Non ero psicologicamente preparata a questo libro, perché mi aspettavo una storia un po' dura sì.. Ma non così. Quanta cattiveria, mi ha afferrato senza lasciarmi andare :(
Nonostante mi sia piaciuto molto, sono stata più volta tentata di abbandonarlo perché ad un certo punto mi ha fatto quasi male fisicamente, ecco.
La cosa curiosa è che il libro che ho letto prima di questo, "mani calde", parlava anch'esso di un bambino in coma e del suo POV ma i romanzi non potrebbero essere più diversi: dove lì ho trovato speranza, tenerezza.. Qui dolore, cattiveria, odio.
I personaggi, tranne un paio di eccezioni, sono tutti stranamente negativi, a partire da Bob Oswald, pigro e indolente vicino di casa di Skunk (la protagonista, perché la mamma amava gli Skunk Anensie..), alcolizzato, violento e disoccupato che va avanti con la vendita di droga e la previdenza sociale; le sue cinque figlie, cattive, prepotenti e nel degrado più totale.. Broken stesso, che povera anima mi ha fatto sì una tenerezza allucinante, mi ha spezzato il cuore ma non posso perdonare :(
Il padre di Skunk, Archie e Cerys, la ragazza alla pari che si occupa della casa dopo che la madre se ne è andata di casa, mi hanno messo in uno stato di profondo disagio. Forse sono esagerata io, ma alcuni loro modi di agire e comportarsi proprio non li ho accettati.. Le parolacce che Cerys dice a Skunk, il modo in cui a volta le risponde in malomodo.. L'indifferenza di Archie, il modo in cui questi due bambini stanno PERENNEMENTE davanti alla Xbox.. Mamma che disagio!!
La sensazione sgradevole è cresciuta ancora di più perché il romanzo mi ha ricordato spesso "Il buio oltre la siepe": Archie come Atticus è avvocato, Skunk come Scout ha un fratello più grande e non ha la madre (Qui è scappata verso la bella vita, ma ci siamo!); Cerys è Calpurnia, Bob Oswald ricorda sgradevolmente Bob Ewell, così come l'accusa (infondata) di stupro delle loro figlie.. Non da ultimo, Boo Radley (ahh Boo. Quanti mi manci :( ♥) e Broken.
Proprio per questi continui e chiari richiami non sono riuscita ad apprezzare fino in fondo i personaggi perché Atticus e Calpurnia.. Andiamo, c'è bisogno di descriverli? Il paragone non regge e mentre leggevo dei loro comportamenti continuavo a dire: "Atticus non avrebbe MAI fatto così".. "Calpurnia è dura, ma è buona e giusta"..
Il romanzo comunque si discosta molto dal libro di Harper Lee (E per fortuna, direi! Quel capolavoro è inavvicinabile) e mi è piaciuto soprattutto per lo stile dell'autore, decisamente promosso!!
Mi piace che abbia scelto di essere il narratore onnisciente che a volte annuncia qualcosa che accadrà più avanti e che spesso interagisce con i suoi personaggi.. e' una tecnica che apprezzo molto, soprattutto se si è in grado di sfruttarla.. E Daniel Clay (tra l'altro all'opera di esordio, bravo!) sembra proprio capace di farlo :)
La storia è un grande flashback perché il libro inizia con Skunk che parla dal suo coma e ci fa sospettare il peggio (nonostante ciò, io al finale proprio non ero pronta.. Terribile :(( ). Qui c'è una frase che forse non avrei messo perché un po' ha fatto capire troppe cose 'fondamentali'.. Però vabbé, niente di gravissimo, ecco :D
A volte il libro è leggermente confusionario e alcuni passaggi troppo repentini.. Ma vabbé, anche qui, poca cosa!!