So Writes Roberto Cotroneo in the opening pages of his Letters to My Son on the Love of Books, a beautiful, engaging collection of four "letters" from an Italian father to his young son Francesco that is an introduction to not only the wonders of literature, but also the moral dimensions it contains. Each "letter" focuses on a particular theme, and on one book or author to illustrate it. Cotroneo discusses Robert Louis Stevenson's Treasure Island instructs us on anxiety; tenderness is discovered in J. D. Salinger's The Catcher in the Rye; the notion of passion is articulated in T. S. Eliot's "The Waste Land" and "The Love Song of J. Alfred Prufrock"; and Thomas Bernhard's The Loser illustrates how the pitfalls of unhealthy competition can turn talent into disaster. Cotroneo has chosen books from which he has learned valuable lessons about the world, lessons that as a father he passionately wants to share with his son. For book lovers of all ages, these letters of practical criticism offer valuable lessons for life.
Sono nato ad Alessandria il 10 maggio 1961, dopo gli studi di filosofia e pianoforte ho iniziato giovanissimo la carriera giornalistica. Prima sull’Europeo e poi dal 1987, chiamato da Giovanni Valentini alla redazione del settimanale L’Espresso, giornale dove ho lavorato per 16 anni. Dal 1993 al 2001, sotto la direzione di Claudio Rinaldi, sono il responsabile delle pagine culturali e per più di un decennio uno dei critici letterari del settimanale. Sono stato editorialista di Panorama e dell’Unità. Tra il 1988 e 1989, con lo pseudonimo di Mamurio Lancillotto ho scritto stroncature letterarie per l’inserto culturale del Sole 24 Ore. Ho condotto per alcuni anni la Mezzanotte di Radio Due, e nel 2010 il programma sul cinema indipendente de La7: La 25ª Ora. Dirigo la Scuola Superiore di Giornalismo della Luiss di Roma, e i master creativi della Luiss (Luiss Writing School, Master of Art, Master of Music). Ho una rubrica settimanale su Sette del Corriere della Sera, “Blowin’ in the Web”, e pubblico recensioni sul Messaggero. Vivo a Roma e ho due figli.
Perché tu capisca, qualunque cosa tu voglia fare nella vita, che la dimensione del sogno, quella del racconto, del fantastico, non te le regalerà nessuno e la tua ricchezza sarà quella di non riuscire a farne a meno. «Il grande vegliardo si alzò esitante appoggiandosi al suo bastone, soddisfatto. Ora quel mondo era diventato il mondo. Qualcuno lo chiamò: “Venerabile Jorge, venerabile Jorge...”. Lui sorrise, riconobbe quella voce: voltò il viso verso di lui, ma i suoi occhi guardavano come sempre al cielo. “Venerabile Jorge, ma se noi siamo il mondo, il mondo quale senso può mai avere?”. Il venerabile Jorge accentuò il sorriso. Poi rispose quasi svagato: “Frate Guglielmo da Baskerville, voi ben sapete che tutte le cose del mondo conducono a una citazione o a un libro». E scomparve. come d'incanto...»
… la letteratura, il sogno di cui parleremo in questo libro, non è solo un gioco intellettuale, ma è l’unico modo per capire il mondo, l’unico per inforcare le lenti dell’’ambiguità, cadute ormai in disuso. […] La letteratura è un mondo Analogo, dove i libri si parlano tra di loro: per entrarci bisogna fare un salto, andare da un’altra parte. E dopo, il ritorno è difficile, perché quei personaggi continueranno a parlarti, a consigliarti, a farti prendere decisioni. (pg. 9).
I libri che parlano di altri libri e ne fanno un’analisi più o meno dettagliata el loro contenuto sono un po’ un’arma a doppio taglio. Ogni lettore legge e vive una storia diversa in quello stesso identico libro e non vorrebbe ricevere un’interpretazione che magari porta al rovescio di quella che è stata la sua intima comprensione. Infatti, ho cominciato a leggere questo libro scritto sotto forma di una lunga lettera al figlio di due anni, con un pizzico di scetticismo ma anche di curiosità. Chissà se Roberto Cotroneo avrà letto le stesse storie che ho letto io?
Non mi ha deluso però. A parte qualche nota autobiografica che prendeva la forma di un romanzo con tanto di descrizioni della propria infanzia e dei luoghi in cui è cresciuto e le persone conosciute, il resto del libro scorre rapidamente. Cotroneo sceglie cinque opere di quattro autori moderni per far conoscere al suo figlio di due anni di nome Francesco non solo cos’è la buona letteratura, ma anche spiegargli l’epoca e la società in cui si trova a vivere. Si tratta di un viaggio in tre romanzi celebri e famosi e di due poesie che impartiscono l’ imprescindibile lezione di come vivere, come diventare grandi e in ultimo come imparare a convivere con se stessi e con il mondo. Perché il viaggio della vita l’hanno percorso prima i personaggi dei grandi romanzi e delle poesie. Il confine labile tra il bene e il male, la trasgressione da adolescenti e la difficoltà di entrare nel mondo degli adulti, la paura di non osare e di sapere che si sta sprofondando nella propria mediocrità ma anche la difficoltà di accettarsi per colui che si è e per colui che non si potrà mai essere, tutto questo è contenuto tra le righe di un libro o di più libri. Basta solo farli dialogare tra di loro perché alla fine todas las cosas del mundo llevan a una cita o a un libro.
Una lettera di un padre indirizzata al figlio ci apre un mondo. Un mondo fatto di emozioni, di libri, di musica, di bellezza, un mondo fatto di parole. Attraverso alcuni libri: da Peter Pan a" L'Isola del tesoro" sino a" Il giovane Holden", un padre racconta al figlio la bellezza della lettura, il suono che hanno le parole, quanto sia bello perdersi tra le pagine di un libro per fantasticare, sognare, vivere. Una bella favola, una storia sulla lettura e le meravigliose sensazioni che la lettura sa donare.
Noioso....noiosissimo....ho letto questo libro in versione originale e ho faticato davvero molto a terminarlo, confesso che piu' volte la tentazione piu' grande e' stata quella di abbandonarne la lettura. Ho letto questo libro attratta dal titolo e dalla trama e probabilmente le mie aspettative di fronte a questo erano troppo grandi: ero totalmente convinta si trattasse di una lettera di un padre al figlio dove trasmetteva il suo amore per I libri e la letteratura...si e' invece rivelato un' analisi di altri racconti, dove per pagine e pagine in modo prolisso vengono narrate le gesta del giovane Holden, o dei pirati dell' isola del tesoro...insomma credo che analizzare e ricopiare intere discussoni dai romanzi di Stevenson o Salinger non sia stata un'astuta mossa. Assolutamente diffidate.
Robert Cotroneo schreibt mit großer Begeisterung. Es kommt mir so vor, als ob er seinem Sohn unbedingt diese vier Bücher ans Herz legen will. Ich selbst kenne nur zwei davon, aber ich habe beim Lesen große Lust auf die anderen beiden Bücher bekommen.
Mir gefällt die Einstellung des Autors zur Literatur. Er sieht sie nicht als hohen Berg, den man bezwingen muss, sondern als etwas, das Spaß machen sollte. Damit spricht er mir aus der Seele. Ich frage mich, was der Sohn von diesem Brief hält, wenn er ihn liest.
Un libro lleno de amor en cada página. Puedes sentir el cariño de un padre escribiéndole a su hijo, trasmitiéndole su pasión por el arte a la vez que le enseña lecciones importantísimas sobre la vida. Es un libro que al leerlo me ha hecho sentir abrazada, me ha hecho sentir que cuidaban a mi niña interior. Sin duda, la palabra para definirlo es "ternura".
who knew that essays on literary criticism could be so full of love and hope and affection? this is a little gem of a book. francesco and i would be around the same age, now - i hope he feels lucky to have this wonderful letter from his father.
In the form of a letter to his young son (to be read at a much later time), the author imparts his observations about the value of literature. He focuses on only a few works (, The Waste Land, The Catcher in the Rye...) as he examines such qualities as Anxiety, Tenderness, Passion, and Talent and how literature explicates them.