Profumo di bosco, erbe ricercate e funghi velenosi, di mare, di tradizione, di antico, di antichi arcani: con una prosa sorprendentemente variegata, ambientazione e protagonisti circondati da mistero, Mattia Manfredonia ha molto ben costruito un romanzo corale, di genere dark fantasy, che tanto pare appartenere ad una epoca altra, remota e raggiungibile soltanto con un piacevolissimo esercizio di immaginazione...
Orchestrato con lodevole maestria, proprio come fosse una storia di altro tempo, raccontata ed arricchita da musiche grazie ad un abile cantore, "Le notti di Cliffmouth" rappresenta una gemma rara ed un esordio degno di attenzione in questo panorama letterario odierno, che auspico ad ottima ragione accogliente.
Orchi, gnomi, nani e mezzosangue, prole di una maledetta stirpe infernale, per parte propria dapprima accolgono dama Hazebelle, Cordelia ed Edward - austera dama del Cordoglio, pronta allieva e fidato cocchiere -, dunque assieme a questi ultimi si ritrovano avvolti ed inquietati da luci verdi di dubbia natura; caratterizzati grazie ad avvincenti dialoghi, celano tuttavia - seppur sempre meno - segreti e profondità di animo, forse prevedendosi una caratterizzazione psicologica approfondita in un secondo castello di pagine ed inchiostro.
Una singola nota, che dolente potrebbe esser ritenuta da qualcheduno - tuttavia, non da me -, opero ad una certa lentezza di narrazione, secondo mio parere anzitutto doverosa per creare una atmosfera cupa, suggestiva - autunnale, aggettivo che con maggior efficacia trovo descriva quanto percepibile -, di seguito compagna inseparabile e quasi intrinseca di uno strumento narrativo che, per questo caso di singolarissima significanza, personifico: Suspense.
Concludo, affermando quanto trepidamente attenda che Cliffmouth ed abitanti ancora ed ancora proseguano ad incantarmi e complimentandomi di tutto cuore con Mattia Manfredonia, autore oltremodo promettente, e Lumien, casa editrice giovane ed originale, da tenere di buon occhio.