Come si supera la vergogna di un lavoro che non gira per il verso giusto? Mariachiara Montera è donna, freelance, ha quarantadue anni. È cresciuta con l'idea che quello che fai definisce il tuo valore come persona - prima che come professionista. Ecco che la crisi lavorativa diventa fatica personale, perché lo sguardo rimane soggettivo: se il lavoro non funziona, siamo noi che non funzioniamo. Per liberarci dalle colpe e dalla vergogna, Montera prova a offrire appigli di oggettività: riflessioni e dati che riguardano il privilegio, le reti sociali e tutte quelle forze più grandi, politiche ed economiche, che spostano gli equilibri e i percorsi delle persone. E che ci aiutano a uscire dalla soggettività. Perché no, non dipende sempre da te.
Avrei dato 4 stelle anche se non sapessi che Maricler usa spesso questa app 😄 sono sicuramente di parte, perché avevo bisogno, proprio ora, di tutte queste riflessioni.
Un volume leggero, ricco di contenuti di “sostanza”. Nelle pagine di “Non dipende da te” si ritrova la voce dell’autrice, quella stessa voce che caratterizza tutti i suoi contenuti, dal podcast alla newsletter (solo per citarne alcuni) e che resta lì nella tua testa, come l’osservazione di un’amica che ti invita a riflettere sui vari aspetti della tua vita. Ne consiglio la lettura
Spunti di riflessione da far sedimentare, con la rinnovata capacità di scrittura di Mariachiara di smuovere corde e attivare il pensiero. Lettura breve, sicuramente consigliata.
Il libro di Mariachiara ha un solo difetto, che finisce troppo in fretta e ne vorresti ancora, vorresti approfondire quelle finestre che apre su merito, vergogna, su quella crepa che forse non si era mai chiusa tra lavoro e capitale e che nel tempo da crepa si è fatta voragine. Spesso mi sono chiesta cosa è tutta questa insofferenza che nel corso degli anni è cresciuta in me attorno al tema lavoro e a come non biasimo quelli che mollano tutto, prendono pause, fanno salti nel vuoto. Mi spingo a dire che in un paese in cui le disuguaglianze e la differenza di opportunità offerte ai più giovani parlare di merito o di robe motivazionali diventa particolarmente fastidioso. Il saggio di Mariachiara aiuta a mettere un po' più a fuoco questo disagio, le sue motivazioni ed origini, il cui carico non è solo e non può essere solo individuale.
Considerazioni sulla classe creativa disagiata (per citare Ventura), spostandosi fra Sarah Jaffe, Cynthia Cruz e altri riferimenti recenti che hanno tematizzato il tema della differenza di classe nell'epoca del neoliberismo (e dell'ideologia della meritocrazia).
Per me, leggere il punto di vista di Mariachiara Montera significa sentirmi meno sola in un mondo lavorativo che assomiglia a una giungla. È riconoscermi in tanti aspetti, personali e lavorativi. È capire che siamo in tante sulla stessa barca, cercando disperatamente di non farla affondare.
Una lettura veloce, ma ricca di spunti e osservazioni intelligenti. Pagine in cui scoprire piccoli lati personali dell’autrice fa capire quanto sia importante conoscere il proprio io per poter affrontare la vita. Ricordandosi che non tutto dipende solo da noi.