L'ultima cosa che Aaron Clark vede prima di essere investito sono i fari di un’auto, poi l’oscurità completa fino al risveglio in ospedale, due mesi più tardi. Fortunatamente, Aaron non subisce lesioni permanenti e una volta sveglio inizia a riprendersi rapidamente. Non tutto però torna alla normalità: la notte dopo il risveglio, Aaron rivive in sogno il momento dell’incidente ma, invece di essere investito, viene salvato da una ragazza che non ha mai visto prima. Da quel momento i suoi sogni sembrano trasformarsi in una sorta di esistenza parallela, così simile a quella reale che a volte diventa persino difficile distinguerle. Ma ancora peggio dei sogni c’è il fatto di non riuscire più a comporre, proprio nel momento in cui il suo gruppo, gli Emerald Gloom, sembra sulla strada giusta per raggiungere il successo. In una spirale di emozioni e sentimenti repressi, di legami indissolubili e di ferite mai rimarginate, inizia il viaggio alla scoperta dei luoghi più oscuri dell’animo di Aaron, protagonista controverso e tormentato, che nonostante la giovane età ha già conosciuto la morte ed è in costante lotta con la vita. A far da cornice, la città di Seattle e le note dei brani più memorabili della musica grunge.
Disclaimer: questa recensione è scritta dall'autrice dell'opera. (E vi assicuro che scrivere queste poche parole è stato più difficile che scrivere l'intero libro).
Partiamo dal titolo: perché Emerald Gloom. Tradotto letteralmente significa "tenebra color smeraldo". Il titolo è rimasto in inglese perché nella mia testa è nato così, perché fondamentalmente suonava meglio, ma soprattutto perché, oltre al suo significato letterale, "Emerald Gloom" è anche il nome della band di cui fa parte il protagonista, un nome che ha dietro una storia che racchiude in sé l'intero significato del libro. E sì, se non lo avete notato dalla copertina, vi confermo che la musica ha un ruolo centrale all'interno dell'opera, soprattutto la musica di genere grunge e rock. Io non sono una musicista (ci ho provato e il massimo che sono riuscita a mettere insieme con la chitarra sono sì e no cinque accordi), ma amo profondamente la musica. Poco prima di iniziare a scrivere questo libro, quando ancora stavo mettendo insieme le idee, facendo un giro su YouTube mi sono imbattuta per caso, per la prima volta, in Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Quella canzone, lo giuro, mi ha ipnotizzata, e mentre la ascoltavo ho pensato qualcosa come: "Dio mio, ho appena trovato la colonna sonora della mia vita". Da quel momento tra me e il grunge è stato amore, amore che in parte ho riversato in questo libro. Dunque Aaron Clark, il mio protagonista, è un musicista, è un amante della musica grunge e il suo idolo è Kurt Cobain. E qui comincia la storia vera e propria. Il libro inizia nel momento in cui Aaron si risveglia in ospedale dopo due mesi passati in coma a causa di un incidente: è stato infatti investito da un'auto e il conducente è fuggito senza prestargli soccorso. Per merito di una sfacciata fortuna, Aaron se la cava (relativamente) con poco e una volta sveglio la guarigione è più rapida del previsto. Però c'è un però, anzi due. Primo: la notte dopo il risveglio dal coma, Aaron rivive in sogno il momento dell'incidente, ma invece di essere investito viene scansato dalla traiettoria dell'auto da una ragazza che non ha mai visto prima, e da quel momento i sogni continuano di notte in notte seguendo un proprio corso temporale, come una sorta di vita parallela incredibilmente simile alla sua vita reale. Secondo: come ho scritto nella descrizione, persino peggio dei sogni c'è il fatto che Aaron non riesce più a comporre musica. La musica è l'unica cosa che ha permesso ad Aaron di trovare il suo posto nel mondo, è ciò che lo ha salvato nel periodo più buio della sua vita, perciò è disposto a tutto per riprendersela, persino a scavare nelle profondità della sua anima e a tirarne fuori tutti i sentimenti che vi ha represso per anni. Emerald Gloom è un'opera che si sviluppa su diversi livelli. La trama ruota intorno allo sdoppiamento tra l’esistenza reale e quella onirica di Aaron, ma il romanzo è soprattutto un viaggio nell’animo del protagonista, alla scoperta dei suoi pensieri più reconditi, dei suoi desideri e del suo lato più oscuro. Aaron è un personaggio indubbiamente controverso: riflessivo, chiuso in sé stesso, sfiduciato verso il genere umano, il classico sognatore in lotta con il mondo. Per molti versi è instabile, incapace di apprezzare la vita anche se non ha rinunciato del tutto a cercarne la bellezza, spesso anche incapace di relazionarsi con le persone che ama. L’incidente e il risveglio dal coma, ma soprattutto la comparsa di Florence, la misteriosa ragazza del sogno, innescano un vero e proprio processo di evoluzione del personaggio, ma lascio scoprire a voi in che modo si concluderà, altrimenti finisce che il libro non lo leggete più. A chi consiglio Emerald Gloom? Agli amanti delle storie fuori dagli schemi, ai lettori che non si fermano a una lettura superficiale, agli adulti che un po' continuano a sentirsi come Holden Caulfield, a chi sa apprezzare tutte le sfumature delle emozioni umane, anche quelle negative. E se siete amanti della musica grunge, avete anche un surplus.
"C’era un istante in particolare, quello in cui salivi sul palco e i riflettori ti abbagliavano, e la folla intorno a te gridava in modo assordante e ti girava la testa nel tentativo di abbracciarla tutta con lo sguardo, ecco, quell’istante era pura magia: il cuore batteva così forte da oscurare qualunque altro rumore e potevi sentirne il rimbombo chiaro e forte nelle orecchie, la batteria che scandiva il ritmo della tua anima. E mentre la vista si offuscava e i suoni si affievolivano, nel momento in cui iniziavi a suonare, ti sembrava di essere l’essere vivente in assoluto più vicino al paradiso. I Led Zeppelin lo avevano capito: la vera Scala per il Cielo era la musica."
Ringrazio immensamente Elle Caruso per avermi regalato la meravigliosa opportunità di leggere questa storia in cambio della mia onesta opinione. Te ne sono immensamente grata, grazie per aver messo su carta tutti i miei pensieri.
“Emerald Gloom” è il secondo libro di Elle Caruso, che ho avuto il piacere di incontrare nel mio percorso da book blogger. Non avevo idea che si fosse lanciata in un’altra avventura finché casualmente non mi sono imbattuta nella splendida cover su Facebook e Elle è stata tanto gentile da propormene la lettura. E meno male perché mi sono completamente innamorata di questa storia, dal vago sapore mistico, dalle giunzioni astrali, dal contenuto talmente vicino alle mie convinzioni e al mio intelletto che certi passaggi sembravano scritti dalla mia psiche in un riconoscimento tale che mi è capitato poche volte. Una storia intensa, che parla di musica e lo fa colpendo a fondo il lettore.
Quando ho iniziato a leggere non mi sarei mai e dico mai aspettata di immedesimarmi così tanto in Aaron, così tanto da sentirlo vicinissimo al mio vissuto. Gli artisti hanno una sensibilità tutta loro, che li porta non solo a percepire la realtà in mondo differente, molto più profondo, in maniera più organiza, perché colgono sfumature che a chi corre come un dannato in giro non riesce a intuire. E ti incanti a guardare come la trasformano e la restituiscono più intensa, unita alle loro emozioni. E la musica è sicuramente una di quelle arti in cui questo diventa più evidente, dove ascoltare parole e melodia diventa un’esperienza a tutto tondo. E la bellezza di questo libro è proprio questa, non è solo la storia di un ragazzo, non è solo la storia di un gruppo, è la storia di un’evoluzione musicale, di un’esplosione di note, di un caleidoscopio di emozioni che si materializzano in Aaron. È proprio il protagonista che cede il passo sulla scena alla musica, che nella persona di Cobain e con chiare sfumature anni ’90 si erge imponente dalla pagina, un comprimario importante, che si unisce nelle esibizione degli Emerald Gloom, il gruppo che dà il nome al libro, quell’oscurità dalle sfumature smeraldo che accompagna tutto lo sviluppo della trama. Trama perfettamente costruita dalla Caruso, che alla sua seconda esperienza come scrittrice ha costruito una storia originale e coerente nella sua complessità. Da una parte c’è Aaron questo ragazzo tormentato da un passato che lo ha inevitabilmente plasmato e lo ha chiuso in una bolla alta sopra il cielo della sua città, irraggiungibile anche dagli amici più cari, anche da sua sorella. Aaron vive in funzione della sua musica, di quel bisogno spasmodico di riempire i suoi vuoti e i suoi silenzi con canzoni che assordano la sua sofferenza. Aaron generoso, introverso, incredibilmente sexy, sufficiente a se stesso, non riesce a stare senza la sua chitarra, vive circondato dalla sua passione primaria, lavora in un negozio di musica, insegna a suonare la chitarra ai ragazzini e suona con i suoi due migliori amici Chan e Nathan in mezzo alla gente, credendo nelle loro canzoni, credendo nel loro stile, credendo in loro stessi. Ma quando subisce l’incidente e si sveglia dal coma, Aaron ossessionato dal controllo e dal passare del tempo e dallo spreco di momenti preziosi inizia a sognare una realtà parallela, ma soprattutto inizia a capire che la sua vita è in una situazione di stallo, in una situazione in cui deve aprirsi con chi lo circonda per superare sé stesso e la sua difficoltà di vivere collegato a chi lo circonda. Aaron è uno spirito libero, slegato da chiunque, eppure nei sogni si rende conto che non deve bastare a sé stesso, che può e deve impegnarsi con chi lo circonda, che può e deve accettare l’amore. Diventa allora categorico rincorrere la realtà, per viverla al meglio, con la felicità di realizzarsi professionalmente e sentimentalmente. Aaron è un ragazzo che tenta, sbaglia, si incaponisce, agisce istintivamente, vive di attimi concatenati solo dalla voglia disperata di farcela, di diffondere la sua musica nel mondo. Non è solo in questo percorso ed è proprio il suo rapporto di amicizia con i suoi compagni di gruppo e Allison, sua sorella gemella, che riveste un ruolo importante, tra tanti errori, litigate, ma anche e soprattutto dimostrazioni di affetto infinite che riempiono davvero il cuore di gioia. Dall’altra c’è la sua psiche messa a soqquadro dall’incidente che lo catapulta in un mondo in cui lentamente conosce un sentimento sconosciuto, un modo nuovo di interagire con chi lo circonda. Ogni passo è un tormento al risveglio, ogni sogno un tassello che si ricongiunge alla sua metà cosciente, un cammino di evoluzione che lo porta ad andare avanti anche nella realtà. Questa realtà che si avviluppa alla musica, alla ricerca del colpevole, alla ricerca della concretizzazione dei sogni. E a far da sfondo a questa storia c’è Seattle, la città piovosa, che emerge dalle pagine chiara e luminosa, ben definita sia nei luoghi che nelle situazioni. La Caruso non lascia niente al caso, ogni piccolo dettaglio perfettamente inserito nell’ottica generale.
Il particolare da non dimenticare? Un tatuaggio...
Una storia intensa, emotiva, che non si ferma solo alle pagine scritte, ma che si nutre di musica e racconta la vita di un ragazzo che ce la mette tutta per raggiungere il successo, raccontando di amore, amicizia, morte, senza edulcorare la realtà, raccontando un’oscurità color smeraldo che esplode di luce. Buona lettura guys!
In un mare di libri in cui sguazzano sempre più rockstar poco o per nulla credibili, con playlist gettate al vento solo perdire “Ok, anche il mio libro ha una colonna sonora”, con band che definire bidimensionali è dir poco, lasciatemi urlare a squarciagola: «Grazie, Elle Caruso, per aver creato questo piccolo gioiello, unico nel suo genere ed intriso di musica dalla prima all’ultima parola scritta».
Davvero, cari lettori: nessun romanzo, almeno tra quelli letti dalla sottoscritta sino ad ora, aveva una componente musicale così presente e così concreta come Emerald Gloom.
Il libro è coinvolgente: la prima parte forse un po’ più lenta della seconda metà ma, senza dubbio, è uno dei romanzi con la trama (o, dovrei dire, le trame?) più originale degli ultimi tempi [...]
La musica mi ha salvato dall'oscurità, e da quel momento in poi è diventata la mia ragione di vita, la mia ossessione. Un romanzo che parla di amore e amicizia ma soprattutto di musica, ecco come potrei definire Emerald Gloom.
Chi mi conosce sa quanto sia appassionata di rock e musica, quindi quando mi è stata data la possibilità di leggere un romanzo che fa di Seattle e della sua scena musicale il fulcro e il propulsore di una storia di carta... be' mi ci sono buttata a capofitto. b>Come è andata? Purtroppo devo dire che la storia non mi ha convinta, non mi ha conquistata. Ma andiamo con ordine. merald Gloom, tenebra color smeraldo, è il nome di una band emergente di Seattle ma anche l'aura che circonda il suo affascinante leader, Aaron Clark. Un ribelle, un ribelle sociopatico che ama la musica al di sopra di ogni cosa. Almeno questo è il modo in cui il protagonista vorrebbe presentarsi, e qui iniziano le mie perplessità. Ho trovato Aaron un personaggio assolutamente contraddittorio. Si parla tanto di oscurità, di tenebre, di dolore ma il protagonista agisce come il ragazzo acqua e sapone della porta accanto. Aaron ama alla follia padre e sorella, venera il genitore, è rispettoso nei confronti degli amici e si getta a capofitto nel sentimento per Florence... insomma un ragazzo dal cuore d'oro (chi non ne vorrebbe uno così?). Certo, la sua vita è stata funestata da due eventi traumatici, l'incidente e... (niente spoiler). Io credo che tu sia l'unica donna che può amarmi per quello che sono, accettando anche i miei lati oscuri e più folli senza provare a cambiarmi, o a salvarmi. Ma dove sono e quali sono questi lati oscuri e folli? Al lettore niente è raccontato e di tenebra in questo romanzo ne ho trovata davvero molto poca. Certo, Aaron vorrebbe presentarsi quale novello Kurt Cobain, genio indiscusso e incontrastato dei '90 e altra grande presenza di questo romanzo in cui è citatissimo (poteva mancare un accenno ai diari di Kurt e alla sua lettera d'addio?) ma i tempi sono cambiati e la storia assume più i contorni di un romance al sapore rock. Del resto fin dalla prima comparsa di Florence sulla scena sappiamo dove la storia andrà a parare.
A colpirmi piacevolmente invece sono stati i richiami musicali e l'ambientazione. Seattle è descritta con attenzione e precisione così come i locali che hanno fatto la storia del suo sound e tante sono le band citate e omaggiate (anche se spesso sono quelle più conosciute) dai Pearl Jam agli Alice in Chains, un tuffo nei '90 da cui emerge tutta la preparazione e il gusto musicale dell'autrice. Allison, conosci tuo fratello. È così testardo che sarebbe riuscito a convincere Cobain a far battezzare sul serio sua figlia da Axl Rose. (Scusate, dovevo citarla perché questa frase mi ha fatto morire ^^). Una nota dolente invece è lo stile. Purtroppo ho trovato molti refusi, concordanze verbali ballerine e anche di alcuni errori grammaticali un po' bruttini (centra e centrava non sono la stessa cosa di c'entra e c'entrava!). Insomma, la storia è carina e scorrevole e l'evento che dà l'avvio alla trama, questa sorta di sdoppiamento onirico, piuttosto originale ma la lettura non mi ha conquistata e convinta del tutto.
Chi sono io per giudicare?! Purtroppo il sistema di recensioni non prevede di commentare senza lasciare un voto, quindi devo adeguarmi con le stellette. (4) Avrei preferito astenermi e farvi leggere soltanto quale sia stato il mio PERSONALE approccio al libro dicendovi che la lunga introspezione del protagonista (ma anche dei personaggi “di contorno” mi ha un po’ stancato (non ci fate troppo caso.. io sono un lettore da “tutto e subito”) ma che il finale vale la pazienza profusa. Il manoscritto è quasi del tutto esente da errori grammaticali e/o refusi di stampa, segno della minuziosa attenzione posta alla pubblicazione. Belli e interessanti i “richiami storici” alla musica grunge. Certamente chi più di me è appassionato a tale genere saprà apprezzarne le varie interconnessioni con la storia del romanzo. Mi è piaciuta molto la concretezza dell’autrice (nessun volo pindarico e nessuna forzatura irrealistica nel racconto) e, anche quel che poteva sembrare irreale (non dico cosa per non togliere suspense) durante la lettura, torna plausibile nel finale. Mi ripeto… mi astengo dal giudizio ma non posso astenermi dal consiglio : LIBRO DA LEGGERE (appena uscirà la versione cartacea lo acquisterò per regalarlo ad un amico che legge sono “in carta” e che è un appassionato di Nirvana & Co.
Un libro che amplia i suoi temi e che non si limita a narrarci una storia d’amore, ma ci parla anche di musica, amicizia e psicologia. Un testo in cui i personaggi si rincorrono perfino nei sogni e dove le note degli Emerald Gloom fanno da colonna sonora a baci onirici e speciali. Una trama senz’altro accattivante ma scritta in modo dispersivo. In breve, ho trovato il testo piuttosto curato dal punto di vista grammaticale, ma la trama mi è apparsa piatta e leggermente inconsistente. Nemmeno i protagonisti sono riusciti ad entusiasmarmi più di quel tanto.