“Il delatore modello del ventennio era il cittadino che, avuta casuale notizia di atteggiamenti più o meno coscientemente antifascisti, ne riferiva puntualmente all’autorità, ragguagliando i funzionari della Pubblica sicurezza sulla natura e dell’infrazione e sul suo autore.”
Mimmo Franzinelli - storico italiano e autore di celebri saggi storici che gli sono valsi alcuni premi tra cui il Premio Acqui, il Premio Viareggio e il Premio Ignazio Silone - con l’opera Delatori si è assunto l’ingrato compito di raccontare una delle pagine più tristi della storia italiana.
Questo saggio, infatti, si ripropone di esaminare la figura del delatore e delle spie negli anni caratterizzati dal ventennio fascista. In particolare Franzinelli analizza le varie casistiche e le motivazioni dietro simili comportamenti, spesso legate a rancori personali o incentivi economici: ovviamente il delatore nascondeva tale condotta dietro a ragioni nobili quali patriottismo o esigenze d’ordine sociale.
Non è una lettura semplice, sebbene intramezzata dalla trascrizione di lettere anonime, diari o documenti ufficiali, ma necessaria per venire a conoscenza di comportamenti taciuti e nascosti anche nel - forse vano - tentativo di “ristabilire la pace” dopo la fine del fascismo e dell’occupazione tedesca.