"Vi ringrazio per avermi ricordato chi siamo, mio signore. La donna libera ha stupidamente ceduto, ma la serva non lo farà."
3,5- Premesso che la Hunter mi piace moltissimo, al momento ritengo questa serie medievale inferiore rispetto alle altre sue.
L'ambientazione è ricostruita fedelmente, non solo per i riferimenti più strettamente storici, ma anche con il richiamo alla confusione che regna in quel periodo in Inghilterra, con un re sempre a corto di finanza e in balia dei baroni, al contempo osteggiato dalle città (come Londra) orgogliose della loro autonomia e del loro potere commerciale.
Addis è stato per sei anni schiavo dei pagani, dopo essere stato imprigionato durante le crociate baltiche, e fa ritorno soltanto per scoprire che il feudo di suo padre è stato assegnato al fratellastro per punire la famiglia di un presunto tradimento ai danni del re. Gli rimane il titolo di barone, qualche terreno e la necessità di recuperare liquidità per stabilizzare il potere e assoldare sufficienti soldati per proteggersi.
In più si ritrova vedovo e scopre di avere un figlio piccolo, nato mentre era lontano e tenuto sempre al sicuro da una serva della gleba.
Dunque, non esattamente un felice ritorno a casa, che gli impone di darsi da fare.
Senza dubbio, si nota un respiro storico credibile: sono ben rappresentati la precarietà della vita, povertà e ignoranza, sporcizia, le leggi che imponevano coprifuoco e punivano le donne non maritate e non protette, il servaggio che di fatto colpiva i contadini fin dalla nascita, ancorandoli alla proprietà del loro signore. E bastava una parola per concedere loro la libertà o decretarne la fine.
Belli anche i personaggi, di spessore.
Sia Addis che Moira, una serva che sa di essere stata liberata e lotta per non sottomettersi e ritornare alla condizione della madre. Entrambi soffrono ma sono consapevoli che la divisione delle classi sociali è rigida e non aggirabile.
Darei quattro stelle piene per contesto e personaggi.
La parte debole è invece a mio giudizio la trama: lenta e ripetitiva.
Moira fugge così tante volte e Addis la va a riprendere, dopo che lei (ovvio) si è messa nei guai da sola, che a tre quarti mi ero un po' stancata.
Surreali le scene di sesso dove - in pieno medioevo, con un barone onnipotente e arrogante, in astinenza da anni, e lei che è l'immagine della prosperità carnale - i due giacciono ripetutamente nudi e abbracciati, ma resistono...