagine che ho apprezzato di più sono state quelle che parlano di musica e letteratura. Un potpourri di riflessioni personali che non ha nulla a che fare con le pagine dei suoi romanzi, ma che ho letto con la stessa ammirazione per il modo di scrivere e di pensare di questo scrittore di cui poco a poco ho voglia di leggere tutti i libri.
non so se sono cambiata io, perchè i tempi sono cambiati... ma quanto ho rimpianto il libero parlare di qualche anno fa! Credo di non essere l'unica a percepire una sorta di castrazione collettiva. Il limite fra la critica e l'offesa è diventato labilissimo, se non annullato. Di conseguenza è un continuo disclaimer, degno di un bugiardino farmaceutico e si pesano le parole come fossero piombo: nelle storie social, nei video di youtube, negli articoli, nelle guide... è tutto toccato con i guanti, con le distanze, avendo cura di sottolineare il SECONDO ME, TRANQUILLI, SOLO DAL MIO PUNTO DI VISTA E PER LE MIE NECESSITÁ.
E invece no... sparare a zero, ma quanto è liberatorio? Dire la propria senza aver paura di urtare gli altri (perchè non è quello il tuo scopo, stai solo condividendo la tua visione), quanto è bello? Certo sono la prima che non amo esser offesa, sono la prima che sta attuando attenzione alle parole in perfetta comunione col periodo. Ma non posso fare a meno di pensare che tutto ciò ci opprime, e ci rende meno liberi.
Dov'è finita Aosta? Tutti in casa a vedere la Bibbia alla tivù? Mah. La provincia continua a essere un mistero insondabile. Ci arrivi e pensi: qui non si può che morire. Poi leggi sul giornale che quelli vivono meglio di tutti, piccoli paradisi borghesi che al confronto le metropoli sono inferni. Sarà.(...) Intorno il vago fastidio di quando capiti in quei posti in cui l'italiano è la seconda lingua.
(...)sono finito a Bologna, dove invece di piazza Chanoux c'è piazza Maggiore, ma sempre paesone è .
Diciamo che oltre a Novecento salvo l'aspetto giornalistico di Baricco. Che certo ha avuto il fondamentale ruolo di far appassionare alla lettura un bel po' di over 20 che poi hanno contribuito ad istigare me, all'epoca under 20...
Libro che va gustato a pillole, è il solito Baricco che ha la capacità di sviscerare ogni cosa che vede e tirarne fuori un racconto. Si va dal teatro allo sport, da Modena fino a New York, l'autore ci fa vivere le sue esperienze attraverso una scrittura impeccabile e spesso ironica.
1,5. non mi piace come autore—anche se la scrittura è scorrevole, questo libro mi ha annoiata in più punti. ovviamente è opinabile, ma *di mia spontanea volontà* non acquisterò altri suoi libri. alla fine a molti piace, e va bene così!
Lo definirei vagamente inutile. Adoro Baricco, e l’ho ritrovato nei commenti, e talvolta nella prosa. Ma potevano rimanere articoli, non necessitavano di essere raccolti in un libro.
Leggendo questo libro ho capito che io vorrei ascoltare la musica con Alessandro Baricco per farmela spiegare e poi ci guarderei la tv per farmi dire le cose che io non vedo e lui invece sì. Gli chiederei di raccontarmi le città, come respirano e mi farei spiegare lo sport, il calcio, il football americano e, perché no, anche il pallone elastico. A Baricco chiederei le recensioni dei libri più brutti che ha letto e poi, subito dopo, le recensioni di quelli stupendi. Gli chiederei di spiegarmi la poesia e il teatro e poi le cose strane che fanno le persone. Gli chiederei di leggere ad alta voce per capire come si trasformano le parole in suoni. Insomma mi farei raccontare il mondo, in modo da vedere anche io lo spettacolo che vede lui.