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Reale e virtuale

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Con questo libro Maldonado entra nel vivo di una delle tematiche più affascinanti, ma anche più controverse, nel panorama culturale contemporaneo: quello delle tecnologie avanzate e delle loro implicazioni sulla vita e sulla cultura del nostro tempo. In particolare, la sofisticazione delle tecniche di simulazione della realtà offre spunti per ripensare il rapporto tra la realtà e le sue rappresentazioni. Infatti, si parla oggi della possibilità di accedere a 'realtà virtuali', mondi illusori in cui l'operatore-osservatore diventa attore, vivendoli come se fossero reali. Maldonado affronta il fenomeno della virtualità valutandolo nei rischi che comporta e negli eventuali esiti positivi. La virtualità viene studiata nel contesto del sistema delle rappresentazioni visive della nostra civiltà a partire dalle sue radici storiche: dalla sconfitta dell'iconoclastia alla moderna iconofilia, dalla nascita della prospettiva nel Rinascimento alla fotografia, alla cinematografia, alla televisione, sino alle attuali tendenze della grafica computerizzata. Attorno a questo tema, l'autore fa confluire molteplici contributi disciplinari: quelli della filosofia della scienza, della storia dell'arte e dei mezzi di comunicazione, delle scienze cognitive. Il libro tratta, così, tanto delle sfide che la virtualità lancia alle discipline semiotiche e alla psicologia della percezione, quanto dell'uso applicativo della virtualità nella produzione industriale e negli ambienti ad alto rischio (robotica), quanto della sua rilevanza per la sperimentazione artistica. Si sottolinea infine il ruolo delle tecnologie digitali avanzate in ambito tecnico-scientifico.

192 pages, Paperback

First published January 1, 2005

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Tomás Maldonado

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Profile Image for Gerardo.
489 reviews35 followers
July 11, 2015
Il testo è molto agile e chiaro. Non impedisce a coloro che non hanno basi sulla materia di avvinarsi alla stessa. Bisogna tenere conto, però, che il discorso viene portato avanti da una personalità più vicina al mondo dell'arte che a quello dell'informatica. A parer mio questo rende il testo più interessante, ma potrebbe allontanare coloro che sono interessati ai lati informatici di tale argomento.

Il testo, ripeto, è una veloce e illuminante disamina degli gli strumenti che l'uomo ha prodotto per rappresentare la realtà, mostrando come questa produzione sia avvenuta anche in epoche passate (basti pensare allo sviluppo della prospettiva rinascimentale) e non solo nella nostra epoca 'tecnologica'. Ciononostante, M. non rinuncia ad evidenziare le qualità peculiari della realtà virtuale contemporanea, caratterizzata dall'uso di strumenti informatici anziché meccanici.

In più - ed è forse questo il vero obiettivo del testo - evidenzia come lo sviluppo degli strumenti informatici non abbia avviato un processo di 'derealizzazione' del reale, bensì una modifica nelle nostre capacità percettive e di conseguenza conoscitive del reale. Tant'è che questa realtà virtuale può aiutarci, oggi, a simulare scenari pericolosi per poter 'provare' soluzioni capaci di aiutarci nella vita quotidiana: questo accade nei più svariati campi come quello militare, automobilistico, medico, fisico, ecc. Davvero notevole è, in appendice, il saggio sull'iconicità: gli appassionati di Wittgenstein apprezzeranno le riflessioni di M.
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