In una civiltà con pretese di immortalità parlare di morte è sempre più difficile. Eppure la morte non è l’opposto della vita, ma parte della vita stessa. Il problema oggi non è tanto se ci sia vita dopo la morte, profonda convinzione degli autori di questo volume, ma se siamo vivi prima di morire, in modo da essere vivi per sempre. Prendere coscienza del fatto che la nostra vita è limitata ci fa capire quanto ogni istante che viviamo, in quanto unico e irripetibile, sia preziosissimo e ogni attimo vissuto con amore sia sacro. La contemplazione della morte dunque, anziché terrorizzarci, può costellare la nostra vita di una catena di gemme preziose.
Dopo un lungo apprendistato come operaio di una falegnameria artigiana, intraprende gli studi per imparare l’arte liutaria. Nel 1992 entra a far parte della comunità dei Ricostruttori nella preghiera. Questa esperienza potrebbe essere idealmente inserita in quella corrente della spiritualità post-conciliare che propone un “monachesimo interiorizzato”. In seguito si iscrive ai corsi di filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e nel 1998 consegue il titolo di baccellierato. Prosegue gli studi e nel giugno del 2000 ottiene la licentia docendi in antropologia teologica presso la Facoltà teologica dell’Italia centrale a Firenze. Attualmente è dottorando in teologia spirituale presso l’Ateneo S. Anselmo a Roma con una ricerca sulle visioni dell’aldilà nel monachesimo celtico. Si è anche diplomato come counselor presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone.