«Processi verbali, io intitolo delle novelle, che sono la nuda e impersonale trascrizione di piccole commedie e di piccoli drammi colti sul vivo».
Processi verbali (1890) è una raccolta di dodici novelle caratterizzate da una brevità e crudeltà alla Maupassant, dove emerge forte il nichilismo la realtà come illusione, la vita sberleffo dei vinti, la storia vuota di ogni senso.
Federico De Roberto (Napoli, 1861 - Catania, 1927) fu tra i più radicali e originali interpreti del verismo letterario italiano. I viceré (1894) rappresenta il suo capolavoro, oltre al quale sono indubbiamente da ricordare i racconti de La sorte e di Processi verbali , ma anche il romanzo La messa di nozze , opere tutte pubblicate da Intra.
Collana Il Disoriente - Luoghi della lettura Le pubblicazioni Intra sono tutte in formato cartaceo tascabile (12,7×20,3 cm) e in ebook, con grande attenzione rivolta alla leggibilità del testo e alla grafica.
In uno stile che privilegia il dialogo alla pura descrizione (da cui il titolo), De Roberto, in questa raccolta di novelle, pone alla nostra attenzione il sempiterno contrasto tra buoni e cattivi sentimenti, tra egoismo e altruismo, tra persone che privilegiano la via del cuore e coloro che esternano solo un'indole calcolatrice e fredda, tra chi condiscende ciecamente ai valori imperanti e chi sembra porli in discussione per cercarne di propri. Molto significative soprattutto la prima (Il rosario) e quella dedicata al personaggio del "selvaggio" Lupetto.
Un altro libro, un'altra chicca di storie brevi che raccontano del popolo siciliano nel modo più impietoso, che raccontano della miseria e della perdita della dignità -che ci manchi fin dalla nascita o che la si perda per i più futili motivi. Queste non sono storie di riscatto, sono storie di vite senza scampo.