Le storie contenute nel libro dipingono il mondo dei sogni, dell'irreale. Parlano di amori fra creature bizzarre, di fate permalose o angeliche, di incredibili magie. Virtù e vizi si danno battaglia senza quartiere, proprio come nel mondo inquieto in cui stiamo perigliosamente vivendo. Oggi come ieri, è labile e misterioso il confine tra realtà e finzione, sonno e veglia, vita quotidiana e volo della fantasia.
Guido Gustavo Gozzano was an Italian poet and writer.
He was born in Turin, the son of Fausto Gozzano, an engineer, and of Diodata Mautino, the daughter of Senator Mautino, patriot and supporter of Giuseppe Mazzini and Massimo D'Azeglio. He spent his life in Turin and in Agliè (in the Canavese area), where his family owned several buildings and a large estate: Villa Il Meleto.
Of delicate health (but nevertheless practicing sports such as ice-skating, cycling, and swimming), he completed primary school with mediocre results, and attended Liceo classico Cavour; in 1903, after secondary school, he studied law at the University of Turin but never graduated, preferring to attend the crepuscolari torinesi, i.e. literature lessons by poet Arturo Graf, who was well liked by the young men of letters.
Graf exercised great influence over Gozzano. His Leopardi-inspired pessimism was mitigated by a spiritualistic form of socialism, a combination which young Turinese intellectuals (who saw in his thought an "antidote" to the style of Gabriele D'Annunzio) particularly favoured. Graf helped Gozzano depart from D'Annunzio's canon, which imbued his early work, by "going back to the sources" and devoting himself to a thorough study of the poetry of Dante Alighieri and Francesco Petrarca, which helped refine his poetic sensibility.
Che dire delle decine di volte che ho letto questo magnifico librone del 1961 con quella magica immagine della copertina? (che ho caricato e se cliccate su "more photos" potete vedere) E della danza degli gnomi e di Nevina e Fiordaprile? E di Quando i polli avevano i denti e la neve era nera c'era allora c'era c'era..." E di tutte quelle volte che alla vigilia di Natale, davanti all'albero e al presepe declamavamo Consolati, Maria, del tuo pellegrinare! Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei. Presso quell'osteria potremo riposare, ché troppo stanco sono e troppo stanca sei
Il campanile scocca lentamente le sei
Assolutamente unico e impagabile! E Buon Natale a Tutti
Il linguaggio di Gozzano è superbo, ghiotto e rotondo. Purtroppo gli avvenimenti di una buona metà delle fiabe sembrano del tutto casuali e privi di logica, nonostante sia un aspetto che probabilmente non interesserebbe a un bambino.
Ho letto il libro in un paio di serate e trovo che le fiabe alla lunga possono risultare stucchevoli; poiché si tratta di una raccolta di fiabe originariamente pubblicate periodicamente sul Corriere dei Piccoli, l’approccio migliore alla lettura potrebbe essere quello di diluirne la lettura con una fiaba al giorno.