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Bàrnabo des montagnes suivi de Le Secret du Bosco Vecchio

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"È che tutti vivono così, come se da un'ora all'altra dovesse arrivare qualcuno; non l'assalto di un nemico, ma qualcuno, sconosciuto, non si può dire chi." È proprio Bàrnabo, giovane guardiaboschi, a provare per primo, tra i personaggi di Buzzati, il sentimento dell'attesa, a spiare, nelle lunghe giornate, la luce che sorge e scolora sulle montagne, a sperimentare cosa significhi attendere, non tanto un cosa o un chi, semplicemente attendere. Ed è ancora Bàrnabo a inaugurare l'esperienza del tempo come strano regista della vita, con i suoi segni discreti, leggeri e sbadati, ma irrevocabili. Bàrnabo delle montagne non è solo l'opera prima di Buzzati, ma è soprattutto la prova rivelatrice di quel favolismo morale che distinguerà la quasi totalità della sua produzione, ponendola a capostipite di tutta una linea narrativa del sogno, dell'incubo, dell'altrove.

327 pages, Pocket Book

First published January 1, 1965

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68 people want to read

About the author

Dino Buzzati

279 books1,138 followers
Dino Buzzati Traverso (1906 – 1972) è stato uno scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano.

Dino Buzzati Traverso was an Italian novelist, short story writer, painter and poet, as well as a journalist for Corriere della Sera. His worldwide fame is mostly due to his novel Il deserto dei Tartari, translated into English as The Tartar Steppe.

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Martina Sartor.
1,233 reviews41 followers
November 23, 2017
La magia della scrittura raffinata ed essenziale di Buzzati c'è già tutta in questi suoi primi romanzi, così come i temi dell'attesa, della solitudine dell'uomo, che arriveranno poi alla loro magistrale 'interpretazione' nel "Deserto dei Tartari".
Profile Image for Roberta.
2,011 reviews336 followers
December 5, 2017
Due racconti, due gazze impallinate: questa è l'unica obiezione che posso muovere a Buzzati. Ce n'era davvero bisogno?
I racconti si svolgono tra montagne e boschi di un'Italia non specificata. In Bàrnabo vediamo la vita dei guardaboschi alle prese coi briganti, per difendere una polveriera il cui scopo, obiettivamente, è ormai obsoleto. La tragedia della quotidianità riguarda appunto il protagonista, che nel picco della vicenda prende paura, e che viene punito con l'espulsione per la sua codardia. Ma non si tratta semplicemente di perdere il lavoro o di dover cambiare vita, quanto piuttosto del racconto di un ostracizzato che continua a sognare il passato, a mitizzarlo con quel suo tono rude di montanaro.

Il Bosco Vecchio è stato spesso definito favola o racconto per ragazzi. Mi chiedo perché mai: lo stile di Buzzati a mio parere è un po' troppo pesante per coinvolgere un giovane lettore, e certi passaggi sono decisamente forti. Lo zio cattivo è un cattivo vero e perciò più spaventoso di un qualsiasi orco e Sebastiano è troppo debole per permettere un'identificazione con lui.
Se però mi stessi sbagliando e là fuori ci fossero schiere di adolescenti che lo leggono sarei solo contenta: nel mio percorso scolastico Buzzati è stato tralasciato, e me ne rammarico.
Profile Image for Adrian Scurtu.
4 reviews4 followers
September 8, 2021
“— E în zadar, spuse vântul, trebuie într-adevăr să plec. De altfel, asta-i poate faimoasa noapte în care îţi vei sfârşi copilăria. Nu ştiu dacă ţi-a spus-o cineva. De noaptea asta cei mai mulţi nu-şi dau seama, nici măcar nu bănuiesc că există, şi totuşi e o barieră precisă care se-nchide deodată. Se-ntâmplă de obicei în somn. Da, se poate să fie rândul tău. Mâine vei fi mult mai puternic, mâine va începe pentru tine o viaţă nouă, dar multe lucruri nu vei mai pricepe: nu vei mai înţelege graiul copacilor şi nici pe cel al păsărilor sau al fluviilor ori al vânturilor. Chiar dacă eu aş rămâne, n-ai mai putea să-nţelegi nici un cuvânt din ce spun. Ai auzi glasul meu, dar ţi s-ar părea un foşnet fără sens, ai râde chiar de lucrurile astea. Nu, poate e mai bine aşa, să ne despărţim la momentul potrivit.”
Dino Buzzati are marele talent de imagina falia ce desparte supranaturalul de cotidian. Sau poate de a o indica.. Lumile misterioase capătă în narațiunea lui atributul verosimilitătii, iar nostalgia apasă fiecare episod. Se trăiește foarte mult între paginile sale, personajele umane au o viată interioară bogată, elementele naturii sunt și ele personaje traitoare, stânca și pădurea au propria lor viață. Ai spune chiar că naratiunile însele au propria lor viață. Autorul reușește să invoce suficient de intens angoasa trecerii timpului și a vremelniciei vieții, însă la fiecare colț al dramei lumii se întrezăresc firescul lucrurilor, posibilitatea binelui și suficiența clipelor trăite cu adevărat. Adesea oamenii devin elemente de decor in naratiunile lui Buzzati, și tocmai prin scăderea semnificației lor parcă se respiră mai bine și mai tonic. Ca și cum autorul ne-ar spune că abia când omul se diminueaza pe sine, atunci se manifesta și libertatea, satisfacția de a trăi, iar binele e de neconfundat. Autorul ne arată sau mai degrabă ne amintește cât de multe putem rata din preaplinul vietii simple.
Profile Image for Antonino Mangano.
131 reviews
June 3, 2024
“Origine” è la parola chiave che viene in mente quando ci si interfaccia con Barnabo delle montagne.
La parola chiave che mi è venuta in mente è - almeno per me, immediata - perché questo è il primo romanzo di Buzzati, la sua origine come autore di romanzi, e anche perché il libro fa fare un salto ai lettori in questo ambiente montano, restituendo tutte le emozioni legate alla connessione tra uomo e natura, un legame simbiotico e primevo, che diventa sensazione viscerale nel protagonista, Barnabo.

Alla poetica di questa connessione con la natura, si aggiunge, nella letteratura di Buzzati, almeno quella che ho letto finora (Il deserto dei Tartari e Il segreto del Bosco Vecchio), la costante presenza di un tono malinconico e nostalgicamente poetico, come pieno di rimpianto per un mondo, una dimensione in cui l’uomo era in pace con se stesso e che ha perso.
Questa nostalgia di ritorno alla dimensione di equilibrio e benessere si avverte nelle vicissitudini che colpiranno Barnabo, che per tutto il tempo delle sue tribolazioni non cesserà di rivolgere il suo pensiero a quelle sue “origini” che lo hanno legato alla montagna.

Qualcosa nella storia di Barnabo, però, mi ha fatto riflettere, come se il vivere le proprie radici, le proprie origini, esserne strappato e poi ritornarvi, non permettesse di chiudere un cerchio perfetto, con un finale lieto di riconciliazione con il proprio passato e un ritorno a un precedente stato di tranquillità.
In verità, in Barnabo delle montagne, sembra che a ogni azione, a ogni evento, positivo o nefasto, corrisponda un cambiamento da cui non sia mai del tutto possibile ritornare a un identico stato precedente.
Il cambiamento non riguarda solo gli aspetti esteriori nella vita e nelle abitudini dei personaggi, così come avviene nel mondo reale, ma influenza anche il mondo interiore di ognuno.
Una volta che il mondo interiore subisce un cambiamento, sebbene il personaggio, l’uomo, ripensi e avverta il desiderio della sua realtà passata, un effettivo ritorno a una situazione precedente potrebbe dispensare un duro colpo: la realtà potrebbe essere ormai irrimediabilmente cambiata, ma anche il modo di interagire tra l’uomo e il contesto delle proprie origini potrebbe essere diverso, mutato a causa del cambiamento.

In questo modo, una sensazione di insoddisfazione potrebbe fare capolino nella vita di ognuno, macchiando il proprio animo con un persistente senso di fastidio. Oppure, una sensazione di pace, di accettazione del cambiamento e della consapevolezza dell’impossibilità di poterlo controllare, di come le cose possano modificarsi nel tempo, di come noi stessi cambiamo, può invece alleggerire ogni sensazione angosciante, farci apprezzare il momento vissuto e i ricordi che serbiamo.
Qualunque sia il sentimento che potrebbe pervadere l’uomo nel suo rapporto con il fuggire del tempo e il modificarsi della realtà che viviamo, l’unica scelta che l’uomo sembra avere è quella di decidere in che maniera continuare a esistere.

La narrazione di Buzzati è sempre gradevole. I capitoli sono agili, le descrizioni essenziali e chiare, il fluire degli eventi scorrevole, il modo di tratteggiare le caratteristiche comportamentali dei personaggi è gradevole, senza sacrificare la profondità di osservazione dell’animo umano.
Leggere i romanzi di Buzzati, almeno finora, è sempre stata un’esperienza che, nonostante la malinconia che si possa avvertire di sottofondo, regala sempre una sensazione di calma, ma anche di coinvolgimento nella vicenda, in maniera delicata. In questo modo Buzzati suscita riflessioni, genera curiosità e appassiona alla lettura, confermandosi sempre un autore estremamente consigliato.
Profile Image for Răzvan Ursuleanu.
Author 1 book18 followers
April 28, 2025
Aș fi putut să fac prinsoare că Dino Buzzati a scris “Secretul Pădurii Bătrâne” înainte de “Bàrnabo, omul munţilor”, și aș fi pierdut acest pariu în sunete de fanfară. “Secretul Pădurii Bătrâne” este un basm, ba aș putea spune că doar atât este, o nuvelă simpatică dar lipsită de profunzime, un text care are personalitatea unui invitat pe care îl cunoști la o petrecere și care ocupă mare parte din seară cu povestiri și snoave ușor amuzante, demers care nu va reuși să se imprime în memoria celor care îl ascultă nici măcar până în dimineața următoare.

Și chiar dacă finalul mai salvează într-o oarecare măsură o narațiune care începe destul de repede să treneze, “Secretul Pădurii Bătrâne” rămâne pentru mine genul de încercare literară al unui scriitor dintre cei mulți, aflat la începutul unui drum pe care deocamdată încă mai bâjbâie, în speranța că va reuși să găsească acel stil care îl va face pe cititor să spună da, știu cine este, nu ai cum să îl confunzi cu altul.

Prin comparație, “Bàrnabo, omul munţilor” este o operă de artă literară. De fapt, nici nu se poate vorbi despre o comparație, pentru că acest volum cuprinde două nuvele ce provin din lumi complet diferite. Dacă “Secretul Pădurii Bătrâne” ar fi putut fi practic scrisă de orice persoană înzestrată cu o brumă de har literar, “Bàrnabo, omul munţilor” nu poate avea decât un singur autor, pentru că nu a existat și nici nu poate exista în literatură un scriitor care să poată crea în acest fel. Romanele “Marele Portret” și “Deșertul tătarilor”, povestirea “Monstrul Colombre” sau nuvela “Bàrnabo, omul munţilor” înseamnă doar Dino Buzzati, și nimeni altcineva.

Cu toate acestea, eu voi recomanda totuși spre lectură și “Secretul Pădurii Bătrâne”, cu rugămintea de a încerca pe cât este posibil să nu puneți nuvela în aceeași balanță în care se află cealaltă. Dacă acest exercițiu al minții va reuși, “Secretul Pădurii Bătrâne” cred că are suficientă forță pentru a îndulci cât de cât o zi pe care cititorul o percepe în nuanțe cenușii.

https://www.bucurestifm.ro/2025/04/28...
Profile Image for Andrea Muraro.
757 reviews8 followers
January 11, 2022
"[...] oramai le hanno dimenticate, le vie infinite e polverose, bruciate dal sole. Laggiù non c'era ombra né vento e rare erano le fontane. Bisognava andare sempre avanti diritti c'è lì in fondo una pianta ombrosa, ancora un piccolo sforzo. I piedi sono di piombo, coraggio perché si è arrivati."

Un romanzo sulla montagna, sui segreti che nasconde, sulle atmosfere rarefatte, sulla durezza dei luoghi, che diventa la durezza della vita; ma anche un esame approfondito sulle paure dell'uomo, sui pensieri ossessivi, sui segreti che si annidano dietro le emozioni e sulle speranze tradite. Questo è "Bàrnabo delle montagne" e questo è Dino Buzzati.
Bàrnabo, un giovane guardaboschi, pieno di vita e ambizioso, subisce la paura della sua età quando dovrebbe affrontare i fucili spianati così viene allontanato dai guardaboschi e si ricostruisce una vita, più solida e sicura, nella pianura. Eppure, quando torna in montagna, tra gli alti picchi petrosi e spigolosi, lo farà con la consapevolezza di dover restituire qualcosa.
Il primo Buzzati è già il Buzzati dei Racconti, quei terribili e cupi spiragli dell'animo umano. Lo è già per le sue frasi brevi e secche, per il suo periodare ossessivo e ricco di pause, per il suo lessico medio ma fortemente astratto e metaforico, tendente all'esoterico e al misterico. Ciò arricchisce una trama che è semplice nel suo sviluppo superficiale, ma del tutto irta di connotazioni psicologiche ed esistenziali.
Do tre stelle a causa del secondo romanzo, "Il segreto del Bosco Vecchio", che si lascia comprendere poco e che si situa al limite della fiaba per adulti, sebbene il suo fine mi sia rimasto oscuro.
Profile Image for Alberto Della Rossa.
22 reviews2 followers
June 28, 2018
Semplicemente incantevole, uno stile piano, semplice e allo stesso tempo evocativo. Leggevo e mi sentivo in pace, sentivo le montagne e parlavo con i venti.

Da leggere, assolutamente.
Profile Image for Marija P..
294 reviews1 follower
March 19, 2024
I really wanted to like it, but simply, it was boring. Nothing happened. "You're here for the vibes, human isolation, fear..."
Profile Image for Ana-Catrina.
339 reviews
June 7, 2015
I couldn't really get into it. A simple, melancholy story, pretty imagery, but not really that interesting...
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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