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Per un attimo immenso ho dimenticato il mio nome

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Luis ha abbandonato Tempestad, un paese che nessuna carta geografica riporta edove tutti giocano a scacchi o suonano il violino. È venuto a studiare aMilano dove si è diplomato al Conservatorio. E un giorno, mentre è seduto al Caffè Florian, a Venezia, incontra Chiara una giovane musicista che gli offre il ruolo di primo violino nel quartetto d'archi che sta organizzando. Con un obiettivo grandioso e folle: eseguire e incidere la grande fuga di Beethoven,opera immensa ed enigmatica, vertice estremo della musica romantica. Quali misteri nasconde un progetto del genere?

237 pages, Paperback

First published January 1, 2002

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About the author

Roberto Cotroneo

38 books33 followers
Sono nato ad Alessandria il 10 maggio 1961, dopo gli studi di filosofia e pianoforte ho iniziato giovanissimo la carriera giornalistica. Prima sull’Europeo e poi dal 1987, chiamato da Giovanni Valentini alla redazione del settimanale L’Espresso, giornale dove ho lavorato per 16 anni. Dal 1993 al 2001, sotto la direzione di Claudio Rinaldi, sono il responsabile delle pagine culturali e per più di un decennio uno dei critici letterari del settimanale. Sono stato editorialista di Panorama e dell’Unità. Tra il 1988 e 1989, con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto ho scritto stroncature letterarie per l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Ho condotto per alcuni anni la Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 il programma sul cinema indipendente de La7: La 25ª Ora. Dirigo la Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma, e i master creativi della Luiss (Luiss Writing School, Master of Art, Master of Music). Ho una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera, “Blowin’ in the Web”, e pubblico recensioni sul Messaggero. Vivo a Roma e ho due figli.

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365 reviews19 followers
May 2, 2014
un libro pesante e difficile, almeno per me. non è un caso se ci ho messo due mesi, a leggerlo. quasi fino alla fine, è un insieme di pensieri, ricordi, intenzioni. mentre lo si legge sembra seguire un filo logico, poi improvvisamente ci si rende conto che si è andati nel passato, presente e futuro in poche righe, per poi tornare indietro a contare pezzi di un puzzle enorme, che sembra formare uno specchio, con l'impressione dolorosa di ritrovarcisi. e la fuga non è una soluzione agli errori del passato, ma solo un'illusione temporanea di potersi liberare dei propri fantasmi.
ora l'ho finito, sono esausto, vado a leggere libri più leggeri, mi lecco le ferite. questo libro diventerà un contenitore, di ricordi e di sofferenze. non può essere un caso se la matita con cui l'ho sottolineato è finita con il libro, e ci resterà dentro. con ricette, foto, biglietti, disegni. parti di me.
non gli assegno un voto, perché non l'ho letto per farmelo piacere, ma perché dovevo affrontarlo, come una sfida con me stesso.

http://bookcrossing.com/journal/2692100

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