Piacevolissima raccolta di 9 racconti, non tradotta integralmente in italiano (a quanto ho capito solo alcuni dei racconti in varie antologie): Maigret compare solo in 2, ma non in quello che dà alla raccolta un titolo un po’ fittizio (anche se è stato in seguito adattato per una puntata della serie televisiva con Cremer). Non mancano i delitti, ma in generale le storie mostrano una situazione le cui apparenze vengono via via ribaltate; la conclusione è in generale un lieto fine (per quanto possibile) come nelle inchieste del Commissario.
Sono racconti scritti tra il ’45 e il ’46 (uno del ’39): troviamo una Francia profonda, particolarmente patriarcale, dove un padre vedovo poteva pretendere che almeno una figlia rimanesse zitella per accudirlo; ma anche una Parigi post-bellica dove pur di ripartire ci si sposa facendo firmare un permesso in bianco al padre e senza conoscere troppo bene il promesso sposo.
Il racconto che dà il titolo è una bellissima soggettiva su una sposina, abbandonata la sera dal marito giornalista; non può non pensare il peggio.. ma scopriremo che è tutt’altro che imbelle come poteva sembrare.
Il racconto lungo “Sous peine de mort” ci riporta alle atmosfere coloniali del Gabon, viste nel romanzo “Coup de lune”. La pace di un ex agente coloniale, ritiratosi nel piccolo paradiso di Porquerolles, è distrutta dall’arrivo di un ricattatore che ricorda un fattaccio di trent’anni prima. Tra ricattatore e ricattato si stabilisce una morbosa complicità, che alla fine verrà spezzata.. ma non è così semplice. Anche “L’escale de Buenaventura” è ambientato in atmosfera tropicale, ma in un porticciolo colombiano, tappa dimenticata delle navi postali, dove un’accozzaglia di europei vive le sue ultime illusioni.
Altro racconto lungo è “Le petit tailleur et le chapelier”, beffarda e agrodolce storia di un serial killer e di un suo vicino di casa (un umile sarto armeno, disprezzato da tutti i maggiorenti di un paesino di provincia), il cui terrore è vinto dalla cupidigia del premio offerto dalla polizia. Ma le sorprese sono sempre in agguato, e allora anche una strana complicità con l’assassino può essere una ricompensa!
“L’homme dans les rues” e “Vente a la bougie” sono due classiche inchieste di Maigret, ricche di psicologia e di rapportiumani distorti; come gli è tipico, il commissario non raccoglie indizi da cui trarre deduzioni, come farebbe Sherlock Holmes, ma getta una rete per poi studiare le reazioni di tutti gli indiziati.
“Un certain monsieur Berquin”, “Le deuil de Fonsine” e “Madame Quatre et ses enfants”: sono rari casi di racconto simenoniano tragicomico (non si può sperare nell’umorismo puro!), soprattutto il secondo: sull’implacabile rivalità tra due sorelle: la zitella Fernande e la poco più giovane Fonsine, che ha potuto sposare uno scialbo maestro elementare, sia pure solo per 2 anni e senza averne figli prima di restare vedova..