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Il superuomo di massa
"Mi pare che si possa affermare che molta sedicente 'superumanità' ha solo come origine e modello dottrinale non Zarathustra, ma il 'Conte di Montecristo' di A. Dumas..."
Negli eroi del romanzo popolare, vendicatori, per via puramente fantastica, delle frustrazioni sociali del lettore, il Superuomo di Nietzsche troverebbe, insomma, i propri antenati. L'ipotesi di Gramsci viene qui saggiata mediante una analisi delle strutture narrative del feuilleton, dal secolo scorso ad oggi. Se vi è, a livello ideologico, un progetto consolatorio, deve esistere una struttura narrativa che lo rispecchia e lo promuove, e che deve presentare delle analogie rispetto alla struttura mercantile-distributiva del romanzo d'appendice. L'esame dei "Misteri di Prigi", dei "Beati Paoli", della meccanica dell'agnizione, di superuomini classici come Montecristo, Rocambole, Arsenio Lupin, Tarzan, eccetera, traccia una teoria del romanzo consolatorio e delle sue contraddizioni, valida anche per i prodotti di massa dei giorni nostri.
Negli eroi del romanzo popolare, vendicatori, per via puramente fantastica, delle frustrazioni sociali del lettore, il Superuomo di Nietzsche troverebbe, insomma, i propri antenati. L'ipotesi di Gramsci viene qui saggiata mediante una analisi delle strutture narrative del feuilleton, dal secolo scorso ad oggi. Se vi è, a livello ideologico, un progetto consolatorio, deve esistere una struttura narrativa che lo rispecchia e lo promuove, e che deve presentare delle analogie rispetto alla struttura mercantile-distributiva del romanzo d'appendice. L'esame dei "Misteri di Prigi", dei "Beati Paoli", della meccanica dell'agnizione, di superuomini classici come Montecristo, Rocambole, Arsenio Lupin, Tarzan, eccetera, traccia una teoria del romanzo consolatorio e delle sue contraddizioni, valida anche per i prodotti di massa dei giorni nostri.
195 pages, Paperback
First published January 1, 1976
About the author
Umberto Eco
911 books12.4k followersUmberto Eco was an Italian medievalist, philosopher, semiotician, novelist, cultural critic, and political and social commentator. In English, he is best known for his popular 1980 novel The Name of the Rose, a historical mystery combining semiotics in fiction with biblical analysis, medieval studies and literary theory, as well as Foucault's Pendulum, his 1988 novel which touches on similar themes.
Eco wrote prolifically throughout his life, with his output including children's books, translations from French and English, in addition to a twice-monthly newspaper column "La Bustina di Minerva" (Minerva's Matchbook) in the magazine L'Espresso beginning in 1985, with his last column (a critical appraisal of the Romantic paintings of Francesco Hayez) appearing 27 January 2016. At the time of his death, he was an Emeritus professor at the University of Bologna, where he taught for much of his life. In the 21st century, he has continued to gain recognition for his 1995 essay "Ur-Fascism", where Eco lists fourteen general properties he believes comprise fascist ideologies.
Eco wrote prolifically throughout his life, with his output including children's books, translations from French and English, in addition to a twice-monthly newspaper column "La Bustina di Minerva" (Minerva's Matchbook) in the magazine L'Espresso beginning in 1985, with his last column (a critical appraisal of the Romantic paintings of Francesco Hayez) appearing 27 January 2016. At the time of his death, he was an Emeritus professor at the University of Bologna, where he taught for much of his life. In the 21st century, he has continued to gain recognition for his 1995 essay "Ur-Fascism", where Eco lists fourteen general properties he believes comprise fascist ideologies.
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Displaying 1 - 30 of 30 reviews
March 1, 2025
"Mi pare che si possa affermare che molta sedicente 'superumanità' ha solo come origine e modello dottrinale non Zarathustra, ma il 'Conte di Montecristo' di A. Dumas..."
Intorno a questa stizzita sentenza d'Antonio Gramsci, Umberto Eco, con la sua proverbiale verve, traccia le sue divertite elucubrazioni sull'importanza che il romanzo popolare ha avuto dall'Ottocento in poi nel plasmare il comune sentire della società occidentale, passando ad analizzare alcuni casi esemplari.
Non solo concordo con Gramsci, arrivo a dire che lo stesso Nietzsche probabilmente copiò l'idea del superuomo da Dumas (e Sue), potenziandola e portandola al livello successivo, l'Übermensch, superando in tal modo il dubbio etico tra umanità e mostruosità che ancora trovava un risicatissimo spazio nell'animo di Dantès.
Va detto, però, che il buon Umbertone non si fa scrupoli di sorta a spoilerare le trame e i colpi di scena d'almeno una cinquantina di opere più o meno note, per cui la lettura è consigliata solo a chi non presta attenzione a simili quisquilie o a chi ha già letto un sufficiente numero di romanzi di tal fatta.
(Ora ho una voglia matta di leggere I misteri di Parigi, Il bacio di una morta e Rocambole!)
Intorno a questa stizzita sentenza d'Antonio Gramsci, Umberto Eco, con la sua proverbiale verve, traccia le sue divertite elucubrazioni sull'importanza che il romanzo popolare ha avuto dall'Ottocento in poi nel plasmare il comune sentire della società occidentale, passando ad analizzare alcuni casi esemplari.
Non solo concordo con Gramsci, arrivo a dire che lo stesso Nietzsche probabilmente copiò l'idea del superuomo da Dumas (e Sue), potenziandola e portandola al livello successivo, l'Übermensch, superando in tal modo il dubbio etico tra umanità e mostruosità che ancora trovava un risicatissimo spazio nell'animo di Dantès.
Va detto, però, che il buon Umbertone non si fa scrupoli di sorta a spoilerare le trame e i colpi di scena d'almeno una cinquantina di opere più o meno note, per cui la lettura è consigliata solo a chi non presta attenzione a simili quisquilie o a chi ha già letto un sufficiente numero di romanzi di tal fatta.
(Ora ho una voglia matta di leggere I misteri di Parigi, Il bacio di una morta e Rocambole!)
November 27, 2014
من با مقاله اسطوره سوپرمن بيشتر از ساير مقاله هاي كتاب برقرار كردم و به نظرم كاربردي ترين مقاله كتاب است و ويژگي ها و دلايلي كه براي جذابيت سوپرمن مطرح مي كند قابليت تعميم به بسياري از كاراكترهاي فيلم و سريال و ادبيات را داراست. در دوره اي كه چرخ زندگي تندتر از زندگي ماست، نياز به فراغت بيش از پيش احساس مي شود و ناكامي هاي زندگي ما را به سمت همذات پنداري با قهرمان داستان مي برد، جايي كه سوپرمن از ناكامي هاي زندگي شخصي بيرون ميايد و در قالب يك قهرمان ظاهر مي شود، همان جايي است كه مخاطب را با خود درگير مي كند. با وجود گذشت زمان از هنگام نوشتن مقاله تا امروز تازگي خود را حفظ كرده و حرفهاي مناسب امروز را دارد و حالا كه نويسنده آن به تازگي درگذشته، خواندنش خالي از لطف نيست.
October 8, 2015
En general un buen libro, entretenido considerando el tema. Aunque es más bien una serie de artículos recopilados en unos años, tiene perfecta coherencia y sigue un ritmo dentro de sí mismo. En resumen se trata de un análisis detallado de los superhombres de la literatura de masas o literatura popular; tal vez hoy en día analizaría a Harry Potter, R.R. Martin o Murakami. No se hacen juicios sino deducciones lógicas de la relación obra-sociedad, es meramente analítico el libro: muy académico aunque con toques de pasión con la narrativa.
Obviamente cuando dice "superhombre" se refiere al de Nietzsche: Se refiere al personaje cuya moral personal es mayor a la social. Él es libre y merece hacer lo que quiera ya que se rige por otro sistema de valores y jerarquías. Es casi un dios enviado a la tierra a enseñar a los hombres lo nuevo, Jesús sería el ejemplo perfecto, no es una ideología sino un modelo de cambio.
Creo que lo más sorprendente del libro es la cantidad de libros que ha leído el autor y asimismo su capacidad de asimilación y análisis, su forma de estructurar todo y presentarlo de manera fría y ordenada.
Sin duda la parte que más me gustó fue el final cuando analiza a Fleming, al menos conozco bien la historia y estructura narrativa de James Bond y puedo identificarme. Aunque no se ocupa haber leído a quienes analiza, hace la lectura mucho más interesante.
En suma es una gran obra, me deja con ganas de leer más de Humberto Eco, espero que el próximo sea de un tema más movido o más tangible. Sí recomiendo el libro pero solo a gente interesada en temas como la estructura literaria, escribir, análisis, ensayos, sociología. Si de plano no te interesa eso pues no creo que lo termines por gusto.
Obviamente cuando dice "superhombre" se refiere al de Nietzsche: Se refiere al personaje cuya moral personal es mayor a la social. Él es libre y merece hacer lo que quiera ya que se rige por otro sistema de valores y jerarquías. Es casi un dios enviado a la tierra a enseñar a los hombres lo nuevo, Jesús sería el ejemplo perfecto, no es una ideología sino un modelo de cambio.
Creo que lo más sorprendente del libro es la cantidad de libros que ha leído el autor y asimismo su capacidad de asimilación y análisis, su forma de estructurar todo y presentarlo de manera fría y ordenada.
Sin duda la parte que más me gustó fue el final cuando analiza a Fleming, al menos conozco bien la historia y estructura narrativa de James Bond y puedo identificarme. Aunque no se ocupa haber leído a quienes analiza, hace la lectura mucho más interesante.
En suma es una gran obra, me deja con ganas de leer más de Humberto Eco, espero que el próximo sea de un tema más movido o más tangible. Sí recomiendo el libro pero solo a gente interesada en temas como la estructura literaria, escribir, análisis, ensayos, sociología. Si de plano no te interesa eso pues no creo que lo termines por gusto.
November 24, 2017
l'argomento è serissimo -e spinoso- ed è cruciale per come si è formato un certo tipo di mentalità europea (e non solo): ovvero che l'idea di superuomo derivi non solo da nietzsche, ma da certa letteratura popolare, diffusissima e assai letta.
eco cerca di risolvere la questione viaggiando tra romanzi diversissimi, alcuni dimenticati e altri invece classici assoluti della letteratura, e lo fa con grande sfoggio di riferimenti ma -soprattutto-con tonnellate di ironia sparsa praticamente ovunque: davvero, è difficile non scoppiare a ridere di fronte all'elenco delle decine di agnizioni che compongono la trama de "il fabbro del convento", degne non tanto che di una telenovela brasiliana quanto della meravigliosa caricatura che i comici olcese e margiotta facevano su rai3 nei primi anni '90 ("chichito e paquito", e per chi volesse rivederla o riscoprila: https://www.youtube.com/watch?v=5O8NV... ), o leggendo certi barocchissimi passi di pitigrilli, oltre ovviamente a diversi interventi dello stesso eco.
ma l'operazione è serissima, e ad esempio l'ultimo saggio, su james bond, mette in luce non pochi momenti controversi dell'opera di flaming (pur riconoscendogli non pochi meriti).
a quanto pare ci starebbe stato bene anche il saggio su superman" di "apocalittici e integrati" (lo scoprirò quando mi deciderò a leggerlo...), ma sarei curioso -parlando di fumetti- non solo di sapere cosa avrebbe pensato di fumetti come quelli di alan moore e grant morrison e di opere come "marvels" e "kingdome come", in cui si riflette anche e soprattutto sulla natura "superomistica" dei supereroi, ma anche se questo piccolo saggio sia passato nelle mani degli autori in questione...
eco cerca di risolvere la questione viaggiando tra romanzi diversissimi, alcuni dimenticati e altri invece classici assoluti della letteratura, e lo fa con grande sfoggio di riferimenti ma -soprattutto-con tonnellate di ironia sparsa praticamente ovunque: davvero, è difficile non scoppiare a ridere di fronte all'elenco delle decine di agnizioni che compongono la trama de "il fabbro del convento", degne non tanto che di una telenovela brasiliana quanto della meravigliosa caricatura che i comici olcese e margiotta facevano su rai3 nei primi anni '90 ("chichito e paquito", e per chi volesse rivederla o riscoprila: https://www.youtube.com/watch?v=5O8NV... ), o leggendo certi barocchissimi passi di pitigrilli, oltre ovviamente a diversi interventi dello stesso eco.
ma l'operazione è serissima, e ad esempio l'ultimo saggio, su james bond, mette in luce non pochi momenti controversi dell'opera di flaming (pur riconoscendogli non pochi meriti).
a quanto pare ci starebbe stato bene anche il saggio su superman" di "apocalittici e integrati" (lo scoprirò quando mi deciderò a leggerlo...), ma sarei curioso -parlando di fumetti- non solo di sapere cosa avrebbe pensato di fumetti come quelli di alan moore e grant morrison e di opere come "marvels" e "kingdome come", in cui si riflette anche e soprattutto sulla natura "superomistica" dei supereroi, ma anche se questo piccolo saggio sia passato nelle mani degli autori in questione...
June 5, 2026
این اولین کتابی بود که از امبرتو اکو خوندم. قبلا یه بار رفته بودم سراغ «آنک نام گل» ولی اصلا نتونستم باهاش ارتباط برقرار کنم و سریعا صحنه رو ترک نمودم. اینبار اما اجبار استاد برای خوندن این کتاب باعث شد که دوباره برم سراغ این مرد، و حالا احساس میکنم در آستانهی یک کهکشان تازه و جالب و تماشایی ایستادم که دلم میخواد کلی توش پرسه بزنم!
کتاب شامل هفت مقاله مختلفه که طی چند سال در روزنامهها و مجلات مختلف نوشته شده، یعنی جزو نوشتههای غیرتخصصی اکوئه و به قول خودش توش سعی کرده تا لحن متفاوت و عمومیتری داشته باشه. شبیه مثلا یک کارشناس آناتومی که به صورت تخصصی روی فیزیولوژی بدن مطالعه میکنه ولی در مقالات ژورنالیستیش نتایج پژوهشی رو ارائه نمیکنه بلکه فقط بر اساس اونها پیشنهاد میکنه مثلا هر روز گردن رو بیست بار به راست بیست بار به چپ حرکت بدین تا آرتروز گردن نگیرین. در پیشگفتار میگه این مقالات رو بر اساس وظیفه سیاسی خودش نوشته، و وظیفه سیاسی رو برای خودش اینطور تعریف میکنه: «دعوت خوانندگان به رویکردی تردیدآمیز دربرابر گفتمانهایی که به طور روزانه با آن روبهرو میشوند. »
اگه به طور خیلی خلاصه بگم، مقاله اول نگاهی اسطورهشناختی به داستانهای ابرقهرمانی آمریکایی به ویژه سوپرمن داره که خیلی خیلی جالبه. مقاله دوم یکم پیچیدهتره و درباره تکنیک فیلمبرداری زنده از رویدادها و تحلیل رتوریکی و زیباییشناختیش. مقاله سوم یه یادداشت کوتاه درباره توماس آکوییناسه که به مناسبت هفتصدمین سال تولدش منتشر کرده. توی مقاله چهارم به بهانه سخنرانی رولان بارت در کولژ دو فرانس رابطه زبان و قدرت رو تحلیل میکنه. مقاله پنجم رو با خاطرات نوجوانیاش از دوران زندگی زیر سایه فاشیسم شروع میکنه و از ویژگیهای آرکتایپگونه فاشیسم میگه. مقاله ششم هم خیلی کوتاهه و درباره مفهوم نابردباری و انواع تجلیهاش، از بنیادگرایی و نابگرایی و نژادپرستی تا یه شکل غریزی و روانشناختی که خطرناکترین شکل نابردباری و عدم تساهل میدونهش. و مقاله آخر هم درباره جنبش هایپررئالیسم و ریشههای تمایل به جعل واقعیت برای حفظ جاودانگی چیزهاست.
به نظرم مقاله اول، پنجم و ششم خیلی خیلی خوبن و حتی اگه آدم حوصله خوندن کل کتابو نداشته باشه حداقل این چندتا خوندنیان. هم راحتخوانن و هم موضوعات مهمی دارن که مبتلا بهشون هستیم.
کتاب شامل هفت مقاله مختلفه که طی چند سال در روزنامهها و مجلات مختلف نوشته شده، یعنی جزو نوشتههای غیرتخصصی اکوئه و به قول خودش توش سعی کرده تا لحن متفاوت و عمومیتری داشته باشه. شبیه مثلا یک کارشناس آناتومی که به صورت تخصصی روی فیزیولوژی بدن مطالعه میکنه ولی در مقالات ژورنالیستیش نتایج پژوهشی رو ارائه نمیکنه بلکه فقط بر اساس اونها پیشنهاد میکنه مثلا هر روز گردن رو بیست بار به راست بیست بار به چپ حرکت بدین تا آرتروز گردن نگیرین. در پیشگفتار میگه این مقالات رو بر اساس وظیفه سیاسی خودش نوشته، و وظیفه سیاسی رو برای خودش اینطور تعریف میکنه: «دعوت خوانندگان به رویکردی تردیدآمیز دربرابر گفتمانهایی که به طور روزانه با آن روبهرو میشوند. »
اگه به طور خیلی خلاصه بگم، مقاله اول نگاهی اسطورهشناختی به داستانهای ابرقهرمانی آمریکایی به ویژه سوپرمن داره که خیلی خیلی جالبه. مقاله دوم یکم پیچیدهتره و درباره تکنیک فیلمبرداری زنده از رویدادها و تحلیل رتوریکی و زیباییشناختیش. مقاله سوم یه یادداشت کوتاه درباره توماس آکوییناسه که به مناسبت هفتصدمین سال تولدش منتشر کرده. توی مقاله چهارم به بهانه سخنرانی رولان بارت در کولژ دو فرانس رابطه زبان و قدرت رو تحلیل میکنه. مقاله پنجم رو با خاطرات نوجوانیاش از دوران زندگی زیر سایه فاشیسم شروع میکنه و از ویژگیهای آرکتایپگونه فاشیسم میگه. مقاله ششم هم خیلی کوتاهه و درباره مفهوم نابردباری و انواع تجلیهاش، از بنیادگرایی و نابگرایی و نژادپرستی تا یه شکل غریزی و روانشناختی که خطرناکترین شکل نابردباری و عدم تساهل میدونهش. و مقاله آخر هم درباره جنبش هایپررئالیسم و ریشههای تمایل به جعل واقعیت برای حفظ جاودانگی چیزهاست.
به نظرم مقاله اول، پنجم و ششم خیلی خیلی خوبن و حتی اگه آدم حوصله خوندن کل کتابو نداشته باشه حداقل این چندتا خوندنیان. هم راحتخوانن و هم موضوعات مهمی دارن که مبتلا بهشون هستیم.
May 5, 2026
Genial análisis de la literatura “popular”, los folletines del siglo XIX (Dumas, Hugo, Sue) y por qué sagas como James Bond son sus sucesores. Todo parte de una cita de Antonio Gramsci: “Creo que se puede afirmar que la pretendida superhumanidad de Nietzsche tiene por origen y modelo doctrinal no a Zaratustra, sino al conde de Montecristo de Dumas.” Ojalá saber qué opinaría Eco de esta década.
November 18, 2021
اکو با تیزبینی و هوشمندی همیشگی با زبانی ساده، ساز و کار قدرت و اعمال ایدئولوژی بر مردم را وامیرسد. از تلویزیون تا داستانهای ابرقهرمانی و موزهها. چگونه فرد دگرگون به تودهای شکل گرفتنی به دست قدرتها میشوند. اما همزمان با الهام از فوکو میگوید قدرت یک مرکز ندارد و از بالا اعمال نمیشود بلکه از پایین و جهات گوناگون همه در شبکهی اعمال قدرتیم. او از بنیادگرایی و شکلهای آن هم میگوید. شاید بهترین مقاله، توصیف او از فاشیسم است. او ویژگیهای فاشیسم را برمیشمرد و همچون راهنمایی که به ما توان تشخیص فاشیسم را میدهد میگوید چگونه خطر فاشیسم هر روز نزدیکتر از دیروز است. هرچند پند او به مردم آزاد است و ما هنوز از فاشیسم نرستهایم.
April 8, 2025
Per essere uno dei saggi meno celebri di Eco, devo ammettere, che tra quelli da me letti, è stato il più brillante e divertente. Nella verve supera persino i Diari ed Apocalittici ed integrati, per il solo motivo che qui vi è un aspetto analitico (e citazionista.. ça va sans dire) e di dissezione dell'argomento trattato, che negli altri o non c'era o era mitigato per l'impostazione divulgativa. In surplus, il saggio non risente del tanto tempo trascorso dalla sua stesura, resta nella sua tesi attuale e puo' essere usato come chiave di lettura anche delle derive contemporanee. Pur rifacendosi alla intuizione di Gramsci, per cui il "Superuomo" ha avuto prima di tutto una genesi letteraria (Dumas) e a posteriori filosofica (Nietzsche), Eco la arricchisce di esempi brillanti, navigando nella letteratura popolare (a tratti populista), dai suoi albori, fino alla fine degli anni 60 del XX secolo. Particolarmente brillanti le pagine su Pittigrilli, I Beati Paoli e James Bond. Eco, pagina dopo pagina, smaschera i meccanismi emotivi, sempre più sottili, che ne hanno sancito il successo e la diffusione, per finire alla sua "degenerazione", e per estrapolazione, si può ben arrivare a spiegare, perché oggi, i massmedia, dai social, alla programmazione TV a quel che resta del "romanzo contemporaneo", si focalizza sempre più nella deriva soggettivista, emotiva e mimetica: immedesimazione non più mediata, reality, autobiografia.
April 27, 2015
Interesante colección de ensayos sobre la novela “popular” folletinesca del siglo XIX y XX, protagonizada por héroes o personajes aventureros que pese a las peripecias y enredos en que se ven envueltos, siempre se sabe que saldrán airosos por sus cualidades admirables o al menos destacadas. La lista de personajes extraídos de esta veta madre es larga y tendida y parecen saltar de la página de texto a la pantalla, pasando por los suplementos o historietas sin perder ni pizca de su appeal: Superman, Tarzán, el Conde de Montecristo, D´Artagnan, Arsenio Lupin, Rocambole, el Zorro, James Bond. Umberto Eco incluso recalca que el personaje dejó de ser exclusivamente del sexo masculino y le da la bienvenida al club a la Mujer Maravilla y a la Mujer Biónica de origen setentosos. Son héroes enmascarados, justicieros, espías, detectives o criminales con desparpajo con los que el lector se identifica en ensueños fantasiosos.
En su primer ensayo, Umberto Eco proporciona una brillante e inolvidable introducción a la diferencia entre las obras maestras de altura y las obras maestras populares al comparar Edipo Rey, la obra de teatro de Sófocles, con la película La Diligencia del director John Ford. Para Eco en las obras maestras de géneros no populares:
En el segundo ensayo Umberto Eco analiza minuciosamente el mecanismo del “reconocimiento de dos o más personajes”, situación llevada a extremo las telenovelas, donde los guionistas y el público parecieran encontrar en este mecanismo, el resorte inagotable y perenne de la acción.
Me fascinó el ensayo sobre Eugene Sue, aunque admito que no conocía este dandy del siglo XIX, quizás el autor más conocido y leído de su época que influenció, directa o indirectamente a Dumas, a Balzac y hasta Víctor Hugo, hizo rabiar a Marx y descubrió lo lucrativo que podía ser incorporar las miserias de la clase proletaria en sus folletines. Eco entremezcla hábilmente el análisis de las novelas más importantes de Sue (p. ej. Las miserias de París), su impacto en el gran público y en la revolución de 1848, y en otros autores contemporáneos y en el propio Sue, quien se autoproclama revolucionario (según cree y argumenta convincentemente Eco, de buena fe), se lanza como candidato a diputado socialista y termina desterrado por Napoleón III y vilipendiado por Marx como un falso profeta de la clase obrera.
El ensayo siguiente (I Beata Paoli) es el que me resultó menos atractivo del libro. Aunque contiene unos excelentes párrafos sobre el importante rol que juega Athos en Los Tres Mosqueteros, la mayor parte del ensayo me resultó opaco por desconocer tanto al autor (William Galt, en verdad Luigi Natoli) como la obra principal al que se refiere el ensayo.
En Ascenso y Decadencia del Superhombre, Eco sigue la evolución de la figura del “superhombre” en una fase en que se tiñe de oscuridad, en figuras como Vathek, Montecristo, Rocambole, Fantôme y Arsenio Lupin. Adicionalmente el capítulo incluye unas observaciones admirables sobre la importancia de Richelieu en Los Tres Mosqueteros y la evolución de sus personajes principales en las dos obras restantes la poco satisfactoria El Visconde de Bragelonne y Veinte años después. Finalmente Eco desemboca, con mucha ironía en Tarzán, según él, una especie de cruce entre los mitos del noble salvaje de Rousseau, el imperialismo civilizador del “pesado fardo del hombre blanco” de Kipling y la ambigüedad sexual de Lawrence de Arabia:
El siguiente ensayo trata sobre la obra de un olvidado novelista italiano Pitigrilli (1893-1975), más un escritor satírico y escéptico y con fama de cínico, enamorado de la modalidad del aforismo relámpago (“Alcohol: líquido que mata a los vivos y conserva los muertos”). Si bien el ensayo está muy bien escrito y da pie para que Eco precise la diferencia entre los aforismos y las paradojas, es una digresión respecto al tema del libro.
El capítulo final está dedicado a las novelas de Ian Fleming sobre James Bond. Eco desmonta el mecanismo y la estructura de estos relatos y de los personajes emblemáticos de las novelas, Bond, su jefe M, el malo de turno, la chica de turno. Este ensayo carece del evidente deleite con que Eco habla de Pitigrilli; más bien Eco parece fríamente obsesionado con encontrar qué es lo que hace funcionar a estas novelas tan predecibles y cómo Fleming logra actualizar los códigos de la novela folletinesca a la era de la Guerra Fría.
Esta es una de las colecciones de ensayos de Eco más entretenidas y fáciles de leer, quizás porque lo ayuda a uno a entender porque todo lector o cinéfilo empedernido, por sofisticado que sea, tiene épocas en la que se deja llevar y disfruta de la retórica de al menos uno de estos géneros populares.
En su primer ensayo, Umberto Eco proporciona una brillante e inolvidable introducción a la diferencia entre las obras maestras de altura y las obras maestras populares al comparar Edipo Rey, la obra de teatro de Sófocles, con la película La Diligencia del director John Ford. Para Eco en las obras maestras de géneros no populares:
...la catarsis deshace el nudo de la trama, pero no reconcilia al espectador consigo mismo: antes bien el desenlace de la historia no viene sino a plantearle nuevos problemasmientras que en las obras populares:
...la trama, al desenredar los nudos, se consuela y nos consuela. Todo acaba como se quería que acabara [...]La novela “popular” [...] es siempre y ante todo “popular” porque es “demagógica”Dada que este tipo de novela tiene que culminar cumpliendo los deseos y expectativas del gran público, suele recurrir a fórmulas para despertar las expectativas, enredar las cosas y llegar a puerto. Para estas novelas, las diversiones durante el viaje es lo importante, porque se conoce bien el destino a que se arribará -la continuación después de, más que un “happy ending”, una “happy hour” que conocemos fugaz.
En el segundo ensayo Umberto Eco analiza minuciosamente el mecanismo del “reconocimiento de dos o más personajes”, situación llevada a extremo las telenovelas, donde los guionistas y el público parecieran encontrar en este mecanismo, el resorte inagotable y perenne de la acción.
Me fascinó el ensayo sobre Eugene Sue, aunque admito que no conocía este dandy del siglo XIX, quizás el autor más conocido y leído de su época que influenció, directa o indirectamente a Dumas, a Balzac y hasta Víctor Hugo, hizo rabiar a Marx y descubrió lo lucrativo que podía ser incorporar las miserias de la clase proletaria en sus folletines. Eco entremezcla hábilmente el análisis de las novelas más importantes de Sue (p. ej. Las miserias de París), su impacto en el gran público y en la revolución de 1848, y en otros autores contemporáneos y en el propio Sue, quien se autoproclama revolucionario (según cree y argumenta convincentemente Eco, de buena fe), se lanza como candidato a diputado socialista y termina desterrado por Napoleón III y vilipendiado por Marx como un falso profeta de la clase obrera.
El ensayo siguiente (I Beata Paoli) es el que me resultó menos atractivo del libro. Aunque contiene unos excelentes párrafos sobre el importante rol que juega Athos en Los Tres Mosqueteros, la mayor parte del ensayo me resultó opaco por desconocer tanto al autor (William Galt, en verdad Luigi Natoli) como la obra principal al que se refiere el ensayo.
En Ascenso y Decadencia del Superhombre, Eco sigue la evolución de la figura del “superhombre” en una fase en que se tiñe de oscuridad, en figuras como Vathek, Montecristo, Rocambole, Fantôme y Arsenio Lupin. Adicionalmente el capítulo incluye unas observaciones admirables sobre la importancia de Richelieu en Los Tres Mosqueteros y la evolución de sus personajes principales en las dos obras restantes la poco satisfactoria El Visconde de Bragelonne y Veinte años después. Finalmente Eco desemboca, con mucha ironía en Tarzán, según él, una especie de cruce entre los mitos del noble salvaje de Rousseau, el imperialismo civilizador del “pesado fardo del hombre blanco” de Kipling y la ambigüedad sexual de Lawrence de Arabia:
Todas estas ramificaciones míticas, sin embargo, irán diluyéndose a lo largo de las sucesivas adaptaciones cinematográficas, que matan esa pizca de poesía que había en las novelas de Burroughs o en los dibujos de Hogarth y Rubimoor. Tarzan se convierte en un chulo de piscina. Su naturismo se vuelve del tipo turístico. Su vida es regularizada por una mujer fija, un hijo tonto y una mona-criada para todo...
El siguiente ensayo trata sobre la obra de un olvidado novelista italiano Pitigrilli (1893-1975), más un escritor satírico y escéptico y con fama de cínico, enamorado de la modalidad del aforismo relámpago (“Alcohol: líquido que mata a los vivos y conserva los muertos”). Si bien el ensayo está muy bien escrito y da pie para que Eco precise la diferencia entre los aforismos y las paradojas, es una digresión respecto al tema del libro.
El capítulo final está dedicado a las novelas de Ian Fleming sobre James Bond. Eco desmonta el mecanismo y la estructura de estos relatos y de los personajes emblemáticos de las novelas, Bond, su jefe M, el malo de turno, la chica de turno. Este ensayo carece del evidente deleite con que Eco habla de Pitigrilli; más bien Eco parece fríamente obsesionado con encontrar qué es lo que hace funcionar a estas novelas tan predecibles y cómo Fleming logra actualizar los códigos de la novela folletinesca a la era de la Guerra Fría.
Esta es una de las colecciones de ensayos de Eco más entretenidas y fáciles de leer, quizás porque lo ayuda a uno a entender porque todo lector o cinéfilo empedernido, por sofisticado que sea, tiene épocas en la que se deja llevar y disfruta de la retórica de al menos uno de estos géneros populares.
March 20, 2018
Umberto Eco é Umberto Eco. Só ele tem o dom de conseguir fazer uma análise profunda do produto mais ignóbil da cultura de massa e ainda trazer um monte de coisas interessantíssimas. Não só isso: ele foi pioneiro nesse sentido, de dar uma cara acadêmica para a cultura de massa. Dito isso, esse Super-Homem de Massa analisa não o personagem da DC Comics, mas o romance popular - algo poderíamos dizer que são os best-sellers de hoje tipo Código da Vinci, mas que em outras épocas já foram Tarzan, James Bond, OS Três Mosqueteiros, Agatha Christie e etc... Claro, que ele não se furta de analisar estes fenômenos de massa também, como por exemplo uma ascensão dos heróis masculinos do romance popular e a estrutura dos livros de Ian Fleming, para o agente 007, James Bond. O que ele faz lindamente. Entretanto, dos livros que li de Umberto Eco até então, esse foi o que menos me comoveu, que menos tive alegria em ler. Isso não quer dizer que não seja bom, porque comparado com muitos livros teóricos da época - e andei lendo alguns por esses dias - a linguagem é atual e fluida e os assuntos continuam muito pertinentes. Como eu disse no começo Umberto Eco é Umberto Eco e o seu eco é imortal.
January 30, 2023
مجموعه مقالهای از آمبرتو اکو با زبان طنازانه و نکتهبینیها و تحلیلهای خاص خودش.
یکی از مقالات این مجموعه رو با نام «فاشیسم ابدی» با دو ترجمه دیگر از آقایان امامی و صالح نجفی خوندم.
ترجمه آقای امامی با اینکه از زبان ایتالیایی برگردانده شده بود به هیچوجه روان نبود و بسیار دشوارفهم بود.
ترجمههای آقای صالح نجفی رو معمولا میپسندم و با اعتماد کامل میخونمشون.
اما این کتاب و این مقاله با ترجمه خجسته کیهان واقعا عالی بود.
مقالهی « زبان، قدرت، خشونت» به شدت به خصوص در این روزها پیشنهاد میکنم.
مجموعه با مقالهی برج تنهایی تمام میشه و که مقالهای روشنگر و خواندنیه و پاراگراف آخرش یکی از بهترین پایان بندیهای یک مقاله و یک کتابه که تا به حال خوندم و هرگز فراموشش نمیکنم.
یکی از مقالات این مجموعه رو با نام «فاشیسم ابدی» با دو ترجمه دیگر از آقایان امامی و صالح نجفی خوندم.
ترجمه آقای امامی با اینکه از زبان ایتالیایی برگردانده شده بود به هیچوجه روان نبود و بسیار دشوارفهم بود.
ترجمههای آقای صالح نجفی رو معمولا میپسندم و با اعتماد کامل میخونمشون.
اما این کتاب و این مقاله با ترجمه خجسته کیهان واقعا عالی بود.
مقالهی « زبان، قدرت، خشونت» به شدت به خصوص در این روزها پیشنهاد میکنم.
مجموعه با مقالهی برج تنهایی تمام میشه و که مقالهای روشنگر و خواندنیه و پاراگراف آخرش یکی از بهترین پایان بندیهای یک مقاله و یک کتابه که تا به حال خوندم و هرگز فراموشش نمیکنم.
July 7, 2012
fondamentale non solo per capire le logiche del feuilleton ma anche quelle delle moderne serie tv
February 3, 2026
【Il superuomo di massa / Umberto Eco / 1976, 2005, Bompiani】
Did you expect Umberto Eco to be a guy who put the likes of Dostoevsky, Melville, Kafka etc. on a pedestal and rather look down on popular literature? I didn't, but I haven't read Il nome della rosa for my Italian being halfway complete, but I could read through this book because it's much shorter (184 pages). And yes, I was surprised to see how he was ideological in his discussions. All citations following are translated by me, for your information.
--In popular novels of all time, reality is already dated, or modifying the suburban ones or accepted ones, never revolting. (p. 26., L'agnizione)
I'm humbly disagreeing with this, for example, in the case of two great "popular novelists" in the sense they were very likely genre authors, Italo Calvino (for having been a multi-genre author) and Kurt Vonnegut (he inclines to be suburban, for sure, but by the very suburban style is designed to revolt one's thinking, I realized after having read my fourth novel from him).
--Nietzsche was historically mature (and was a vigorous visionary) for breaking up the bridge with transcendental justification, which was expensive for him (and had to be quarantined), but Dumas didn't have the vision and had to sell his own products: (p. 94., Ascesa e decadenza del superuomo)
Even I, who missed out on reading Dumas, missed out on less than Eco did, probably.
--You can say [Ian] Fleming didn't have a variety and sophistication in his literature, and in this, you can say that he didn't have education or psychological structure for the world yesterday, nor did he imitated solution or taste without turning them upside down, but re-invented the stylistic features of the smell of air. (Le strutture narrative in Fleming, p. 181.)
Genuinely speaking, what's bad about that? Isn't it better to read a book which has full perception (especially "smelling the air" is strong and hard to achieve) than read a really psychologically sophisticated without perceptions??
Did you expect Umberto Eco to be a guy who put the likes of Dostoevsky, Melville, Kafka etc. on a pedestal and rather look down on popular literature? I didn't, but I haven't read Il nome della rosa for my Italian being halfway complete, but I could read through this book because it's much shorter (184 pages). And yes, I was surprised to see how he was ideological in his discussions. All citations following are translated by me, for your information.
--In popular novels of all time, reality is already dated, or modifying the suburban ones or accepted ones, never revolting. (p. 26., L'agnizione)
I'm humbly disagreeing with this, for example, in the case of two great "popular novelists" in the sense they were very likely genre authors, Italo Calvino (for having been a multi-genre author) and Kurt Vonnegut (he inclines to be suburban, for sure, but by the very suburban style is designed to revolt one's thinking, I realized after having read my fourth novel from him).
--Nietzsche was historically mature (and was a vigorous visionary) for breaking up the bridge with transcendental justification, which was expensive for him (and had to be quarantined), but Dumas didn't have the vision and had to sell his own products: (p. 94., Ascesa e decadenza del superuomo)
Even I, who missed out on reading Dumas, missed out on less than Eco did, probably.
--You can say [Ian] Fleming didn't have a variety and sophistication in his literature, and in this, you can say that he didn't have education or psychological structure for the world yesterday, nor did he imitated solution or taste without turning them upside down, but re-invented the stylistic features of the smell of air. (Le strutture narrative in Fleming, p. 181.)
Genuinely speaking, what's bad about that? Isn't it better to read a book which has full perception (especially "smelling the air" is strong and hard to achieve) than read a really psychologically sophisticated without perceptions??
September 21, 2022
Tralasciando il pessimo lavoro editoriale, errori ortografici ovunque, il libro nel complesso non mi ha lasciato granché.
Si tratta di una raccolta di saggi che ruotano attorno al tema del “superuomo”, ma che in realtà lo sfiorano solo occasionalmente, perché alla fine dei conti sono a tutti gli effetti dei saggi di semiotica. Anche in questo caso, sono stato attratto dal titolone.
Se siete attratti dalla figura del superuomo, potete risparmiarvi il libro leggendo solo queste poche righe che andrò a scrivere.
Il superuomo prima di arrivare nella filosofia, e quindi in Nietzsche, ha avuto le sue origini nel romanzo popolare: in particolare nella figura di Edmond Dantes, il Conte di Montecristo.
Anche se questo “primo” superuomo è ancora lontano dalla formulazione nietzschana di Ubermensch.
(Qui finisce quello che troverete nel libro ed inizia il mio approfondimento)
La principale differenza risiede nel fatto che lo Ubermensch toglie di mezzo Dio, e ne accetta le conseguenze, mentre Edmond Dantes parrebbe un senza Dio, in quanto crea valori propri ed agisce in conformità con essi - al di fuori della morale e della legge - però nel momento decisivo giustifica le sue azioni ricorrendo a Dio ed al piano divino.
Sotto questo aspetto Dantes resta un metafisico, un’idealista, uno che va contro la morale per il sentimento della vendetta, e non perché l’ha oltre-passata.
Il superuomo del romanzo popolare non è l’oltreuomo Nietzschano.
Si tratta di una raccolta di saggi che ruotano attorno al tema del “superuomo”, ma che in realtà lo sfiorano solo occasionalmente, perché alla fine dei conti sono a tutti gli effetti dei saggi di semiotica. Anche in questo caso, sono stato attratto dal titolone.
Se siete attratti dalla figura del superuomo, potete risparmiarvi il libro leggendo solo queste poche righe che andrò a scrivere.
Il superuomo prima di arrivare nella filosofia, e quindi in Nietzsche, ha avuto le sue origini nel romanzo popolare: in particolare nella figura di Edmond Dantes, il Conte di Montecristo.
Anche se questo “primo” superuomo è ancora lontano dalla formulazione nietzschana di Ubermensch.
(Qui finisce quello che troverete nel libro ed inizia il mio approfondimento)
La principale differenza risiede nel fatto che lo Ubermensch toglie di mezzo Dio, e ne accetta le conseguenze, mentre Edmond Dantes parrebbe un senza Dio, in quanto crea valori propri ed agisce in conformità con essi - al di fuori della morale e della legge - però nel momento decisivo giustifica le sue azioni ricorrendo a Dio ed al piano divino.
Sotto questo aspetto Dantes resta un metafisico, un’idealista, uno che va contro la morale per il sentimento della vendetta, e non perché l’ha oltre-passata.
Il superuomo del romanzo popolare non è l’oltreuomo Nietzschano.
April 22, 2025
É como se a cultura Pop conspirasse contra Dostoievski. Não pode ser intencional, é claro. Caso contrário, seria necessário tomar consciência da falha desse empreendimento com a permanência e ainda perspectiva de desenvolvimento de elementos modernos na literatura apesar da submissão total do cinema contenporâneo a ser uma mera extensão publicitária e propagandística, jingoista até, do assim chamado ocidente, porém, desta vez sem tanto orgulho condescendente.
Nessa época em que xenofobia é tratada como nada mais do que uma questão de segurança nacional, lembrar da fácil reproductibilidade do racismo entre outros preconceitos como sinónimo de uma vilania maniqueísta através de já banais modas midiáticas é demasiado relevante, infelizmente.
Esse livro, principalmente o último ensaio, foi uma miníma influência em Luther Blisset/Wu Ming, especificamente, na sátira implícita no romance 54 que parece imaginar como seria um 007 encarnado por Cary Grant. Noções letristas/situacionistas de recuperação como oposto ao détournement são utéis para entender também as verdadeiras e cada vez mais recorrentes intenções de Fleming e seus agora americanos emuladores.
Nessa época em que xenofobia é tratada como nada mais do que uma questão de segurança nacional, lembrar da fácil reproductibilidade do racismo entre outros preconceitos como sinónimo de uma vilania maniqueísta através de já banais modas midiáticas é demasiado relevante, infelizmente.
Esse livro, principalmente o último ensaio, foi uma miníma influência em Luther Blisset/Wu Ming, especificamente, na sátira implícita no romance 54 que parece imaginar como seria um 007 encarnado por Cary Grant. Noções letristas/situacionistas de recuperação como oposto ao détournement são utéis para entender também as verdadeiras e cada vez mais recorrentes intenções de Fleming e seus agora americanos emuladores.
March 17, 2022
Umberto Eco, con Il superuomo di massa, dimostra ancora una volta la sua enorme attenzione nei confronti della letteratura popolare e della società.
Punto di partenza della sua riflessione è una citazione di Gramsci, secondo cui le teorie del superuomo non nascono dalla filosofia di Nietzsche, ma dai romanzi popolari del 1800. Eco si lancia dunque, sulla scia delle sue tesi già esposte in Apocalittici e Integrati, in un'analisi di diversi autori degli scorsi due secoli i cui libri erano rivolti a un pubblico massificato: per esempio, Eugène Sue, Pitigrilli e Ian Fleming.
La scrittura di Eco è sempre affascinante, ma ammetto che avrei apprezzato maggiormente il saggio se conoscessi meglio gli autori di cui parla. Infatti, ho gradito pienamente solo il capitolo dedicato a Ian Fleming, dato che, grazie al cinema, conoscevo a grandi linee le trame dei suoi romanzi più famosi, dedicati al personaggio di James Bond.
Consiglio la lettura, dunque, a chi conosce gli autori di cui il saggio tratta.
Punto di partenza della sua riflessione è una citazione di Gramsci, secondo cui le teorie del superuomo non nascono dalla filosofia di Nietzsche, ma dai romanzi popolari del 1800. Eco si lancia dunque, sulla scia delle sue tesi già esposte in Apocalittici e Integrati, in un'analisi di diversi autori degli scorsi due secoli i cui libri erano rivolti a un pubblico massificato: per esempio, Eugène Sue, Pitigrilli e Ian Fleming.
La scrittura di Eco è sempre affascinante, ma ammetto che avrei apprezzato maggiormente il saggio se conoscessi meglio gli autori di cui parla. Infatti, ho gradito pienamente solo il capitolo dedicato a Ian Fleming, dato che, grazie al cinema, conoscevo a grandi linee le trame dei suoi romanzi più famosi, dedicati al personaggio di James Bond.
Consiglio la lettura, dunque, a chi conosce gli autori di cui il saggio tratta.
April 26, 2020
Ottima raccolta di saggi letterari, che scandagliano le letteratura popolare, dal feuilleton al romanzo storico, dal poliziesco al racconto erotico d'antan. A seconda dei gusti, non tutti i saggi qui contenuti sono parimenti godibili, tuttavia la penna di Eco è sempre molto lucida, incisiva e graffiante.
Unica grave macchia sta in questa edizione, da evitare senza indugio: si incontrano molti refusi, segni di interpunzione che compaiono a casaccio, parole che terminano con caratteri strani; sembra quasi che la redazione abbia perso le memorie digitali di questi saggi e abbia provveduto a scandirli con riconoscimento OCR a partire da vecchi cartacei. Imbarazzante.
Unica grave macchia sta in questa edizione, da evitare senza indugio: si incontrano molti refusi, segni di interpunzione che compaiono a casaccio, parole che terminano con caratteri strani; sembra quasi che la redazione abbia perso le memorie digitali di questi saggi e abbia provveduto a scandirli con riconoscimento OCR a partire da vecchi cartacei. Imbarazzante.
January 5, 2024
L'amore di Eco per i libri e la sua conoscenza della letteratura mi sorprendono e ispirano ogni volta. Partendo dalle dalle strutture di alcuni romanzi celebri, da quelli di appendice ottocenteschi alla letteratura di consumo di Felming, Eco cerca di evidenziare meccanismi narrativi ricorrenti del romanzo popolare. L'intento è studiare il legame tra letteratura e società, nel tentativo di smascherare il proficuo condizionamento che hanno l'una sull'altra, sotto la spinta di economia, ideologie, legami sociali...
Parla insieme dei libri, dei personaggi che li popolano, degli scrittori che li immaginano e dei lettori che li fanno vivere nel tempo.
Parla insieme dei libri, dei personaggi che li popolano, degli scrittori che li immaginano e dei lettori che li fanno vivere nel tempo.
January 8, 2021
Ciekawa książka wyjaśniająca jak działa literatura popularna na wielu przykładach. Język był momentami dosyć trudny, nawet jako student filologii polskiej i osoba z jakimś bagażem słownictwa z tej dziedziny czasami musiałem wyszukiwać słowa w internecie. To oczywiście przyczynek do dalszej nauki i czytania kolejnych książek tego typu. Moja przygoda z Umberto Eco na pewno jeszcze się nie skończyła.
February 12, 2026
Tuve que leer este libro para Teorías Culturales y, bueno, quién es uno para decir “meh” de Umberto Eco. Pero después de Sobre la literatura y Decir casi lo mismo, si cae medio en lo meh. Siendo lo “meh” que entrega Eco mucho muy superior a lo que entregaría el teórico promedio, pero igualmente meh.
December 2, 2023
Quite an enjoyable analysis of the subject, personally i would find it more interesting to actually analyze the trope instead of the authors but this angle was also interesting although sometimes… boring. U can feel this is a mashup of articles not a coherent vision, enjoyable nonetheless
May 11, 2020
Άλλη μια αρκετά ενδιαφέρουσα ανάλυση και προσέγγιση από τον σπουδαίο συγγραφέα.
April 3, 2022
The most interesting part was the last - the analysis of James Bond as Uebermensch. Fun!
June 10, 2023
Uma coletânea de crónicas de análise e crise literária.
Perspetivas curiosas e interessantes. Pensar e refletir sobre como se contam histórias e somos levados no conto... Vale a pena refletir.
Perspetivas curiosas e interessantes. Pensar e refletir sobre como se contam histórias e somos levados no conto... Vale a pena refletir.
September 12, 2026
Essai
Génial
Il est à Lille je voulais le prêter à copain et le ramener après mais je peux le ramener à Toulouse si vous voulez le lire de suite
Génial
Il est à Lille je voulais le prêter à copain et le ramener après mais je peux le ramener à Toulouse si vous voulez le lire de suite
April 4, 2007
MONTECRISTO
Se trata de una obra importante, no ya por el éxito de público que tuvo en su época, sino por el clima "filosófico" que reina en toda ella. De esta circunstancia ya se había percatado Gramsci cuando comentaba que en El conde de Montecristo -como en general en todo folletín- podían encontrarse los gérmenes de la figura del Superhombre que sólo más tarde inventaría la Filosofía. Sensible al superhombre de Montecristo, Gramsci dejaba en segundo plano a su antecedente más directo, el Rodolfo de Gerolstein de Los misterios de París, modelo -o, mejor dicho, mecanismo desencadenante- de Dumas (el éxito de Sue obligaba a los demás escritores a repetir sus estereotipos); pero lo cierto es que en El conde de Montecristo la teoría del Superhombre es expuesta con más detalle y de forma más sistemática, de manera que es Dumas -insinuaba Gramsci- quien proporciona los filosofemas necesarios a todos los futuros profetas laureados del Uebermensch. Desde luego resulta impresionante comprobar cómo el artesano Dumas, al ver que tenía en sus manos un tema novelesco autosuficiente -un inocente es metido en la cárcel y luego liberado para llevar a cabo la Venganza-, desplaza el acento de su obra de la Venganza a la voluntad de Poder y luego a la Misión. Es decir, que Montecristo, desde el momento en que se halla en condiciones de llevar a cabo su venganza gracias al tesoro del abate Faria, empieza a darse cuenta de que ya no sólo es el vengador, sino un justiciero, pues posee la libertad y no conoce ninguna restricción: "Soy el rey de la creación y si un sitio me gusta, allí me quedo; cuando me aburro, me voy; soy libre como los pájaros, tengo alas como ellos... Tengo mi propia justicia... ¡Ah, si hubierais probado mi vida, no desearíais otra, y no regresaríais nunca al mundo, a menos que tuvierais un gran proyecto que realizar!". El precursor de Zaratustra, pues, se lanza a urdir su venganza, gozando del hachís y cantando las alabanzas de la libertad de espíritu. Pero, a medida que va realizando su venganza y desvelándose a sus enemigos, empiezan a asaltarle las dudas: ¿puede el vengador encontrar el fundamento de sus actos y de sus decisiones en el hecho de ser un Superhombre?. La diferencia entre Dumas y Nietzsche -¡como si sólo fuera ésa!- radica, sin embargo, en lo siguiente: Nietzsche está históricamente maduro- y posee la fuerza especulativa suficiente- para romper, cueste lo que cueste (incluso a riesgo de ser proscrito), cualquier puente con todo lo que sean justificaciones trascendentes; Dumas no tiene fuerza especulativa alguna y se ve obligado a vender su producto -sobre todo a causa del Espíritu de su Tiempo-, aunque luego no sepa qué hacer con él. El Superhombre se convertirá entonces en un enviado del Señor.
UMBERTO ECO, El superhombre de masas. Ed. Lumen, 1995.
Se trata de una obra importante, no ya por el éxito de público que tuvo en su época, sino por el clima "filosófico" que reina en toda ella. De esta circunstancia ya se había percatado Gramsci cuando comentaba que en El conde de Montecristo -como en general en todo folletín- podían encontrarse los gérmenes de la figura del Superhombre que sólo más tarde inventaría la Filosofía. Sensible al superhombre de Montecristo, Gramsci dejaba en segundo plano a su antecedente más directo, el Rodolfo de Gerolstein de Los misterios de París, modelo -o, mejor dicho, mecanismo desencadenante- de Dumas (el éxito de Sue obligaba a los demás escritores a repetir sus estereotipos); pero lo cierto es que en El conde de Montecristo la teoría del Superhombre es expuesta con más detalle y de forma más sistemática, de manera que es Dumas -insinuaba Gramsci- quien proporciona los filosofemas necesarios a todos los futuros profetas laureados del Uebermensch. Desde luego resulta impresionante comprobar cómo el artesano Dumas, al ver que tenía en sus manos un tema novelesco autosuficiente -un inocente es metido en la cárcel y luego liberado para llevar a cabo la Venganza-, desplaza el acento de su obra de la Venganza a la voluntad de Poder y luego a la Misión. Es decir, que Montecristo, desde el momento en que se halla en condiciones de llevar a cabo su venganza gracias al tesoro del abate Faria, empieza a darse cuenta de que ya no sólo es el vengador, sino un justiciero, pues posee la libertad y no conoce ninguna restricción: "Soy el rey de la creación y si un sitio me gusta, allí me quedo; cuando me aburro, me voy; soy libre como los pájaros, tengo alas como ellos... Tengo mi propia justicia... ¡Ah, si hubierais probado mi vida, no desearíais otra, y no regresaríais nunca al mundo, a menos que tuvierais un gran proyecto que realizar!". El precursor de Zaratustra, pues, se lanza a urdir su venganza, gozando del hachís y cantando las alabanzas de la libertad de espíritu. Pero, a medida que va realizando su venganza y desvelándose a sus enemigos, empiezan a asaltarle las dudas: ¿puede el vengador encontrar el fundamento de sus actos y de sus decisiones en el hecho de ser un Superhombre?. La diferencia entre Dumas y Nietzsche -¡como si sólo fuera ésa!- radica, sin embargo, en lo siguiente: Nietzsche está históricamente maduro- y posee la fuerza especulativa suficiente- para romper, cueste lo que cueste (incluso a riesgo de ser proscrito), cualquier puente con todo lo que sean justificaciones trascendentes; Dumas no tiene fuerza especulativa alguna y se ve obligado a vender su producto -sobre todo a causa del Espíritu de su Tiempo-, aunque luego no sepa qué hacer con él. El Superhombre se convertirá entonces en un enviado del Señor.
UMBERTO ECO, El superhombre de masas. Ed. Lumen, 1995.
June 29, 2019
Откуда появился миф о Супермене? Как и когда его впервые применили в том виде, в котором он знаком современному любителю комиксов и развлекательного кино о супергероях? Какое отношение ко всему этому имеют английский готический роман и знаменитые (и не очень) произведения классиков французской литературы?
У Умберто Эко есть ответы на все поставленные выше вопросы. Кроме того, он виртуозно владеет словом, сложное объясняет просто, но без условностей, не занимается литературной и культурной критикой, но с критическим мышлением подходит к каждому исследованию, представленному в этом сборнике.
Увлекательный разбор полётов по всем фронтам и абсолютный must-read для тех, кому небезразлична современная массовая культура, её истоки и отсылки.
P.S. Также рекомендуется к прочтению всем тем, кто решил связать своё бытие с писательским ремеслом и литературной деятельностью.
У Умберто Эко есть ответы на все поставленные выше вопросы. Кроме того, он виртуозно владеет словом, сложное объясняет просто, но без условностей, не занимается литературной и культурной критикой, но с критическим мышлением подходит к каждому исследованию, представленному в этом сборнике.
Увлекательный разбор полётов по всем фронтам и абсолютный must-read для тех, кому небезразлична современная массовая культура, её истоки и отсылки.
P.S. Также рекомендуется к прочтению всем тем, кто решил связать своё бытие с писательским ремеслом и литературной деятельностью.
April 8, 2013
"On peut affirmer que beaucoup de la prétendue 'surhumanité' nietzschéenne a comme origine et modèle doctrinal non pas Zarathoustra mais le Comte de Monte-Cristo d'Alexandre Dumas" écrivait Gramsci. Umberto Eco, dans ces essais souvent parus dans sa jeunesse universitaire et parfois tremblants de rage anticapitaliste, appuie de toute sa rigueur sémiotique cette remarque. C'est pour lui l'occasion de se plonger avec un plaisir encore un peu coupable dans les délices de la narrativité populaire, de Ian Fleming à Eugène Sue en passant par Borges... par Borges ? La frontière est-elle si nette que cela avec la grande littérature ?
December 29, 2016
"A fin de cuentas, la lucha, por más que siempre pueda perderlos o salvarlos, a ellos ni les va ni les viene, y pasa por encima de sus cabezas. Eso es algo que tiene que ver con hérores y protagonistas."
Las novelas populares en su largos recorridos se conforman ahora como mecanismos de proyección de un superhombre con las cualidades de consolación sin alterar el orden establecido, sin mover una pieza pero haciendo un poco más felices a los que más gritan. Carecen de ideología pero se han convertido en los best seller a nivel mundial.
Las novelas populares en su largos recorridos se conforman ahora como mecanismos de proyección de un superhombre con las cualidades de consolación sin alterar el orden establecido, sin mover una pieza pero haciendo un poco más felices a los que más gritan. Carecen de ideología pero se han convertido en los best seller a nivel mundial.
February 21, 2016
Conjunto de ensayos cuya idea central - el análisis de la novela popular y sus características encadena a modo de breve estudio, partiendo del necesario distingo entre novela histórica y folletín popular para luego horadar en sus mayores rasgos y tópicos. Personajes y autores desfilan en cada capítulo permiiendo trazar los orígenes del moderno superhombre literario, quien desde el Conde de Montecristo - señala- viene a figurar el ideal popular respecto a pretendidos valores y fortalezas.
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