"C’è qualcosa che non va!" scrisse con rabbia nel diario, mentre il suo scetticismo cresceva di minuto in minuto. Poi, finalmente, riuscì a cogliere il motivo del suo dissenso. Si voleva far credere che, grazie alla nascita del piccolo ibis chiamato Yuyu, l’estinzione dei Nipponia Nippon in Giappone fosse stata scongiurata. Ma Yuyu non era altro che il discendente di uccelli cinesi trapiantati sul suolo nipponico, e l’estinzione degli ibis crestati di origine giapponese era in realtà più che definitiva. Quando Haruo se ne rese conto tutto il clamore esploso intorno alla “nascita dell’ibis crestato di seconda generazione” si trasformò ai suoi occhi in un grande imbroglio. La gente cercava ogni pretesto per andare in visibilio".
3 stelline e mezzo per un romanzo che mi ha sorpreso!
Devo ammettere che, nonostante il mio rapporto piuttosto controverso con gli autori giapponesi dato dall'impressione di non riuscire mai a entrare pienamente nel loro stile di scrittura, questa storia mi è piaciuta, mi ha inquietato e soprattutto io non riuscivo assolutamente a staccarmi dalle pagine!
Infatti per me uno dei punti forti del romanzo è proprio la grande tensione che l'autore, pagina dopo pagina, costruisce per coinvolgere il lettore grazie a una trama molto accattivante che stuzzicava sempre di più la mia curiosità e a un protagonista che, davvero, non può lasciare indifferenti. Haruo, attore principale di questa bizzarra vicenda, è un ragazzo estremamente problematico che vive una vita ai margini della società, è un ragazzo soprattutto solo, ferito dal rifiuto della ragazza di cui si era innamorato, un ragazzo furioso con il mondo intero, un personaggio che in più passaggi ho trovato molto, molto inquietante.
La storia comincia quando Haruo scopre un legame tra il suo cognome e il nome "Nipponia Nippon", ossia l'ibis crestato, un animale in via di estinzione e protetto dal governo con l'unico scopo di far riprodurre gli ultimi esemplari perché considerati simbolo della nazione giapponese. Il ragazzo vive tutto questo come un insopportabile "sfruttamento" dell'ibis volto a soddisfare i capricci degli uomini ai quali interessa soltanto il suo aspetto simbolico, non certo lo stato di salute dell'animale. Haruo si convince così di essere destinato ad una missione: salvare i Nipponia Nippon liberandoli o addirittura uccidendoli (lo scoprirete leggendo il libro) perché convinto del fatto che solo compiendo un'azione così plateale che avrebbe di sicuro sconvolto l'intero Paese, la società si sarebbe finalmente accorta della sua esistenza, solo così avrebbe smesso di essere invisibile.
Credo che questo romanzo sia una grande riflessione sulla solitudine, sul disagio che molti giovani giapponesi provano nei confronti di una società che chiede loro troppo e ho apprezzato molto il modo in cui l'autore ha scelto di farlo.
Molto bella questa nuova collana di letteratura giapponese cominciata dalla casa editrice E/O, infatti mi ha permesso di scoprire due nuovi autori che appartengono ad un mondo che mi fa sempre un po' paura perché lontano da me e dalle mie solite letture e sono per questo felice che invece nel 2018 abbia letto ben 3 libri di autori giapponesi, per me un record!