Freeman Wills Crofts è uno dei grandi autori della Golden Age del giallo, cui diede ufficialmente con il suo romanzo "I tre segugi" nel 1920. Autore prolifico e membro fondatore del famoso Detection Club, Crofts è noto soprattutto per la costruzione di trame intricate e ben congegnate, calibrate al millimetro, in cui l'investigatore è portato a smontare il brillante piano di una mente criminale astuta attraverso i mezzi canonici della polizia. Personaggio principale delle sue opere è l'instacabile ispettore Joseph French di Scotland Yard, segugio brillante e alacre, che risolve i più difficili enigmi attraverso il metodico lavoro di indagine e l'applicazione del suo acume e della sua esperienza in materia delittuosa.
Queste caratteristiche portano Crofts molto vicino al procedural vero e proprio e talvolta rendono le sue trame un po' asettiche, essendo completamente imperniate sull'enigma e dando poco spazio allo sfondo e alla caratterizzazione dei personaggi.
Avendo apprezzato il suo romanzo d'esordio, ho deciso di leggere altro di questo autore. La mia scelta è ricaduta su "Sudden Death" (1932), soprattutto perché trattava di delitti in camera chiusa, uno dei miei sottogeneri preferiti del giallo.
"Sudden Death" è un romanzo particolare, ingegnoso e piacevole, in cui Crofts si discosta dal suo solito stile impersonale e tecnico e dimostra una certa abilità anche nel tratteggio dei vari personaggi. Oltre alla piacevolezza della narrazione, il romanzo risulta estremamente godibile per l'acuta catena deduttiva e per l'apparato indiziario che consente all'ispettore French di giungere alla verità, riservando nelle ultime pagine un brillante colpo di scena molto drammatico.
La trama inizia con il racconto di Anne Day, giovane ragazza che, dopo la morte dei suoi genitori, è costretta ad andare a Londra per cercare un'occupazione che le consenta almeno di vivere dignitosamente. Riesce a scovare un impiego provvisorio come dama di compagnia di un'anziana signora ma, dopo la dipartita di quest'ultima, si trova ancora una volta a dover affrontare un futuro duro e incerto. Non ha speciali competenze e cercare un modesto lavoro sembra impossibile. Seguono per lei molti mesi di affanni, di privazioni e di speranze disattese, finché, all'ufficio di collocamento, le viene proposto un impiego che potrebbe fare al suo caso: il signor Grinsmead vorrebbe assumere una governante che badi a sua moglie, donna debole e invalida. Se Anne è fuori di sé per questo inaspettato colpo di fortuna, si stupisce ancor di più quando scopre che la paga che le viene offerta è sorprendentemente buona. Forse troppo buona. Dopo un breve colloquio con Grinsmead, in cui le spiega le mansioni che dovrebbe svolgere nella sua villa, accetta senza esitazioni, felice di aver trovato non solo un'occupazione ideale, ma anche un capo all'apparenza gentile e cordiale. Si trasferisce subito a Frayle, graziosa dimora dei Grinsmead circondata da un paesaggio idillico e ameno. Viene subito accolta con grande cordialità dall'istitutrice dei due bambini della famiglia, Mrs Edith Cheame, dalla cameriera e dalla cuoca, Mrs Meakin, le quali cominciano ad istruirla sugli orari della casa e sulle faccende domestiche. Non tutto però si rivela così gradevole come sembra: la padrona di casa, Sybil Grinsmead, a differenza degli altri, la tratta con freddezza e indifferenza, quasi come se non le importasse poi tanto della sua presenza. Nonostante ciò, Anne si trova a suo agio in quell'ambiente e impara in fretta a svolgere il suo mestiere, dimostrando grande energia e abilità nell'amministrazione della casa. Il maggior motivo di perplessità è costituito proprio da Sybil, il cui comportamento è davvero imperscrutabile: parla poco, si mostra distaccata verso tutti, a tratti è aggressiva e non sembra nutrire grande affetto per il coniuge. Passano i giorni e Anne, sebbene debba occuparsi di lei in quanto malata di nervi, non è ancora riuscita ad ingraziarsela.
Una sera i Grinsmead invitano alcuni amici per giocare a bridge, ma Sybil si ritira molto presto perché eventi come quello la eccitavano troppo. Anne l'accompagna nella sua stanza, la mette a dormire e torna di sotto, partecipando al suo posto al gioco. Proprio in quel momento comprende parte dello strano atteggiamento della sua padrona: scorge gli inequivocabili sguardi innamorati tra Mr. Grinsmead e la signora Holt-Lancing, moglie di un marinaio ora lontano per lavoro. Che fosse quello il motivo dell'ostilità di Sybil? Che avesse manie di persecuzione proprio a causa di quel legame tra suo marito e quella donna? Anne, preoccupata che l'eccitazione della padrona manifestata durante quelle sere potesse essere deleteria per la sua salute, si chiede se dei sonniferi possano almeno farla calmare un po'. Dopo averne parlato sia con Grinsmead che con il medico personale della signora, Anne va da Sybil e le suggerisce questo rimedio per poter sollevare i suoi nervi e dormire tranquilla. La padrona è titubante, sembra timorosa ma, alla fine, decide di accettare. Qualche giorno dopo avviene un evento inatteso: Sybil si scusa con Anne per averla trattata male sin dal suo arrivo e, piangente, le rivela cosa la angustia, aprendo finalmente il suo cuore alla giovane ragazza. La fonte del suo tormento, infatti, proprio come Anne aveva supposto, era data dalla relazione extraconiugale del marito, che la faceva tremendamente soffrire. Il suo terribile stato nervoso era inoltre dato dal suo terrore che, essendosi lei opposta al divorzio, lui volesse assassinarla per poter sposare la sua amante e impadronirsi della sua cospicua eredità. Per questo ha sempre diffidato di tutti nella casa, convinta che fossero dalla parte di Grinsmead. Anne, contenta di essersi guadagnata ormai la fiducia della padrona, cerca di consolarla e di dissipare le sue assurde fantasie. Eppure sorge in lei un dubbio: e se fosse realmente così? Sybil infatti non le sembra più quella lunatica che era apparsa in precedenza, tuttavia le sembra assurdo che il marito desiderasse toglierla di mezzo. Trascorre del tempo e le due donne divengono sempre più legate, parlando anche per molte ore in stanza prima di andare a dormire.
Un giorno Anne, nascosta da un albero, sente delle voci provenire dal giardino sul retro: sono quelle di Grinsmead e della signora Holt-Lancing. Riesce a carpire qualche frase, da cui le sembra che progettino qualcosa per superare l'ostacolo frapposto tra di loro. A questo punto Anne è spaventata, poiché le è stata fornita ora la prova che forse Sybil aveva ragione dopotutto. Da quel momento diventa guardinga e ogni notte controlla che la porta della camera da letto di Sybil sia davvero chiusa dall'interno.
Nonostante le sue diligenti precauzioni, avviene l'inevitabile: una mattina, bussando alla porta di Sybil per svegliarla, non ode alcuna risposta. Convinta che stesse ancora dormendo, scende al piano di sotto. Il tempo passa, ma Sybil non risponde alle forti chiamate e, allarmata dall'odore di gas che sembra fuoriuscire dalla stanza, allerta Grinsmead il quale forza la porta. Lo scenario che si trovano dinanzi è orribile, specie per Anne: Sybil giace ormai priva di vita nel suo letto, asfissiata dal gas della sua stufa. La porta era chiusa dall'interno, così come anche le finestre. Che si tratti di suicidio? Ma Anne non ne è affatto convinta... Interviene allora l'ispettore French, chiamato per investigare più a fondo nella vicenda. Egli, applicandosi con diligenza al caso, scopre, grazie ad un piccolo dettaglio, che non si tratta di un suicidio, ma di un diabolico omicidio. Attraverso una meticolosa indagine, svelerà segreti celati e riuscirà a catturare un astuto omicida, non prima che ci rimetta la vita una seconda vittima, di nuovo all'interno di una camera chiusa.
"Sudden Death" è un'opera particolare di Crofts e lo si intuisce già dalla sua costruzione, dal momento che la narrazione è divisa in due parti, caratterizzate ognuna da un andamento e da una focalizzazione diversa: la prima, che occupa la metà iniziale dell'opera e che torna con brevi capitoli verso la fine, presenta gli eventi dal punto di vista della governante, Anne Day; la seconda, che subentra nel mezzo del romanzo, è invece incentrata sulle indagini e le riflessioni dell'ispettore French.
La struttura bipartita costituisce l'elemento innovativo dell'opera rispetto al resto della produzione dell'autore: questa particolare disposizione consente a Crofts di rendere più "letterario" il suo romanzo e di attenuare l'asetticità insita nei metodi d'indagine rigorosi del suo protaginista principale, con la descrizione accurata dei vari personaggi e dei loro stati d'animo.
Alla fredda esposizione relativa alla ricerca di indizi, alle supposizioni e alla prassi della polizia che caratterizza la seconda sezione, si contrappone invece la narrazione calda, partecipata e coinvolgente della parte incentrata sulle vicende di Anne Day.
Il lungo preambolo in cui predomina la prospettiva di Anne permette al lettore di conoscere bene i vari personaggi e le loro personalità, di familiarizzare con loro, di avvertire l'atmosfera di crescente tensione e disagio che culminerà nel delitto in casa Grinsmead. Dunque la prima parte, propedeutica alla comprensione delle dinamiche successive inerenti al delitto, è una lunga parentesi, non ininfluente, in cui l'autore si concentra sull'atmosfera del romanzo, acuendo con grande abilità, con una "gradatio" via via crescente nel corso delle pagine, il clima di tensione e di straniamento scaturito dagli strani comportamenti che avvengono nella villa. Il fulcro fondamentale su cui ruota questa prima parte è soprattutto Sybil, su cui si converge l'attenzione di Anne, in quanto conscia che la strana aria che si respira in casa Grinsmead sia dovuta in particolare ai suoi atteggiamenti nevrotici e cinici. Crofts riesce con cura a delineare a tutto tondo i personaggi, non riducendosi a caratterizzare dei tipi fissi, semplici figure stilizzate, ma approfondendo virtù e vizi, difetti e pregi e ponendo in risalto soprattutto il cambiamento di atteggiamento della padrona di casa nei confronti della governante. Quest'ultimo, scaturito dalla dissipazione di ogni sospetto che prima nutriva nei suoi confronti, mette in luce la maestria dell'autore nel delineare le psicologie, mostrando come spesso le cose non siano quel che sembrano e come dietro comportamenti freddi spesso si celino profondi sofferenze taciute. Crofts si concentrerà poi su questo legame, funzionale anche per creare un clima di sospetto e di tensione generato dall'avvertimento di una fine imminente, sempre più vicina.
La seconda parte, invece, è più tecnica ed è dominata interamente dalla personalità gioviale e intraprendente dell'ispettore French. Attraverso l'esame puntiglioso delle prove, il confronto delle testimonianze e la logica, Crofts mostra qui il lato per cui è meglio conosciuto, quello prettamente procedurale, che funge da contropeso all'analisi psicologica che regnava nei primi capitoli.
Nonostante l'asetticità che potrebbe ovviamente generarsi dall'analisi scientifica dei fatti, tuttavia le pagine scorrono sia grazie ad uno stile fresco e dinamico, sia tramite le molte teorie che French espone e che vengono da lui stesso via via verificate e scartate. Questo processo tiene desto l'interesse del lettore nei confronti dell'enigma e riduce sempre più le possibili soluzioni, rendendo il mistero ancora più fitto e interessante da seguire.
La trama non presenta qui punti di stanca anche per via dell'astuzia dell'autore nel disporre i vari elementi dell'intreccio: all'indagine sul primo delitto segue, dopo una lunga serie di deduzioni, la soluzione del metodo, nel mezzo dell'opera; sapendo che questo potrebbe condurre ad un anti-climax, Crofts, proprio quando tutto sembra trovare una spiegazione logica, inserisce un altro delitto in camera chiusa, il quale sembra scardinare le certezze precedenti. La storia procede così con ritmo serrato, in un gioco continuo di soluzioni e errori. Notevole inoltre il finale, in cui lo scrittore, mettendo in rilievo di nuovo la sua bravura anche nel dipingere emozioni e sensazioni dei personaggi, riesce a costruire una grande atmosfera di tensione emotiva in coincidenza con l'inaspettato colpo di scena finale.
La caratterizzazione dei personaggi è il lato migliore e innovativo dell'intera opera. Crofts infatti, contrariamente al suo solito, dedica ampio spazio a delineare la psicologia e le sensazioni delle varie "dramatis personae" attraverso gli occhi di Anne.
Quest'ultima si presenta come una ragazza sfortunata ma intraprendente che, grazie alla sua tenacia, riesce a trovare un lavoro ideale. Forse troppo ideale: infatti da lì vivrà un incubo fatto di morte, sospetti, tensioni. Tutto però ruota attorno alla figura di Sybil, la quale si mostrerà prima fredda e cinica, poi, al contrario, rivelerà le sue paure e angosce. In tutto ciò il lettore resta con un dubbio, che amplifica sensibilmente il senso di oppressione che pervade il romanzo: Grinsmead è davvero quell'uomo scaltro e crudele che è dipinto dalla moglie?
L'atmosfera che ne scaturisce è grandiosa e perturbante, adatta a contornare il futuro crimine.
L'enigma giallo, infine, è molto ben congegnato e ingegnoso e rivela la grande abilità tecnica di Crofts. Il primo delitto ha una soluzione molto tecnica, forse un po' ostica per il lettore per quanto comprensibile alla luce dei disegni e delle cartine esemplificativi; il secondo, a mio avviso il migliore, ha una soluzione più semplice e, benché non sia originale, è ben gestita dall'autore. Il punto forte del meccanismo giallo, oltre alla dinamica delle due camere chiuse, è il modo con cui French giunge alla verità. Crofts è qui estremamente abile nel nascondere gli indizi, tanto che la soluzione giunge completamente inaspettata. Eppure tutti i piccoli dettagli erano presenti, invisibili tuttavia grazie alla grande misdirection dell'autore durante tutta la narrazione.
Dunque "Sudden Death" è un romanzo piacevole, con una trama ingegnosa e accattivante e una soluzione che non deluderà gli amanti del giallo classico.