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The Way Back

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Italian

176 pages, Paperback

First published January 1, 1990

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Enrico Palandri

29 books8 followers

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,472 reviews2,452 followers
December 8, 2025
LA SAGRA DELLA MESTIZIA


Paola Vallini: Le vie del ritorno.

Probabilmente dovevo insospettirmi già dal titolo.
Certamente l'epigrafe di Giacomo Noventa (mai letto né sentito a parte per il forte antifascismo) mi ha dato una bella botta:
Chi resta, nostalgia lo move/ Chi parte, nostalgia lo tiene.
Sembra un insulso proverbio messo in versi maldestri.
Comunque, nonostante un inizio abbastanza frizzante e qualche momento interessante (pochi pochi, e voglio dire pochi), è la fiera della lacrima, della nostalgia, della malinconia.



Il protagonista è un medico che si specializza in psichiatra in Inghilterra, vive a Londra e lavora in un ospedale – abita con una donna che ama felicemente contraccambiato.
Ma anche questo tipo di emigrazione è vista e vissuta come una sconfitta, da gente con la valigia piena di ricordi e rimpianti (...patria perduta che ho pianto dal primo giorno della mia vita...!!!!!!).
Emigrazione di professionisti con cravatte d'Armani e Coveri, ma così uguale a quella dei “germanesi”: spaghetti, mamma, e sbornie di nostalgia.



Tutte le donne piangono, piangono sempre: ce n'è addirittura una, tale Sandra, che ha una cicatrice dietro l'orecchio, ed è stata l'amante di tutto il gruppo di amici, vivi o morti, terroristi o espatriati – ma l'unica cosa che sa fare è piangere, piangere, piangere. Esasperante.
Anche la compagna cantante piange parecchio vedendolo partire per un breve viaggio di ritorno nella dolce terra natia. Che strazio.

description

Non bastasse, Palandri s'inventa un protagonista (che per tanti aspetti è autobiografico) che non ha mai conosciuto il padre e ha una madre ebrea polacca scappata all'epoca del nazismo – il resto della famiglia è finito a Treblinka senza mai più riapparire.
Amici ricchi che si muovono tra stragismo ed eroina in una sarabanda di cliché.
Un viaggio in treno che funge da filo conduttore che segna i momenti peggiori del libro: quello che il viaggiatore vede dal finestrino innesta pensieri e riflessioni di rara banalità e mestizia.



Palandri arriva tra le mie mani per sponsorizzazione di Pier Vittorio Tondelli che parlò bene del suo romanzo d'esordio Boccalone. Sono stati amici, si suppone. Mi chiedo se il grande e ottimo Pier abbia avuto tempo di ricredersi dopo questa prova davvero 'regretful'.

PS
Ma forse non ho capito nulla: Palandri stava solo cercando di rinverdire i fasti (nefasti) del Cuore deamicisiano.

Profile Image for Frabe.
1,202 reviews57 followers
June 20, 2019
“Il passato è sempre un lutto, è morto, finito”, aveva detto Julia: ma non è così, mai, per nessuno. Vedi Davide: dopo gli anni dei troppi morti intorno, per terrorismo ed eroina, se n’era andato lontano, in Inghilterra, a farsi una vita nuova. Poi un giorno era tornato, e il suo passato era lì, occorreva farci i conti e coglierne pure il valore: era lì, vivo – altroché, Julia –, “abitava le cose come un segreto e ne era la ricchezza, ciò che le riempiva di senso”.
Profile Image for Vylivacha.
50 reviews2 followers
February 3, 2025
i bought this book to read about red brigades. in fact i payed 30 euros for it because i really wanted to read about red brigades. if you for a mysterious reason are thinking that this book is about red brigades you might be quite surprised after 200 pages to discover that there is not a single word about red brigades, but a long and pompous whining on authors complicated relationship with his mother, wife, fatherland and the past. it was alright i guess, some parts like the one on his childhood and working in england were well written and i almost got what i wanted - a politicized italian man remembering 70s. other parts were kinda boring. overall im still very much confused because the book is not about red brigades and i probably wouldnt touch it if i knew that.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
December 27, 2017
Tante belle frasi, alcune bellissime, sulla nostalgia e sul senso di ritorno per chi ha molte case, o forse non ne ha più nessuno. Una cronologia sfasata e sfalsata, che si dispiega per contenuti più che in ordine. Pesa però qualche eccesso di troppo: donne che piangono sempre, un senso della patria che sembra una versione di sinistra di De Amicis, qualche stereotipo di troppo sugli anni '70.
11 reviews1 follower
January 26, 2014
Uno stile maturo imprigiona il lettore nella nostalgia amara del narratore. Lo sfondo degli anni Settanta in Italia, vissuti e decantati, è più utile a sollevare dubbi che a fornire risposte.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

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