...Near, far, wherever you are
I believe that the heart does go on...
DI CAPRIOOO..ehm...volevo dire..JACK RESISTI! sto arrivando col canotto a salvarti! *.*
Fanc**o Rose e la sua porta galleggiante...ci stavate benissimo entrambi...
Se a sentire la parola "Titanic" non vi parte in testa la Celine Dion che canta, alternata all'orchestra di violini che suona mentre la nave affonda, state mentendo spudoratamente a voi stessi!Tanto non vi crede nessuno :P
Questo libro si merita il 99% delle stelline che GR mi consente di dare come votazione. Ballard, a cui va tutta la mia più infinita invidia, è riuscito non solo a trovare per primo il relitto del Titanic, ma anche a scendere con l'Alvin (il nome della capsula) a circa 4km di profondità e vederlo con i propri occhi! Aaahh una cosa che mi sarebbe sempre piaciuto fare (ad avere svariate montagne di soldi da buttare ovviamente...) fin da quando ho visto nel 1998 il film di Cameron.
Ballard inizia la sua narrazione con gli eventi, così come ricostruiti dai vari superstiti, di quello che successe quella notte del 1912, per poi passare a descrivere come sia nato in lui il desiderio di ritrovare la nave, le sue esperienze da oceanografo ed infine come sia riuscito nell'impresa.
Lui, ovviamente, tirando acqua al suo mulino, descrive il tutto principalmente in un'ottica scientifica: come hanno progettato i vari sistemi, pro e contro dei vari macchinari utilizzati (e di quelli ancora in fase di prototipo all'epoca), e i risvolti del loro utilizzo nelle future spedizioni marine.
Ecco, siccome io ho letto questo libro perché mi ha sempre affascinato la storia del Titanic, quindi delle potenzialità di utilizzare il JJ in altre missioni non mi interessa minimamente, ho trovato un po' pesante la parte scientifica. Devo dire, però, che senza non si sarebbe capita la metà delle cose narrate.
La cosa più interessante, comunque, sono le varie foto e ricostruzioni fatte al relitto e ai vari detriti trovati sul fondale intorno ai due tronconi della nave. è impressionante vedere come il troncone di prua sia quasi intatto, mentre i ponti di quello di poppa siano collassati, rendendolo quasi la metà dell'altro.
Fanno riflettere, e personalmente le ho trovate un colpo al cuore, soprattutto le foto degli oggetti di vita vissuta, come un paio di scarpe e la testa ancora intatta di una bambola.
Consiglio a tutti gli appassionati di questa tragica vicenda la lettura (se riuscite a recuperare una copia) di questo bellissimo libro.